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Google e Firefox: alleati per altri tre anni

credits: Mozilla

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Il motore di ricerca di Page e Brin continuerà a essere la scelta di default nel browser open source: dopo alcuni no comment, poco prima di Natale è arrivata conferma che l’alleanza Google-Mozilla proseguirà per “almeno altri tre anni”.

L’accordo precedente era stato stipulato nel 2008 ma era tecnicamente scaduto in novembre e per più di un mese ci sono stati forti dubbi sulla mutua esigenza e volontà di un rinnovo. Continua

Google è cambiato (e non è un semplice maquillage)

Il nuovo logo di Google

Il nuovo logo di Google

D’accordo che con un algoritmo di ricerca come quello inventato da Larry Page e Sergey Brin ce ne sarebbe da campare di rendita per i prossimi cent’anni, ma anche a Google, di tanto in tanto, piace rinnovarsi. Se ne saranno accorti tutti coloro che da ieri hanno effettuato ricerche su Internet scoprendo che il motore di Mountain View ha una veste tutta nuova.
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Idea Bing per uscire da Google: Murdoch ci guadagna davvero?

bing
Fra i due litiganti – Google e Murdoch – è spuntata Microsoft. Come se non ci fosse già abbastanza pepe in quella che rischia di diventare la più grande telenovela della Rete.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Microsoft starebbe trattando per avere in esclusiva su Bing i contenuti online della News Corporation. Soldi in cambio di articoli da indicizzare in concessione. Per Murdoch potrebbe essere la spinta che serviva per uscire da Google e da un sistema di aggregazione dei contenuti che egli stesso ha definito “parassitario”.

Ma non è tutto così scontato. Considerato il potere di Google nel mondo Web, c’è da chiedersi se una mossa del genere possa giovare o meno agli interessi di un’azienda che vuole dire la sua in Rete.
Continua

La missione impossibile di Microsoft Bing alla conquista del mercato di Google

Si è detto l’altro giorno della prevedibile difficoltà di Microsoft di aggredire il dominio di mercato di Google, a partire dalle ricerche sul Web, anche dopo l’accordo con Yahoo.
Sottolinea il fatto la “chart of the day” di ieri (30 luglio 2009) di Silicon Alley Insider, che riproduco qui sotto (i dati sono di ComScore).

search-market-sharejuly2009-ComScore

In Italia ComScore attribuisce a Google oltre l’85% delle ricerche; oltre l’80% in Germania e Brasile, quasi l’80% nel Regno Unito. Al confronto, negli Stati Uniti la quota di Google appare minore: poco meno del 60%.

Insomma, i numeri per Microsoft e per il suo Bing non sono incoraggianti.

[Via Silicon Alley Insider]

Accordo Microsoft-Yahoo: che cosa significa?

Ballmer-Microsoft-Bartz-Yahoo
-Bing, il motore di ricerca di Microsoft (nella foto il Ceo Steve Ballmer) sarà anche il motore di ricerca di Yahoo (nella foto la Ceo Carol Bartz). Sia per la parte dei risultati normali (quelli che in gergo si chiamano “organic”) sia per la parte dei risultati a pagamento, i link sponsorizzati (corrispondenti alle adwords di Google).

-Bing però utilizzerà una parte delle tecnologie di search Yahoo.
-Yahoo fornirà alla partnership la forza vendita per i contratti di pubblicità con i grandi clienti.
-La piattaforma AdCenter di Microsoft verrà invece usata dalle due aziende per la gestione delle pubblicità dei piccoli clienti, quelle in automatico, in pratica: in modalità self service da parte degli utenti.
-L’accordo fra Microsoft e Yahoo durerà 10 anni.

Alcuni dati:
Le stime delle quote di mercato nelle ricerche sul Web attribuiscono a Google attorno al 60 - 65%;
a Yahoo circa il 20% e a Microsoft qualcosa meno del 10%. (ComScore è la società di ricerche più accreditata, anche se i dati raccolti si riferiscono soprattutto alle ricerche sui motori che privilegiano l’inglese).
Diciamo che Microsoft Bing dovrebbe ora raggiungre almeno il 30% del mercato.

Dunque: la partita delle ricerche si gioca solo fra Google e Microsoft (come si sospettava da tempo).

Per Microsoft si tratta di un colpo significativo, coerente con il tentativo di alimentare il suo “ecosistema” su Internet che dovrebbe provare a competere con la macchina perfetta di Google:
insomma, si tratta di portare più utenti nei rispettivi ambiti per generare traffico legato alla ricerca e alla visualizzazione dei risultati a pagamento.

Resta da dire che la forza dell’ecosistema di Google appare ancora di tale portata che è difficile prevedere una minaccia veramente preoccupante proveniente da Bing. Per ora almeno.

Per analisi e approfondimenti:

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