
Il touch screen (lo schermo di un apparato elettonico sensibile al tatto) si è fatto popolare grazie al suo utilizzo nei cellulari. Il primo modello fu LG Prada poi seguito dal tanto desiderato, quanto discusso, iPhone. Ora è il momento delle fotocamere che, grazie alla versatilità di questa tecnologia, riducono le dimensioni ad appena16mm (cioè ancora più sottile della custodia di un dvd), senza perdere di qualità.
La prima a credere nell’inovazione è stata Benq che ha presentato il nuovo modello T850.La serie T aveva già dato alla luce macchine fotografiche touch screen e nella 850 sono state riportate tutte le soluzioni vincenti con aggiunta di nuove funzioni. Questa fotocamera è pensata per tutti quelli che vogliono semplicemente ritrarre un momento senza dover agire su varie impostazioni prima dello scatto.

Toccando lo schermo appare un menù fatto di icone intuitive dove è possibile scegliere la modalità di scatto più adatta al momento: un compleanno, una gara sportiva, una foto notturna o i fuochi d’artificio. Se poi si vuole mettere a fuoco un dettaglio del soggetto non si deve far altro che toccarlo sullo schermo. Completa la sua natura spensierata un software interno che permette subito di editare le foto e includerle in cornici con vari temi, addirittura scriverci sopra sempre sfiorando lo schermo. Gli unici tasti presenti sono quelli dello zoom e di funzione. La macchina ha un sensore CCD da 8 Megapixel, un display da 3 pollici.
Sony invece toglie completamente i pulsanti, lasciando tutta l’area posteriore a disposizione dell’ampio display da 3,5 pollici. La DSC-T700 monta al suo interno una memoria di ben 4Gb per dare spazio alle nostre foto e filmati sin da subito. Se non bastasse, si può espandere ulteriormente, acquistando una Memory Stick. Con i suoi 10 Megapixel è possibile stampare le foto anche in grandi dimensioni senza perdere di qualità. Se con la Benq c’era poco da impostare, con la DSC-T700 si deve realmente preme solo il pulsante di scatto. Le funzione di messa a fuoco automatiche sono molte e si adattano alle più comuni situazioni senza bisogno del nostro intervento. Anche esposizione e contrasto sono regolate in automatico, per ottenere sempre immagini ben definite.
Questa fotocamera dispone di un’uscita HD che, connessa con il cavo in dotazione USB-HDMI, permette di vedere le immagini in alta definizione sui TV di nuova generazione, ovviamente ottimizata per i Sony Bravia. Entrambe le fotocamera hanno una futuristica funzione che riconosce un viso mentre sorride, scattando in automatico la fotografia, quando questo accade. (O.P.)

Compatte digitali atto terzo. Dopo la scoperta del digitale e la fase dell’evoluzione, il settore delle fotocamere da “taschino” è pronta ad accogliere la terza stirpe della sua progenie. Una generazione certamente più matura che colpisce in prima battuta per l’eccellente rapporto qualità-prezzo. Provare per credere: le compatte di oggi dispongono di risoluzioni elevatissime, hanno funzioni manuali che permettono di personalizzare gli scatti in lungo e in largo e integrano tecnologie piuttosto raffinate. Tanto che per alcuni non è più una bestemmia azzardare paragoni con alcune reflex di fascia bassa.
Quanto ai prezzi, poi, basta raffrontare gli attuali listini dei produttori con quelli proposti solo due o tre anni fa per farsi un’idea della democratizzazione sempre più spinta delle tecnologie per l’immagine: si parte da poco più di 100 euro e non si superano i 400 euro per i modelli al top della gamma.
Ma dove si realizza in concreto l’evoluzione dell’ultima generazione di fotocamere? Non certo nell’incremento della risoluzione (ormai pressoché costante, anno dopo anno), anche se i produttori sembrano spesso sfidarsi in gare di strombazzamento all’ultimo pixel. Decisamente più sostanziosi sono i miglioramenti registrati sul piano della velocità, autentica croce dei primissimi modelli: soprattutto nell’accensione, il gap con le rapidissime reflex non è più così vistoso. Lo stesso dicasi dei sistemi di autofocus, decisamente più raffinati di un tempo e ora in grado di cavarsela in maniera egregia anche in condizioni di luce non ottimali. Non bisogna dimenticare, infine, l’avvento dell’ultima infornata di tecnologie a supporto dell’imaging, dai sistemi cosiddetti AntiShake, per stabilizzare gli scatti mossi, alla recente Face Detection Technology, una funzionalità che permette di individuare il volto umano all’interno dell’inquadratura e di regolare su di esso i parametri principali, come fuoco ed esposizione.
Diamo allora uno sguardo a quello che offre il mercato, partendo dai modelli più accessibili. Decisamente aggressiva nel prezzo (119 euro) è la BenQ Dc C-640, una digicam da 7 milioni di pixel con funzionalità anti-shake (digitale) e face detection; per gli amanti delle soluzioni ultracompattte, il produttore taiwanese propone (al doppio del prezzo) la C700, altro apparecchio da 7 megapixel con display touch-screen che, grazie alla possibilità di registrazione video in continuo, può essere usata come Web cam.
Più o meno allineate sia in termini di tecnologie che di prezzi, Canon e Nikon offrono due modelli di fascia media (circa 320 euro) da 7 megapixel: sono, rispettivamente, la Power Shot A570is e la Coolpix S500, entrambe dotate di stabilizzatore meccanico delle lenti (decisamente più efficace rispetto al digitale) e tecnologia face detection. Per una cinquantina di euro in più, i due colossi giapponesi offrono due interessanti alternative da 10 megapixel, la Canon PowerShot A640, dotata del versatilissimo display snodabile (peccato per la mancanza dello stabilizzatore), e la Nikon P5000, punta di diamante della collezione Coolpix che ammicca ai canoni stilistici delle reflex.
Alle due regine del mercato Pentax contrappone le Optio W20 e W-30, due digitali da 7 megapixel che possono essere utilizzate anche sott’acqua, rispettivamente fino a un metro e mezzo e tre metri di profondità. Vi sembrano pochi? Se amate gli abissi potete sempre acquistare le speciali custodie subacquee che quasi tutti i produttori mettono ormai a disposizione per la fotografia sottomarina. Il consiglio, in questo caso, è di valutare da subito questa eventualità, cercando quei modelli che dispongono già fra gli accessori di un guscio protettivo per l’immersione ad alte profondità.
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