Come ho incastrato il ladro del mio iPad

Come ho incastrato il ladro del mio iPad

di Giorgio Mulè

Per uno che ricorda anche la «data di nascita» del primo iPad (26 maggio 2010) è un evento traumatico. E comunque il principio vale per ogni cosa: rubare è un reato, odioso soprattutto quando chi subisce il furto è vittima anche di una vigliaccheria. La premessa per dirvi che hanno rubato il figlio del mio iPad, cioè l’iPad2 (e altro di cui si dirà tra poco), ma che nel XXI secolo grazie alla tecnologia non è affatto scontato che a vincere a guardie e ladri siano sempre i secondi.
Il «fattaccio» è successo intorno alle 8 di sera in via Piranesi, zona semicentrale di Milano, davanti a una palestra. Esco e, patapunfete!, vetro anteriore destro (lato passeggero, verrà precisato nella denuncia) polverizzato e borsa da lavoro sparita. Va da sé che a giudizio del popolo (come mi è stato incautamente ripetuto a più riprese, provocando una reazione leonina) la colpa è mia perché non è normale lasciare la borsa in vista all’interno dell’auto, visto che equivale a «provocare» un ladro, il che a mio parere significa dare retta a quegli idioti convinti nel sostenere che una ragazza in minigonna legittimi le avance dei depravati. Filosofia a parte – si vabbè la colpa è anche mia perché è normale che siccome viviamo nella giungla non si lasciano le «cose» in questo modo… – il dato di fondo è che la borsa non c’è più.

Oltre all’iPad2 dentro c’erano un paio di telefoni cellulari, documentazione di lavoro e, soprattutto, una «batteria» di analisi accumulate faticosamente in mesi di sbattimento fra ospedali, centri clinici e punti diagnostici per dimostrare all’assicurazione che non ho ancora svoltato sulla via del congedo dalla vita terrena. Una tragedia. Perché era previsto che la suddetta documentazione dovesse essere consegnata la mattina successiva al Signor Medico.

L’unico oggetto a salvarsi dalla razzia è un Iphone 4s, che mi aveva seguito in palestra per garantirmi musica di livello durante l’allenamento. Con questi sentimenti non propriamente cristiani salgo in auto con aria (molto) condizionata indotta dal finestrino «lato passeggero» e vado verso la questura (i commissariati dalle 20 in poi non raccolgono denunce). Telefono a Guido Castellano, curatore di queste pagine e mia anima digitale, e racconto il fatto. Lui mi illumina e col suo inconfondibile eloquio genovese dice: «Belìn, ma hai provato se quei bastardi li becchi con Trova il mio iPhone?». Accosto, attivo l’applicazione dal mio iPhone, inserisco la password, attendere… attendere… localizzo dispositivi… attendere… attendere…«iPad Giorgio localizzato 12 secondi fa»… Sembravo John Belushi in The blues brothers: ho visto la luce!

L’iPad pulsa su una mappa stradale: è in viale Molise… localizzato 30 secondi fa… si muove. Converto la mappa e guardo la posizione dal satellite. Si sposta… localizzato 20 secondi fa. Corro verso la questura. Arrivo. L’iPad pulsa: si è spostato, ma è sempre in viale Molise. All’ufficio denunce devo somigliare a un ebete mentre con il mio iPhone alzato come fosse una bandiera continuo a ripetere al sovrintendente di turno: «I ladri sono qui, sbrigatevi!». Non pulsa più: s’è fermato mentre davo le coordinate al 113. Il segnale è su piazzale Vincenzo Cuoco, per l’esattezza sopra il tetto di un palazzo. È fatta, penso, ora li beccano: localizzato un minuto fa… è davanti all’ingresso di questo enorme caseggiato triangolare. Una volante va in piazzale Cuoco. Due minuti, cinque minuti. Niente. Chiamano dalla sala operativa: non si trova. «Ma è lì» ripeto mostrando la mappa sull’iPhone. «Saranno in un appartamento» è la laconica risposta. Sul momento non la prendo bene: ma come? So esattamente dove sono i ladri e non si riesce a bloccarli? Provo molta rabbia, un senso di impotenza palpabile mentre buttiamo giù la denuncia. Non riesco a staccare lo sguardo dalla posizione dell’iPad: è sempre fermo lì, piazzale Cuoco. Immobile. La batteria dell’iPhone va giù a rotta di collo, è già al 50 per cento. Ogni due o tre minuti perde un 1 per cento. Non ho con me un caricabatteria né un cavo da collegare in auto: i signori ladri hanno rubato anche quelli.

Quando finisco in questura sono oramai passate le 10 di sera. La polizia non può perdere tempo con il mio iPad, ed è comprensibile: hanno mollato «l’obiettivo» per rispondere alle chiamate di emergenza di Milano. Va bene, vado io lì. E arrivo quasi assiderato (finestrino rotto, temperatura prossima allo zero). Sul luogo del delitto l’atmosfera è irreale: non c’è nessuno in strada, il palazzo incriminato in realtà è un labirinto: è lungo almeno 100 metri per tre lati e ci sono più di 200 appartamenti. Per capirci: fossimo a Monopoli certamente non saremmo a Parco della Vittoria, ma a vicolo Stretto. Il mio iPhone oramai è al 30 per cento di batteria, cerco ovunque: svuoto cestini dell’immondizia, mi sdraio per guardare sotto le auto in sosta, mi inoltro in un parco al centro del piazzale. Niente.

Batteria al 15 per cento. Torno a casa. Metto in carica. E guardo. Non succede nulla. Decido di inviare un paio di messaggi sull’iPad rubato: indico numero di telefono, imploro di restituirmi le analisi mediche. Silenzio. Intorno all’una di notte richiamo la polizia: l’equipaggio di una volante mi accompagna a fare un giro. Rieccoci in piazzale Cuoco. Atmosfera spettrale. Torce in mano, si ricomincia a setacciare nel cortile interno, negli androni, in un garage. Invio un suono all’iPad attraverso l’applicazione. Niente. Si torna indietro. La notte trascorre con l’iPhone che, ossessivamente, segnala che «iPad Giorgio» è sempre lì. La mattina non succede nulla, vado in commissariato per aggiungere dettagli alla denuncia e specifico che so dove si trovano i ladri. Un’altra volante va in piazzale Cuoco, i poliziotti si fanno vedere. Tutta la giornata va avanti così, sguardo fisso sul cellulare: «lui» è sempre lì. Fino alle 18.48.

Lì per lì penso a un errore. L’icona si muove: da piazzale Cuoco è di nuovo su viale Molise, supera via Cadibona e va avanti. Allora non è un errore. Schizzo in macchina, chiamo il 113. Di fatto stabiliamo, attraverso la sala operativa, un ponte radio con una volante. I ladri girano verso viale Umbria, si muovono spediti: devono essere su un motorino. Indico la posizione ai poliziotti, loro si avvicinano alla zona mentre io spingo sull’acceleratore. Ecco i ladri su via Cadore. Sono passati già cinque minuti da quando è iniziata la caccia. Il segnale si ferma su piazzale Libia.

La volante arriva nel piazzale nello stesso momento in cui io taglio il traguardo. Il segnale è fermo a ridosso di una palazzina. Ci risiamo, penso: troppo tardi. I due poliziotti chiedono ad alcuni passanti se hanno notato qualcosa di strano, controllano un giovanotto che ha l’aria sospetta. Niente. Si guarda nei cassonetti, sotto le
macchine. Fino a quando uno dei poliziotti lo trova: l’iPad è sotto una siepe, vicino c’è la copertina di protezione.

A vederlo fa pietà: è stato distrutto, sembra che gli sia passato sopra un tir. I ladri devono avere sentito addosso la pressione della polizia con le continue visite a piazzale Cuoco e hanno deciso di liberarsi del mio fratello digitale.

L’hanno preso a martellate, l’hanno deformato. Effettivamente mi sembra un po’ E.T. moribondo, un po’ Robocop alla fine della sua avventura. Premo il tasto dell’accensione e lo schermo si illumina. Non ci credo, ma è vero: funziona. Sblocco lo schermo con il codice segreto: è tutto al suo posto.

Ho recuperato i dati, i file, le applicazioni. Ho trasferito ogni cosa sul nuovo iPad che ha la copertina di protezione dello «zio». Lui, il vecchio, fa bella mostra di sé nel mio ufficio come un cimelio di guerra. E ancora
oggi mi tranquillizza localizzarlo dal nuovo iPad e dall’iPhone: è vivo, sta a Segrate a Palazzo Niemeyer. È a casa. Hanno vinto le guardie.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto Il futuro di Facebook
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Applicazioni Mondadori
  • R101