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I netbook del futuro secondo Freescale: design, ergonomia, interfacce…

“Form factor”, fattori di forma, di nuova generazione: sembra essere questa una delle strade maestre che si appresta a imboccare l’industria del mobile computing. Al Computex 2009 se n’è avuta conferma grazie soprattutto a Qualcomm e Freescale Semiconductor, e cioè due grandi nomi dei chip.
La prima ha battezzato la nuova categoria degli “smartbook” lanciando la nuova versione della piattaforma Snapdragon, la seconda non è stata da meno mettendo in vetrina al salone hi-tech di Taipei una serie di prototipi di pc ultra portatili basati (come quelli di Qualcomm) sui nuovi processori i.MX51 a tecnologia Arm.

La sfida, se così possiamo chiamarla, è quella di inventarsi prodotti che possano trovare uno spazio vitale di mercato tra gli smartphone e i netbook. Uno spazio che doveva essere occupato dagli Umpc e che vede ancora in corsa i cosiddetti Mid (Mobile Internet Devices). Ma i primi sono frutto di un progetto a quattro mani di Microsoft e Intel, i secondi puntano su Linux ma per quanto riguarda processori e chipset è tutto “made in Santa Clara”. Freescale e Qualcomm vogliono quindi rompere le uova nel paniere di Intel andando a competere con i suoi chip Atom e il guanto di sfida lanciato al Computex (nel caso di Freescale) è una serie di prototipi avveniristici di smartbook frutto della collaborazione con il Savannah College of Art and Design, un’istituzione privata no profit statunitense al top in materia di grafica e design.

Come possiamo definire gli smartbook? Presto fatto: come dispositivi dotati di schermi più grandi rispetto ai tradizionali smartphone e imperniati sul concetto di cloud computing, pensati per offrire connettività permanente e rispondere a requisiti innovativi in fatto di ergonomia, interfacce utente e fattori di forma.
L’obiettivo (di Freescale) è quello di dare origine a classi interamente nuove di dispositivi consumer. La solita frase fatta che accompagna una tecnologia che mai troverà credito fra le masse? Forse, ma anche gli Eee Pc di Asus, quando apparvero per la prima volta, erano degli emeriti sconosciuti.

Ces 2009, l’elettronica di consumo sfila a Las Vegas

ces_2009

Crisi o non crisi, la fiera delle tecnologie accende domani le sue sfavillanti luci in quel di Las Vegas. L’edizione 2009 del Consumer Electronics Show, in programma dall’8 all’11 gennaio nella capitale del gioco d’azzardo, si annuncia però in tono minore. Gli espositori sono più o meno gli stessi dell’anno passato (2.700 contro circa 3.000) ma la vera preoccupazione della Cea (Consumer Electronics Association, l’ente che organizza l’evento) riguarda l’affluenza di addetti ai lavori e visitatori. Il calo previsto è dell’8%, per un totale di circa 131mila persone che affolleranno i saloni degli hotel dove il dio denaro regna (di solito) sovrano. Tanti, comunque, ma fa specie notare come per i business man siano stati fatti offerte super scontate per non disertare l’appuntamento. La scottatura del fallimento del Comdex (nel 2004), storica grande kermesse tecnologica degli anni ‘90, deve aver evidentemente insegnato qualcosa.

Anche se alcuni big del settore (fra questi Cisco e Yahoo!) hanno rinunciato ai mega stand del recente passato, le novità in vetrina non mancheranno e saranno ispirate al tema del digitale ad uso e consumo personale. La Cea ha sbandierato il fatto che saranno in mostra ben 30 diverse categorie di prodotti di entertainment, dagli apparecchi dedicati al gioco a quelli per l’auto passando per tutto ciò che è tecnologia audio e video. Per gli adepti del social networking l’appuntamento con news, immagini e altro è su Twitter, Facebook e Flickr.

I computer saranno ben rappresentati soprattutto in ottica portatile, con i netbook a fare ancora la parte dei prim’attori. Oltre al paventato debutto nei mini pc di Sony c’è infatti molta curiosità per vedere da vicino l’Eee Pc Touch di Asus, l’evoluzione ultima del computer in miniatura della casa taiwanese, e i prototipi basati sui nuovi processori a basso consumo anti Atom (la Cpu per gli ultraportatili “best seller” di Intel) a firma Qualcomm, Via Technologies e Freescale Semiconductor. Grande attesa anche per i nuovi ultraleggeri da 13 pollici e, naturalmente, per Windows 7.

Dentro la casa, l’esperienza digitale avrà come sempre nei Tv il loro fulcro e al Ces si potranno ammirare le nuove avanguardie in fatto di apparecchi ultrasottili (qualche millimetro di spessore) a tecnologia Lcd e Oled e televisori sempre più connessi alla Rete, che faranno il paio con lettori Blu ray in grado di riprodurre video di YouTube e vari dispositivi 3D con i quali rendere ancora più avvolgente l’entertainment da salotto.

Infine il wireless. A Las Vegas ci sarà spazio anche per i cellulari - il nuovo sistema operativo di Palm basato su Linux, Nova, è fra le novità più attese - e per molti device sviluppati per sfruttare le capacità delle nuove tecnologie senza fili: WHDi, WirelessHD e soprattutto Usb 3.0.

La sensazione che si respira leggendo i principali siti hi-tech americani è quella di un evento che farà i conti con la recessione ma che cavalcherà comunque i temi caldi dell’industria tecnologica, tecnologie “green” comprese. Fra poche ore prenderanno parola i Ceo per i consueti “keynote” e Steve Ballmer (Microsoft) pare abbia molta voglia di fare uno dei suoi soliti show. Alla faccia della crisi e del quasi certo prossimo taglio di 15.000 suoi dipendenti?

Dispositivi elettronici: via al piano Ue per i consumi in stand by

standby

Stampanti, computer, televisori e macchine d’ufficio in genere: metterle in stand by, quando si va in pausa pranzo o in riunione è già buona cosa ma non basta. Perché gli apparecchi elettrici ed elettronici consumano e molto anche quando si adotta la modalità salva energia. È un qualcosa di risaputo (forse non per tutti) ma la Commissione europea ha voluto rafforzare gli “obblighi” per ovviare al problema.

Di recente l’organismo di Bruxelles e nella fattispecie la Commissione per l’energia presieduta da Andris Piebalgs ha infatti stilato un nuovo regolamento sulla “progettazione ecocompatibile” che ha il fine preciso di ridurre il consumo in modalità standby di tutti i prodotti elettronici per ufficio. Quello che stabilisce il regolamento, in concreto, sono nuovi requisiti di efficienza energetica per le macchine, requisiti che permetteranno di abbattere il fabbisogno di corrente elettrica di circa il 75% entro il 2020. Con il conseguente risparmio di svariati miliardi di euro – oggi nei Paesi Ue i prodotti in stand by consumano circa 50 Terawattora di energia elettrica all’anno - e la possibilità di evitare l’emissione di 14 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 nell’atmosfera.

L’intervento della UE non è altro che il passo ultimo dell’iter procedurale iniziato questa estate con l’approvazione da parte degli Stati membri della norma relativa alla progettazione ecocompatibile. Il regolamento di cui sopra entrerà in vigore nel primo trimestre 2009 e dal 2010 il consumo energetico in modalità standby di nuovi prodotti dovrà essere inferiore a 1 o 2 watt (nel 2013 si scenderà ulteriormente per arrivare a 0,5 e 1 watt). All’esame del Parlamento europeo e del Consiglio vi sono quindi altre misure finalizzate alla produzione di prodotti elettronici “eco” e le aspettative comunitarie parlano di possibili risparmi per complessivi 125 Terawattora di energia elettrica entro il 2020. Numeri che sembrano dire poco e che invece significano molto.

L’hi-tech secondo Greenpeace. Nokia la più “verde”

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Quanto sono realmente “green” le grandi firme dell’hi-tech? Tutti i produttori, chi più che meno, sono impegnate da tempo in una “guerra” di proclami per rivendicare il prodotto a più elevata efficienza energetica, la politica ambientale più impattante, l’iniziativa più ad effetto.

Difficile quindi stabilire chi sta facendo meglio in materia di eco-sostenibilità ma in Greenpeace ci provano con buoni risultati da 10 anni, da quando si sono inventati la Greener Electronics, la classifica che mette in fila i grandi vendor tecnologici per meriti ambientali. A differenza delle precedenti edizioni, quella del 2008 tiene conto non solo dei classici parametri che misurano i sistemi di produzione ma anche il ricorso a energie rinnovabili e i programmi che ogni azienda ha avviato per migliorare la situazione climatica attuale. A cominciare dalle iniziative dedicate alla risoluzione del problema e-waste, e cioè del riciclo (possibile in misura alquanto limitata) dei cellulari, pc e altri dispositivi elettronici di scarto che contengono prodotti chimici e metalli.

L’arcobaleno/barometro di Greenpeace mette quindi in evidenza chi in testa nella corsa per diventare la compagnia hi-tech più “verde” e al momento il ruolo di capoclassifica è nella mani di Nokia, che pur perdendo qualcosa fa valere il suo programma di ritiro dei cellulari usati

Sony Ericsson, Toshiba e Samsung si contendono la seconda piazza, più indietro inseguono Fujitsu Siemens Computer (che di recente ha lanciato il bollino “Green It” per i propri prodotti) e Lg Electronics e ancora ai margini della zona verde ci sono Sony, Motorola e Panasonic (che ha anche sponsorizzato un programma di Greenpeace). Poi arrivano le dolenti note, che riguardano molti nomi eccellenti dell’industria tecnologica e in ordine di classifica Sharp, Acer, Dell, Hp, Apple (sebbene il nuovo MacBook sia stato lanciato come il notebook più green oggi sul mercato) e Philips. Agli ultimi tre posti vi sono Microsoft, Lenovo e infine Nintendo: proprio alla casa giapponese che spopola fra gli scaffali dei negozi e negli spot televisivi con la sua Wii va la palma di azienda meno sensibile al richiamo del rispetto dell’ambiente. E non è certo, modestissimo parere di chi vi scrive, un bel biglietto da visita.

Pc “all in one” touchscreen: chi raccoglierà l’eredità degli iMac?

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Oggi sono un prodotto cosiddetto di nicchia, domani potrebbero diventare un gadget hi-tech per il grande pubblico. Oggi costano ancora parecchio, si va da un minimo di 500 per arrivare anche oltre i 1.000 euro, e domani essere invece accessibili al mass market. L’oggetto di questa analisi sono i pc “all in one” a tecnologia touchscreen, computer di cui si vede di fatto il solo monitor Lcd (nei formati da 18, 20 e anche 25 pollici) perché i componenti elettronici sono integrati nella parte posteriore dello chassis di quest’ultimo e di tastiera e mouse non hanno bisogno. Migliore qualità visiva, maggiore sensibilità dello schermo tattile, consistente calo dei prezzi dei display a cristalli liquidi, l’avvento di Windows 7 con il supporto della tecnologia touchscreen: questi i fattori che dovrebbero far decollare le vendite (e non solo nei punti vendita o nei locali pubblici) di pc touch, al momento una quota irrisoria sul totale di notebook e desktop.

Ma chi, fra i produttori, ha già messo a catalogo un computer cosiffatto? Chi a distanza di anni seguirà la strada un tempo intrapresa da Apple con i suoi iMac. Il conto è subito fatto. Hewlett-Packard, con la sua famiglia TouchSmart, è sicuramente in prima fila e punta al momento sull’elite degli appassionati di entertainment digitale. Quindi Asus, che invece scommette alla grande su un prodotto desktop “low cost”, sebbene non rinunci all’estetica, in totale armonia con il progetto Eee Pc. Eee Top (disponibile a breve in Italia, in due distinti modelli, ET1602 ed ET1603) è infatti un computer “tutto in uno” dal peso di circa quattro chilogrammi rivolto alle famiglie che allo schermo touchscreen da 15.6 pollici in formato 16:9 abbina processore Intel Atom, connettività Wi-Fi 802.11n (e Bluetooth), unità grafica dedicata (Ati Mobility Radeon HD 3450) e sistema operativo Windows Xp preinstallato (in opzione Vista Home). Il prezzo al pubblico dovrebbe essere compreso tra i 500 e i 600 euro in funzione della configurazione hardware prevista.

Rimanendo sui big non si può non citare ovviamente Apple e il suo iMac con display (tradizionale e non touch) da 20 o 24 pollici oppure la serie Xps di Dell, prodotti “all in one” che sfruttano le più recenti Cpu multi core (Dual e Quad) di Intel. Sony, con i Vaio JS1, è ovviamente anch’essa della partita. Fra gli specialisti meritano menzione Averatec e Msi. La prima ha presentato la nuova serie A1 con monitor Lcd da 18,4 pollici e l’accoppiata Intel Atom/Windows Xp. La seconda ha fatto invece le cose in grande per i propri modelli Wind Neton (debutteranno in Cina a inizio 2009), pc a interfaccia tattile nei formati di schermo da 16, 19 e 22 pollici che hanno nel motore processori Atom (single o dual core) e sistema operativo Windows (Xp o Vista) e che offrono come opzioni l’unità Blu-Ray e il sintonizzatore Tv.

E poi? Poco o nulla. Proviamo quindi a scommettere su qualche autorevole new entry. Magari Acer (con il suo marchio Aspire o quello di Packard Bell), che di suo ha annunciato il lancio entro febbraio a Taiwan di una versione del netbook Aspire One con display da 10 pollici?

Pc eco-compatibili? Da Fujitsu Siemens arriva il bollino verde

green

Siete consumatori attenti all’ambiente? Non rimanete insensibili al richiamo di tutto ciò che è tecnologia green? Siete del partito di coloro per cui un computer “verde” è un acquisto obbligato? Domande indiscrete a parte, la categoria degli utenti che guardano (anche) al lato eco di un prodotto tecnologico è in costante aumento e forse anche per questo Fujitsu Siemens Computers ha pensato bene di creare un bollino “Green IT”. Lo scopo di questa iniziativa al momento unica nel genere? Identificare visivamente i prodotti attenti all’ambiente, in termini di efficienza energetica e per il fatto di utilizzare cioè tecnologie eco-compatibili lungo l’intero loro ciclo di vita.

   

Fra i prodotti a riportare il marchio di cui, a partire da questo mese, vi sono praticamente tutti i notebook del produttore nippo tedesco, e cioè le linee professionali Lifebook ed Esprimo Mobile, i modelli consumer Amilo e le workstation Celsius. Ai portatili si aggiungono quindi le varie famiglie di desktop e thin client e più in là saranno “etichettati” anche server e sistemi di storage.

 

Come si potrà intuire se un prodotto è più green di un altro è presto spiegato. Il bollino verde è a tre livelli, identificati da una a tre stelle, che rappresenta il livello di riconoscimento più elevato: i prodotti meritevoli di tale menzione devono rispondere a precisi requisiti inerenti ai materiali, al riciclo e al consumo energetico.

I notebook? Li sviluppa la community, li disegnano gli artisti

wepc

Il portatile lo volete ancora più sottile? Il netbook lo immaginate con lo schermo 3D? Il gaming notebook lo sognate ancora più potente e magari parlante? Chi ha velleità di suggeritore del computer dei sogni può cimentarsi da oggi con WePC.com, il sito che hanno lanciato Asus e Intel per ricevere dagli utenti le “dritte” necessarie a realizzare nuovi prodotti ad uso e consumo della community. In altre parole l’invito rivolto dalle due compagnie è quello di diventare co-progettisti dei notebook e dei mini pc che verranno, di essere protagonisti attivi della nuova onda tecnologica. Di dare un contributo personale all’innovazione. Un po’, se vogliamo, come ha fatto Microsoft per Windows 7, scritto sulla base delle (tante) migliorie di cui necessitava Vista.

La fabbrica delle idee ipotizzata da Intel e Asus avrà come soggetti tre diversi gruppi di “lavoro” (le virgolette le metto perché l’iniziativa in questione non prevede un compenso bensì un premio a coloro che “si saranno distinti per la loro creatività nello sviluppo del progetto”): uno per i netbook, uno per i notebook e un terzo per i portatili dedicati al gaming. Ogni partecipante potrà fare più proposte e condividerle con gli altri membri della community. Per mettere in pista il computer perfetto – entro quali confini possa andare la fantasia dei consumatori progettisti non è dato a sapersi – Intel e Asus hanno fissato solo qualche paletto: i processori devono essere Atom, Centrino 2 o Core 2 Extreme.

Sempre in tema di computer sviluppati con il contributo degli utenti (parleremo un giorno di “user generated notebook”?) Hp e Mtv hanno annunciato il concorso “Engine Room” dedicato ai giovani artisti di tutto il mondo. Il premio andrà a chi disegnerà il miglior design per un portatile della linea Pavilion che sarà prodotti in edizione speciale utilizzando la ben nota finitura Imprint. I lavori verranno raccolti fino al 7 dicembre sul sito mtvengineroom.com e l’intento è quello di ripetere il successo dell’iniziativa “Take Action. Make Art”, che ha raccolto l’anno passato più di 8.500 lavori provenienti da 112 paesi di tutto il mondo (a vincere fu il ventenne portoghese Joao Oliveira).

Asus serie N, un tris di notebook un po’ “speciali”

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Design ricercato (come impone ormai il protocollo quando si annuncia un nuovo computer portatile), processori Intel di ultima generazione (Centrino 2 ma anche Atom) e una serie di particolari (come la funzione Express Gate per accedere alla Rete o a Skype in pochi secondi) che ne enfatizzano la natura di prodotti pensati per chi è sempre in movimento. Professionisti, manager o comuni mortali che siano.

Stiamo parlando dei nuovi notebook della serie N di Asus, tre modelli che il produttore taiwanese sta per lanciare anche sul mercato italiano in tre differenti configurazioni, identificate dalle sigle N10, N20 e N50.

La prima si rivolge a chi è in cerca di massima portabilità e lavora infatti con uno schermo da 10,2 pollici, un processore Atom a basso consumo e scheda grafica Nvidia GeForce 9300M Gs. Attenzione però: non è un netbook di fascia alta ma un mini notebook vero e proprio in quanto nel suo motore c’è Windows Vista Business (o in alternativa Xp Professional) e costa infatti a partire da 799 euro

Gli Asus N20 hanno dalla loro display retroilluminati a Led (tecnologia comune a tutti e tre i modelli) da 12,1 pollici e un sistema audio in cui spiccano gli altoparlanti Altec Lansing, mentre gli N50 si presentano con l’impegnativa etichetta di punta di diamante della nuova famiglia. Nella dotazione di serie di questi notebook da 15,4 pollici vi sono componenti non convenzionali come il touchpad multimediale con tasti retro-illuminati o il sistema di ionizzazione dell’aria integrato che aiuta a ripulire l’ambiente circostante da germi e fattori allergenici. Senza dimenticare le tecnologie, proprie delle nuove famiglie Centrino 2 di Asus, che consentono di rilevare e regolare la potenza energetica in base al carico di lavoro ed al tipo di applicativo utilizzato, e il sistema di riconoscimento facciale dell’utente che libera l’accesso alle funzioni del computer.

Il netbook di Asus con l’abito di lusso

asus_s101

Di fashion notebook ne abbiamo visti tanti, in questi ultimi mesi. Rifiniti con materiali di pregio e di tutti colori. Ma di netbook alla moda, nati per soddisfare i palati più fini in fatto di design ed eleganza, ancora non ne avevano sentito parlare. Fino a oggi, con l’annuncio da parte di Asus, la madrina dei mini pc a basso costo, della nuova serie S101, l’ultima della fortunata e sempre più ampia famiglia Eee Pc. Dunque un netbook di lusso, ultrasottile (lo spessore è di 18 mm) e compatto (pesa circa un chilogrammo), in cui spiccano finiture in metallo satinato e piccole gemme in cristallo, la cover lucido-brillante (nelle varianti di colore Brown e Graphite) e il “palm rest” in alluminio anodizzato.

Rispetto al primogenito da 7 pollici, il modello A701, sembra a tutti gli effetti un lontanissimo parente. Questo mini computer è infatti dotato di schermo da 10,2 pollici (formato oltre il quale il produttore taiwanese non andrà) retroilluminato a Led e del solito processore Intel Atom N270 (a 1,6 Ghz), coadiuvato da un Gbyte di memoria Ram e un disco a stato solido da 16 Gbyte (per archiviare contenuti digitali e documenti arriva in soccorso la funzionalità “Eee Storage”, che offre 20 GByte di spazio Web gratuito). Il sistema operativo è Windows Xp Home ma i bene informati assicurano che l’Asus S101 verrà prodotto anche con Linux, nelle versione con dischi Ssd da 32 e 64 Gbyte.

Altri pregi del nuovo Eee Pc, oltre alla scontata connettività Bluetooth e Wi-Fi (802.11n), sono infine il mouse pad multi-touch in dotazione, l’ampia tastiera (vanta un’area pari al 92% di quelle standard) e la durata delle batterie, garantita al limite delle cinque ore.

L’Eee Pc S101 arriverà nei negozi italiani a metà novembre. Il prezzo al pubblico? A partire da 599 euro. Il doppio, rispetto al primo Eee Pc a piattaforma Windows.

La mano di Logitech nella casa digitale

logitech

Il menu di base è sempre lo stesso – tastiere, mouse, periferiche, sistemi musicali – ma Logitech trova sempre modo di dare ai suoi annunci un tocco speciale. E anche questa volta, nel presentare le novità di stagione del suo ampio catalogo, la sensazione è quella di avere davanti agli occhi un qualcosa di “nuovo” per ampliare il corredo degli accessori digitali della casa.

Proviamo a metterle insieme, questa novità, partendo da Squeezebox Boom, all in one dotato di amplificatore integrato digitale da 30 watt e altoparlanti- per l’Italia c’è una versione speciale Alice sviluppata con Telecom Italia - che ha dalla sua diffusori per fruire direttamente di radio Internet e altri contenuti multimediali senza dover usare un apparecchio stereo separato. Via Wi-Fi, la musica in formato digitale archiviata nel pc o scaricata in tempo reale dalla Rete da selezionati servizi si può ascoltare in ogni ambiente della casa, collegando il lettore musicale di rete alla presa di corrente e senza dovere collegare altoparlanti esterni. Per averlo servono 279 euro.

Sempre in tema di musica, ecco due prodotti dedicati ai lettori musicali portatili, iPod o simili. La serie Pure-Fi Anytime è un riproduttre compatto, piccolo quanto basta per stare comodamente sul comodino della camera da letto e caratterizzato da controlli retroilluminati e da un display ben visibile (anche per la funzione sveglia). La serie Express Plus, invece, è più grande e ha nei diffusori unidirezionali, che permettono una distribuzione del suono anche in ambienti molto estesi, il suo punto di forza. I due dispositivi costano rispettivamente 99,99 e 79,99 euro.

Per quanto riguarda tastiere e mouse, due le segnalazioni fra le tante new entry destinate a pc Windows e Mac. Il modello V550 Nano per notebook (prezzi a listino di 49,99 euro) si chiama non a caso “Clip and go” in quanto dotato di una piccola clip magnetica che permette di agganciarlo al portatile e quindi trasportarlo senza il rischio di perderlo o danneggiarlo. La Logitech Illuminated Keyboard, lo dice chiaramente il nome, è una tastiera illuminata per un utilizzo efficace anche al buio che ha dalla sua anche un sistema innovativo di tasti (PerfectStroke) e uno spessore (9,3 mm dalla base alla cornice) ridotto ai minimi termini. Non costa poco, 79,99 euro al pubblico, ma è sicuramente un accessorio che si fa notare.

Infine un prodotto per gli utenti Mac, cui è indirizzata la prima webcam per computer Apple con ottica Carl Zeiss e tecnologia Autofocus. La QuickCam Vision Pro è quindi lo strumento ideale per le videochiamate con iChat (o Skype) e per registrare videoclip in alta definizione (a 960 x 720 pixel di risoluzione). Si compra a 99,99 euro.

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