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Twilight Football, in campo al crepuscolo per sperimentare la Digital Imaging Sony

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Scarpette ai piedi e tutti in campo al calar del sole! Il guanto è stato gettato: sette partite di calcio che sfidano… la luce bassa del tramonto, quando gli scenari sono più spettacolari ma più difficili da immortalare. Twilight Football è la campagna alquanto fuori dall’ordinario organizzata dalla Sony per esaltare la sua nuova tecnologia del Digital Imaging, che include il nuovissimo sensore CMOS Exmor, grazie al quale le fotocamere Cyber-Shot e le videocamere Handycam sono in grado di catturare immagini realistiche anche in situazioni di scarsa luminosità.

I sette incontri saranno disputati il 22 settembre 2009, giorno di equinozio d’autunno per l’emisfero boreale e di equinozio di primavera per l’emisfero australe, in luoghi appositamente scelti per la loro ambientazione sensazionale in Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, Argentina e Australia. L’unico incontro a 11 del torneo Twilight Football si giocherà allo stadio Soccer City di Johannesburg, che ospiterà anche la finale della Coppa del Mondo FIFA 2010. Ovviamente, le più belle azioni di gioco saranno soggetto di video e foto memorabili, che potranno essere scattate anche con le reflex digitali α di Sony. E con Panorama puoi partire anche tu per il Sudafrica come videomaker!
Il team italiano è stato scelto durante l’evento Motionflow Night, tenutosi a Milano lo scorso 21 maggio, quando duecento palleggiatori freestyler si sono esibiti davanti a giurati come Kakà, Massaro e Baresi. Uno speciale team Twilight Football sarà invece selezionato utilizzando social media come Twitter e YouTube.

A bordo campo, un gruppo di fotografi e videomaker accuratamente selezionati filmeranno e immortaleranno i match. Ovviamente giovandosi dell’opportunità di sperimentare la nuova gamma di prodotti di Sony provvista di sensore CMOS Exmor, provando le funzioni Handleld Twilight e Anti Motion Blur, che promettono di realizzare scatti fotografici privi di rumore e sfocature, grazie alla tecnologia Sony che sovrappone sei scatti in sequenza della stessa scena per poi unirli tramite un complesso algoritmo in una sola immagine.

Web@lfemminile, la maratona on line per le pari opportunità

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Connessione pronta e dita allenate? Parte la maratona femminile per le pari opportunità. Sul web. Perché la tecnologia, oggi, è una delle prime alleate del gentil sesso. E così il 31 marzo si muovono 24 ore non stop “made in woman”, con dibattiti e interviste tutti dedicati alle donne, per un evento lungo un giorno sul sito www.webalfemminile.it.
Organizzato dal progetto futuro@lfemminile e dai suoi partner, vede i referenti del mondo istituzionale, delle aziende, della pubblica amministrazione, del mondo  scolastico e dello spettacolo, del terzo  settore, dei media e i cittadini, tutti chiamati a dare il proprio contributo sul tema del “gender gap”. In Rete, perché la tecnologia è uno dei mezzi principali che può far leva attuativa della parità.
Per 24 ore ci si confronta su  un modello di sviluppo e sulle linee di intervento in cui la donna può dare un  importante contributo socio-culturale nell’approccio ai problemi e alle  possibili soluzioni; si approfondisce il ruolo della donna in ambito  lavorativo, si illustrano le opportunità offerte dalla tecnologia… Con esperti e personaggi famosi.
“Con una situazione permanente di differenza, che vede il nostro paese al 67esimo posto della classifica mondiale del World  Economic Forum sulle disparità di genere lontanissimo non solo dal Nord Europa, notoriamente sensibile al discorso sulla parità, ma anche dalle più vicine Germania (11° posto) e Francia (15°)” ha affermato Roberta Cocco, direttore marketing centrale di Microsoft e responsabile del progetto futuro@lfemminile, “parlare e far parlare di questa tematica è un dovere per tutti quelli che continuano a credere che la vera parità sia un obiettivo raggiungibile”.

Il palinsesto è ricchissimo, da interviste video a volti noti sul loro rapporto con la tecnologia, a interviste a politici e associazioni imprenditoriali, da corsi di formazione on line gratuiti per migliorare le capacità informatiche a dieci canali tematici su cui poter spaziare su ogni sfumatura femminile (variando da “donne e sociale” a “donne e e-commerce” o “donne e sport”).

I dibattiti vertono su diversi temi chiave. Ecco così “Donne e lavoro - Come cavalcare l’onda della crisi”, con la cantante
Niki Nicolai, la consigliera nazionale di Parità Alessandra Servidori e Lorena Capoccia, presidente Commissione Studi, Associazione Lombarda Dirigenti Aziende Industriali. Oppure “Donne e famiglia - Mamme tecnologiche, famiglie digitali”, con la scrittrice Paola Calvetti, l’avvocato e vice presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Milano Giovanna Fantini e Jenny Perotti, mamma e imprenditrice di un negozio Ebay. O anche “Donne e amore nell’era tecnologica - Dai cellulari ai social network, le nuove frontiere del corteggiamento”, con l’attore Pierfrancesco Favino e
Luca Colombo, consumer and online marketing Officer di Microsoft Italia. Fino a “Donne e tecnologie - Di cos’altro avremo bisogno in futuro? E di cosa potremo fare a meno?”: intervengono la comica Geppi Cucciari, la giornalista Maria Teresa Della Mura e Marco Montemagno, co-fondatore Codice Internet.
Ogni dibattito è preceduto da una puntata di “F@F Five Friends”, simpatica web sitcom interpretata da giovanissime dove si entra a contatto con tecnologie mobili, social networking, istant messaging… Panorama.it ve ne dà un assaggio con questo video:

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Non vedente e novantenne ma autonoma grazie alla tecnologia

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Immagine del dibattito “Donne e tecnologie” di web@lfemminile

A luglio compie novant’anni, ma a sentire la sua voce vivace e la sua prontezza non si direbbe affatto. Vive a Milano con suo marito che da qualche tempo accudisce visto che ha qualche problema di salute e, pur facendosi aiutare ogni tanto da sua figlia, è più che autonoma. A rendere il tutto davvero sorprendente si aggiunga che Matilde Villa, la protagonista di questo racconto, è non vedente da circa 55 anni. Ma grazie all’aiuto delle tecnologie e dei software per disabili, oltre che alla sua vitalità, Matilde riesce a vivere una vita autosufficiente.
E la sua particolare testimonianza sarà video d’apertura di “Donne e tecnologie”, uno dei dibattiti di web@lfemminile, la maratona on line di 24 ore del 31 marzo dedicata alle pari opportunità, sul sito www.webalfemminile.it.
Nella sua quotidianità la signora Matilde ha a che fare con mezzi tecnologici, sia specifici per non vedenti che non. Ecco così il telefono fisso e il cellulare comuni, indispensabili per ordinare la spesa dal macellaio o dall’ortolano di fiducia o per chiedere acquisti più corposi alla figlia, oppure la bilancia parlante che esprime in voce i pesi degli oggetto. O ecco il computer che le permette di leggere tutti i libri che desidera: “Così posso leggere tutti i volumi che voglio, acquistati in una comune libreria” ci racconta. “Nelle librerie dei ciechi invece la scelta è più limitata e non ci sono le ultime novità. Basta che apra un libro, lo metta sopra lo scanner e faccia partire la lettura: ed ecco che una voce legge per me”.
Il computer si basa su un connubio tra sistema per vedenti ICR (Intelligent Character Reading) e uno di sintesi vocale per non vedenti, che traduce in voce i caratteri già trasformati da immagine a testo scritto.
“La tecnologia è fondamentale per superare le barriere della disabilità” ci dice Nunzio La Ferlita, fornitore di questo “computer speciale” ma soprattutto uno dei pionieri italiani della diffusione dei sistemi informatici per non vedenti, da ventitré anni attivo nel settore e  primo ad aver introdotto in Italia il Talks per far parlare il telefonino (prima distribuito da Telecom e ora da Vodafone e dall’Unione ciechi). “Per i non vedenti il primo passo è stato fatto nell’Ottocento con il Braille. Il secondo balzo in avanti risale ai primi anni Ottanta con l’introduzione del personal computer, che ha consentito loro di perfezionare il loro accesso alla cultura. Ora la terza fase è quella del telefonino che offre un maggior grado di libertà, con funzioni che permettono di sostituire agli occhi le orecchie”. E la tappa del futuro quale sarà? “All’orizzonte vedo l’occhio bionico, che mi auguro arriverà tra una decina di anni. Ci sono già esperimenti in Inghilterra e Giappone, che permettono di percepire una piccola realtà di quanto è attorno in bianco e nero. Ma ancora la tecnica è troppo invasiva…”.
L’ingegnere La Ferlita la signora Matilde Villa la conosce bene… “Legge così tanto che una volta mi ha chiamato perché il computer si era bloccato e non riusciva più a proseguire con la lettura. Ebbene, c’erano 3.500 pagine memorizzate e aveva intasato la memoria del pc”. È bastato cancellarle. E ora la signora Matilde può continuare la sua lettura, e raccontarci la sua magnifica esperienza.

Notebook, netbook, smartphone: Acer avanti tutta

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Il nuovo smartphone Acer M900

Notebook, netbook, smartphone: avanti tutta su più fronti. Certo, la crisi economica in corso non può essere ignorata, ma Acer la affronta scegliendo una politica multi prodotto e multi target, e con uno sguardo al sociale, forte dei risultati positivi alle spalle. Terzo vendor nel mercato globale dei PC e seconda nel segmento notebook (dati Gartner 2008), ha chiuso l’anno scorso con un miliardo di euro di fatturato in Italia.

“Forte dell’esperienza nei notebook, la nostra ambizione è diventare leader nel mobile data market” annuncia Giampiero Morbello, Corporate Vice President Marketing & Brand di Acer Group, in occasione dell’annuale conferenza svoltasi a Milano. E così la società di Tapei, come già anticipato al Mobile World Congress di Barcellona, si lancia anche sul mercato degli smartphone: quattro modelli freschi freschi (M900, F900, X960, X900) della serie Acer Tempo, e altre quattro uscite previste per maggio, smartphone più elaborati nel design, più fashon e colorati. Inoltre, nella seconda parte dell’anno saranno annunciati nuovi prodotti. Lanciado la sfida all’iPhone e anche a Blackberry, Lg e Samsung.

Ma Acer, a seguito delle acquisizioni dello scorso anno, ha implementato anche una strategia multimarca che fa leva sul rapporto preferenziale che i brand del gruppo (Acer, Packard Bell, Gateway e eMachines) hanno nel tempo costruito con il proprio target di riferimento, conservando, quindi, per ognuno di loro identità e personalità.

“In un contesto economico non facile che registra una contrazione dei consumi” commenta Gianfranco Lanci, Presidente e CEO Acer Inc., “la multibrand strategy di Acer si rivela una soluzione lungimirante ed efficace: ci ha consentito di poter sviluppare prodotti che rispondono alle funzionalità richieste dagli utenti, ma soprattutto ai loro desideri, ideali, emozioni, aspettative future. Corrispondendo alle nuove modalità d’acquisto apre, di fatto, la via a una crescita del mercato PC”.

Ma non solo PC, e netbook è infatti un’altra leva su cui puntare. “Altri player hanno avuto paura del netbook perché lo hanno considerato una versione a basso costo del notebook, che poteva quindi deludere chi lo acquistasse. Per noi invece netbook non è un prodotto, ma una gamma di prodotti, in grado di soddisfare esigenze di mobilità”.

Il 2009 è anche nel segno di Acer&Sociale, il primo progetto tutto italiano di Corporate Social Responsibility, che coinvolge cinque associazioni nazionali: Cooperativa Sociale Agorà 97 (Bindun), Fondazione Pupi, Opere Sociali Santo Hermano Pedro, Otre Noi.. La vita, Futuro@lfemminile. In questo settore ancora poco esplorato dalle aziende hi-tech, Acer vuole diffondere la cultura alla solidarietà, attraverso il concreto sostegno economico, la promozione di azioni di comunicazione, attività di fund raising, organizzazione di eventi di beneficenza a livello nazionale.

Tecnologie mobili: la rivincita delle donne

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Foto da Flickr: www.flickr.com

Il 68% della popolazione mondiale è composta da donne e bambini, eppure la maggior parte della tecnologia mobile è progettata da uomini e pensata per un profilo di utenza maschile, di età tra i 20 e i 64 anni, ovvero solo il 32% del panorama globale. Ma la rivincita del gentil sesso è nell’aria. È quanto promesso dall’incontro del 4 febbraio, tenutosi a Milano, “Donne e Tecnologia mobile, come sviluppare il business e migliorare la qualità della vita”, promosso da futuro@lfemminile, il progetto per le pari opportunità di Microsoft Italia realizzato in collaborazione con Acer.
“È iniziata quella che possiamo definire la terza rivoluzione femminile. Dopo quella per il voto e i diritti civili e la lotta per l’accesso al mondo del lavoro”, dice infatti Roberta Cocco, responsabile di futuro@lfemminile e direttore marketing Centrale di Microsoft Italia. “Assistiamo oggi alla rivoluzione digitale, quella che permetterà alle donne non solo di acquisire vere pari opportunità di accesso all’informazione e alla conoscenza, ma di dominare queste opportunità più e meglio degli uomini, grazie alla maggiore flessibilità e capacità di networking. L’alfabetizzazione informatica diffusa è la migliore arma di inclusione sociale e lotta alla diversity del nuovo millennio”.

L’indagine “Mobile Technology: More Than Men”, effettuata dalla Gartner, prevede che entro il 2015 l’utente adatterà alle proprie esigenze il 90% delle informazioni, dei dispositivi e delle risorse tecnologiche e formative che utilizza a lavoro, a casa e nel tempo libero. La personalizzazione diventa quindi la chiave essenziale per elaborare software, servizi e strumenti, e ripensare il mondo tecnologico con sguardo femminile è l’obiettivo del momento.
“Le organizzazioni che sapranno interpretare le esigenze e le aspettative dei profili di utenza oggi in grande in ascesa (la donna e le giovani generazioni) con la tecnologia mobile raggiungeranno livelli ragguardevoli di produttività e soddisfazione dell’utente”, evidenzia Monica Basso, vice presidente Gartner Research. “Le donne in questo scenario, anche per la presenza crescente nel mondo del lavoro e l’influenza a livello sociale, avranno un peso determinante nella richiesta di device molto personalizzati e dotati di maggiori funzionalità e servizi”.

In Italia i passi avanti da fare sono ancora tanti: il Global Gender Gap Report 2008 promosso dal World Economic Forum pone l’Italia al 67esimo posto per disparità tra uomini e donne. “Per il bene della nostra economia sono necessarie delle contromisure urgenti. Di più, potremmo partire anche da qui per cercare di uscire rapidamente da questa fase economica difficile” afferma Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia. E presenta l’esperienza della sua azienda: “In Microsoft per esempio, per attrarre e mantenere talenti al femminile abbiamo introdotto orari flessibili e telelavoro strutturato, offerto smartphone e accesso alla banda larga a casa, creato un asilo interno all’azienda e servizi utili alle famiglie. E questo non per delle politiche di principio favorevoli alle donne di per se stesse, ma perché così facendo possiamo cogliere le enormi opportunità che nascono dal mondo femminile di interpretare l’azienda, il business e le tecnologie”. Perché investire nel connubio donne e tecnologia è un investimento sul futuro.

Yahoo! Italia si rinnova, dall’home page al mobile

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Yahoo! Italia si avvicina ad un nuovo anno annunciando un rinnovamento, che ruota attorno a quattro parole chiave: home page, e-mail, finanza, mobile.

Il 2009 segnerà infatti il debutto della nuova home page della società fondata da David Filo e Jerry Yang, che vuole facilitare la navigazione dell’utente e cercare di rendergli tutti i servizi che desidera a portata di mano. Con una grafica rinnovata e semplice, se il search box rimane in primo piano, dal pannello sulla sinistra “Le mie applicazioni” si accederà invece immediatamente a contenuti, programmi e siti personalizzati. Inoltre per gli internauti europei sarà presente una selezione dei maggiori quotidiani nazionali. La nuova home dialogherà con i principali social network, da YouTube a MySpace a eBay: “Sarà così possibile, ad esempio, seguire la propria asta direttamente dall’home page” dice Diana Letizia, Front doors editorial manager di Yahoo! Italia. “E stiamo lavorando per l’integrazione di Gmail”. Puntando quindi a una forte capacità di personalizzazione.

Nel corso del nuovo anno, gradualmente, coinvolgendo all’inizio pochi clienti per poi allargare l’offerta, cambierà anche Yahoo! Mail. La nuova e-mail darà rilevanza alle connessioni, ovvero ai principali contatti dell’utente che il server di posta riconosce o che l’utente stesso seleziona come tali. I messaggi da questi mittenti saranno evidenziati in una speciale sezione e per la lettura degli altri basterà cliccare normalmente su Inbox. “La nuova Mail sarà open” aggiunge Angela Falone, Product manager Yahoo! Italia, “con la possibilità di integrare sulla propria casella di posta anche Flickr o servizi simili”. Si potrà così condividere le foto di Flickr con gli amici direttamente dalla webmail, con risparmio di tempo, evitando il passaggio da una finestra all’altra. “In futuro integreremo mappe, cartoline…”.

Dal suo canto Yahoo! Finanza, l’insieme di servizi riservati al mondo finanziario che in attuali tempi di crisi economica ha lievitato i suoi contatti, convergerà verso il modello americano. Con l’intento di diventare sempre più il punto di contatto per poter comunicare con altri utenti e scambiarsi informazioni. Attualmente in Italia il servizio conta 434 mila utenti unici al mese e coinvolge sia giovani che meno giovani.
La maggior parte delle funzionalità introdotte sarà attiva a partire dal 2009, anche se da circa tre mesi sono già live le Quotazioni in streaming, che si aggiornano automaticamente senza bisogno di refresh. A brevissimo saranno live anche i Grafici interattivi, tramite cui sarà possibile fare eleborazioni gratuite di analisi tecnica. Per il primo trimestre del nuovo anno è prevista una versione aggiornata del Convertitore di valute, e da lì a qualche mese un Portafoglio personale più funzionale, con la possibilità di controllo continuo e in tempo reale sulle quotazioni d’interesse e di effettuare simulazioni realistiche per valutare le strategie future.

E quando in Italia lo sviluppo di internet sul telefonino tarda ancora, il 2009 è anche l’anno di Yahoo! Mobile. Le due innovazioni chiave in questo campo sono Yahoo! oneSearch e Yahoo! oneConnect. oneSearch è il motore di ricerca pensato apposta per il cellulare, che fornisce ipotetiche risposte piuttosto che una lista di link. Grazie all’attivazione vocale è possibile avviare ricerche anche solo parlando. Con l’applicazione Idle Screen è possibile effettuare ricerche direttamente dal desktop del telefonino senza aprire il browser. Yahoo! Connect invece è un aggregatore di social network (da Bebo a Twitter a Flickr, Facebook…), per rimanere sempre socialmente connessi, aprendo sul proprio mobile un solo browser. Si possono inoltre integrare tutti i propri contatti, inviare messaggi istantanei e SMS, aggiornare il proprio stato…

Max Payne, dalla console al cinema: in anteprima al Lucca Games

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Dal videogioco al grande schermo. E in anteprima nazionale a Lucca. Il 31 ottobre, infatti, sarà proiettato a “Lucca Comics & Games” nell’ambito del programma di “Lucca Games“, il principale evento italiano dedicato al gioco, al videogioco e al fantastico, Max Payne, il film diretto da John Moore e interpretato da Mark Wahlberg che uscirà nelle sale il 28 novembre.

La pellicola è tratta dall’omonimo videogioco che ha riscosso un grandissimo successo in tutto il mondo. Racconta la storia di Max Payne (Wahlberg) un detective della polizia di New York determinato a trovare le persone responsabili dei brutali omicidi della sua famiglia e del suo collega. In cerca di vendetta, la sua indagine ossessiva lo porta in un viaggio da incubo nei bassifondi più oscuri. Mentre il mistero si infittisce, Max è obbligato a combattere dei nemici sovrannaturali e fronteggiare un tradimento impensabile.

Nei panni di Mona Sax, una bellissima mafiosa ed assassina russa, c’è Mila Kunis; l’ultima Bond girl Olga Kurylenko (che recita nell’imminente film di 007 Quantum of Solace) è Natasha, la spericolata sorella minore di Mona, mentre Chris “Ludacris” Bridges è il detective degli affari interni.

La proiezione lucchese è alle 21,30 presso il Cinema Centrale, piazza della Cittadella.

Wall-E, robot spazzino e spaziale della Pixar

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Dopo le ricette da chef di Ratatouille, i motori ruggenti di Cars e le imprese tra i mari di Alla ricerca di Nemo, gli studi di animazione digitale della Pixar, insieme alla Disney, volano nello spazio e danno vita a un robot. Un piccolo e tenero robot ecologista, Wall-E, acronimo di Waste Allocation Load Lifter Earth-Class.

È lui il protagonista della pellicola diretta da Andrew Stanton: Wall-E, è stato lasciato sulla Terra, abbandonata dagli umani perché ormai troppo piena di immondizia e inquinamento. Il piccolo robot ha il compito di ripulirla, cosa che fa con in impegno per centinaia di anni. Finché a rompere la sua solitudine piove dal cielo un’elegante robot sonda chiamata Eve (Extra-terrestrial Vegetation Evaluator), di cui si innamora. Eve capisce che Wall-e si è inavvertitamente imbattuto nell’elemento fondamentale per il futuro del pianeta e torna nello spazio per annunciare le sue scoperte agli umani che attendono impazientemente notizie a bordo della lussuosa navicella spaziale Axiom e che vogliono sapere se è sicuro tornare a casa.

Le scenografie di Wall-E richiedevano una visione cinematografica particolare del futuro che fosse anche esaustiva, dalla Terra abbandonata piena di spazzatura all’enorme navicella spaziale situata all’estremità di una nebulosa che ospita migliaia di esseri umani. Per realizzarla, a supervisionare le scenografie del film c’è stato Ralph Eggleston.

“Una delle cose magnifiche della Pixar”, spiega Eggleston, “è che noi creiamo dei film d’animazione che hanno anche degli elementi tipici delle pellicole con effetti speciali e live-action. Abbiamo scoperto la nostra idea di mondo e l’abbiamo creata dal nulla. Con Wall-E, era fondamentale che il pubblico credesse a questo universo o avrebbe avuto delle grosse difficoltà a pensare che il nostro personaggio principale fosse veramente l’ultimo robot sulla Terra. Così, abbiamo deciso che l’ambientazione terrestre sarebbe stata molto realistica e dettagliata. Abbiamo creato quasi dieci chilometri di città, per far sì che, ovunque Wall-e andasse, sapessimo esattamente dove si trovava e che quel mondo esisteva veramente. Alla fine, con l’animazione le abbiamo stilizzate un po’, ma sono comunque le ambientazioni più realistiche che siano mai state realizzate alla Pixar. Dal punto di vista artistico, è stato anche il compito più duro che abbiamo svolto”.

“Una delle cose che il regista Andrew Stanton voleva fare con Wall-E era creare un aspetto differente da quello che vediamo normalmente nei film d’animazione,” ricorda il produttore Jim Morris. “Molto spesso le pellicole di animazione danno l’impressione di essere state realizzate in una sorta di spazio digitale. Invece, noi volevamo che questo film sembrasse fatto da alcuni direttori della fotografia con delle vere cineprese che si erano recati in questi posti, riprendendo quello che il pubblico sta osservando. Noi volevamo avere una fotografia che sembrasse reale e più ’sporca’ di quanto capita con i normali prodotti di animazione”. Per questo sono stati chiamati il direttore della fotografia Roger Deakins (Non è un Paese per vecchi, L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford) e lo stregone degli effetti visivi e sei volte vincitore dell’Oscar Dennis Muren (Guerre stellari, Indiana Jones, Jurassic Park).

ll cast di personaggi di Wall-E, inoltre, comprende un ampio assortimento di robot, compresi alcuni che parlano nella loro lingua. Per creare le loro voci speciali è stato chiamato il più volte vincitore dell’Oscar, il responsabile del sonoro Ben Burtt, il creatore della voce di R2-D2 (Guerre stellari), il rumore della frusta di Indiana Jones, il sibilo di Alien.

Un video con gli uomini della Pixar al lavoro:

HiVideo, il concorso multimediale per il migliore spot contro l’Aids

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La multimedialità è lo strumento scelto da NPS (Network Italiano Persone Sieropositive) per interagire coi giovani in una campagna sociale sulla prevenzione dell’AIDS e delle malattie sessualmente trasmissibili. Ecco così che nasce il concorso HiVideo, un modo originale per coinvolgere le nuove generazioni stimolando la loro passione per il cinema e per le nuove tecnologie mettendola al servizio del sociale.

Il contest invita i ragazzi tra i 16 e i 26 anni a ideare e realizzare uno spot che, rivolgendosi ai loro coetanei, parli di prevenzione attraverso le modalità e l’approccio che più preferiscono. Gli spot devono avere una durata massima di un minuto e possono essere caricati fino al 15 novembre su www.hivideo.it, per poi essere pubblicati anche su YouTube attraverso un canale dedicato.

I trenta più votati dagli utenti della Rete verranno poi valutati da una giuria composta da registi, attori e produttori che decreterà i vincitori del concorso, uno per la sezione “Classic“, per i video realizzati con telecamera, e uno per la sezione “Mobile“, per quelli realizzati con il telefono cellulare.

Culmine del concorso sono gli “HIVideo Spot Awards”, un mega evento che si terrà sabato 29 novembre al Palaruffini di Torino con dj set di Skin, voce degli Skunk Anansie, e Krakatoa, il duo composto da Samuel leader dei Subsonica e Pisti dei Motel Connection. Nel corso della serata verranno annunciati i video vincitori, che saranno trasmessi su All Music con un’intervista agli autori.

La scelta del capoluogo piemontese non è casuale: proprio a Torino NPS organizza il suo secondo meeting a scadenza biennale “Real Life 2008″, intitolato “Contagio: Corpi, Farmaci e Comunicazione”, in programma al Centro Congressi Lingotto dal 29 novembre al 1 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale di Lotta all’Aids.

Bolt ha riscritto i limiti della velocità umana

Usain “fulmine” Bolt ha stupito tutti, e buttato all’aria i calcoli statistici sui limiti umani. Il record di 9,69 secondi, che il giamaicano alto quasi due metri ha segnato sui 100 metri alle Olimpiadi cinesi, secondo i matematici doveva esser raggiunto solo intorno al 2030. Cade quindi il modello matematico che aveva fissato i record dei 100 metri per quasi un secolo.

Il nuovo record del mondo è dunque destinato a riadattare le equazioni alla base del calcolo della velocità massima umana. “Con queste nuove informazioni, la velocità massima raggiungibile sui 100 metri probabilmente scenderà ancora un po’”, ha dichiarato a Wired Reza Noubary, matematico della Bloomsburg University, in Pennsylvania, che precedentemente aveva fissato il “record ultimo” umano in 9,44 secondi.

I matematici come Noubary non utilizzano la fisiologia del corpo umano per valutare i limiti fisici. Lavorano sui dati, che avevano dimostrato che la velocità umana stava aumentando, nel tempo, con scarti sempre infieriori, portando quindi a pensare che il miglioramento si sarebbe presto arrestato. In alcune specialità, infatti, come nel salto in lungo, il ritmo di definizione del record ha subito un rallentamento, fino ad arrivare quasi a un punto di arresto. Dal 1968 tale record è stato rotto solo due volte.

Ma Bolt, recordman anche sui 200 metri, non ha infranto solo queste statistiche, ha abbattuto anche quelle sul corpo “ideale” del velocista. “Bolt è enorme, in genere quelli grandi come lui hanno difficoltà nelle partenze” dice Peter Weyand, fisiologo presso l’Università Southern Methodist a Dallas, che ha condotto una ricerca sulle tipologie del corpo dei primi 45 centometristi degli ultimi 15 anni. Quasi tutti i migliori velocisti hanno caretteristiche fisiche simili, tranne il recente campione olimpico.

I velocisti sono piccoli e hanno fibre muscolari che si contraggono velocemente, che permettono di accelerare rapidamente, ma sulle lunghe distanze non riescono ad esser efficaci. I quattrocentometristi, al contrario, sono quasi sempre più alti, e la composizione delle fibre muscolari ha la caratteristica opposta. E Bolt combina i vantaggi meccanici degli uomini più alti con le fibre muscolari di quelli più piccoli.

“Predire le velocità, comunque, non è un approccio scientificamente valido,” afferma Weyand, “perché si dovrebbe assumere che tutto ciò che è accaduto in passato continuerà in futuro”.

Concorda John Hutchinson, studioso del movimento animale del Royal Veterinary College presso l’Università di Londra. Per lui, anzi, saranno il Comitato Olimpico e le altre autorità di regolamentazione a determinare la velocità raggiungibile dagli atleti, attraverso la limitazione delle biotecnologie avanzate utilizzabili dai velocisti.

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