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astronomia

E su Marte si vede anche il piccolo lander “perduto” della Nasa

marte
di Daniela Mattalia

Il cratere marziano è spettacolare, ma non è quella la cosa che conta, almeno non stavolta. La star della foto è il puntino che si può vedere nell’angolo in basso, a sinistra: è Spirit, il piccolo lander della Nasa che per sei anni ha instancabilmente esplorato la superficie di Marte. Atterrato il 4 gennaio del 2004 nel, insieme al rover gemello Opportunity, un paio di anni fa Spirit aveva perso sei ruote rimandendo intrappolato, con le altre quattro, nelle sabbie di Marte. Impossibilitato a muoversi, Spirit era rimasto lì, a funzionare come una specie di stazione fissa, mandando dati alla Terra. Fino al 22 marzo 2010, quando ha smesso di inviare segnali alla Nasa. Nel maggio 2011, la missione si è ufficialmente conclusa. Continua

L’incredibile immagine della galassia “cannibale”

Credits: R. J. GaBany (BBO)/D. Martínez-Delgado (MPIA)

Credits: R. J. GaBany (BBO)/D. Martínez-Delgado (MPIA)

L’immagine è bella, e poi è la prima volta che viene «catturato» un evento cosmico di questo tipo, non raro ma difficile da immortalare: una galassia nana (in alto a sinistra) che sta per ingoiare una galassia più piccola (in basso a destra, e poi nell’ingrandimento a fianco). Gli autori della scoperta sono due gruppi indipendenti di ricerca, quello di David Martínez-Delgado del Max Planck Institute for Astronomy, e di Michael Rich dell’Università della California. Continua

Scoperto il primo pianeta extragalattico: è un enigma

Un pianeta alieno (Credit: AP)

Un pianeta alieno (Credit: AP)

Si chiama Hip 13044b ed è il primo pianeta extragalattico di cui si ha notizia: ha una massa che è circa una volta e mezza quella di Giove e in realtà non dovrebbe esistere. Infatti la sua stella, nata in un’altra galassia e in seguito lentamente cannibalizzata dalla nostra Via Lattea, avrebbe dovuto ingoiarlo nella sua fase di gigante rossa, quando si è gonfiata enormemente dopo aver consumato tutto l’idrogeno del nucelo. Continua

Occhi puntati sulla pioggia di stelle

Stelle cadenti (Foto: Flickr)

Stelle cadenti (Foto: Flickr)

Anche quest’anno assisteremo allo spettacolo da spiagge, colline e altri punti di osservazione privilegiati. Quella migliore è la notte tra il 12 e il 13 agosto tra mezzanotte e le 5, e la visione, nuvole permettendo, dovrebbe essere aiutata dal fatto che, essendo in una fase di luna nuova, la luce riflessa dal nostro satellite non disturberà la luminosità delle Perseidi. Continua

Spazio: polvere di asteroide dalla sonda giapponese

Immagini dell'asteroide Itokawa acquisite dal satellite giapponese Hayabusa (credit: Jaxa)

Immagini dell'asteroide Itokawa acquisite dalla sonda Hayabusa (Credit: Jaxa)

Era stata lanciata il 9 maggio 2003 e per sette anni ha viaggiato nello spazio per rientrare nell’atmosfera terrestre il 13 giugno 2010, toccando terra nell’outback australiano. La capsula della sonda giapponese Hayabusa, che ha percorso sei miliardi di chilometri nello spazio, era stata lanciata dall’agenzia spaziale spaziale nipponica Jaxa allo scopo di analizzare l’asteroide Itokawa, a 300 milioni di chilometri dalla Terra.  Continua

Dal 2012 in vacanza nello spazio?

Astronauta in orbita (Credit: NASA/nasaimages.org)

Astronauta in orbita (Credit: NASA/nasaimages.org)

La gara è tra Virgin Galactic e Space Adventures. La prima, guidata dal magnate Richard Branson, è la compagnia che promette di farci diventare tutti turisti spaziali. Certo, nulla è in realtà ancora davvero pronto. E quando lo sarà, solo chi ha somme a molteplici zeri depositate sul conto in banca potrà davvero permettersi il lusso di usufruire dei servizi che Branson promette di fornire. Ma dovrà trattarsi di qualcosa di molto simile a una compagnia aerea di linea, solo che la destinazione dei suoi viaggi sarà l’orbita terrestre.
Continua

Herschel e Planck, oggi in orbita i telescopi dell’Esa

Herschel e Planck

Dopo diversi ritardi è finalmente giunto il momento di Herschel e Planck, i due telescopi spaziali più avanzati mai mandati nello spazio dall’ESA, l’Ente Spaziale Europeo. Il lancio avverrà oggi dallo Spazioporto Europeo situato nella Guiana Francese, a bordo di un razzo classe Ariane 5 ECA, culminando così il programma di esplorazione spaziale avviato nel lontano 1985.

I due osservatori spaziali si divideranno poco dopo il lancio e proseguiranno indipendentemente verso il punto Lagrangiano L2 del sistema Sole-Terra (a 1,5 milioni di km dal nostro pianeta nella direzione opposta al Sole), dove potranno effettuare le proprie osservazioni in un ambiente stabile e lontano dalle radiazioni emanate dalla Terra, dal Sole e dalla Luna.

Herschel, così nominato in onore dell’astronomo Sir Frederick William Herschel (1738-1822), è un telescopio spaziale a raggi infrarossi realizzato per osservare gli oggetti più freddi dell’universo, scrutando nella zona più remota dello spettro infrarosso (anche a frequenze submillimetriche), attraverso uno specchio di 3,5 metri di diametro e una serie di rilevatori
raffreddati a temperature vicine allo zero assoluto (-273,15 gradi Celsius) da 2000 litri di elio liquido.

Planck, anch’esso nominato in onore di un celebre scienziato, il fisico premio Nobel Karl Ernst Ludwig Marx (detto Max) Planck (1858-1947), che ha inaugurato la teoria dei quanti e ha formulato diverse teorie sull’elettromagnetismo, avrà come missione di tracciare una nuova mappa dell’universo, almeno 15 volte più accurata del modello attuale, rilevando la radiazione di fondo, che non è altro che ciò che rimane della prima luce emessa nello spazio circa 380 milioni dopo il Big Bang, quando la densità dell’universo era diminuita abbastanza da permettere alla luce di separarsi dalla materia.

L’Italia ha avuto un ruolo primario in entrambe le missioni: la società Thales Alenia Space di Torino ha costruito i moduli di servizio di Herschel mentre l’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Bologna ha guidato i consorzio che ha realizzato lo strumento a bassa frequenza (LFI) di Planck, con il supporto della NASA. Chi volesse seguire il lancio in diretta potrà farlo collegandosi al sito dell’ESA, tra le 14.00 e le 16.15 di oggi.

Un video dell’Esa su Herschel

Un video dell’Esa su Planck

In inglese, un video dell’Esa sulla missione

E il telefonino diventò un telescopio. Grazie a Google

Galassia

“Spazio, ultima frontiera”: il capitano Kirk e il vulcaniano Spock sono appena sbarcati nelle sale cinematografiche con l’ultimo episodio di Star Trek. Ma non è soltanto la fantascienza a ravvivare l’interesse per stelle, pianeti e buchi neri nell’anno internazionale dell’astronomia. Il nuovo telescopio sarà la fotocamera di un telefonino di ultima generazione. A portata di mano in qualsiasi serata. Secondo il Times, Star Droid è la nuova applicazione che Google potrebbe lanciare già questa settimana: un software che, scaricato gratuitamente e installato sul cellulare, riconosce astri e altri corpi celesti. Come? Utilizza il gps per localizzare la persona e associa i dati con le mappe delle galassia già digitalizzate con Google Sky, un progetto proposto da un astronomo italiano, Alberto Conti. Il telefonino, quindi, diventa una sorta di “navigatore” per riconoscere le stelle. Star Droid è in grado di riconoscere anche la distanza di pianeti e costellazioni dalla Terra.

Ma Google non è l’unica a puntare gli occhi sullo spazio. Quello di Stellarium è un planetarium costruito attraverso la collaborazione di sviluppatori software da tutto il mondo: permette di vedere il movimento dei pianeti in tre dimensioni, come se si fosse a bordo di un’astronave. In particolare, Stellarium è in grado di elaborare un’immagine del cielo notturno visto dalla propria abitazione, dopo aver ricevuto dati sulla posizione geografica e sul fuso orario. Il Worldwide telescope di Microsoft, invece, è un successo negli Stati Uniti e mette a disposizione strumenti di “osservazione” avanzati: è possibile vedere le galassie non soltanto attraverso le lenti di un telescopio attico, ma anche sfruttando altre fasce dello spettro di frequenze: radio, infrarossi, ultravioletti, raggi x e gamma.

Giro del mondo in 80 telescopi per scoprire le stelle

Obiettivo: un documentario per mostrare l’universo e l’attività degli astronomi che ogni giorno osservano stelle, pianeti, buchi neri. Avete cento ore di trasmissione in diretta. Sembra un traguardo irraggiungibile. Come fare? Per quattro giornate saranno gli astronomi a diventare registi. E potranno contare su macchine da presa davvero eccezionali: i grandi telescopi installati nel mondo e in orbita attorno alla Terra. Come il Gemini North alle Hawaii, il Very large telescope in Cile e Hubble: è un giro del pianeta attraverso ottanta telescopi. Ma i ricercatori avranno anche l’opportunità di far conoscere le attività all’interno dei laboratori attraverso le webcam negli osservatori scientifici: una sorta di Grey’s anatomy dal vivo. Il coordinamento tra le regie è affidato all’Eso, l’European science observatory. La diretta coinvolgerà 130 nazioni in 1500 progetti.

Il ciak è fissato per le dieci del tre aprile, quando inizieranno le trasmissioni su Ustream: basta collegarsi al sito per assistere a immagini straordinarie e commentarle. Gli appassionati di social network, inoltre, possono seguire l’evento anche su twitter, una rete di microblog che sta crescendo rapidamente in Italia. Chi, invece, è in viaggio ha un’occasione in più se possiede un iphone: può scaricare l’applicazione di Ustream e assistere al documentario.

Ma le webcam dedicate alla scienza sono centinaia nel mondo. È una manna soprattutto per gli appassionati di etologia e biologia: pinguini e asini sono i protagonisti di riprese dagli zoo e santuari naturali. Il sito 123, poi, offre l’opportunità di vedere i panorami da alcune installazioni scientifiche nel mondo, come la stupenda baia della base polare Mawson.

Tre suggerimenti musicali per l’evento:

Astronomy domine, Pink Floyd

Astronomy, Metallica

Astronomy, Blue Oyster Cult

Questa sera occhi al cielo per lo spettacolo dell’occultazione di Venere

Venere occultato dalla Luna, in compagnia di Giove e della Stazione Spaziale Internazionale

E’ considerato uno degli eventi astronomici più belli di tutto il 2008 e sarà visibile da tutta Italia a partire da qualche minuto dopo le 17 fino alle 18.30 circa di lunedì primo dicembre. Si verificano due eventi alquanto eccezionali: saranno visibili contemporaneamente una falce di luna crescente, Venere e Giove e si verificherà, all’interno degli orari che abbiamo indicato, ma con durata variabile nelle diverse zone del Paese, il fenomeno dell’occultazione di Venere da parte della Luna.

Una congiunzione di due pianeti, molto vicini tra loro e particolarmente brillanti è un evento di per sé abbastanza raro. La vicinanza dei tre corpi celesti è ovviamente solo un’illusione ottica dal momento che la Luna dista 403,900 km mentre Venere è 371 volte più lontano (149,67 milioni di km) e Giove è 2.150 volte più lontano da noi della Luna (869 milioni di km). Nuvole permettendo i tre copri celesti dovrebbero vedersi molto chiaramente, così come dovrebbe essere ben visibile in fenomeno dell’occultazione di Venere: in pratica si nasconderà completamente dietro la Luna per poi rispuntare dall’altra parte.

“Al nord Italia”, si legge sul sito dell’Esa, “si dovrà aspettare circa un’ora e venti minuti per vedere Venere spuntare di nuovo mentre nella Sicilia sud-orientale il fenomeno sarà meno evidente e l’occultazione durerà solo pochi minuti. A Milano l’occultazione comincerà alle 17:08 per finire alle 18:24, a Roma avrà luogo dalle 17:21 alle 18:22 mentre a Catania dalle 17:44 alle 18:08″.

Ad aggiungere interesse all’osservazione del cielo ci sarà anche la possibilità di vedere per diversi giorni, da alcune zone d’Italia, la stazione spaziale internazionale. Si può cercare qui la propria città per vedere se è tra le fortunate che potranno dare un’occhiata all’ISS.

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