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astronomia

(Credits: Canon)
C’è una piccola – ma significativa – percentuale di fotografi con gli occhi sempre rivolti al cielo. Una comunità di foto-astronomi che, secondo Canon, merita un attrezzo ad hoc per immortalare tutti i fenomeni extra-terrestri. Come la nuova EOS 60Da. Continua

L'immagine del "solemoto", terremoto solare, ripresa a febbraio
di Angelo Piemontese
Forse non lo sapevate, ma anche sul Sole avvengono dei terremoti. O meglio: dei “solemoti” o “sunquakes”, come sono definiti nell’ambiente scientifico dagli esperti che studiano le dinamiche della nostra stella. E per la prima volta uno di questi particolari eventi è stato ripreso dalle sonde Soho e SDO nel video che vi mostriamo. Come è possibile che si manifestino attività sismiche sulla superficie solare, che a differenza di quella terrestre non ha ovviamente una crosta solida ma è composta da gas ad altissima temperatura? Guarda il video Continua

(Nasa)
di Angelo Piemontese
Alto più di 14 mila volte l’Everest e largo cinque volte la Terra, questo spettacolare tornado scoperto nell’atmosfera del Sole è il primo a essere stato filmato direttamente (lo vedete anche in questo video).
Il gigantesco uragano, ripreso dalla sonda SDO della Nasa, ha imperversato per tre ore sulla superficie solare, scorrazzando per un percorso lungo oltre la metà della distanza Terra-Luna (più di 200 mila chilometri) il 25 settembre del 2011, ma le immagini sono state mostrate solo oggi al National Astronomy Meeting in corso a Manchester. Continua

Il lancio dell'Apollo 11 da Cape Canaveral, il 16 luglio 1969 (Ansa)
Jeff Bezos, il magnate fondatore di Amazon ha localizzato sul fondo dell’Oceano Atlantico i motori del razzo di propulsione della prima fase della missione Apollo 11 che portò il primo uomo sulla luna; e ha intenzione di recuperarlo. “I motori che portarono l’astronauta Neil Armstrong e Buzz Aldrin il suo equipaggio sulla luna nel 1969 si trovano sul letto dell’Oceano Atlantico, a più di 4 chilometri di profondità” ha scritto Jeff Bezos sul suo blog, Bezos Expedition.
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(Credits James Dunlop, Edinburgh University)
di Angelo Piemontese
L’impresa è ambiziosa: osservare le prime fasi della formazione delle più antiche galassie dell’universo. Bisogna guardare indietro di quasi 13 miliardi di anni, e come s’intuisce non è cosa facile. Ma un consorzio di astrofisici canadesi, olandesi e britannici, guidato da James Dunlop dell’Università di Edimburgo, ha iniziato un rivoluzionario progetto che durerà tre anni e si basa su un potente strumento: il sensore a infrarossi Scuba-2, montato sul telescopio James Clerk Maxwell (alle Hawaii). Continua

Il modulo spaziale dedicato a Edoardo Amaldi
di Angelo Piemontese
Almeno dallo spazio, arriva un riconoscimento internazionale per il nostro Paese. È infatti intitolato al fisico Edoardo Amaldi (1908-1989) il modulo realizzato dall’Agenzia spaziale europea e destinato alla Stazione Spaziale Internazionale, che sarà lanciato venerdì 23 da un razzo Ariane dalla base di Kourou, nella Guiana Francese. Dieci metri di lunghezza per 7 tonnellate di carico utile, l’Automatic Transfer Vehicle (ATV3) è il terzo cargo completamente automatizzato che fornirà vettovaglie e strumenti scientifici agli astronauti a bordo della Stazione orbitante, e alla quale si aggancerà per divenirne un’unità operativa. Continua

Un'immagine ripresa dal telescopio Hubble (Nasa)
C’è una questione ancora irrisolta che incombe sulla fisica moderna. Ridotta all’osso la si potrebbe formulare così: come mai un universo così come lo conosciamo noi è potuto sorgere? Un tale rompicampo segue dai seguenti fatti. Prima di tutto, è noto che per ogni particella esiste un’anti-particella, identica in tutte le sue caratteristiche alla sua controparte, a parte il fatto che la sua carica è esattamente opposta. Secondo, se una particella e un’antiparticella si incontrano si annichilano trasformandosi in energia. Infine, le teorie della fisica moderna suggeriscono che al momento della nascita dell’universo le quantità di materia e antimateria erano pressocché uguali. Ma allora perché mai materia e antimateria non si sono annichilate l’una con l’altra dando luogo a un universo di sola energia? Insomma, perché mai nell’universo attuale vi è una netta prevalenza della materia sull’antimateria? Continua

L'ammasso globulare Messier 9
di Angelo Piemontese
Tenete in mano una capocchia di spillo, allungate il braccio e guardatela: in una porzione di cielo di quelle dimensioni il telescopio spaziale Hubble ha scovato un ammasso di oltre 250 mila stelle. E grazie alla sua Advanced Camera, è riuscito a distinguerle una ad una, in quella che ci appare come una gigante e sfavillante parure di gioielli. Si tratta dell’ammasso globulare Messier 9, già osservato e catalogato dall’omonimo astronomo oltre due secoli fa. Con gli strumenti dell’epoca, lo scienziato francese non riuscì a distinguere altro che una piccola macchiolina nebbiosa. Oggi possiamo invece gustarci le immagini di questo straordinario mosaico di gemme spaziali, distante 25 mila anni luce e situato verso il centro della galassia. Continua

di Angelo Piemontese
A partire da questa sera e fino al 15 marzo sarà possibile godere di uno straordinario spettacolo celeste: l’avvicinamento tra Venere e Giove. Niente supertelescopi giganti o immagini dai satelliti: per osservare la congiunzione fra i due pianeti basterà guardare poche ore dopo il tramonto (alle nostre latitudini verso le 20 è l’ideale) proprio nella direzione dove è tramontato il Sole. Per una sera quindi abbandonate la chat, i tweet, i pin e i tag e alzate gli occhi al cielo. Vi farà bene se siete stressati o tecno-dipendenti. Potrete osservare l’evento cosmico senza alcuno strumento, dal cortile di casa o dal balcone (e gratis, merce rara di questi tempi). Venere e Giove appariranno vicinissimi e molto luminosi, bel tempo permettendo. E dato che condizioni così favorevoli all’osservazione di tale fenomeno si presentano raramente negli anni, se volete immortalare l’evento ecco qualche consiglio base. Continua