I 5 ingredienti del successo di Pinterest


Credits: Pinterest

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La prima volta che entri in Pinterest ti può capitare di rimanerci male. Insomma, è il social network del momento, sta raccogliendo milioni di utenti come farfalle in un retino a maglie strette, eppure a un primo sguardo sembra più un sito commerciale che un social network. Meglio che cominciate a farci l’abitudine, perché oltre ad essere il social network (indipendente) che ha segnato la crescita più veloce di sempre (9,7 milioni di utenti solo negli ultimi 4 mesi), Pinterest è anche uno dei siti più copiati del Web.

L’enorme successo che Pinterest sta riscuotendo è tutto fuorché atteso. Com’è possibile che un social network che non è ancora uscito dalla fase beta ad inviti, riesca a rastrellare una simile quantità di utenti e a siglare un simile successo in così poco tempo?

Ecco quali sono secondo noi i 5 motivi principali:

1. La sostenibile leggerezza delle immagini
L’idea alla base di Pinterest è qualcosa di così semplice da lasciare disarmati: un social network che permette di collezionare immagini e catalogarle a seconda del loro contenuto. Se a una prima occhiata questo può sembrare un limite, è in realtà la chiave primaria del successo di Pinterest. Certo, Pinterest è perfetto per chi voglia trovare e collezionare illustrazioni, foto, progetti di design, memorabilia grafici etc. Ma su Pinterest non si trovano solo immagini, i contenuti spaziano dai video, agli articoli giornalistici, ai contenuti umoristici, fino ad arrivare ai prodotti di moda. Le immagini fungono da copertina, da sistema immediato di riferimento, un po’ come le copertine degli album in un astuccio porta-cd. Con Pinterest puoi pinzare insieme decine di foto che in realtà contengono i link a determinati contenuti, o che rappresentano un riferimento ad un articolo da acquistare. Questo, a differenza degli status, dei tweet o dei link, è un sistema più intuitivo e alla portata di chiunque. Una persona che non abbia una sufficiente infarinatura social farà fatica ad orientarsi in Twitter, ma impiegherà pochi secondi a pinzare contenuti interessanti in Pinterest.

2. Un sistema di condivisione intelligente
Per pinzare un contenuto (o pinnare, volendo trapiantare il termine inglese nel nostro vocabolario)  esistono diverse modalità: puoi caricarlo tu stesso, puoi inserire un link esterno (con modalità simili a Facebook), puoi riprendere un pin inserito da un altro utente, oppure, e questa è la vera novità, puoi estrarre un’immagine o un video direttamente da un sito che stai visitando utilizzando il pulsante “Pin It” che puoi incorporare nel tuo browser come un semplice bookmarklet. In questo modo, quando ti trovi in una pagina esterna, premendo “Pin It” Pinterest estrae tutti i contenuti pinzabili dalla pagina e ti permette di scegliere quale pinzare.
Bookmarklet a parte, Pinterest ha sostanzialmente ripreso alcune delle funzionalità più efficaci di Facebook e Twitter. Il repin è palesemente una riedizione del retwit di Twitter: trovi un contenuto che ti piace, lo “pinzi” automaticamente a una delle tue board nel giro di un click. La possibilità di commentare ogni contenuto ricorda da vicino la funzionalità Facebook comment, molto più intuitiva e funzionale delle menzioni di Twitter: voglio commentare un contenuto, non devo preoccuparmi di andare sulla bacheca di un contatto o di menzionarlo, scrivo e basta.

3. La piazza virtuale ha al centro un argomento:
Facebook, il primo vero social network di massa, ci ha insegnato ad articolare la nostra attività sul web attorno a un fulcro ben preciso: la persona. Il baricentro dell’utente Facebook è la bacheca personale (o Diario, se preferite), che non a caso ultimamente è stata trasformata in una sorta di vetrina. Pinterest, invece, incardina tutto intorno agli argomenti di discussione (Arte, Musica, Design, Scienza e Tecnologia, Storia…) e alle immagini che li caratterizzano.
Per trovare un contenuto su Facebook devi innanzitutto circoscrivere l’indagine ai tuoi contatti o alle pagine ufficiali, per trovarlo su Twitter devi imparare a usare gli hashtag o affidarti all’ancora acerbo motore interno. Per trovare un contenuto su Pinterest basta selezionare le categorie a cui sei più interessato e il software provvederà a mettere in primo piano sul feed centrale i Pin a cui potresti essere più interessato. I contatti, volendo, arrivano in un secondo momento. Trovi un contenuto che ti piace e aggiungi il suo “pinzatore” tra i tuoi contatti, non viceversa.

4. Da social network a negozio online il passo è breve
Pinterest è anche una sorta di rivenditore online. Cliccando sulla sezione Gift, infatti, puoi decidere di visualizzare solamente le immagini che fanno da copertina a un prodotto (un cappello, un paio di scarpe, una serigrafia, un oggetto di design, un’agenda Moleskine, qualsiasi cosa…) e solo quelle che rientrino in una determinata fascia di prezzo. A un click di distanza trovi la pagina ufficiale del prodotto su Etsy (un sito di e-commerce con cui Pinterest collabora) dove puoi tranquillamente acquistarlo. Questa funzionalità è ancora ai primordi, ma non passerà molto tempo prima che i brand e le aziende ne riconoscano l’importanza e comincino a tappezzare gli spazi virtuali di Pinterest con i propri Pin.

5. Il web ha bisogno di essere catalogato
Lo ripetiamo da tempo, con il moltiplicarsi dei contenuti (e dei produttori di contenuti, ovvero i comuni utenti), diventerà sempre più difficile farsi largo nella giungla di dati che ogni minuto vengono riversati in rete alla ricerca della notizia, dell’articolo o del contenuto che si desidera. Per questo si comincia a parlare di Discovery Engine (dei motori di ricerca passivi, che imparano a trovare per te i contenuti di tuo interesse senza bisogno che tu li interroghi), e per questo Pinterest ha il potenziale per espandersi ancora di più tra gli utenti. Pinzando assieme contenuti e organizzandoli per categoria, i 2 milioni di utenti attivi giornalieri di Pinterest stanno sostanzialmente facendo un’opera di catalogazione della rete. A differenza di Facebook, inoltre, il flusso di contenuti su Pinterest non è necessariamente correlato al momento in cui il contenuto è apparso in rete. Con i Pin e i re-Pin, infatti, i contenuti vengono rimessi in circolazione e affiancati ad altri contenuti più freschi senza una Timeline che imponga una gerarchia temporale fra di essi. In questo modo, la catalogazione dei contenuti sul web è progressiva e si muove verso una maggiore precisione e rilevanza.

Volendo ci sarebbe un sesto ingrediente, che non ha però a che fare con il modo in cui Pinterest è strutturato. Il sesto ingrediente del (potenziale e ulteriore) successo di Pinterest sono le donne. Sebbene ancora il sito non abbia rivelato dettagli sulla composione della sua utenza, è sufficiente dare un’occhiata ai fan che Pinterest ha su Facebook (è una social app dopotutto) per capire che con ogni probabilità la stragrande maggioranza degli utenti Pinterest è donna: il 97,9% dei Facebook fan infatti è di sesso femminile.

È la prima volta che un social network dimostra una presa così forte sul pubblico femminile. Ed è probabile che funzioni un po’ come per i pub: comincia a girare la voce che un posto sia frequentatissimo dalle ragazze, in tempo zero ci si trasferiscono anche i ragazzi.

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