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Similar Images, Google affina le ricerche di immagini

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Novità per la ricerca di immagini di Google: grazie a Google Similar Images, una nuova funzione del motore di ricerca resa disponibile da Labs, i rusultati vengono raffinati a seconda delle peculiarità delle singole immagini.

La home page del servizio presenta una serie di ricerche dimostrative, volutamente generiche per poterne osservare le potenzialità.

Prova di ricerca con Similar Images: le immagini di Batman

Abbiamo scelto una parola chiave che potesse offrire una gamma di risultati piuttosto ampia e eterogenea.

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I rusultati come previsto indicano una serie di immagini del personaggio, del logo, dei film, dei fumetti.
Cliccando sul link “similar images” (quando disponibile) sotto alla miniatura, si effettua una nuova ricerca che canalizza ulteriormente i risultati a tutto ciò che è più simile all’immagine di partenza. In esempio abbiamo provato a selezionare un logo.

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Google limita la ricerca ai soli loghi di Batman.
Aguzzando la vista si può notare che il logo scelto in partenza aveva un leggero rilievo, così come i risultati correlati. Provando a rifiltrare i loghi selezionandone uno bidimensionale, il risultato sarà ancora più specifico:

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Tornando alla ricerca di partenza, abbiamo effettuato altre due prove “pescando” tra i risultati e senza aggiungere ulteriori parole chiave. Nel primo si nota come il sistema sia in grado di filtrare i soli costumi, nel secondo la ricerca si concentra sul videogioco Lego Batman.

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YouTube arriva su PS3 e Wii in full screen

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YouTube ha lanciato una nuova interfaccia del sito dedicata alla visione dei contenuti via Sony Playstation3 e Nintendo Wii.
Collegandosi via consolle all’indirizzo youtube.com/tv è ora possibile gustarsi i video in streaming direttamente sulla televisione, con un’interfaccia semplice e la navigabilità via remoto.
Il servizio è in Beta ed è disponibile in oltre 12 lingue e per 22 Paesi.
La versione televisiva si affianca a quella offerta per TiVo e Apple TV, e lascia fuori dai giochi la Xbox 360 di Microsoft - probabilmente a causa dei precedenti accordi per lo streaming stretti con Netflix.
Il servizio per ora non sembra compatibile con il browser di Sony PSP.
Chi volesse provare via PC la visualizzazione Tv di YouTube, può utilizzare Firefox con l’estensione User Agent Switcher.

Sacrificheresti dieci amici di Facebook per un hamburger?

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L’agenzia pubblicitaria Crispin Porter + Bogusky dev’essersi divertita parecchio ideando la campagna pubblicitaria di Burger King che sta spopolando su Facebook in questo momento.

Si tratta di un’applicazione per il social network chiamata “Whopper Sacrifice“. Se elimini dieci persone dalla tua lista amici ricevi in cambio un buono per un Whopper gratuito. La campagna è attiva solo per il mercato statunitense, dunque smettete di fare mente locale sui vostri “sacrificabili”.

L’idea è geniale in tutta la sua cattiveria(*), e non nuoce praticamente a nessuno.
L’applicazione notifica l’avvenuto sacrificio ai diretti interessati (…un lapidario “Tizio Caio ti ha sacrificato per un Whopper gratuito” tra le tue notifiche), creando un effetto a catena sorprendente.
Pensateci: per ogni persona che si avvale dell’applicazione, altre dieci vengono “pingate”, senza considerare che l’azione verrà pubblicata anche sul proprio profilo. Probabilmente chi si vedrà sacrificato, in risposta sacrificherà a sua volta altri dieci contatti. Oggi chi non ha dieci contatti superflui (sconosciuti di cui si è accettata l’amicizia casualmente) su Facebook? E chi non sarebbe pronto a aggiungere dieci contatti casuali per sacrificarli subito dopo? O ancora, quante persone credete non sarebbero disposte a mettersi daccordo per eliminarsi a vicenda per poi riallacciare l’amicizia una volta ottenuto il buono?

Fortunatamente la promozione vale per un solo buono a persona: il genocidio dei contatti è scongiurato.

(*)Vale la pena ricordare che in passato la Crispin Porter + Bogusky e Burger King avevano già fatto parlare di se con una campagna fortemente criticata per un vago senso del cattivo gusto.

Google Street View risolve un caso di sequestro di minore

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Di Google Street View si è parlato spesso in termini di violazione di privacy, ma le medaglie hanno sempre due facce.
In un recentissimo fatto di cronaca raccontato dal Worcester Telegram, la possibilità offerta da Street View di localizzare con assoluta precisione e ravvicinatezza è stata utilizzata dalla Polizia per rintracciare una bambina scomparsa.

La bimba di nove anni era stata sequestrata dalla nonna materna, che l’aveva in custodia per qualche giorno ma che a quanto pare non aveva intenzione di riportarla ai tutori legali.

Per ogni attivazione del cellulare della bambina, la Polizia del Massachusetts è riuscita ad ottenere le coordinate GPS fino all’incrocio di un’interstatale, in una zona rurale della Virginia.
Utilizzando le coordinate su Street View è stato possibile esaminare la sconosciuta zona circostante per identificare un possibile nascondiglio. Le immagini di Street View hanno mostrato enlle vicinanze un edificio dal tetto rosso, che è stato poi identificato da Google come un motel.
A quel punto è stata avvertita la Polizia della Virginia, che ha effettivamente rintracciato nonna e nipote all’interno dell’edificio segnalato.
L’episodio viene riportato anche dal Public Policy Blog di Google.

YouTube? Sempre più redditizio per Universal

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YouTube si sta rivelando come una determinante e inarrestabile fonte di reddito.
Questa è la conclusione alla quale si arriva leggendo un interessante articolo di CNET nel quale si prende in esame il caso di Universal Music Group.
Grazie all’accordo con YouTube, la major sta portando in cassa decine di milioni di dollari, mentre fonti vicine al mercato musicale ipotizzano una cifra vicina ai 100 milioni di dollari in un anno per quanto concerne il mercato dello streaming video di Universal. Universal sfrutta canali come MySpace, iMeem e MTV per lo streaming video, ma la fonte più redditizia è rappresentata da YouTube, con una crescita annuale di profitto dell’80% grazie al revenue sharing.

YouTube in questo momento risulta articolarmente appetibile: oltre alla popolarità, il sito gode di una concentrazione di sforzi atta a migliorare l’esperienza video e ad una monetizzazione del servizio non troppo invasiva. Si pensi a tutte le novità introdotte in questo periodo, una tra tutte l’ampliamento del player che permette di visualizzare video il 16:9 (strizzando l’occhio all’ambito cinema). Sono evidenti anche gli sforzi fatti per cercare di creare un modello di business che non allontani il pubblico a causa di messaggi pubblicitari e inserzioni soffoca-contenuto. D’altra parte YouTube garantisce e rassicura le major discografiche e cinematografiche con un sistema di filtraggio che permette di identificare - e dunque rimuovere - contenuti coperti da diritto d’autore caricati illegalmente dagli utenti.

L’ambito musicale su YouTube è sempre stato florido, è storicamente uno degli ambiti più popolari all’interno del sito. Tra i dieci canali più popolari, sette appartengono all’ambito musicale. Tra questi si trovano i canali di Warner, Soulja Boy e Hollywood Records, ma quelli di maggiore successo sono Universal e Sony BMG.
YouTube guarda dunque al contenuto premium come a un mercato redditizio sul quale lavorare per la monetizzazione del servizio.

Per chi se lo stesse domandando, i canali di YouTube non rapresentano per le major solo un veicolo promozionale: gli introiti pubblicitari generati dai canali vengono suddivisi tra le due realtà (revenue sharing). YouTube dunque rappresenta una vera e propria attività commerciale per le major del disco, e non solo una vetrina nella quale esporre artisti e produzioni. La stessa regola vale per l’ambito cinematografico e televisivo.

Google porta i video di YouTube sulle mappe

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Una piccola novità per Google Maps: alle opzioni di visualizzazione si aggiunge il video di Youtube.

L’offerta comprende ora le fotografie di Panoramio, le voci di Wikipedia e i video.
In realtà - come fa notare Webware - l’integrazione dei video era già possibile grazie ad un add-on specifico.
Oggi per attivare il livello dei video basta selezionare la voce dal menu “altro”.

Google Book Search indicizza le riviste cartacee

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L’offerta di Google Book Search si amplia con alcuni contenuti particolarmente interessanti. La “biblioteca” indicizza ora un ampio storico di riviste cartacee, suddivise per testata, anno e numero. Tra queste si trovano il New York Magazine, Ebony, Popular Science e Bulletin of the Atomic Scientists.

Ora effettuando una ricerca tra i risultati potrebbero dunque comparire gli specifici articoli tratti dalle riviste insieme ai libri. L’idea è particolarmente interessante se si pensa ad un’internet illimitata ma relativamente giovane: in Rete è semplicissimo trovare informazioni che risalgano dagli anni ‘90 ai giorni nostri, mentre per quanto riguarda il materiale storico - prettamente cartaceo - il più delle volte bisogna rivolgersi ad archivi off-line. Tra i numeri indicizzati troviamo anche materiale risalente ai primi del ‘900. Da notare che non tutti i numeri delle riviste sono completi al 100 per cento, in alcuni casi sono stati scansite solo alcune pagine di particolare interesse storico.

YouTube limita i contenuti “forti”: gli utenti urlano alla censura

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Sul blog di YouTube sono stati pubblicati alcuni dettagli riguardanti le nuove politiche per la gestione dei contenuti caricati dagli utenti.

Nello specifico, il team sta lavorando per rendere inaccessibili i video a contenuto sessuale o blasfemo agli utenti di età inferiore ai 18 anni e sta limitando l’esposizione degli stessi. In quale modo? Eliminandoli dalle liste dei più visti o dei più graditi.
Da una parte Youtube sottolinea la rimozione dei video pornografici - spesso automoderati con efficacia dalla comunità stessa - dall’altra tollera i contenuti “sexually suggestive“, ovvero i contenuti che pur non mostrando atti sessuali nudi e crudi mirano a una provocazione sessuale.

Come era prevedibile, gli utenti hanno risposto negativamente alla notizia, recependo l’azione come limitante e contraria alla libertà di espressione.
Definire un contenuto come “sexually suggestive” non è poi così semplice, e i canoni di ognuno possono essere differenti a seconda del proprio senso del pudore. Leggendo le specifiche infatti un contenuto di questo tipo potrebbe anche essere suggerito dalla presenza di un letto (!), da una posizione corporea che richiami un atto sessuale o da una danza ammiccante. In più, la decisione alterare la lista di gradimento o dei video più visti viene recepita come arbitraria o fuorviante rispetto al pubblico di YouTube.

La maggior parte degli utenti è convinta che la decisione derivi dalla protesta delle famiglie, e consigliano ai genitori di non utilizzare YouTube come la babysitter dei propri figli, così come viene fatto con la Tv.

Potrebbe essere interessante domandare allo staff di YouTube come dovrebbe essere catalogata la maggior parte della televisione italiana, costellata di pornostar che pubblicizzano patate e signorine goderecce in balia del proprio gelato su stecco.

YouTube: musica classica con orchestra virtuale in concorso

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A distanza di poco tempo dal concorso cinematografico, YouTube propone un nuovo contest, stavolta dedicato alla musica classica.

L’idea è decisamente originale: il sito invita i musicisti di tutto il mondo a scaricare gli spartiti di una composizione di Tan Dun (autore delle musiche di “La Tigre e il Dragone” ed “Hero“), a registrare la propria esecuzione per caricarla sul Canale di YouTube, come si trattasse di un’audizione online.

I misicisti selezionati entreranno a far pare di un’orchesta sinfonica virtuale grazie al montaggio di un video-collage, e potranno poi esibirsi alla Carnegie Hall di New York, il 25 aprile 2009.

Il regolamento, le FAQ e le video-presentazioni sono reperibili sul canale dell’Orchestra Sinfonica di YouTube.

Google: ecco l’archivio fotografico di LIFE

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Una piacevole novità per la ricerca di immagini di Google: il motore di ricerca ha reso disponibile da pochissimo l’archivio fotografico di LIFE.
Per accedervi ci si può collegare alla pagina dedicata http://images.google.com/hosted/life o utilizzare LIFE come fonte (es: steve jobs source:life).

Al momento le foto indicizzate sono solo il 20% dell’archivio totale. Nei prossimi mesi verrà caricato l’intero storico, che conta circa 10 milioni di fotografie.

La pagina speciale dedicata all’archivio di LIFE è suddivisa per annate e per gruppi tematici.
La pagina relativa alla singola foto contiene una serie di informazioni aggiuntive come l’autore, il luogo dove è stata scattata, la data e la dimesione massima.  È anche possibile votare i singoli scatti in base al gradimento (da 1 a 5 stelle).

Il futuro di Facebook

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