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In una affollata conferenza internazionale a Praga, Toshiba ha presentato tre nuove linee di notebook, chiamate A500, L500/550 e U500. I tre prodotti nascono per rispondere all’esigenza di fornire prodotti a prezzi competitivi per chi trova molto riduttive la potenza e la dimensione dello schermo dei netbook, limitazioni che non permettono di usare queste macchine per la multimedialità, l’uso intensivo anche a casa e i giochi.
L’A500 è ottimizzato per la multimedialità, il L500/550 per l’uso intensivo e in sostituzione del desktop e l’U500 per la mobilità. Tutti i prodotti saranno disponibili da metà luglio tramite i classici retailer e la grande distribuzione e avranno come sistema operativo Windows Vista Home Premium con la possibilità di fare l’upgrade gratuito a Windows 7 appena disponibile (fine ottobre).
Vediamo le caratteristiche delle tre macchine.

Il modello A500 ha un display da 16 pollici, una CPU Intel Core 2 Duo (Satellite A500) o AMD Turion X2 Ultra Dual-Core Processor (Satellite A500D), memoria DD3 sino a 8 Gbyte e disco fisso sino a 500 Gbyte. Le doti multimediali sono garantite dalla presenza della scheda grafica dedicata ATI Mobility Radeon HD con memoria fino a 1 Gbyte di Vram Ddr3 e dagli altoparlanti stereo Harman Kardon. Come opzione è possibile montare un TV-Tuner per ricevere la TV analogica e digitale.

La dotazione delle interfacce è completa e comprende anche l’uscita Hdmi e e l’interfaccia REGZA-Link per il controllo remoto di dispositivi elettronici come la TV Toshiba REGZA, tre Usb e una porta aggiuntiva combo eSata/Usb che supporta Sleep-and-Charge per caricare player Mp3, telefoni cellulari e altri dispositivi anche a notebook spento. La versione base con processore Intel Core 2 Duo, 4 Gbyte di Ram e disco da 320 Gbyte verrà venduta a 699 euro.

I due nuovi notebook widescreen della serie L (Satellite L500 da 15,6″ e Satellite L550 da 17,3″) sono stati pensati per gli utenti consumer che vogliono design e funzionalità avanzate per l’uso quotidiano e intensivo del notebook. Spendendo poco.
Entrambi i prodotti hanno un display in tecnologia Toshiba TruBrite e una luminosità pari a 200 cd/m², ma il Satellite L500 ha lo schermo da 15,6″ con risoluzione di 1366 x 768 punti mentre il Satellite L550 ha un display da 17,3″ con tecnologia a retroilluminazione LED per il risparmio energetico e risoluzione di 1600 x 900 punti. In entrambi i modelli la dotazione di porte è completa e comprende l’Hdmi, lo slot Bridge Media 4-in-1, due porte Usb 2.0 e una porta aggiuntiva eSata/Usb. Completano la dotazione di base il drive Dvd Super Multi (Dual Layer) e la webcam con risoluzione Vga che accoppiata al software Face Recognition, che rende ancora più veloce e sicuro il loggin al computer. A seconda delle prestazioni desiderate i processori potranno essere Intel Celeron, Pentium o Core 2 Duo.

La versione base del modello L500 da 15 pollici e processore Celeron verrà commercializzata a 549 euro, mentre il modello L550 da 17 pollici e processore Pentium costerà 699 euro. In entrambi i casi la Ram di base sarà di 4 Gbyte e il disco da 320 Gbyte.

L’ultimo modello presentato l’U500, è stato pensato per gli utenti in movimento. Ha uno schermo da 13,3 pollici (il giusto compromesso tra perfetta leggibilità e ridotte dimensioni per la trasportabilità) con risoluzione di 1280 x 800 punti, e un peso di poco superiore ai 2 chili. Il processore è l’Intel Core 2 Duo, la memoria può arrivare sino a 8 Gbyte, mentre il disco fisso è al massimo da 500 Gbyte.

La scheda grafica è la ATI Mobility Radeon HD 4570 con 512 Mbyte di Vram. Ricca e completa la dotazione di interfacce che comprendono Bluetooth 2.1 con Edr, slot Bridge Media 5-in-1, Hdmi, 2 porte Usb 2.0 e una aggiuntiva combo eSata/Usb Sleep-and-Charge per caricare i propri dispositivi via Usb anche a notebook spento.
La versione base, con 4 Gbyte di Ram, 320 Gbyte di disco e grafica condivisa, costerà 699 euro.
Per finire, tutti i notebook Toshiba saranno compatibili con i criteri fissati dalla normativa RoHS per la riduzione dell’impatto ambientale, grazie all’utilizzo limitato di piombo, mercurio e di altre sostanze nocive. Inoltre, le utility Eco e PC Health Monitor sviluppate dalla società giapponese permettono di ridurre i consumi elettrici.
In questi giorni dovevo essere al Mobile World Congress di Barcellona, ma per uno stupido incidente motociclistico sono inchiodato a casa. Vi riporto però comunque un accenno sulle prime novità annunciate, anche se purtroppo non sono di “prima mano”.
Speravo di allietarvi anche con qualche video ma purtroppo dovrete accontentarvi di qualche foto e descrizioni.
Cominciamo con le conferenze che avrei dovuto seguire. La prima, che si è tenuta ieri, è stata la conferenza di Sony Ericsson. Il prodotto più interessante che ha presentato è sicuramente l’innominato, ossia il cellulare per ora chiamato Idou e che vedrà la luce sugli scaffali di vendita entro fine anno. Il cellulare avrà uno schermo widescreen da 3,5 pollici con risoluzione di 640 x 320 punti (e fin qui nulla di nuovo sotto il sole) ma sarà dotato di fotocamera da ben 12,1 Mpixel. Insomma, siamo di fronte più a una fotocamera compatta che a un cellulare. L’altra caratteristica interessante è che il sistema operativo sarà ancora basato su Symbian. Devo dire che lo sconfinamento di Sony Ericsson su Windows Mobile con l’X1 non mi ha convinto. Il cellulare pur essendo bello e con tante belle funzioni, mi è sempre sembrato poco reattivo (insomma, lento), soprattutto se paragonato alle precedente produzione basata su Symbian (per esempio il P901).
Seconda conferenza quella di Nokia. Gli E55 ed E75 sono i due nuovi modelli della famiglia professionale. In particolare l’E55 va ad affiancarsi/sostituire il fortunato E51. Ha circa le stesse caratteristiche, dimensioni e peso simili e stessa fotocamera da 3,2 Mpixel. Ma supporta i servizi di posta più importanti, come Microsoft Exchange, Ibm Lotus Notes Traveler, i servizi Nokia Messaging che permettono di sincronizzare posta, contatti e calendari, più i soliti Pop/Imap.
Il Nokia E75 ha funzionalità identiche per la sincronizzazione della posta ma ha un bella e comoda tastiera a scomparsa e il ricevitore Gps per la navigazione. Da oggi il Nokia E75 è in preorder sul sito online di Nokia al prezzo di 459 euro Iva Inclusa. Per il Nokia E55 occorrerà attendere un po’: sarà disponibile nel secondo trimestre a un prezzo stimato di 265 euro più Iva.
HTC ha rinfrescato due dei suoi modelli più interessanti: il Touch Pro e il Touch Diamond che assumono il numerino 2 dopo il nome. Il Touch Diamond2 ha uno schermo più grande di quello del suo predecessore: 3.6 pollici con risoluzione di 480 x 800 punti. La fotocamera diventa da 5 Mpixel con autofocus ma il processore rimane lo stesso a 528 Mhz. Nuova anche la versione del TouchFLO 3D che gira sopra a Windows Mobile. Come memoria di base sono disponibili 512 Mbyte di Rom e 288 Mbyte di Ram, espandibili tramite microSD.
Anche il Touch Pro2 ha l’ampio display da 3,6″ ma la risoluzione è di 400 x 800 punti. Caratteristiche molto interessanti sono la tastiera a scomparsa e la capacità dello schermo di ruotare per offrire sempre la miglior visuale a chi sta lavorando. Anche in questo caso la memoria di base è di 512 Mbyte di Rom e 288 Mbyte di Ram, espandibili tramite microSD.
Oggi Facebook compie cinque anni. Cinque anni intensi che ne valgono venti. Da piccolo sito pioniere del Web 2.0, o meglio ancora del Social Networking, oggi Facebook è una potenza.
Ecco cosa dice Wikipedia: “Facebook è stato fondato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg, all’epoca diciannovenne e studente presso l’università di Harvard. Il sito conta attualmente oltre 160 milioni di utenti in tutto il mondo ed è valutato più di 16 miliardi di dollari”.
E bravo Zuckerberg, da studente a uomo tra i più ricchi del mondo in soli cinque anni. Se una volta per scalare le vette dell’informatica si partiva dai garage (vedi la storia di Apple), oggi basta un’idea giusta al momento giusto e un contenuto investimento per partire. Facebook si è evoluto da un piccolo e contenuto progetto universitario a vero e proprio fenomeno sociale, che ha riscosso l’interesse di giovani e meno giovani, tutti alla ricerca della “socializzazione”.
Anche se, secondo me, il computer non potrà mai sostituire un bell’incontro fisico tra persone.
Oggi si terrà la cerimonia ufficiale di insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti. Oltre ai classici programmi televisivi, la cerimonia potrà essere seguita anche via Internet, dal sito ufficiale della NBC e con Joost che userà i cotenuti della CBS. Anche la CNN offrirà lo streaming video della cerimonia.
Però, il sito uffiale del comitato presidenziale dell’inaugurazione è PIC2009.org (PIC sta proprio per Presidential Inauguration Committee) che fornirà lo streaming video utilizzando la tecnologia Silverlight di Microsoft (una vittoria per il gigante di Redmond che farà installare il proprio viewer a chi vorrà assistere alla cerimonia ufficiale).
Se avete un iPhone UStream.tv ha preparato un’applicazione specifica per il melafonino che permetterà di assistere in diretta a tutte le fasi dello spettacolo. L’applicazione è scaricabile via Apple Store.
Obama è il primo presidente che è riuscito a sfruttare appieno tutte le potenzialità di Internet e delle nuove tecnologie. E se ha vinto la sua battaglia presidenziale è proprio grazie anche al Web. I numeri sono impressionanti.
- Il primo video pubblicato su YouTube dal nuovo presidente ha ricevuto un milione di di visite.
- Il feed di Twitter di Obama ha 150.000 abbonati, anche se da dopo le elezioni lo staff non ha più effettuato post.
- Il canale di Obama su YouTube ha collezionato qualche cosa come 20,3 milioni di visite, con 15 milioni di ora di visione da parte del pubblico durante la campagna elettorale e il presidente ha acquisito circa 13 milioni di indirizzi di posta elettronica.
- Alla richiesta di David Plouffe di un feedback sulla campagna elettorale hanno risposto 550.000 cittadini.
Sono numeri veramente impressionanti che fanno trasparire l’attesa per il nuovo e l’interesse suscitato da Obama. Ma che fanno anche capire come l’uso intelligente di Internet può affiancarsi in modo sostanziale alla televisione per diffondere un messaggio. Rispetto al video, il Web ha il grande pregio di essere interattivo e non passivo. Questo Obama l’ha capito benissimo e l’ha sfruttato a suo favore, ascoltando e dialogando con la gente. Oggi, dopo l’insediamento, lo aspetta il duro compito di dar concretezza alle promesse fatte, in primo luogo cercando di far ripartire l’economia statunitense.

Nokia ha condotto un sondaggio, tramite la società ICM, in 13 nazioni diverse, tra cui l’Italia, sulle modalità di orientamento delle persone. Sono stati intervistati oltre 13.500 utenti, di cui oltre 1.000 in Italia. I risultati ottenuti nella nostra Patria sono interessanti.
Gli italiani dichiarano di avere un buon senso dell’orientamento e, essendo gli italiani religiosi, un terzo degli intervistati reputa che questo sia un dono di Dio. Tuttavia, dimostrando di essere una nazione che non desidera condividere questo dono con nessuno, un italiano su dieci si diverte a dare le indicazioni sbagliate alle persone che si sono smarrite e forse è questo il motivo per cui un quarto degli italiani si affida a dispositivi di navigazione mobile per ottenere indicazioni stradali, una percentuale maggiore rispetto ad altri paesi.
In particolare:
1. Circa un terzo (28%) degli italiani sostiene di avere un buon senso dell’orientamento, più di qualsiasi altro popolo
2. Un terzo degli italiani (33%) dichiara di smarrirsi raramente, secondi solo ai tedeschi (34%)
3. Un italiano su dieci (11%) dichiara di non essersi mai perso
4. Quasi un quarto (22%) degli italiani si affida a dispositivi di navigazione mobile per orientarsi, percentuale superiore a qualsiasi altro paese
5. Essendo notoriamente gli italiani religiosi, un terzo (33%) di essi ritiene che il senso dell’orientamento sia innato e sia un dono di Dio
6. Mostrando un vena dispettosa, un italiano su dieci (11%) si diverte a dare indicazioni sbagliate a persone che si sono smarrite
Ma ancora più interessanti sono le differenze regionali:
I romani sono gli italiani più sbadati quando si tratta di programmare un viaggio, quasi uno su cinque (16%) che dimentica di stampare le indicazioni stradali necessarie. Uno su dieci (13%) degli abitanti delle affollate città di Roma e Torino ammette di aver dato, a causa della fretta, indicazioni sbagliate a uno straniero che si era smarrito
Un abitante su cinque (19%) di Torino ha trovato divertente dare indicazioni sbagliate a persone smarrite. Quasi la metà (45%) degli abitanti di Torino ha ammesso di aver indirizzato nella direzione sbagliata uno straniero che si era smarrito. Non è un caso, quindi che oltre un quarto (27%) degli abitanti di Torino si affidi a un dispositivo di navigazione satellitare per orientarsi.
A causa di un cattivo senso dell’orientamento, a un abitante di Genova su dieci (9%) è capitato di aver perso un impegno di lavoro. Un abitante di Genova su quattro (25%) ha attribuito la responsabilità di essersi smarrito alla mancanza di senso dell’orientamento del proprio compagno. Dimostrando di essere i veri burloni del paese, un terzo (30%) degli abitanti di Genova ha trovato divertente dare le informazioni sbagliate a chi si era smarrito.
Vista la passione per la buona cucina, è sorprendente come quasi un milanese su cinque (15%) abbia perso un appuntamento a cena per essersi smarrito. Gli appassionati di tecnologia di Milano e Bologna si affidano al GPS per arrivare alla propria destinazione e uno su tre (35%) utilizza come guida un dispositivo di navigazione satellitare
Un quarto (24%) degli abitanti di Bologna è più soggetto a smarrirsi rispetto al resto della popolazione italiana. Gli ansiosi abitanti di Bologna e Firenze sono tra quelli in Italia che con più probabilità si fanno prendere dal panico e danno a uno straniero che si è smarrito indicazioni sbagliate (26%).
I fiorentini, appassionati di tecnologia, non possono fare a meno del proprio dispositivo di navigazione satellitare per giungere a destinazione: quasi la metà (42%) ammette che senza dispositivo avrebbe bisogno di chiedere indicazioni.
Sono gli abitanti di Bari quelli che sembrano avere un secondo fine nel chiedere indicazioni: uno su dieci (11%) utilizza questo metodo come scusa per flirtare. Dimostrando di avere buone capacità di navigazione, la metà (46%) degli abitanti di Bari dichiara di essersi smarrita molto raramente e lo stesso numero di persone tra loro impiega solo cinque minuti a ritrovare la strada giusta dopo essersi perso: i più veloci in
Italia. Quasi un terzo (28%) degli abitanti di Bari utilizza un dispositivo di navigazione satellitare o mappe digitali per trovare la propria destinazione.
Quasi la metà (43%) degli abitanti di Palermo impiegano solo dai sei ai dieci minuti a ritrovare la strada dopo essersi persi. I palermitani hanno maggiori probabilità di perdere un’opportunità di lavoro perché non riescono a trovare la giusta direzione: uno su dieci (11%) infatti dichiara di aver saltato un colloquio di lavoro per essersi perso, Gli abitanti di Palermo sono, tra gli italiani, quelli che più facilmente si perderebbero a Roma: un quarto (22%) dei palermitani infatti sostiene di smarrirsi all’interno della
capitale.
Quasi un quinto (16%) degli abitanti di Napoli, sensibili alle condizioni atmosferiche, si smarrisce quando piove. Gli abitanti di Napoli sono, tra gli italiani, quelli che utilizzano i punti di riferimento famosi per dare indicazioni agli stranieri che si sono smarriti (26%).
E voi, vi perdete facilmente? Usate un sistema di navigazione satellitare? Lo avete mai usato anche per trovare una strada a piedi mentre stavate visitando una città?
La statunitense Canalys ha pubblicato i dati di vendita mondiali reletivi sl terzo trimestre 2008 degli smartphone. Andando a spulciare tra i numeri ci si accorge come stiano rapidamente cambiando i gusti delle persone.
Nokia rimane la prima azienda con un 38,9 % di market share, ma rispetto allo stesso periodo dello scorso anno rallenta la crescita e soprattutto perde punti (aveva il 51,2% del mercato). Apple, grazie all’iPhone 3G balza al secondo posto con il 17,2% del mercato e una crescita del 523%, seguita da Rim (l’azienda che produce i BlackBerry) con il 15,2% di market share e una creascita dell’82,5%.
Dopo questi primi tre contendenti si piazzano Motorola e HTC entrambi con il 5,8%, ma con HTC che ha fatto una crescita del 171,4% rispetto allo stasso periodo del 2007.
Questi sono i dati grezzi, ma andando a leggere tra le fredde cifre cosa possiamo capire? Apple con un solo prodotto ha sbaragliato il mercato. Questo è forse il punto di forza ma anche di debolezza dell’azienda con la mela morsicata. Un prodotto che a guardar bene non ha neppure tutte le funzioni degli smartphone più evoluti (è un iPod con funzioni telefoniche), ma che ha nello stile e nell’innovazione tecnologica (pensiamo al comodissimo display multi touch) e soprattutto nel continuo aggiornamento del software e del firmware un’attenzione all’utenza che non tutti i produttori possono dire di offrire.
Se poi guardiamo il mercato con un occhio particolare ai sistemi operativi che governano gli smartphone più venduti ci accorgiamo che Microsoft è presente solo grazie a un produttore (HTC) che ha stravolto l’interfaccia di Windows Mobile rendendola più fruibile e soprattutto gestibile col dito e non solo col pennino. Symbian, leggero, stabile e veloce la fa ancora da padrona, ma dietro incalzano Leopard e il Java di Rim.
Esattamente 25 anni fa oggi, l’11 novembre 1983, Bill Gates, durante un evento all’Helmsley Palace Hotel di New York annunciò che era finita l’era dell’interfaccia carattere del Dos e che in breve Microsoft avrebbe rilasciato la prima interfaccia grafica per i Pc Ibm.
Il lavoro sull’interfaccia grafica del Dos, che poi avrebbe preso il nome di Windows, iniziarono nel 1981 e i programmatori presero spunto dai menu e dai bottoni di Word.
Nel 1983 Apple aveva già rilasciato il proprio ambiente grafico (Lisa), ma gli altri concorrenti del tempo erano ancora in alto mare: Digital stava lavorando sul GEM, Quarterdeck sul proprio Desq, Amiga sul Workbench e Ibm su OS/2.
In questo movimentato panorama Bill pensò bene di spiazzare tutti facendo l’annuncio di Windows, un’interfaccia grafica semplice da usare, con menu a tendina, supporto del mouse e possibilità di usare più applicazioni contemporaneamente. All’evento Gates annunciò che il prodotto sarebbe stato reso disponibile entro aprile del 1984 e ipotizzò che sarebbe stato implementato nel 90% dei Pc Ibm compatibili entro al fine di quell’anno.
Come sappiamo la tempistica non fu proprio quella: Windows 1.0 fu reso disponibile per la vendita il 20 novembre 1985, con più di un anno e mezzo di ritardo rispetto all’annucio. E intanto il mondo non si era fermato: il 24 gennaio 1984 Apple aveva annuciato il primo Macintosh (ve lo ricordate? Era il Macintosh 128k), una macchina veramente innovativa per l’epoca.
Windows 2.0 vide la luce nel 1987 e il finalmante usabile Windows 3.1 arrivò sui nostri desktop solo nell’aprile del 1992. Trovate la storia delle varie versioni di Windows sul sito di Microsoft (ma non si parla dei ritardi).
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