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Per chi produce qualcosa, arte, oggetti d’uso comune e quant’altro, non c’è nulla di più importante che il riscontro del pubblico. E grazie a Youtube, i videomaker ora possono conoscere il gradimento dei loro filmati. Debutta, infatti, sul più grande sito di condivisione di video una nuova funzione gratuita: Youtube Insight. Dopo l’annuncio ufficiale del 26 marzo, il 9 aprile Youtube ne ha comunicato l’aggiornamento, con capacità già migliorate.
Diventa così possibile monitorare il pubblico dei video caricati su Youtube, grazie a veri dati statistici. Come? Basta seguire il percorso “Account”, “Video personali”, quindi “Informazioni su questo video”, e… compaiono un grafico e una cartina riferiti alle proprie clip: sul grafico è possibile controllare giorno per giorno, dalla data di caricamento fino al presente, quante visualizzazioni ha avuto il video, potendole anche localizzare per paese sulla cartina a lato. Stesso discorso per la popolarità riscontrata. Inoltre, aggiunta di questi giorni, ora si può scoprire anche l’origine delle visite, tramite un diagramma circolare. Qui si può verificare, in termini di percentuale, quante visite siano derivate da una ricerca su Youtube, o da un video correlato (sono indicati anche i singoli video), da un link esterno, o da una ricerca su Google (con la specificazione delle varie parole chiave cercate).
Quale l’utilità di simile servizio di analisi? Chi vuole che il suo video sia visto il più possibile, tramite Youtube Insight ora puòcapire per quali canali arriva il pubblico e affinare le armi per attirarne ancora di più. Se le visualizzazioni di un filmato sono localizzate soprattutto nel nord America, probabilmente è perché i tag inseriti sono in inglese. Quindi, se si volesse essere visti soprattutto in Spagna o Sudamerica, allora si dovrebbe procedere a scrivere dei tag in spagnolo.
Anche gli acquirenti degli spazi pubblicitari, a loro volta, potranno usare le informazioni di YouTube Insight per conoscere le tipologie di video che meglio si addicono ai loro fini commerciali.

Qui il video (in inglese) dove viene annunciato Youtube Insight:

Non solo sul lettore mp3. La propria musica preferita può essere ascoltata anche online, da qualsiasi computer collegato a internet. E la si può condividere con gli amici, in pure stile web 2.0.
Ezmo, infatti, mette a disposizione gratuitamente uno spazio web illimitato dove caricare i propri brani musicali per ascoltarli in streaming, da qualsiasi luogo, accedendovi via browser e Adobe Flash Player. E, sempre tramite streaming, è possibile rendere fruibile la propria libreria musicale ad altri utenti, fino a un massimo di dieci. Da alcuni giorni per di più Ezmo, portale nato in Norvegia, è disponibile anche in italiano (per accedere alla nuova versione occorre scorrere la pagina e cliccare sul fondo, cambiando lingua dall’inglese all’italiano).
Per ora il servizio è valido solo da PC e per accedervi è sufficiente registrarsi, ma dal 2008 le stesse funzionalità saranno disponibili anche dal cellulare, pure se inizialmente solo su alcuni modelli. La musica diventa quindi condivisibile in gruppo, sul filo di una connessione. Ma niente a che vedere con il download dei file musicali. I brani infatti possono solo essere caricati, importando - volendo - la propria libreria iTunes, Windows Media Player o Winamp.
Ezmo ha in corso colloqui con le major della musica per poter offrire in futuro anche la possibilità di acquistare online direttamente sul sito brani da aggiungere alla playlist.
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I costruttori della torre di Babele avrebbero presto ovviato, oggi, alla punizione divina. Tante lingue diverse e impossibilità di comunicazione? No problem, sarebbero bastati un pc o un pda e Babylon 7.
Babylon, infatti, compagnia israeliana nata in internet, lancia l’ultima versione del suo software di traduzione, e comunicare diventa molto più semplice, pure tra un giapponese e un cipriota, tra un tedesco e un persiano, offrendo traduzioni in più di 75 lingue con un solo clic.
La sua caratteristica principale? La semplicità. Il software riconosce da solo la lingua usata abitualmente dall’utente e in cui tradurre. Basta soffermare il mouse sulle applicazione del desktop (Excel, Word, PowerPoint, E-mail, Internet Browser, Instant Messenger…) per avere accesso immediato a dizionari ed enciclopedie. On line, direttamente, con un pop-up che si apre con le informazioni, o anche off line, dopo aver scaricato i dizionari. I risultati sono estrapolati da 1300 fonti. Babylon include nel suo sapere anche 33 dizionari professionali in 17 lingue.
“Da oggi - dice Domenico Barella, country manager di Babylon per l’Italia - con la possibilità di avere a disposizione il software oltre che sul proprio computer anche in altre piattaforme come il pda, telefoni cellulari e dizionari elettronici, capire e parlare le lingue è più facile che mai”. Infatti Babylon Mobile è la versione progettata per dispositivi con sistema operativo Windows Mobile.
Un’altra funzione aggiuntiva della versione 7 è il controllo ortografico per le applicazioni basate sul web, da Hotmail a Gmail e blog, disponendo quindi di consigli sull’ortografia insieme alla traduzione e alle voci di dizionario. “Abbiamo sviluppato una funzionalità per il controllo ortografico sui testi scritti in mail, blog, form internet e altre applicazioni web per aiutare i nostri utenti non solo a comprendere ciò che leggono, ma anche a migliore la propria scrittura in tutte le lingue” afferma Tlalit Prescher, VP marketing and online sales di Babylon.
E oltre all’accesso immediato a Wikipedia, Babylon 7 offre una fonte in più, LingoZ, community linguistica on line promossa da Babylon, che può essere arricchita dagli stessi utenti.
Prezzo della versione 7, perenne (e non annuale): 59 euro più iva, acquistabile sul sito Babylon o presso i grandi distributori. Da segnalare che il software è disponibile solo per Microsoft e che, come ogni traduttore elettronico, la precisione di traduzione è approssimativa, per questo i dizionari elettronici aiutano a selezionare le trasposizioni più adatte.
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Arriva l’iPod di sesta generazione. Sempre più simile all’iPhone, lanciato da Apple il giugno scorso e le cui vendite negli States hanno recentemente superato quelle del “collega” Blackberry. Steve Jobs ha presentato al West Moscone Center di San Francisco la nuova linea di lettori digitali, con quasi tutti i modelli rinnovati nelle funzioni e nel look. Il pezzo di punta è senz’altro il nuovo iPod touch. “La settima meraviglia del mondo” l’ha definito Jobs. Il lettore mp3 utilizza la tecnologia touch-screen, che contraddistingue l’iPhone, con cui è possibile controllare l’apparecchio semplicemente premendo con le dita sullo schermo a cristalli liquidi. Il nuovo iPod può anche connettersi a internet in modalità wireless, senza fili. L’iPod Touch è disponibile nella versione da 8 o da 16 gigabyte, al prezzo, rispettivamente, di 299 e 399 dollari. Sono inclusi il programma di navigazione Safari, l’applicazione Apple Youtube e iTunes, per comprare canzoni direttamente dal proprio iPod. Ecco, da Youtube, un breve video esplicativo dell’iPod Touch:
Ma le novità ci sono per tutti. Il nuovo iPod Nano è dotato di schermo da 2,5 pollici e permette di archiviare canzoni e immagini su chip di memoria flash anziché sull’hard drive, che ora supporta film e videogame. Anche qui disponibili due versioni, da 4 gb, per 149 dollari, e da 8 gb, per 199 dollari.
Un video sul nuovo iPod Nano (da Youtube):
E anche l’iPod classic cambia. Innanzitutto si snellisce. Inoltre dai 30 e 80 gigabyte attuali passa a 80 e 160 gb, al prezzo di 249 e 349 dollari. La Apple rinnoverà o rimpiazzerà l’intera linea dei popolari lettori di musica Mp3 con i nuovi modelli. Jobs ha annunciato pure una versione aggiornata per iTunes, che consentirà agli utenti di creare suonerie per il telefono iPhone, dai brani musicali, al prezzo di 99 centesimi l’una.
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- Tags: adsl, cellulari, ChiAma-lItalia-Mobile, cordless, GSM, Parla.it, router, telefonino, telefono, Voip, WiFi
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Il cordless di casa e il cellulare si fondono in un unico telefono. È la novità di Parla.it: la convergenza fisso-mobile. La nuova offerta è ChiAma l’Italia Mobile. Nella sostanza, tramite un router Wi-Fi Siemens e un telefono cordless Gsm sarà possibile utilizzare un speciale telefono per chiamare sia sulla rete Parla.it che sulla rete nazionale Gsm. Sotto la rete WiFi dell’utente lo speciale telefono funziona in Voip (viene attivata una nuova linea telefonica indipendente, con prefisso locale). Una volta usciti dalle mura domestiche potrà essere usato come Gsm, di qualsiasi operatore telefonico. A quali tariffe? Con 19,90 mensili, oltre ad essere forniti di router e telefono, è inclusa la flat che consente di chiamare, tramite Adsl, tutti i numeri fissi nazionali. Senza scatto alla risposta. Prezzi ridotti verso i cellulari (17,9 cent al minuto, senza scatto) e verso i numeri internazionali (da 10 cent al minuto in su).
Router e apparecchio telefonico (un Pirelli Discus) diventano di proprietà dell’utente solo dopo due anni. Si tratta infatti di un acquisto rateizzato, compreso nel canone mensile da pagare. Passato il biennio il Piano tariffario Chiama l’Italia, precedentemente gratuito, costa 7,89 euro al mese.
Da ricordare: il servizio Parla.it non raggiunge i numeri di emergenza (112, 113, 115, 118).
![Foto da Flickr di [i][url=http://www.flickr.com/photos/thebbp/92399786/]the bbp[/url][/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_flickr_tricolore.jpg)
Flickr parla italiano!
Il principale sito di condivisione di immagini, di cui è proprietario Yahoo!, diventa multilingue. Ad affiancare l’inglese, finora lingua ufficiale, altre sette: francese, tedesco, coreano, portoghese, spagnolo, cinese tradizionale e… italiano. Aprendo il sito ora ci si può muovere più velocemente, tra parole ben note, nel mondo del photo-sharing, ops, della condivisione di fotografie. A salutare l’home page della versione tricolore la frase “Condividi le tue foto. Scopri il mondo”.
Flickr, nato tre anni fa, è stato fondato a Vancouver, Canada, dai coniugi Caterina Fake e Stewart Butterfield. E oggi contiene 252 milioni di foto. Ma circa la metà degli utenti è di Paesi diversi dagli States. Ad aprile, Flickr contava 24 milioni di utenti al mese, secondo i dati dell’azienda di misurazione dell’audience comScore, di cui il 45% residenti negli Usa.
Il fine del cambiamento linguistico è quello di “internazionalizzare” ancor più il sito. Che in futuro si allargherà ad altre lingue ancora, giapponese in testa.
- Tags: Apple, AT&T, cellulari, Cupertino, iPhone, iPod, Mac-Os-X, Mela, multitouch, on-line, Steve Jobs, widescreen
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Annunciato tra le righe, agognato e immaginato in mille vesti, finalmente svelato e presto in vendita. È la cronistoria in poche parole dell’iPhone della Apple, che ha appena indicato nel 29 giugno la data del debutto nei negozi americani dell’”i-telefonino”, un nuovo sistema di comunicazione e gestione dei dati che è più di un iPod e più di un cellulare. Il sito della Apple lo comunica in tre video.
Il supertelefonino è stato presentato ufficialmente al Macworld di San Francisco del gennaio scorso, nonostante da tempo si muovessero indiscrezioni che avevano portato gli amanti della Mela a ipotizzarne già le fattezze (si vedano alcuni tentativi su Flickr). Qui il video (su Youtube) del lancio, a gennaio, da parte del Ceo di Apple Steve Jobs:
L’apparecchio, dotato di una grande tastiera e di uno schermo dove passeranno video, musica e foto, costerà dai 500 ai 600 dollari a seconda della capacità della memoria e sarà venduto negli store, anche on line, di Apple e AT&T, il fornitore esclusivo di servizi per il telefono.
Risultato di quasi tre anni di sviluppo, secondo il grande capo Jobs con l’iPhone la “Apple ha reinventato il telefono” e operato una “rivoluzione di prima grandezza”, paragonabile solo a quella del 1984 del Macintosh e nel 2001 dell’iPod. Basato sullo stesso sistema operativo dei computer di Cupertino, Mac Os X, è sottile (1,8 cm) e dalla forma minimale e al contempo sofisticata. È descritto come la combinazione di un rivoluzionario cellulare, un iPod widescreen e un dispositivo di comunicazione per internet.
Lo schermo, che si estende per quasi tutto il lato frontale dell’iPhone, con una superficie di 3,5 pollici e una risoluzione di 160 pixel per pollice, ha un innovativo sistema a contatto “multitouch”, utilizzabile con le dita, senza necessità di tastiera o penna (a proposito di touch screen leggi anche Surface: così Microsoft promette di cambiare la nostra vita).
Qui sotto un altro video di Youtube, molto divertente, che scherza sulle grandi capacità e funzioni dell’iPhone:

Oggetti high-tech di lusso o gioielli tecnologici? Come definire la nuova linea “Active Crystals”, nata dalla collaborazione tra Philips e Swarosvki? Di sicuro il frutto di un’ottima congiunzione tra tecnologia e moda. Pezzi belli e pratici, eleganti e funzionali.
La collezione include quattro auricolari (Space, Icon, Mirage e Amazone) e due penne Usb (Lock In e Lock Out) in metallo argentato e cristallo trasparente. “Questi prodotti cambieranno il modo in cui le donne interagiscono con l’innovazione” dice Rudy Provoost, CEO di Philips Comusmer Electronics.
La linea sarà disponibile da agosto. Nel frattempo il concept store francese Colette ne presenterà una piccola anteprima a giugno.
Panorama.it ve la fornisce ora in queste immagini: la gallery

È on line dal primo marzo. Conta già 1.500 visitatori e 10 mila pagine viste al giorno. Si chiama Zooppa ed è una piccola realtà italo-americana che vuole lanciare un nuovo modo di far pubblicità, il “social advertising”. Semplice, divertente e totalmente sul web. Come? A ogni brand da promuovere è abbinato un concorso: gli utenti devono realizzare e caricare sul sito di Zooppa idee, script o video (di un minuto) per pubblicizzarlo. Gli utenti stessi votano poi il filmato che ritengono migliore. Ai primi tre classificati premi in denaro. Neanche così irrisori: il vincitore del primo concorso sul marchio Havaianas, “Step cakes”, ha guadagnato 1500 dollari. “È una pubblicità partecipativa, non solo per videomaker talentuosi, ma anche per chi vuole semplicemente divertirsi” dice Davide Lombardi ideatore e co-founder di Zooppa, società che ha sede vicino Treviso ed è controllata da HFarm, miniholding per l’innovazione tecnologica fondata da Riccardo Donadon. “È un modo di fare advertising sul web più efficace dei banner pubblicitari: l’utente può divertirsi, e magari guadagnare qualcosa, in un ambiente che anche graficamente induce al gioco. Un web 2.0 all’italiana”. E come dimostra Big Zooppa, bizzarro personaggio che parla un americano alquanto maccheronico e promuove le competizioni attraverso video dimostrativi. Il contest ora aperto è sul navigatore Tom Tom. Questo il video:
Tomtom
Un’ironia che si deduce anche dal nome stesso dell’azienda, Zooppa, un neologismo che storpia il termine “zuppa” (soup) in americano. Perché Zooppa è una sorta di zuppa contenente tante cose, soprattutto ilarità (con sfumature diverse rispetto a iniziative simili come per esempio quelle di Shycast e Brickfish). E se un’azienda volesse usare i video per uno spot in tv? “Non è il nostro obiettivo ma se capitasse ci limiteremmo a mettere la società in questione in contatto con il nostro zoopper“, spiega Davide Lombardi. L’interesse per Zooppa è vivo, soprattutto in Italia, ma anche negli Stati Uniti, in Germania, Turchia e Brasile. Dell’iniziativa si discute anche nella blogosfera.
“Lo YouTube dei videogiochi”. Così lo definisce il suo fondatore Jim Greer. Ed è stata questa la frase magica per attirare gli investitori della Silicon Valley. Ora Kongregate.com è una realtà capace di offrire oltre 300 giochi differenti. Tutti creati dagli utenti. Questi, infatti, con un sistema simile a quello di YouTube, il sito di condivisione di filmati, possono caricare i videogiochi di loro creazione (tutti in Flash), giocarci e chattare tra loro. Gratuitamente: basta infatti registrarsi al servizio. Il portale è nato nel giugno 2006, inizialmente aperto su invito a sviluppatori di game e giocatori. Da Natale è senza barriere per tutti gli utenti. Per di più, i creatori hanno anche accesso a una fetta dei guadagni derivanti dalla pubblicità. La passione per i videogiochi è nata in Greer da anni. Ne aveva solo 12 quando produsse il primo game. Ed è stato il suo lavoro come direttore tecnico della pagina web Pogo.com di Electronics Arts (quiz, giochi d’abilità e puzzle liberi in rete) a suggerirgli ora, a 36 anni, Kongregate.com. Trovare qualcuno disposto a investire nel progetto è stato sorprendentemente facile, ha detto Greer, che è in società con sua sorella Emily: “Abbiamo avuto un colloquio con Reid Hoffman, il fondatore di LinkedIn, che ha investito anche in Digg, Facebook, Flickr. È bastato un semplice incontro perché decidesse per il sì”. Altri siti che danno spazio a produttori di videogiochi indipendenti, senza però consentire la stessa modalità di libero caricamento dei contenuti come Kongregate.com, sono Shocwave.com e AddictingGames.com.