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Asus pensa in verde: ecco il notebook di bambù

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Essere un’azienda sensibile all’ambiente è un concetto che si può esprimere in tanti modi, più o meno evidenti agli occhi del consumatore. Asus, nel lanciare in edizione limitata la nuova famiglia di portatili in bambù, ha scelto una strada perlomeno originale. Costruire cioè un computer utilizzando per alcuni sue parti materiale in legno, da non intendere come un vezzo solo estetico ma bensì una componente strutturale del notebook.

Quanto sarà di gradimento per chi mette la natura e le problematiche ambientali lo vedremo ma di sicuro le poche decine di migliaia di esemplari che verranno venduti in tutto il mondo non rischiano di mettere a repentaglio una pianta che, dicono convinti i responsabili di Asus, ricresce molto facilmente ed è quindi un ottimo esempio di fonte rinnovabile (esagerare, comunque, non guasta mai).

Questo particolarissimo notebook ha in effetti un impatto visivo non indifferente. Chiuso sembra a tutti gli effetti un pezzo di parquet e questo perché la copertura in fibra di bambù è sia all’esterno che all’interno e le striature e le sfumature ricordano quelle di una vero e proprio pavimento in legno. La tastiera per il momento è di quelle canoniche ma in futuro chissà. Le frontiere del binomio design tecnologia si sono aperte e oggi si parla già di matrimonio fra natura e tecnologia, di cui il prodotto di Asus si fa ideale paladino.

Questo notebook, oltretutto, è dotato del sistema Super Hybrid Engine per il risparmio energetico (la riduzione di emissioni di CO2 è calcolata approssimativamente in 12.3 chilogrammi all’anno per portatile) e la maggiore autonomia di lavoro.

I notebook in bambù li vedremo in Italia a fine anno, nei formati di schermo da 11,1 e 12,1 pollici (con peso di 1,2 e 1,5 chilogrammi) ed quipaggiati con processori Intel Core 2 Duo, hard disk tradizionale oppure Ssd (Solid Stade Disc), webcam integrata e card reader 8 in 1. I prezzi, purtroppo, al momento non si conoscono.

Mouse, tastiere e webcam secondo Microsoft

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I computer touchscreen, utilizzabili con lo sfioramento delle dita su schermi tattili, saranno anche il futuro ma nel presente, cioè oggi e ancora per qualche anno, a far da fedeli compagni di lavoro al pc sono ancora mouse e tastiere. Che cambiano di pari passo con il modo di utilizzare il computer, e cioè sempre più in mobilità. Metteteci accanto anche qualche Webcam dalle forme avveniristiche ed ecco che il menu che propone la divisione hardware di Microsoft è completo.

Nel presentare di recente la sua nuova collezione di periferiche, il gigante del software non ha certo lesinato sforzi per far passare alcuni messaggi, o se preferite innovazioni. La tecnologia BlueTrack, per esempio, è stata descritta come la nuova frontiera dei sistemi di tracciamento, andando oltre alle capacità di quella ottica e di quella laser praticamente su qualsiasi superficie. Il mouse, di conseguenza, funziona che è una meraviglia ovunque dicono in Microsoft, dal tavolo in granito della cucina al tappeto del salotto, e non solo sul classico tappetino. Se non ci credete basta mettere alla prova i due nuovi mouse, Explorer Mouse ed Explorer Mini Mouse (disponibili a partire da ottobre con prezzi di 70 e 55 euro rispettivamente), che per primi beneficeranno della tecnologia BlueTrack.

L’Arc Mouse, invece, è un oggetto che entra di diritto nella categoria dei gadget hi-tech di tipo “fashion”. Si tratta infatti di un puntatore wireless a tecnologia laser che si caratterizza per la forma ad arco (o a mezzaluna, fate voi) e la struttura pieghevole, che riduce i suoi ingombri (quando chiuso) della metà. Ma non solo: il micro-ricevitore si aggancia alla parte inferiore del mouse tramite una calamita e quando è collegato al pc portatile sporge meno di un centimetro, tanto da poterlo lasciare durante il trasporto. Design e stile però si pagano e per comprare l’Arc Mouse ci vogliono 55 euro. Chi vuole spenderne 20 in meno può accontentarsi del Wireless Mobile Mouse 3000.

In tema di periferiche video, le new entry Microsoft si chiamano LifeCam Show (90 euro a listino), videocamere con sensore da 2.0 megapixel che hanno nelle funzionalità di Video Messages per Windows Live (per registrare e inviare un messaggio video che il destinatario vedrà una volta collegato in Rete da pc Vista) la loro chicca tecnologica.

Per gli adepti del gaming, infine, un’idea regalo anticipata è la tastiera retroilluminata SideWinder X6 (costa 70 euro a listino), il cui tastierino numerico può essere rimosso e agganciato indifferentemente sul lato destro o sinistro e con capacità di programmare le funzioni dei tasti fino a 90 macro per ogni gioco.

SPECIALE NETBOOK/1: Olidata Nepher, il made in Italy

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Questa primavera la società romagnola aveva rotto il ghiaccio presentando il JumPC, mini notebook “low cost” indirizzato ai giovanissimi e ai neofiti del computer e del Web. Oggi (più precisamente l’annuncio è di venerdi scorso) Olidata fa il suo ingresso ufficiale nell’arena dei netbook lanciando il Nepher HM 5203 e con esso la sfida ai grandi nomi internazionali del personal computing.

Quello dell’aziena romagnola è un mini pc portatile che punta molto sul fattore estetico (Nepher significa “bello” in antico egizio) e che fa della compattezza delle sue forme (le dimensioni sono di 258 mm x 189 mm x 28 mm per 1,2 chilogrammi di peso) un punto di forza senza che vengano pregiudicate le prestazioni.

Quindi spazio ai particolari raffinati, vedi la cover di color bianco “milky” e vedi soprattutt lo schermo Lcd da 10,2 pollici retroilluminato Led, attributo che possono vantare ben pochi modelli (fra questi l’Asus top di gamma serie 1000). Il processore è manco a dirsi il solito Intel Atom a 1,6 GHz e il sistema operativo Windows XP Home (Linux non c’è e forse questo si spiega con la stretta relazione fra Olidata e Microsoft). Nel corredo hardware figurano anche l’hard disk da 80 Gbyte e il modulo integrato per la connettività Wi-Fi.

Nepher si comprerà nei negozi a partire da 399 euro. L’Eee Pc ha anche uno sfidante italiano.

SPECIALE NETBOOK/2: Acer Aspire One si fa il 3G

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“Your New Mobile Internet Device”: la definizione scelta da Acer per vestire con gli abiti della festa il suo netbook, prossimo a debuttare sul mercato in versione 3G, non lascia molti dubbi. L’Aspire One è un mini pc nato per (far) navigare in Rete chiunque, in modo molto facile e ad alta velocità. Per chattare con l’instant messaging o mettere in comunicazione via videoconferenza due persone distanti.

Peso e dimensioni ridotte (24.9 x 17,1 cm per meno di un chilo considerando nella dotazione il modulo di memoria Nand flash fino a 16 Gbyte al posto dell’hard drive), nella logica di marketing del produttore taiwanese, sono due fattori fondamentali per facilitare l’attività che più caratterizza la vita digitale di ogni individuo, e cioè il Web surfing, in qualunque luogo ci si trovi. La possibilità di farlo tramite un’interfaccia utente assai semplificata rispetto ai computer tradizionali (la scelta fra Linux Linpus Lite e Windows Xp è di per sé uno spartiacque fra le diverse tipologie di utenti) e sicuri del fatto di evitare di restare in panne con la batteria scarica almeno per tre ore (le sette ore di massima autonomia si raggiungono con la batteria a sei celle) è l’altro plus dichiarato di questo notebook. Che per differenziarsi dagli altri prova a mettere valore aggiunto sul fronte delle opzioni di connettività: oggi Wi-Fi e reti mobili Hsdpa e domani (nel 2009), anche le reti Wi-Max, presupposto il fatto che anche il modello meno accessoriato dispone di una tecnologia ad hoc per assicurare la massima qualità e stabilità del segnale wireless.

Lo schermo da 8,9 pollici e il processore Intel Atom sono attributi ormai standardizzati e anche il netbook di Acer per il momento non sembra proiettato al grande salto verso i display da 10,1 pollici. Per il pubblico a cui è destinato i costi devono rimanere bassi e allora tanto vale potersi sbizzarrire con i colori dello chassis: al bianco e blu originali fanno ora compagnia il rosa, il marrone e il nero. A ognuno il suo, così è se vi pare.

SPECIALE NETBOOK/2: Packard Bell dot: un perfetto compagno di viaggio

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In Italia lo vedremo a novembre e come hanno specificato i vertici di Acer non andrà a sovrapporsi al netbook Aspire One che il colosso taiwanese offre già a catalogo. Stiamo parlando infatti di un altro mini pc del gruppo taiwanese, quello che verrà portato sul mercato sotto il marchio Packard Bell, che ricordiamo essere stata acquisita qualche mese fa dal gigante taiwanese. Si chiama “dot” e lo slogan con il quale è stato presentato ha perlomeno il tocco dell’originalità: il netbook perfetto per socializzare, il compagno di viaggio ideale.

L’imprinting che Packard Bell ha dato al suo netbook non lascia dubbi su chi sia la classe diutenza a cui si indirizza: quella consumer. In vacanza come a scuola, il “dot” va inteso – questo abbiamo inteso – come un qualcosa di realmente alternativo, e al tempo stesso complementare al classico notebook. L’esempio che cita la società è calzante: il portatile è la macchina di famiglia, il mini pc lo scooter. Non la bicicletta, però. Perché anche “dot” entra in scena dandosi tutte le arie di computer vero e proprio, perché ha un motore e questo motore è fatto funzionare da processori Intel Atom e dal sistema operativo Windows Xp e può contare su uno schermo da 8,9 pollici con una risoluzione di 1.024 x 600 punti. Attributi, tanto per rimarcare le differenze del caso, uno smartphone.

Il fatto che sia bello, sotto l’aspetto del design, e funzionale, per ciò che concerne la connettività Wi-Fi integrata (il modulo 3G è opzionale) vien da sé, in totale sintonia con tutti gli ultimi netbook affacciatisi alla ribalta in queste ultime settimane (Lenovo, Fujitsu Siemens, Dell e Toshiba). E anche il fatto che il “dot” abbia dalla sua tre porte Usb, un lettore di card 5 in 1 e un hard drive da 160 Gbyte non è certo una notizia strabiliante. Un buon add on è semmai l’alloggiamento per una batteria a sei celle aggiuntiva.

Ultima nota di colore sul prezzo: il “dot” verrà venduto a listino a partire da 399 euro al pubblico. Che sia un prodotto “low cost”, vista la cifra in gioco, rischia di essere un fatto assai opinabile.

Gli Eee Pc in missione sul tetto del mondo

Obiettivo Himalaya. Cosa normale e ormai quasi scontata per un alpinista di professione ma tappa d’eccezione per un computer, soprattutto se questo è un mini computer (o netbook, fate vobis) e si chiama Eee Pc. Ieri infatti Asus ha comunicato ufficialmente che il modello 901 fa parte dell’equipaggiamento tecnico della spedizione italiana che ha iniziato l’ascesa al Cho Oyu, uno dei tanti “ottomila” (8.201 metri la sua altezza precisa, la sesta nella classifica che vede regina l’Everest) della catena che domina il Tibet.

Perchè proprio l’Eee Pc? Perchè – non so sinceramente se gli alpinisti della missione l’hanno veramente scelto per questo o se se lo sono trovato come gradita sorpesa nello zaino – è piccolo, leggero, sufficientemente robusto e con una batteria (ricaricata con i pannelli solari) all’altezza della situazione.

Il mini notebook servirà ovviamente quale supporto digitale della missione – che ha il fine ultimo di sperimentare un nuovo dispositivo di soccorso medico in ambiente estremo - ma anche per dare vita al blog più alto del mondo, che sarà aggiornato durante le soste in mezzo alle montagne più alte della terra con testi, foto e video.

Scrivere un post a oltre 5.700 metri di altitudine non è proprio roba da tutti (persone e compuer) e per l’Eee Pc sarebbe l’occasione di poter dire (Asus l’ha già fatto): nessun notebook permette di collegarsi via Wi-Fi tanto in spiaggia (quelle liguri della riviera di Ponente) quanto in cima all’Himalaya. E tant’è, onore al merito.

Ma la notizia più bella (per il sottoscritto) è la seguente: la spedizione Cho Oyu 2008 sostiene anche un progetto solidale e raccoglie fondi per la “Buddhist Child Home” di Kathmandu, una struttura che accoglie ed educa orfani nepalesi. Lo hanno scritto anche sul blog, dalle alte cime.

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