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È il sogno di ogni internauta. Un sogno che per i berlinesi sta diventando realtà. L’amministrazione della capitale tedesca sta infatti avviando un progetto pubblico per installare sui semafori cittadini le antenne Wi-Fi per il collegamento senza fili alla Rete.
Dopo una prima fase sperimentale di 14 giorni, dovrebbe partire un progetto pilota di tre mesi in due quartieri, uno nel cuore dell’ex parte orientale della capitale (Unter den Linden e Friedrichstrasse) e uno in quello dell’ex area occidentale (Kurfuerstendamm e Tauentzienstrasse). Se tutto andrà come previsto nella prima fase del piano, la rete Wi-Fi verrà estesa a tutti i quartieri del centro cittadino.
Se siete in aereo e sentite il vostro vicino discutere animatamente al cellulare, non è matto, siete solo su un volo della Ryanair. Da oggi, infatti, parte il servizio di telefonia inflight su 20 Boeing 737 della compagnia aerea low cost irlandese grazie al partner tecnologico OnAir. Stando alle parole di Michael O’Leary, amministratore delegato della Ryanair, questo sarebbe solo “il primo passo per portare la telefonia mobile a bordo della nostra intera flotta di aerei entro i prossimi 18 mesi”.
A bordo di questi velivoli i passeggeri potranno usare cellulari, portatili e smartphone per telefonare, inviare e ricevere Sms e messaggi multimediali, navigare in Internet, ma anche interagire con altri passeggeri su una rete di gaming onboard.
La telefonia inflight sarà disponibile per i clienti di 50 operatori mobili (tra cui Wind, Vodafone, e 3) agli stessi costi applicati per il traffico voce e dati in roaming, ovvero come se fosse effettuata attraverso la rete di un operatore straniero. Le tariffe saranno quindi salate: circa 50 centesimi di euro per inviare un Sms (la ricezione è gratuita), tra i 2 e i 3 euro al minuto per una chiamata, e circa 1-1,50 euro per consultare un’e-mail. La navigazione in rete, invece, avrà un costo che potrà variare tra i 10 e i 15 euro per MB di dati trasferiti.
I servizi OnAir sono disponibili, o lo saranno a breve, anche su aerei British Midland, TAP, Royal Jordanian Airlines, Oman Air, Jazeera Airlines, Kingfisher Airlines, Shenzhen Airlines e AirAsia.
Sarà anche un trappolino destinato ai bambini, ma scommetto che qualche adulto potrebbe farci un pensierino anche solo in ricordo dei vecchi tempi. Chi non ha giocato almeno una volta nella sua vita con i mattoncini della Lego? Il primo Lego Phone potrebbe essere in dirittura d’arrivo.
Alcatel, infatti, ha recentemente concluso un accordo con Lego per realizzare il primo cellulare ispirato proprio ai mattoncini più famosi del mondo.
Non aspettatevi mirabilie. Sarà un dispositivo di fascia bassa, ma con una scocca su cui “incastrare” diversi pezzi in vari colori in modo da renderlo ogni giorno diverso. Si parla di fotocamera da 1,3 megapixel, player audio, display a colori… altro non è dato sapere.
Per una come me che perde costantemente le sue chiavette Usb, per poi ritrovarle (e ci tengo a precisarlo) nei posti più impensati, è una di quelle curiose notizie che fa piacere leggere. Una ricerca condotta da Credant Technologies, un’azienda specializzata in prodotti per la sicurezza, svela dove i Londinesi perdono con maggiore frequenza le loro chiavette (e probabilmente anche molti altri piccoli oggetti).
Si tratta delle lavanderie a secco. All’interno delle tasche di pantaloni o giacche, poco importa: l’anno scorso ne sono state ritrovate ben 9.000. E sarebbe anche curioso sapere le loro dopo un bel lavaggio. L’azienda non lo svela, ma rincara la dose sulla sbadataggine delle gente con un altro studio condotto questa volta tra Londra e New York. Indovinate nel mese di settembre scorso quanti notebook, iPod e dischi esterni sono stati dimenticati sul sedile posteriore dei taxi? 12.000! Non proprio pochi, direi.
Ecco la classica applicazione che non ti aspetti, soprattutto da un innocuo lettore multimediale, seppure pieno di risorse, come l’iPod Touch di Apple. Ebbene, c’è chi ha pensato di renderlo un po’ più “aggressivo” trasformandolo in uno strumento bellico. Uno strumento che permetta ai soldati, o a chi ama sparare, di usarlo per migliorare la mira. Se non ci credete, cercate l’applicazione BulletFlight di Runaway Technology nell’App Store. Non costa neanche molto: solo 9,99 euro.
Quello che non vi ho detto, però, è che serve un componente non proprio opzionale per far funzionare la suddetta applicazione: un mitra M110 Sniper Rifle (un’arma ad alta precisione utilizzata dai cecchini, per intenderci). Se in giro per casa ne avete uno a prendere polvere, potreste usare l’iPod per il calcolo balistico della traiettoria. Lo piazzate sul fucile, e lui vi fornirà una serie di parametri, come il vento e l’inclinazione dell’arma, per allenarvi a colpire un bersaglio fino a 2.000 metri di distanza.
C’era una volta il telefonino e faceva solo una cosa: telefonare. Adesso è diventato un vero e proprio computer in miniatura che spedisce e riceve e-mail, si collega al Web, scatta foto e registra video. Solo per fare qualche esempio delle nuove funzionalità. Per alcuni è una libidine avere tra le mani tutte queste attività. Per altri, invece, è fonte di stress e frustrazione. A dirlo è una recente indagine condotta dalla software house inglese Mformation su 4.000 utenti inglesi e americani.
Il verdetto è che ben l’85% degli intervistati confessa di sentirsi confuso e frustrato al momento di acquistare un nuovo cellulare. Il motivo? Il “terrore” di passare il proprio tempo a smanettare sulla tastiera per capire come configurarlo e soprattutto come usarlo. Con il risultato che 6 utenti su 10 (pari al 61%), ammette che finisce poi col rinunciare a sfruttare le funzionalità più avanzate limitandosi a telefonare e spedire messaggini. Però, un incredibile 95%, ossia la quasi totalità, rivela che sarebbe disposto a “impegnarsi” di più se le feature più evolute fossero più semplici da usare.
E così Sony va in “controtendenza”. Nel settore dei cellulari, dove c’è la possibilità di sfruttare un brand, ecco che salta fuori un nuovo telefonino. È stato il caso delle fortunate linee di cellulari Cyber-shot e Walkman, e si rumoreggiava da mesi ormai anche di un cellulare con brand PlayStation. Invece, stando a fonti inglesi, Sony raggela gli entusiasmi: non concederà l’uso del marchio ai cugini di Sony Ericsson.
O meglio, non si tratta proprio di un “no” definitivo. L’azienda giapponese fa intendere che non è contraria a un dispositivo mobile tout court, ma il PlayStation Phone potrebbe vedere la luce solo quando Sony sarà in grado di produrne uno per proprio conto e soprattutto all’altezza delle aspettative che il brand PlayStation ha creato intorno a sé. Eppure, come si può vedere dall’immagine, Sony Ericsson si era data da fare realizzando e depositando un progetto qualche mese fa…
Aspettate a esultare, non si tratta ancora di un canale televisivo ad hoc per il melafonino, ma del portale Sky.it appositamente sviluppato per l’iPhone. Il progetto, realizzato in collaborazione con Cefriel (Centro di Innovazione, Ricerca e Formazione Ict del Politecnico di Milano), è raggiungibile agli indirizzi http://i.sky.it (per Serie A e Champions League) e http://i.tg24.sky.it (per le news di attualità, cronaca, politica, economia e spettacolo).
Cosa propone? Consente rispettivamente di seguire sui terminali di Apple i risultati delle partite di Serie A e di Champions League, e di ricevere news aggiornate in tempo reale.
Sul sito sono presenti le schede di tutti i giocatori della Serie A, il calendario delle partite, le classifiche, i risultati delle ultime giornate, il tutto “condito” dalla cronaca aggiornata in tempo reale dei match che si stanno disputando in quel momento. Lo stesso dicasi per le partire della Uefa Champions League, con aggiornamenti non solo sulle squadre italiane coinvolte, ma anche sulle partite che vedono in campo i migliori team europei.
Disponibile, ovviamente, anche una guida TV con le segnalazioni sul meglio della programmazione della piattaforma satellitare SKY, con informazioni sempre aggiornate.
Nasce infine anche Sky Way24, un’applicazione per ricevere informazioni sul traffico in tempo reale e aggiornate ogni 5 minuti. Sviluppata in collaborazione con la società «Il Village» di Torino, consente di verificare sul proprio iPhone/iPod Touch la situazione del traffico su autostrade, tangenziali e trafori della rete autostradale italiana.
È ormai guerra aperta tra il ministro dell’ambiente francese, e l’uso dei cellulari da parte dei bambini. Jean-Louis Borloo ha infatti presentato un disegno di legge per vietarli o comunque limitarne l’impiego a seconda dell’età.
La proposta dei cugini d’oltralpe prevede la messa al bando dei telefonini per bambini al di sotto dei 6 anni di età, il divieto di pubblicità che spinga i minori di 12 anni all’acquisto di un cellulare e il rispetto di determinati parametri tecnici, come il livello di emissioni di onde elettromagnetiche degli apparecchi prodotti e commercializzati, che dovranno includere nella confezione anche l’auricolare utile per diminuirne l’esposizione.
Sebbene non vi siano ancora prove certe di danni provocati dall’uso più o meno prolungato del cellulare e alcune patologie, come l’insorgere di tumore al cervello, l’onorevole francese è dell’idea che sia meglio “prevenire che curare”. Se il disegno di legge fosse approvato, tra l’altro, sarebbe anche vietato l’invio pubblicità via SMS e via MMS su cellulari posseduti da bambini al di sotto dei 12 anni. E qui le onde elettromagnetiche non c’entrano.
Voi cosa ne pensate?
È una di quelle notizie da leggere, tenere in archivio e tirare fuori a tempo debito per verificare se “ci ha azzeccato”. Un po’ come le previsioni degli astrologi a ogni inizio anno. Scherzi a parte, a parlare di un possibile sorpasso di Apple a spese di Nokia tra cinque anni non è il mago Gabriel, ma Generator Research, una società di analisi inglese che vanta tra i suoi clienti colossi come Vodafone, Motorola, Sony, Nokia e Siemens.
Secondo Generator Research la quota di mercato nel segmento degli smartphone dell’azienda di Cupertino raggiungerà nel 2013 il 40% lasciando un risicato (si fa per dire) 20% alla svedese Nokia. Ed Andrew Sheely, responsabile della ricerca, si spinge oltre convinto che Apple riuscirà a vendere per quella data ben 77 milioni di iPhone grazie al supporto dell’App Store.
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