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«Switch off», espressione inglese a cui tutti gli italiani si dovranno abituare. Dopo essere entrato nel vocabolario degli abitanti di Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino, Lazio e Campania, nei prossimi mesi irromperà nel lessico familiare anche in Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Letteralmente significa spegnimento, in pratica rappresenta un cambiamento epocale per la tv. In queste regioni le antenne che trasmettono la televisione analogica si sono spente o si spegneranno lasciando il posto a quelle che irradiano il segnale digitale terrestre. Una sorte che l’anno prossimo toccherà anche a quasi tutti i ripetitori dello Stivale. Continua
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- Lunedì 3 Maggio 2010


Anche Facebook sposerà la tecnologia dei codici Qr. Presto, secondo quanto anticipato dal seguitissimo blog TechCrunch. com, potremo raccontare la nostra storia sul social network utilizzando il famoso codice fatto di puntini. Un magico quadratino che, se inquadrato con l’obiettivo del cellulare, prende vita e racconta tutto di sé: sul display arrivano, infatti, video, testi e pagine internet per approfondire l’argomento a cui è legato. Il codice Qr, che è l’abbreviazione inglese di «quick response» (risposta rapida), sulle pagine di Panorama è approdato già venerdì 11 dicembre scorso: Continua
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- Lunedì 26 Aprile 2010

Cerotti con microchip, bilance e scarpe intelligenti che parlano con l’iPhone e gli smartphone Nokia, tapis roulant che navigano in rete, videogiochi salutisti, social network e siti di scommesse sulla perdita di peso… I sovrappeso dell’era di internet non hanno più scuse: tantissimi, infatti, sono i ritrovati per la remise en forme tecnologica in vista dell’estate. Continua
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- Lunedì 12 Aprile 2010
La Gazzetta del Profeta, parto fantasy della scrittrice J. Kathleen Rowling, è il quotidiano letto dai protagonisti nei suoi romanzi sulle avventure di Harry Potter. Un giornale con una caratteristica che lo rende unico e magico: le immagini sulla carta stampata si animano e diventano un videoclip. Una stregoneria fino a ieri figlia di effetti speciali in stile Hollywood ma che, dalla prossima settimana, diventa realtà.
Panorama, infatti, è il primo giornale al mondo a portare in edicola il video sulla carta abbattendo le barriere fra il racconto scritto e le immagini in movimento. Il prossimo numero conterrà uno speciale inserto di quattro pagine in cui ci sono un display ad alta definizione e un altoparlante. Basterà pigiare alcuni pulsanti per far partire i videoclip. Continua
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- Lunedì 22 Marzo 2010

Tre sono le novità che vedranno la luce nel 2010 e trasformeranno radicalmente il mondo dei videogiochi.
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Sfogliando le pagine del numero di Panorama in edicola da domani, venerdì 11 dicembre 2009, non potrà sfuggirvi una novità: 11 servizi e anche cinque pubblicità contengono, oltre a testi e immagini, uno strano quadratino fatto di puntini neri.
Si chiama “Qr code” ed è l’erede intelligente del codice a barre. Una rivoluzione che da questa settimana sbarca sulle pagine di Panorama e che sta contagiando tutto il mondo. Da Tokyo a New York passando per Londra, Parigi e Barcellona i codici Qr sono sui manifesti pubblicitari, etichette di abbigliamento e prodotti alimentari, inserzioni, biglietti da visita, magliette, tatuaggi e persino sulle tombe.
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- Giovedì 10 Dicembre 2009

Qr code
A vederlo sembra un quadrato composto da tanti puntini neri.
Ma se lo si inquadra con la fotocamera del telefonino, si trasforma e racconta tutto di sé. Si chiama Qr Code ed è l’abbreviazione inglese di «quick response» (risposta rapida): l’erede del codice a barre. E lo vedremo stampato sulle etichette dei capi d’abbigliamento e dei prodotti alimentari, sui manifesti pubblicitari, sulle pagine di Panorama (già dalla prossima settimana). Già perché il Qr Code permette di accedere a un’infinità di informazioni che non troverebbero spazio, contenuti che arrivano da internet direttamente sullo schermo del telefonino.
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- Domenica 6 Dicembre 2009

Il televisore, quella magica scatola parlante che dal 3 gennaio del 1954 gracchia nelle case degli italiani, sta cambiando pelle. Le trasmissioni abbandonano per sempre la tecnologia analogica, ormai giurassica, per passare a quella digitale terrestre e satellitare. Gli apparecchi dicono addio al tubo catodico (la Sony non li produce più già da un anno) e cedono il passo all’alta definizione degli schermi piatti. Anche il dvd è pronto alla pensione. Il successore ? Si chiama Blu ray disc e sarà tra i regali hi-tech più acquistati il prossimo Natale.
Siamo di fronte a molto di più di un rinnovamento tecnologico tipo quello che investì i neri e fruscianti dischi in vinile rimpiazzati dagli argentei compact disc dal suono pulito. L’avvento dei bit televisivi, unito alla pervasività di internet, sta infatti trasformando il modo e persino i luoghi da cui «guardiamo» le cose. Lo schermo non è più solo quello del salotto, ma anche quello di apparecchi portatili come i computer, l’iPhone della Apple, quasi tutti i cellulari, la Playstation portatile e il navigatore satellitare dell’auto.
Una rivoluzione quindi, che però è fatta di sigle indecifrabili: nei modelli tv più recenti se ne contano fino a 40. Motivo per cui la stragrante maggioranza delle persone che entrano in un negozio sono colte da attacchi di panico da incompetenza tecnologica. Situazione comprensibile. D’altronde, l’ultima volta che la televisione visse un cambiamento epocale fu il primo febbraio 1977, giorno in cui lo storico presentatore Corrado annunciò dagli studi di Domenica in l’addio al bianco e nero e l’inizio delle trasmissioni a colori in Italia.
Ecco, quindi, una guida per tutti quelli che si considerano «analfabeti» tecnologici per capire come cambia la televisione, come scegliere l’apparecchio adatto alle proprie esigenze e verso quale futuro ci stiamo incamminando.
Si spegne l’analogico. Parte il digitale
Il 31 ottobre scorso per la tv è stata una data storica. Quel giorno, infatti, la Sardegna ha smesso di trasmettere il segnale tv analogico (che entrava nelle case immutato dal 1954) ed è passata al digitale. è la prima tappa del cosiddetto «switch off»: lo spegnimento dei vecchi ripetitori e l’accensione di quelli che trasmettono la tv del futuro. Da quella data 640 mila famiglie sarde, per vedere le trasmissioni, hanno dovuto dotarsi di un nuovo apparecchio che nel giro di un paio d’anni entrerà in tutte le case italiane: il decoder digitale terrestre. Non serve alcuna parabola. Per ricevere il segnale digitale oltre alla scatoletta magica bastano infatti le antenne tradizionali quelle che sono già sui tetti. Lo switch off, secondo una normativa europea dovrà avvenire in tutti i paesi Ue entro il 12 dicembre 2012. Olanda e Svezia lo hanno già completato. In Gran Bretagna 9 famiglie su 10 sono digitalizzate. E in Italia? «Entro il 2010 il 70 per cento del Paese e 37 milioni di italiani passeranno al digitale terrestre» ha detto il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani. «Sono previsti incentivi (50 euro ndr) da parte del ministero per l’acquisto del decoder dedicati alle famiglie che hanno un reddito annuo inferiore ai 15 mila euro e sono in regola con il pagamento del canone».
Una rassicurazione: il decoder digitale terrestre funziona anche con le vecchie tv a tubo catodico. Anche se dà il meglio di sé con le tv piatte. Perché la qualità audio video di questa tecnologia è nettamente superiore a quella passata.
Va detto che una legge dello Stato impone (da aprile 2009) la vendita in Italia solo di tv con il sintonizzatore digitale terrestre incorporato. Chi avesse deciso di comprarne una nuova per Natale può comunque già scegliere tra una vasta gamma di tv predisposte per il digitale.
I programmi diventano interattivi
Molti si chiederanno: ma era proprio necessario questo cambiamento? La risposta è sì. La tv era rimasta l’unico apparecchio elettronico a non essere migrato ai bit. Metamorfosi toccata ai giradischi, videoregistratori e telefonini. Con il Dtt (digital terrestrian television) si possono vedere «gratuitamente» molti più programmi di un tempo perché sulla stessa frequenza viaggiano cinque canali e non solo uno. Un esempio: da due mesi in Sardegna si vedono 59 canali (29 nazionali e 30 locali), prima dello switch off erano solo 26 (10 nazionali e 16 locali). Ma la vera differenza tra la tv del passato e quella digitale sta nell’interattività. Si scelgono lingua e sottotitoli di un film semplicemente pigiando un bottone. Ma si possono anche vedere la formazione della squadra di calcio o le news del Tg quando si vuole. Le trasmissioni sono interattive: è possibile rispondere, per esempio, alle domande di Chi vuol essere milionario di Gerry Scotti.
Anche la pubblicità diventerà interattiva: basterà un clic del telecomando per acquistare il prodotto promosso in uno spot. Si potranno persino ordinare certificati ai comuni. In più, oltre ai canali gratuiti, il digitale terrestre permette la visione di programmi a pagamento. Mediaset Premium e La7 Carta più offrono canali tematici per film e telefilm oltre che partite di calcio.
è il momento di cambiare la tv
L’avvento del digitale terrestre sarà la molla che convincerà anche i nostalgici a mandare in pensione il «vecchio» cassone da 80 chili per puntare sullo schermo piatto. Il problema è scegliere quello giusto.
Facciamo un po’ di chiarezza. Un segnale video tradizionale, quello che arriva dal cavo antenna su una ormai «preistorica» tv a tubo catodico, proietta sullo schermo immagini da 720 pixel per 576, ovvero poco meno di mezzo milione di pixel in totale. Troppo pochi «puntini luminosi» per una tv piatta di nuova generazione. Il digitale terrestre si vede al meglio sulle tv contraddistinte dalla sigla «Hd Ready». Apparecchi che hanno una risoluzione complessiva di 921.600 pixel (1.280 per 720), praticamente il doppio della tv tradizionale. Poi ci sono i televisori che si fregiano del logo «Full Hd 1.080p». Questi schermi arrivano a visualizzare 2.073.000 pixel (1.920 per 1.080). Cifra cinque volte superiore al tradizionale segnale analogico della tv a tubo catodico. I televisori Full hd hanno la migliore qualità visiva, ma danno il meglio solo se ricevono un segnale in alta definizione. Cosa possibile oggi esclusivamente se si collega alla tv un decoder Sky Hd (per ora sono 7 i canali satellitari pronti per questa tecnologia) oppure se si connette allo schermo un lettore Blu-ray disc. Apparecchio che legge (oltre ai dvd) i dischi di nuova generazione. Per vedere bene la tv digitale, qualunque schermo si compri, bisogna rassegnarsi: serve un decoder del digitale terrestre o uno satellitare oppure uno a scelta di quelli degli operatori telefonici che offrono la tv via internet (Telecom Italia, Infostrada, Tiscali e Fastweb). Chi non si adegua, infatti, è condannato a vedere peggio di prima.
Il lettore dvd va in pensione
Come detto, per utilizzare al meglio una tv in alta definizione è necessario che il segnale che arriva allo schermo sia in Full Hd. Ecco perché i lettori dvd sono destinati a scomparire e a lasciare il posto a quelli con la sigla Blu-ray. A vedersi sono dischi circolari quasi identici ai dvd, ma possono contenere una quantità dieci volte superiore di dati digitali. Si tratta di un nuovo standard, realizzato da una cordata di produttori mondiali capitanati dalla Sony, che permette di proiettare sullo schermo immagini con una nitidezza tre volte superiore a quella di un dvd e 10 volte superiore alla tv analogica e alle videocassette vhs. Con un vantaggio: gli apparecchi Blu-ray leggono anche i «vecchi» dvd. Buona notizia quindi per chi ha una videoteca nel vecchio formato.
Anche Panorama cavalca l’onda del cambiamento. Da gennaio, infatti, allegati al settimanale potranno essere acquistati titoli blockbuster nel formato Blu Ray.
La tv che arriva dal web
Ma non è solo via etere che passa la rivoluzione del televisore. C’è anche internet. Tutte le principali compagnie telefoniche fisse e mobili si sono buttate nel mondo delle trasmissioni digitali. Telecom Italia, Infostrada, Tiscali e Fastweb portano nelle case un decoder che oltre a trasmettere via cavo la tv digitale terrestre e satellitare permette di accedere a centinaia di canali tematici. Il decoder registra tutto ciò che viene messo in onda da tutti i canali. Così se si è persa una puntata di Distretto di Polizia la si può rivedere il giorno dopo. Un sistema che permette al telespettatore di farsi il palinsensto. Guardando quello che vuole all’ora che vuole. è un po’ la fine della diretta a favore della differita. Anche Tim, Vodafone Tre non sono da meno. Proponendo ai loro abbonati pacchetti con la tv digitale.
Un cambiamento culturale
La giapponese Panasonic ha appena realizzato una tv che si collega direttamente a internet. Tra un canale Rai e uno Mediaset, con il telecomando si può andare su Youtube e Google video che diventano veri e propri canali tv. Dall’America, invece, arriva un nuovo apparecchio che rivoluziona il modo di vedere la tv. Si chiama Slingbox e permette di «ritrasmettere su internet» tutto ciò che di televisivo e multimediale c’è nel salotto: digitale terrestre, Sky, Dvd e Blu-ray.
Ovunque nel mondo (anche dall’ufficio) ci si può collegare al proprio Slingbox e vedere la tv via internet. Slingbox trasmette il video anche sui cellulari, palmari e altre tv.
I fricchettoni del mensile di culto Wired hanno definito «Snack culture» questo nuovo modo di fruire la multimedialità fuori dalle mura domestiche. «Siamo nell’era della bite size entertainement» dicono i guru della rivista californiana. Intrattenimento a piccoli morsi, ossia guardare quello che si vuole, dove si vuole, nel momento che si vuole. Non più quindi solo sul divano di casa, ma ovunque nel mondo.
- zena
- Giovedì 18 Dicembre 2008

VIDEO: iPhone italiano: provato per voi
Febbre da iPhone, nel giorno in cui il melafonino approda fuori dagli States. Lunghe file si sono formate davanti ai negozi nelle principali città australiane e asiatiche (solo a Hong Kong ci sono state 60mila prenotazioni). In Giappone oltre mille acquirenti sono rimasti accampati per ore fuori al Softbank Mobile della Apple, a Tokyo. E anche Roma è stata contagiata, seppure in tono minore.
In uno dei centri capitolini Tim aperti in misura straordinaria da mezzanotte alle 5 i più impazienti si sono radunati solo a partire dal tardo pomeriggio, iniziando a distribuire numeri “fai da te” per segnare l’ordine d’arrivo degli acquirenti. Poco dopo la mezzanotte erano poco meno di centocinquanta.
Essere sempre connessi a Internet, avere tra le mani un navigatore satellitare, sfoggiare un oggetto dal design moderno e accattivante. Così i fan Apple motivano la loro passione per l’iPhone. Ma quasi nessuno nasconde la delusione nei confronti dei piani tariffari approntati da Tim e Vodafone, gli operatori che in Italia hanno al momento l’accordo con Apple per la distribuzione dello smartphone. “Una vergogna - dice all’Ansa Tommaso, 25 anni, studente -. L’iPhone è un apparecchio pensato per essere sempre connessi, ma con questi prezzi è impossibile”.
E non sono tutti qua i lati negativi…
Delle potenzialità tecnologiche dell’iPhone si sono già state scritte pagine e pagine.
Nessuno però ha ancora spiegato perché il nuovo iPhone 3G della Apple dovrebbe essere diverso dai rivali e anche dal suo predecessore (il primo iPhone) già finito nelle tasche di oltre 6 milioni di persone. Così diverso da trasformarlo in un oggetto di culto non solo per gli americani, ma anche per gli italiani che, in fatto di cellulari, sono molto più esigenti dei cugini d’oltreoceano. Nessuno lo ha mai spiegato perché Steve Jobs, numero uno della Apple, dopo averlo mostrato al pubblico il 9 giugno scorso, non lo ha mai fatto toccare a nessuno.
Panorama, che ha avuto l’iPhone 3G in anteprima esclusiva dalla Apple di Cupertino in California, lo ha provato per più di una settimana ed è in grado di raccontarne pregi e difetti.
L’idea che ci siamo fatti è che l’iPhone 3G sia un oggetto con cui si può “anche” telefonare. Nel senso che questo cellulare è, prima di tutto, un terminale internet. Gli americani hanno battezzato la sensazione che si prova nel navigare sul web con l’iPhone 3G con la frase: “The Wow effect”. Apprezzamento, il “Wow”, che il Fonzie dei telefilm riservava alle ragazze “meglio carrozzate” e che, nell’era di internet veloce, si esclama quando si vede comparire sul display un sito in maniera quasi istantanea, senza trascorrere interminabili minuti osservando orologini o clessidre nell’attesa di veder comparire la pagina cercata. L’iPhone 3G, rispetto al precedente, utilizza la tecnologia denominata “Hsdpa” per connettersi velocemente (fino a 3,6 megabit al secondo) alla rete delle reti utilizando l’operatore telefonico. A chi non ha dimestichezza con le sigle informatiche basti pensare che con l’iPhone 3G si naviga a velocità paragonabili a quelle che si ottengono con il computer di casa collegato al web via cavo con la linea Adsl.
Panorama ha provato l’iPhone 3G sia con la sim Tim sia con quella Vodafone. I risultati in termini di velocità di navigazione sono identici. Per passare da un operatore a un altro, però, non basta inserire la sim nell’apposita fessura, ma bisogna collegare l’iPhone anche al computer. Procedura che risulta un po’ macchinosa. Il software iTunes, quello che serve anche per gestire la musica degli iPod, riconosce la sim all’interno del telefonino e impartisce le istruzioni necessarie all’iPhone per funzionare con un operatore piuttosto che un altro. Questa operazione va fatta ogni volta che si vuole passare da Tim a Vodafone e viceversa.
La velocità di connessione permette di vedere i video di Youtube in maniera fluida e senza attese. Istantanee nel comparire sullo schemo sono le previsioni del tempo (si possono impostare tutte le città del mondo e sfogliarle sfiorando il display con il polpastrello) e anche le quotazioni e gli indici di borsa. Ma è nella gestione della posta elettronica che ci sono le maggiori migliorie. Le caselle si configurano con estrema semplicità: basta digitare il proprio indirizzo email e la password. Tutto il resto lo fa l’iPhone 3G che ha memorizzato i più importanti provider (sono migliaia) come Google, Yahoo, Msn della Microsoft eccetera. In più l’iPhone 3G offre supporto per “mail push e per i server exchange”. Che nel linguaggio di chi il telefono lo deve usare vuol dire che ogni volta che vi verrà spedita una email in automatico arriverà anche sull’iPhone 3G. Funzione che, per intenderci, ha reso celebre tra i manager il Blackberry. Un’altra novità: ora l’iPhone è in grado di leggere e aprire tutti i tipi di allegati, documenti di Word, Excel e Powerpoint compresi. Cosa che prima non poteva fare.
A questo punto, però, va detto che il sistema di scrittura dei messaggi (email o sms che siano) non è migliorato molto dal precedente iPhone. Non avendo la tastiera “fisica” nell’iPhone le lettere si inseriscono una a una digitando su una tastiera che compare sul display. Anche se avvicinando un dito a una lettera questa si ingrandisce automaticamente, chi ha le dita grosse rischia di pigiare la lettera sbagliata. Dopo un po’ di allenamento, però, la velocità e la precisione di input migliorano. Una caratteristica che, a nostro giudizio, rende l’iPhone uno strumento per chi legge molte email, ma ne scrive poche.
Tra le novità spicca l’antenna Gps che è incastonata all’interno del guscio e permette al telefono di trasformarsi in localizzatore satellitare. L’iPhone 3G, mostra la propria posizione sulle cartine e le foto satellitari fornite da Google Maps. L’iPhone 3G permette anche di reperire informazioni geolocalizzate. Un esempio: se si vogliono trovare le gelaterie vicino al posto in cui ci si trova, basta digitare la parola “gelateria” per vederle comparire sulla mappa. Si possono anche impostare percorsi tipo da via Mondadori a Milano a via XX settembre a Genova. Ma è con un po’ di delusione che si scopre che il navigatore è muto. Sia Tim sia Vodafone hanno però annunciato che in autunno lanceranno una speciale applicazione che, sfruttando le potenzialità dell’iPhone 3G, lo trasformerà in un navigatore vero e proprio dotato di parola.
L’iPhone 3G è quindi uno strumento che cambia la vita? Per certi versi sì. Visto che in un solo apparecchio racchiude un iPod per ascoltare musica, vedere foto e video, un navigatore satellitare e un computer con cui navigre alla velocità della luce. E non dimentichiamo che è “anche” un telefono. Anche se, stranezze degli americani, non invia Mms. Se si vuole mandare una foto allegata a un messaggio, bisogna allegarla a un’email.
VIDEO: iPhone italiano: provato per voi

Il VIDEO servizio:
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- Venerdì 11 Luglio 2008
Il frenetico tam tam di internet ha trasformato il nuovo iPhone della Apple nell’oggetto del desiderio planetario. Il 9 giugno scorso Steve Jobs, numero uno della società californiana, lo aveva mostrato al pubblico per qualche secondo scatenando la curiosità mondiale e annunciando che sarebbe stato messo in vendita entro l’estate. Da quel momento nessuno ha mai potuto metterci le mani sopra per provarlo. Il nuovo iPhone, un cellulare che è anche un iPod, è stato potenziato e ora può navigare su internet a velocità paragonabili a quelle che si ottengono in casa con un computer collegato alla linea adsl. L’11 luglio sbarcherà nelle vetrine di tutto il mondo (in Italia sarà venduto dalla Tim e dalla Vodafone), ma Panorama.it, che lo ha avuto in anteprima direttamente dalla sede di Cupertino in California, lo sta provando da una settimana con le sim dei due operatori. Ecco allora quattro video esclusivi che raccontano in anteprima tutti i segreti del nuovo gioiellino di casa Apple. Come funziona la navigazione internet con la connessione Hsdpa (il super Umts) e come utilizzare le funzioni di navigazione satellitare. Le novità nella navigazione internet e nella gestione dei software. Come fare per personalizzarlo e installare decine di giochi e software. Guardate i filmati: non sono una mera scheda tecnica, ma il resoconto di una vera prova sul campo, per sapere davvero cosa troverete nei negozi a partire da venerdì 11 luglio.
I VIDEO in anteprima
Visto da vicino
Cosa ci si può fare:
Come si naviga:
La pagella dell’esperto:
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- Giovedì 10 Luglio 2008