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Corpo o viso? Dimmi cosa guardi e ti dirò che relazione cerchi

Belen Rodriguez (Credit: kikapress)

Belen Rodriguez (Credit: kikapress)

Gli uomini a caccia di una relazione breve sono più interessati al corpo di una donna mentre coloro che cercano un rapporto di lunga durata concentrano la propria attenzione soprattutto sul viso. Vi riconoscete in questa suddivisione tracciata dagli psicologi dell’Università del Texas di Austin?

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Infedeltà femminile, anche l’ormone vuole la sua parte

Belle ragazze, pronte a tradire

Belle si nasce, infedeli si diventa, ma soprattutto perché era scritto alla nascita. Almeno stando ai risultati di uno studio di due psicologi dell’Università del Texas, Kristina Durante e Norm Li, pubblicato da Biology Letters, una delle riviste dell’Accademia della scienze britannica. I due hanno pensato di misurare in 52 donne di età compresa tra i 17 e i 30 anni, che non facevano uso di contraccettivi, i livelli di estradiolo, ormone i cui vantaggi riproduttivi sono ben documentati dal punto di vista scientifico: le donne che ne sono più dotate tendono ad avere tutte le fattezze fisiche che di solito calamitano l’attenzione maschile, dalla snellezza al viso attraente, passando per un seno più prosperoso, e sono più selettive nella scelta del partner, effettuata tra gli uomini con elevati livelli di testosterone. Dei quali tendono però a essere meno soddisfatte, finendo facilmente per tradirli.

La conclusione è stata raggiunta chiedendo alle donne esaminate di valutare quanto gli uomini le considerino attraenti rispetto ad altre donne, prima che la loro fotografia fosse mostrata a un gruppo di uomini e donne che esprimessero un giudizio simile. Alle 52 ragazze i ricercatori hanno inoltre rivolto domande sul numero di partner avuti nella vita e sulla frequenza con la quale avevano ricercato relazioni a breve o a lungo termine. Quelle che al momento dell’indagine avevano una relazione in corso, hanno infine dichiarato quanto fossero appagate dal compagno dal punto di vista emotivo e sessuale, e con quale probabilità si sentissero inclini a flirtare con altri, o a un autentico tradimento, nell’anno successivo. Probabilità che si è rivelata più spiccata proprio per le bellezze con i livelli più elevati di estradiolo ma, per la delusione di non pochi maschietti, senza che questo significhi la loro disponibilità al sesso di una sola notte: secondo gli studiosi, che non riducono la faccenda a una esclusiva questione ormonale, esse tendono piuttosto a capitalizzare più o meno inconsciamente le loro attrattive esteriori, cambiando ripetutamente partner se si crea l’occasione di una relazione a lungo termine che per qualche motivo sia migliore di quella in corso.

Come spiega Kristina Durante, si tratta di donne guidate da una strategia di “monogamia seriale”, dove l’aggettivo sinistramente identico a quello che si usa per i killer più temibili e spietati, unito al profilo psicologico emerso dallo studio, dovrebbe invitare alla cautela gli uomini più avveduti ai quali capiti di incontrarle.

Eterna giovinezza? Ora la promettono i led e la stimolazione magnetica

Eterna giovinezza?

Con la paura di invecchiare tutti fanno i conti, ma qualcuno più di altri, per esempio gli scienziati impegnati ad aprire nuove vie al sogno dell’eterna giovinezza. Da realizzare cancellando i segni che il tempo lascia sul corpo e nell’anima. A partire dalle rughe facciali, per la cui riduzione sembra che stia per tramontare l’era del Botox, grazie agli studi di Andrei P. Sommer e Dan Zhu, ricercatori presso il tedesco Institute of Micro and Nanomaterials di Ulm. I due spiegano in un articolo pubblicato da Crystal Growth & Design, rivista dell’American Chemical Society, che a ringiovanire la pelle del viso saranno i diodi a emissione luminosa, meglio noti come led. Benché la luce visibile ad alta intensità sia stata impiegata in medicina a scopo terapeutico per più di un quarantennio, sono state ora comprese le ragioni che permettono di sfruttare questa potenzialità per rimanere belli più a lungo. Una simile luce proveniente dai led è infatti in grado di modificare la struttura molecolare dello strato acquoso presente sull’elastina, la proteina che assicura l’elasticità della pelle, oltre che del cuore, dei vasi sanguigni e di altri organi corporei. La rimozione delle molecole d’acqua coinvolte nell’immobilizzazione dell’elastina restituisce gradualmente l’elasticità alla pelle, consentendo così la riduzione delle rughe facciali. I ricercatori sottolineano che non sarà difficile definire le modalità di applicazione che permetteranno di sfruttare la loro scoperta con efficaci programmi di ringiovanimento corporeo. E c’è poi chi è convinto che la paura di invecchiare si fronteggia provando a rimanere belli anche dentro, risultato che spesso va conseguito combattendo con la depressione che può accompagnare l’inesorabile scorrere degli anni. Ma anche in questo caso è pronta l’arma decisiva: il primo sistema per la stimolazione magnetica transcranica approvato dalla statunitense Food and Drug Administration, dopo sperimentazioni cliniche che appaiono incoraggianti. Si chiama NeuroStar, e si presenta come alternativa in caso di fallimento della terapia farmacologica di una patologia che, secondo stime autorevoli, entro il 2020 sarà la seconda causa di inabilità su scala mondiale. Si tratta di un’apparecchiatura che in modo non invasivo genera un campo magnetico a livello della corteccia prefrontale, in quanto l’azione sui neuroni di quella regione cerebrale è ritenuta in grado di innescare una reazione catena che stimola l’attività elettrica anche di regioni più profonde coinvolte nella regolazione dell’umore. Il trattamento non richiede anestesia né sedazione, e viene effettuato in uno studio psichiatrico per 40 minuti cinque volte alla settimana, per un periodo compreso tra quattro e sei settimane, senza rischi di effetti collaterali come l’acquisto di peso, le disfunzioni sessuali e i problemi di concentrazione e memoria.

Belli si diventa, ma a che prezzo? Il decalogo dei rischi della chirurgia

http://flickr.com/photos/fxp/564850651/in/set-72157600212595747/
Negli Stati Uniti, le statistiche dell’ultimo rapporto annuale dell’American Society of Plastic Surgeons attestano che, a dispetto dei timori per la crisi economica, nel corso del 2007 la spesa per gli interventi di chirurgia estetica (circa 12 milioni), è cresciuta del 7 per cento rispetto all’anno precedente, generando un giro d’affari da 12,4 miliardi di dollari. Nello stesso tempo, crescono gli interrogativi su alcuni rischi che questi interventi comportano: un servizio della Abc ha delineato infatti, con l’aiuto di esperti, 10 procedure di chirurgia estetica da affrontare con molta cautela, quando non addirittura da evitare. Apre l’elenco la lipodissoluzione, cioè l’iniezione di sostanze che, pur dissolvendo i depositi di grasso restituendo una figura snella, sono tutte prive dell’approvazione della Food and Drug Administration. La chirurgia cosmetica per i piedi, richiesta soprattutto dalle donne, spesso si associa a infezioni e dolore cronico alle estremità. Le iniezioni per gonfiare labbra troppo sottili o far sparire le rughe dovrebbero essere effettuate con il collagene o l’acido ialuronico, che dopo un certo periodo di tempo vengono assorbiti nel corpo e implicano la ripetizione della procedura, invece che con il silicone liquido, che rischia di legarsi in modo irreversibile ai tessuti. L’aumento di volume del seno attraverso l’iniezione di grasso prelevato da altre parti del corpo con la liposuzione, può dar luogo a calcificazioni che ostacolano la diagnosi dei tumori. A rischio sono poi l’allungamento delle gambe (procedura dal sapore horror diffusa in Cina e in Asia, ma non solo, che comporta la loro rottura per avvitarvi dispositivi che estendono gradualmente le ossa e quindi la statura), e l’impianto di protesi di silicone per arrotondare i glutei, esposte a infezioni. Sconsigliati inoltre i tatuaggi, che non si è mai sicuri di poter rimuovere del tutto, e gli interventi estremi al viso, dalla liposuzione facciale al peeling laser, che a lungo termine non danno risultati migliori di un lifting. Da ultimo, due consigli pratici: mai unire due interventi, come l’aumento e il sollevamento del seno, con il rischio di sommare le complicazioni, e verificare le credenziali del chirurgo a cui ci si affida. Ma in Italia chi si opera corre gli stessi rischi? Panotama.it lo ha chiesto a Bruno Giacomo Carrari, segretario della Società Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica.

LEGGI ANCHE: L’Intervista al chirurgo: in Italia interventi meno invasivi

Se smetti diventi più bella. Ecco come salvarsi la pelle, in tutti i sensi


Ci siamo. A Capodanno si fanno le liste di buoni propositi. Ai primi posti? Dieta, ginnastica e, per chi è rimasto refrattario alle campagne anti sigaretta degli ultimi anni, anche il classico smettere di fumare. Un vizio che ormai è sempre più rosa, come dimostra anche l’aumentata incidenza di tumori al polmone e malattie respiratorie fra le donne. Provate però a ricordare a una fumatrice i rischi della sua abitudine. La reazione, immancabile, sarà uno scongiuro e l’accensione di una sigaretta. Per questo il progetto Smettere ti fa bella, organizzato dalla sezione milanese della Lega Italiana Lotta contro i Tumori con l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Milano e le associazioni Manager Italia e Donne Dermatologhe Italiane, lanciato lo scorso febbraio, ha affrontato l’argomento da un altro punto di vista, mettendo l’accento su un rischio più frivolo ma molto sentito. Quello dei danni alla pelle.
«Chiariamo subito: che le sigarette danneggiassero la cute, lo si sapeva da tempo. Tanto che è pure scritto sui pacchetti, insieme agli altri avvertimenti. Per la prima volta, però, grazie a questo progetto pilota, siamo in possesso delle prove scientifiche. Abbiamo esaminato la cute di più di 60 fumatrici per individuare i segni dell’invecchiamento da sigaretta e le abbiamo seguite per nove mesi, documentando il miglioramento della pelle mentre abbandonavano il vizio», spiega Adele Sparavigna, dermatologa, direttore dell’istituto Derming di Monza. Perché il viso delle fumatrici porta segni inequivocabili, racchiusi nella definizione di smoker’s face. Ossia, un vero film horror: zampe di gallina, colorito grigiastro, rughe profonde, tono rilassato. Le volontarie sono state seguite da psicologo, dermatologo e dietologo per aiutarle a smettere senza ingrassare, e contemporaneamente monitorare i benefici sulla pelle. Oggi, a esperimento terminato, sono disponibili i primi dati, supportati da documentazione fotografica. Davvero notevoli: senza alcun trattamento antiage ma “solo” spegnendo l’ultima cicca, le rughe marcate tra naso e bocca, i cosiddetti solchi nasogenieni, sono diminuiti del 54%. Un bel meno 65% anche per le linee intorno agli occhi e un aumento generale di tono ed elasticità del 57% e dell’idratazione del 62%. Ma il dato più eclatante riguarda la luce e il colorito, spesso inseguiti a prezzo di creme costosissime.
“Fumare peggiora drasticamente l’irrorazione capillare e la pelle diventa subito grigia e asfittica. Invece, sul viso di chi ha smesso, la luminosità è aumentata dell’85%”, dichiara Sparavigna.
A costo zero, anzi, risparmiando pure.

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