- Tags: Acta, copyright, megaupload, sopa, TPP
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Credits: Ioan Sameli @ Flickr
Sulla questione difesa del copyright/libera condivisione in Rete è consigliabile tenere gli occhi bene aperti. Sebbene molti abbiano reinfoderato le armi dopo il trionfo dello sciopero anti-SOPA, i cantieri legislativi di governi e compagnie commerciali continuano a sfornare soluzioni alternative. Pochi giorni fa abbiamo parlato di ACTA, quel provvedimento plurilaterale confenzionato sotto forma di accordo commerciale che diversi paesi dell’Unione Europea hanno firmato tra le proteste dei cittadini. Ma scavando più a fondo si scopre l’esistenza di un’altro accordo, che in questa settimana entra in fase di negoziazione, chiamato Trans-Pacific Partnership Agreement (o se preferite gli acronimi, TPPA).
Alcuni lo hanno già ribattezzato ACTA 2.0. Questo perchè TPPA si presenta anch’esso sotto forma di accordo commerciale e la sua discussione si protrae da mesi a porte chiuse. Sottoscritto da Stati Uniti, Nuova Zelanda, Singapore, Chile, Australia, Brunei, Peru e Vietnam, TPPA viene descritto dai promotori come un accordo volto a favorire il libero commercio tra i paesi aderenti. Secondo diversi attivisti e giuristi esperti di proprietà intellettuale, invece, è uno strumento pericoloso che potrebbe arrivare ad estendere la validità del copyright delle opere.
TPPA ha infatti uno speciale capitoletto dedicato proprio alla Proprietà Intellettuale in cui, tra le altre cose, si parla di “violazione del copyright” in riferimento non tanto al profitto che il pirata potrebbe trarre dalla riproduzione illecita di un contenuto, quando dal numero di persone che arrivassero a fruire di quel contenuto attraverso vie non ufficiali (questo vuol dire che se filmi tuo figlio mentre batte le mani al ritmo di Buffalo Soldier di Bob Marley, e questo video viene cliccato da milioni di utenti, potresti ritrovarti in grossi guai). Inoltre, si fa cenno a un allungamento del periodo di valenza del copyright per le opere di ingegno che verrebbe esteso fino a 120 anni dalla creazione dell’opera.
È proprio su questo capitolo che le varie parti si stanno confrontando a Los Angeles questa settimana (chi volesse saperne di più può trovare informazioni dettagliate qui oppure procurarsi questo saggio).
Nel frattempo, mentre lo scorso 18 gennaio la Rete scioperava contro SOPA/PIPA, la Corte Suprema americana si è espressa sulla controversa vertenza Golan contro Holder, stabilendo che il Congresso Americano ha di fatto facoltà di reintrodurre il copyright su quelle opere che, scaduto il periodo legato alla morte dell’autore, sono diventate di pubblico dominio.
Un’analisi esauriente al riguardo arriva dal blog di Fulvio Sarzana, avvocato e attento conoscitore dell’argomento:
“Per fare un paragone e’ come se la Corte Costituzionale Italiana desse la possibilità al Parlamento Italiano di stabilire che sono dovuti a chiunque ne acquisti i diritti, a centinaia di anni dalla morte e dalla fine del periodo di sfruttamento commerciale dell’opera, i diritti d’autore sulle opere di Alessandro Manzoni o di Mazzini” si legge nel blog “Seguendo il principio stabilito dalla Corte avremmo il paradosso di poter allungare i diritti di sfruttamento economico sulle opere all’infinito, basterebbe infatti richiedere ad un paese qualsiasi in giro per il mondo la trasformazione di un’opera di pubblico dominio in un’opera sfruttabile e, in base ai principi di reciprocità stabiliti dall’accordo internazionale dell’ Uruguay round, tutti gli altri paesi dovranno necessariamente adeguarsi.”
SOPA, PIPA, ACTA, TPPA, Corte Suprema, è passato solo un mese dall’inizio dell’anno, ma già il 2012 si candida come l’anno della guerra del copyright. In attesa di avere maggiori sviluppi sui provvedimenti in evoluzione, vi consigliamo di tenere gli occhi aperti e di informarvi il più possibile al riguardo.
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- Martedì 31 Gennaio 2012
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