Fissatelo bene in testa perché lo troverai scritto sui dizionari dei prossimi anni, fra i neologismi.
Pinnare: v.tr (neolog.) l’attività di appuntare foto all’interno di Pinterest.
Pinterest, quindi. Fra qualche mese tutto ti sarà più chiaro. Per ora ti basti sapere che in America (ovvero in quel posto dove tutto – anche il network sociale – arriva prima) Pinterest è già un fenomeno da studiare. Del resto se riesci a racimolare più di 10 milioni di utenti nel giro di 4 mesi (la partenza più bruciante di tutti i tempi per un social network indipendente) e i tuoi utenti tornano a trovarti con una frequenza persino maggiore rispetto a quella di Twitter ai suoi inizi, non può trattarsi della solita meteora del Web.
Di Pinterest, di come funziona e dei segreti del suo successo vi abbiamo già parlato. Quello che mi preme fare in questa sede è provare a ragionare sui motivi “nascosti” (ma neanche tanto) che stanno dietro alla sua affermazione. In altre parole, perché siamo arrivati a Pinterest?
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PINTEREST? WHAT ELSE?
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Non serve fare troppa filosofia spiccia. Per avere un quadro chiaro del Pinterest-fenomeno è forse sufficiente guardare all’indietro e mettere in fila - uno dopo l’altro - tutti i vari trend che hanno segnato la storia dei social media.
In principio c’erano i blog, e i bloggers ovviamente. Era l’inizio del nuovo millennio ma soprattutto erano i tempi in cui c’era chi scriveva (e tanto) e chi leggeva (altrettanto). Parole, parole, parole, come cantava la buona e brava Mina, e poi commenti e ancora parole. Troppe parole, forse.
E così venne Facebook, per molti il primo vero social network (sì ok MySpace è arrivato prima) ma soprattutto il modo migliore per canalizzare ad personam l’enorme flusso di informazioni presenti in Rete. Attraverso Facebook abbiamo scoperto uno strumento molto più potente per condividere i nostri siti Web preferiti, ma anche i nostri pensieri, le nostre parole, i nostri i gusti, gli umori. Abbiamo imparato a condividere freneticamente ogni cosa, e abbiamo imparato a usare le connessioni del Web. Così oggi ci basta cliccare su un Mi piace per innescare una reazione a catena di portata planetaria.
Bello, bellissimo. Ma per chi ha a che fare con l’informazione ogni giorno (come il sottoscritto e molti altri colleghi, ad esempio) Facebook si è rivelato fin troppo dispersivo. Meglio uno strumento più efficace, capace di condensare in poche parole tutto quello che c’è da sapere. Come Twitter, ad esempio, il social network essenziale, quello che va dritto al sodo, senza tanti frizzi e lazzi: 140 caratteri e via, prendere o lasciare.
Così Ben Silbermann, Paul Sciarra ed Evan Sharpi, che poi sono i creatori di Pinterest, devono essersi chiesti: “What’s next?” Ovvero quale potrebbe essere il prossimo step evolutivo nella storia dei social media? “Un social network fatto di immagini, ma come abbiamo fatto a non pensarci prima!” Il resto è storia recente, ed è, almeno per ora, una storia di successo.
Insomma, Pinterest è lo specchio del Web dei nostri tempi, e della sua schizofrenia. Il vero riflesso della nostra società e della nostra - ormai irreparabile - bulimia digitale. Perché è inutile girarci intorno: vogliamo sempre di più ma abbiamo sempre meno tempo (e attenzione) per leggere. Lo dimostra, fra le altre cose, il successo che riscuotono le cosiddette infografiche (come questa) e le top 10 internettiane (come questa).
E allora prima di snobbare il fenomeno Pinterest bollandolo come un social network per donne, fighetti e maniaci del design casalingo, proviamo a pensare se in fondo non si tratta di qualcosa che riguarda noi tutti. E proviamo a chiederci cosa ci sarà dopo Pinterest. Perché di questo passo, sottolinea ironicamente businessgrow, fra qualche tempo i social network saranno una roba di questo tipo.
Prepariamoci insomma, perché presto potremmo trovarci a rimpiangere i tempi in cui i social network erano qualcosa di profondo, vero, introspettivo. Di quando ma ti ricordi che belle chiacchierate su Facebook? o di quei 140 caratteri che ci sembravano pochi, e invece…
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- Mercoledì 22 Febbraio 2012



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Commenti
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Il 24 Febbraio 2012 alle 14:53 Pinterest mood « ha scritto:
[...] in Italia in questi giorni si parla tantissimo. Solo questa settimana su Espresso. Corriere. Panorama. All’inizio io guardavo e basta. Sfogliavo pagine di immagini, compiacendomi di quante cose [...]
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