Archivio per il tag “Apple”

Windows 7 si ispira a Mac Os? Certo che no!

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Simon Aldous ha detto quello che pensano un po’ tutti: la grafica di Windows 7 si ispira a quella dei Mac.

Bene, dunque perché si parla di lui? Semplice, perché Simon Aldous è Partner Group Manager di Microsoft. Non proprio quella che definiremmo una figura super partes.
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Il mouse è morto? No, è diventato magico

Il Magic Mouse di Apple (credits: Apple)

Il Magic Mouse di Apple (credits: Apple)

Spulciando fra le novità annunciate da Apple questa settimana leggiamo dell’introduzione di un accessorio destinato a far parlare molto di sé: si chiama Magic Mouse ed è di fatto il primo mouse senza tasti e senza fili della storia.

Magia? A dire il vero non c’è trucco né inganno, ma solo una delle tante declinazioni del multitouch, la tecnologia che (prima) ha fatto dell’iPhone una gallina dalle uova d’oro e (poi) rivoluzionato il nostro modo di interagire con i dispositivi elettronici.

Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire, se non fosse che questa volta la filosofia del “tocco” è stata applicata a un oggetto che, a parte qualche piccola evoluzione, è fedele a sé stesso da più di 40 anni. Da quando cioè – nel 1968 – il suo inventore Douglas C. Engelbar lo presentò al mondo.
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Apple: i nuovi iMac e tutte le altre novità

Apple iMac - ottobre 2009

Apple iMac - ottobre 2009

È stato il classico Applestore offline a preannunciare ai fanatici della mela un’imminente novità nel parco macchine di Apple; nella serata di ieri infatti è comparso principalmente un interessante upgrade degli iMac.
L’evoluzione più evidente riguarda i display: i 20″ e 24″ diventano 21,5″ e “27″; le opzioni hardware disponibili sono quattro. Il design rimane pressoché invariato, ma compare uno slot per le schede SD e un nuovo mouse in sostituzione del Mighty Mouse, il Magic Mouse. Continua

Quanto è verde il tuo cellulare? La classifica di Greenpeace sui big dell’elettronica

Persone con i cellulari

Vince Nokia che si merita un bel 7 e mezzo, seguita da Samsung che si becca un 7– e sul podio sale anche Sony Ericsson, con un 6 e mezzo di tutto rispetto. A dare le pagelle ai colossi dell’elettronica è Greenpeace, e i voti si basano non sulle prestazioni degli apparecchi prodotti dalle aziende considerate, e nemmeno sul loro fatturato, bensì sull’impatto che la produzione ha sull’ambiente. Il parametro che ha il peso maggiore è quello della composizione dei prodotti. Le aziende che hanno eliminato sostanze pericolose dalla produzione vengono premiate maggiormente nel punteggio, in base alla considerazione che così si produrranno anche meno rifiuti tossici e il riciclaggio dei materiali diviene più semplice.
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Nokia, arriva Booklet: ibrido tra netbook e cellulare

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Dai cellulari ai netbook: Nokia è entrata nel mercato dei portatili. E per affrontare una concorrenza agguerrita alza da subito la posta in gioco. La batteria in dotazione di Booklet 3G dura dodici ore, superando l’autonomia di altri netbook attualmente in vendita. Alla connettività wi-fi per navigare su internet, inoltre, affianca la possibilità di accedere alla rete mobile veloce (3G) utilizzando uno slot per la sim card del cellulare: non c’è bisogno, quindi, della chiavetta esterna usb per collegarsi al web.

Chi vuole usare mappe online, poi, ha a disposizione un sistema gps assistito (A-Gps): per localizzare la posizione non impiega il segnale dei satelliti, ma la rete di telefonia mobile. Lo schermo è da dieci pollici e il sistema operativo sarà Windows 7 in versione adattata ai netbook: si rafforza, così, l’alleanza tra i due giganti dopo l’accordo per rendere disponibile il pacchetto Office sui cellulari Nokia (con sistema operativo Symbian).

La mossa dell’azienda finlandese risponde a due esigenze. Da un lato esplorare nuove strade per affrontare l’avanzata dell’iphone (Apple) e del Blackberry (Rim) che erodono quote di mercato nella fascia alta, anche se la Nokia controlla ancora il 38 per cento del settore. Dall’altro, la spinta verso un settore, quello dei netbook, cresciuto nella sola Taiwan del 4mila per cento nel 2008. Che quest’anno sarà una delle poche voci positive per il settore hitech: la crescita prevista da Idc è del 127 per cento (e in Europa ne sono stati venduti, secondo Gartner, due milioni e mezzo negli ultimi quattro mesi).

Chi sono i principali rivali di Booklet sugli scaffali? Schermo da dieci pollici, connettività wifi e sistema operativo Windows Xp sono caratteristiche comuni ai netbook di fascia alta. Asus, per esempio, è stata la prima a introdurre i netbook: il suo “1000 He” ha una batteria che dura 9,5 ore e un hard disk da 160 Gigabyte (dai 349 euro in su). Dall’anno prossimo l’azienda taiwanese lancerà modelli con il sistema operativo Android di Google. Anche l’AcerAspire one D150-1Bk” ha una memoria rigida da 160 Gigabyte, ma la batteria ha sei ore di autonomia (da 310 euro). Il “Mini 5101” di Hp ha un hard disk da 160 Gigabyte e una scheda grafica Intel Gma 950. Dell, invece, propone soluzioni alternative: il “Mini 10v” è disponibile in una versione con sistema operativo Ubuntu 8.04 e drive ssd da 8 Gigabyte.

La calda estate di Apple: Ipod e Iphone nel mirino

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Ha fatto il giro del mondo la storia dell’ipod che sarebbe esploso arrivando fino a tre metri in aria. Sotto gli occhi sconcertati della proprietaria, una bambina di 11 anni. Secondo il Times online, la famiglia non rilascia altri commenti sulla vicenda dopo il clamore sollevato sui mass media internazionali.
Ma non è la prima volta che circolano voci sui rischi delle batterie degli ipod. Voci documentate. L’emittente Kirotv per sette mesi è stata sulle tracce degli incidenti: alla fine ne hanno scoperti 15. E hanno pubblicato due reclami inviati all’agenzia garante dei consumatori (Cpsc) negli Usa.
C’è chi mette in dubbio l’intera economia della Apple, rinata con il lancio dell’ipod voluto da Steve Jobs. A sollevare critiche è un blog dell’università di Harvad: l’autore è Umair Haque, direttore di Havas media Lab. Ricorda che il costo di un ipod prodotto in Cina è di 4 dollari.
E poi prova a calcolare quale potrebbe essere il prezzo per la fabbricazione negli Stati Uniti, confrontando i costi della manodopera. Risultato? Una differenza del 23 per cento. Quella che Haque definisce come la distinzione tra un “ipod buono” e un “ipod cattivo”.

Se il gioiello della corona di casa Apple è finito nel mirino dei blogger, il braccio di ferro con Google diventa più teso. L’azienda di Cupertino ha negato l’accesso a Big G nel suo negozio di applicazioni per iphone, una sorta di archivio che contiene piccoli software utili, dai giochi ai sistemi di ricerca specializzati (per ristoranti, alberghi, bar, ecc).

Google voice, questo il nome dell’applicazione espulsa, avrebbe permesso di parlare e inviare sms, decretando un conflitto nell’accordo tra Apple e l’operatore telefonico At&t. Portoni chiusi anche per Google Latitude, un servizio che permette di trovare su una mappa online gli amici in tempo reale: non è disponibile nel negozio su internet, ma può essere raggiunto via web. Anche per Apple, infatti, non è facile recintare il suo regno.

La settimana ad alta tensione tra i due colossi hitech si è conclusa con le dimissioni di Eric Schmidt, ceo di Google, dal consiglio di amministrazione della Apple, il tavolo dove vengono approvate le decisioni strategiche dell’azienda. Un conflitto di interessi che è diventato sempre più evidente negli anni. Fino al lancio del browser Chrome (rivale di Safari, sviluppato da Apple) e del sistema operativo per cellulari Android.
Finché il motore di ricerca ha annunciato che è in cantiere un nuovo sistema operativo a partire dal browser Chrome. Che dovrà vedersela con Mac Os x (Apple) e Windows (Microsoft).

Musica e libri: la rivoluzione di Apple Tablet. E la sfida degli ebook

Steve Jobs
Il cd non sarà più un disco, ma un rettangolo. Anzi, sarà un display di 10 pollici in grado di collegarsi a internet: per scegliere un brano basterà toccare lo schermo con un dito. Il display, poi, mostrerà anche le pagine di libri da sfogliare sfiorandone la superficie.
Dopo l’ipod e l’iphone, Steve Jobs vuole stupire ancora con un dispositivo portatile grande quanto un quaderno: il nome provvisorio è Apple tablet.

Secondo il Financial Times, Jobs è in trattativa con quattro major discografiche: Emi, Sony Bmg, Warner music e Universal music.

Apple Tablet, quindi, sarà in grado di riprodurre canzoni e documenti di testo: la sfida da affrontare è un “paradosso digitale” che riguarda la musica e l’editoria.
Se le vendite di compact disc diminuiscono, l’ascolto di canzoni è in aumento: una ricerca di Prsformusic mostra che in Gran Bretagna l’acquisto di supporti fisici si è ridotto del 10 per cento, ma i biglietti staccati per i concerti hanno segnato una crescita del 13 per cento (qui lo studio). Se le vendite di quotidiani e settimanali calano, il pubblico che cerca informazioni online è in aumento: l’incremento della circolazione globale è del 2,7 per cento.

L’arrivo dell’ultimo dispositivo della Apple è anche un campanello d’allarme per Amazon, la libreria online che ha lanciato negli Stati Uniti i lettori digitali Kindle (in tre versioni: la più grande, Kindle Dx, è grande quanto la pagina di un quotidiano tabloid).
Jobs potrebbe rubare la scena a Jeff Bezos, fondatore di Amazon, che finora si è proposto come salvatore dal declino dei giornali. Anche se ultimamente ha fatto qualche gaffe: senza avvisare gli utenti di Kindle, sono “scomparse” dai lettori digitali le copie di 1984 e della Fattoria degli animali, scritto da George Orwell.
Un’operazione resa necessaria per problemi con gli editori dei volumi. In poche ore, però, il venditore di libri online è stato sommerso da una valanga di proteste e Bezos si è dovuto scusare.

Il braccio di ferro tra Apple e Amazon, però, non chiude affatto i giochi. Perché altri hanno deciso di entrare in campo. Come la blasonata libreria Barnes&Nobles, finora quasi assente dalla compravendita su internet: ha riaperto i suoi scaffali di ebook (gratuiti, grazie a un accordo con Google, e a pagamento) con l’obiettivo di lanciare un proprio ereader l’anno prossimo, prodotto da Plastic Logic.

Sulle orme degli antichi librai inglesi c’è anche Mike Arrington, il fondatore di Techcrunch (un gruppo di blog specializzati in hitech): ha annunciato una “web tablet”, una sorta di palmare ultrasottile (16 millimetri) per navigare sul web chiamato (forse con poca fantasia) Crunchpad. La società per produrlo è stata costituita con sede a Singapore.

Ma non sarà facile sfondare in mercato sempre più affollato. Dove si sono aggiunte di recente con nuovi modelli Samsung (Papyrus) e Sony (Prs). Le frontiere, però, non sono aperte: Kindle di Amazon utilizza un formato proprietario per i suoi ebook (azw) che non può essere letto da altri. E non tutti i lettori in commercio sono in grado di aprire file in pdf.

Negli ultimi mesi l’offerta di ebook gratuiti è aumentata: la World ebook fair collection, per esempio, permette di trovarne 2,5 milioni. Ma per scoprire copie da leggere può essere interessante una visita tra gli archivi del progetto Gutenberg (in italiano) o il motore di ricerca Pdf search engine. Ad alimentare il mercato contribuiscono alcune iniziative per la scansione di volumi in pubblico dominio delle biblioteche.

L’internet archive, finanziato da un’organizzazione non profit, ha 19 centri nel mondo che “copiano” in digitale circa mille volumi al giorno. E Google ha preso accordi con istituzioni per la scansione dei libri.
Ma per il gigante di Mountain View resta una questione aperta non da poco: Google, infatti, vorrebbe pagare una cifra una tantum per l’acquisto dei diritti d’autore di alcuni volumi ottenuti dalle biblioteche. Gli scrittori, però, non sembrano intenzionati a rinunciare ai guadagni derivanti dalla pubblicazione online delle loro opere. Sarà il tribunale a decidere.

Netbook o Iphone, che cosa mi compro?

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Il mio notebook a casa è sempre sequestrato da qualcuno dei famigliari
Lo riconquisto ogni tanto, a ore strane, giusto per per tagliare e editare le foto. Per il resto, perso.

Tre netbook

Ho deciso allora di comprare due o tre netbook, la prima generazione di veri “personal” computer, nel senso che costano abbastanza poco da potercene permettere, a casa, anche uno a testa, proprio come con i telefonini.
E i netbook ormai sono ben più comodi e funzionali del primo Eee Pc Asus, il primo modello riconosciuto della categoria (a sua volta figlio, almeno nelle idee, del One Laptop Per Child). Dalla fine del 2007 sia Asus che i concorrenti (Acer, Compaq, Packard Bell, Qualcomm, Dell…) hanno sfornato decine di modelli di Netbook.

Ora siamo addirittura al momento in cui i netbook generano sottocategorie, si differenziano. Alcuni, per esempio, non usano la tastiera. Altri preferiscono farsi chiamare Smartbook, alcuni puntano soprattutto ad abbassare ulteriormente la soglia del prezzo.

Sette tipi di netbook

Pare siano addirittura sette i tipi di “computer” collocabili fra un normale telefonino e i veri e propri pc (notebook o desktop). Gli esperti, per esempio Ranjit Atwal della società di analisi Gartner, citato dall’Economist, è arrivato a dire che andiamo verso un mercato simile a quello dell’automobile con decine di opzioni per decine di esigenze e gusti diversi.

Già così, dunque, la scelta dei netbook impone alcune valutazioni.
Ma ecco che il tutto si confonde ancora di più quando arriva qualcuno a suggerire che per quello che mi serve forse “basterebbe un vero smartphone”, per esempio un iPhone.
Che come noto può fare un sacco di cose che farebbe anche un netbook. E molte altre, tenuto conto anche della qantità crescente di applicazioni disponibili.

Allora un iPhone

Be’ il suggerimento stuzzica, indubbiamente [gallery, iPhone 3GS]

Fingo comunque di considerare tutta l’offerta di smartphone, compreso il Palm Pre, il tentativo più recente di contrastare l’ascesa delle vendite dell’iPhone, oppure quanto già è in circolazione con Android, il sistema operativo di Google per telefoni intelligenti, e, ovviamente, quel che propone Nokia.

Eppure, è ovvio che la mia opzione vera sia l’IPhone.

Un iPhone costa, appunto, come tre netbook

Ma qui salta fuori ancora una volta il vero ostacolo: i costi. In parte quelli di navigazione, ma soprattutto quelli di acquisto dell’IPhone: se è vero che finirà col costarmi, complessivamente, come tre netbook.
Già, tre netbook, esattamente il numero che mi servirebbe per avere a casa, finalmente, un computer veramente personal.

Dunque, eccomi daccapo.

[nella foto: AspireOne da 11.6'', credits: Acer]

iPhone 3GS, il Super Melafonino

Gallery - Proprio mentre i suoi avversari cominciavano ad avvicinarsi minacciosamente, Apple ha estratto dalla manica l’ennesimo asso pigliatutto, quasi fosse il momento di ristabilire le distanze.
Si chiama iPhone 3GS, e visto da fuori potrebbe sembrare un iPhone come tutti gli altri. Sotto il cofano, però, ci sono tutta una serie di migliorie che ne fanno – per usare le parole di Apple - il Melafonino più veloce e potente di sempre.

Vediamole in sintesi.

Una fotocamera degna di nome

Dal punto di vista hardware la novità principale riguarda l’innesto di una nuova fotocamera da 3.2 megapixel. Che forse non sarà al passo coi tempi, ma di certo garantirà agli utenti foto decisamente più nitide rispetto alla precedente generazione di iPhone. Non fosse altro per la presenza di un sistema autofocus che abilita la messa a fuoco di qualsiasi oggetto nell’inquadratura attraverso un semplice tocco sul display. O per le funzionalità integrate di videorecording, che consentiranno di utilizzare l’Iphone per registrare filmati (fino a 30 fotogrammi al secondo) e di postarli online (anche su MobileMe) piuttosto che allegarli alle email.

Memoria da 16 e 32 Gb

Con le funzionalità fotografiche cresce anche la capacità di archiviazione. I tagli del nuovo iPhone 3GS saranno infatti da 16 e 32 gigabyte. Insomma di spazio per ospitare foto più “risolute”, video, ma anche le sempre più ricche applicazione dell’AppStore ce n’è da vendere.

Batteria potenziata

Gli attuali utenti iPhone pagherebbero oro pur di avere qualche spicciolo di batteria in più. Apple li ha accontentati inserendo nel nuovo iPhone 3GS una nuova unità che – almeno sulla carta – promette bene. Il vantaggio rispetto al passato è evidente soprattutto nelle conversazioni 2G (la cui autonomia passa da 10 a 12 ore), nei collegamenti Internet in Wi-Fi (da 6 a 9 ore), nella riproduzione audio (da 24 a 30 ore) e in quella video (da 7 a 10 ore).

Due volte più veloce

Apple dichiara una grafica 3D accelerata e una velocità doppia rispetto all’iPhone 3G; le crediamo in parola, anche se non sono state ancora rilasciate le specifiche del processore e della Ram. Certo è che se si pensa alla reattività – già piuttosto spinta - del vecchio iPhone, c’è davvero da farsi venire l’acquolina in bocca…

Per non perdere la bussola

Per i nostalgici dell’orientamento che non riescono proprio ad abituarsi a Google Maps ecco arrivare la bussola digitale. Un oggetto utile o l’ennesima trovata scenografica? Lasciamo agli utenti il giudizio.

Arriva il copia e incolla (e non solo)

Molte le funzionalità che arrivano in dote dal nuovo sistema operativo OS 3.0 sembrano essere state scritte dai detrattori delle prime due generazioni dell’iPhone. Così ecco finalmente comparare il famigerato copia e incolla e con lui tutta una serie di funzionalità che Apple aveva stranamente (o volutamente?) lasciato per strada: gli Mms, per esempio ma anche il software di riconoscimento vocale, la possibilità di orientare la tastiera in orizzontale o quella di utilizzare l’iPhone come modem Hsdpa.
Da segnalare l’innesto di una feature denominata FindMyiPhone, utile in caso di smarrimento o di furto del cellulare, e una funzione Spotlight per frugare fra tutti i contenuti del cellulare (contatti, e-mail, calendari, note, eccetera) come si fa solitamente su computer.

Prezzi

La novità è che non ci sono novità. Il nuovo iPhone 3GS verrà venduto – almeno negli Stati Uniti - agli stessi prezzi dei vecchi top di di gamma: 199 dollari per l’Iphone da 16 giga e 299 dollari per quello da 32 (ferma restando, in entrambi i casi, la necessità di sottoscrivere un abbonamento con l’operatore). Appunto, e il “vecchio” iPhone 3G? Rimarrà in produzione (nella versione 8 Gb) ma a prezzo ribassato: 99 euro .
La speranza è naturalmente che anche in Italia venga seguita la stessa logica. Per saperne di più bisognerà però aspettare il 19 giugno, data del debutto nei negozi.

Microsoft presenta il nuovo Zune HD

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Microsoft, dopo mesi di attese, annuncia ufficialmente la seconda generazione del proprio player multimediale portatile Zune che, completamente riprogettato, si pone in diretta concorrenza con Apple iPod Touch.

Il nuovo Zune HD adotta uno schermo touchscreen da 3,3 pollici Oled con risoluzione 272 x 480 pixel e rapporto 16:9. Il dispositivo integra il supporto alla riproduzione di filmati in alta definizione su monitor esterni attraverso un cavo Hdmi. Microsoft integra inoltre radio, connessione wireless, browser web, accelerometro e possibilità di connessione a Xbox (mancano però ulteriori dettagli).

Microsoft si appoggerà pienamente alla piattaforma Zune Marketplace esistente, cercando di ricostruire un modello simile a quello del pluripremiato (dagli utenti e dalla critica) App Store di Apple.

Lo Zune HD debutterà contemporaneamente in tutto il mondo il prossimo autunno; prezzi e capacità di archiviazione saranno resi noti al prossimo E3 (Electronic Entertainment Expo) che si terrà tra il 2 e il 4 giugno.

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