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Blockbuster

Blockbuster in ginocchio, è colpa del Web?

(Credits. Blockbuster)

(Credits: Blockbuster)

Dvd e pop corn per portare il cinema nei salotti di tutto il mondo: quella di Blockbuster sembrava la classica favola del business a stelle e strisce, capace di conquistare i cinque continenti con un’idea semplice ma ben congeniata. Almeno fino a martedì scorso, quando da Dallas - sede storica della società - è arrivata la notizia che non ti aspetti: l’azienda potrebbe ricorrere al famigerato Chapter 11, la legge che negli Stati Uniti disciplina la bancarotta.
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GTA 4: il videogioco dei record, fenomeno culturale del nostro tempo

L’arrivo di Grand Theft Auto 4 sul mercato (come per altro era capitato per GTA 3 nel 2000) ha causato un autentico cataclisma nel mondo dei videogiochi e non solo. A una settimana dal lancio tutta l’industria dell’intrattenimento è stata visibilmente scossa: con vendite complessive di 6 milioni di unità (di cui 3,6 milioni solo il 29 aprile, giorno del debutto) e guadagni per 500 milioni di dollari, GTA 4 è diventato il prodotto di intrattenimento che in sette giorni ha fatturato di più nella storia, stracciando il record precedentemente fissato dal film “I Pirati dei Carabi: ai Confini del Mondo” (404 milioni di dollari in sette giorni di proiezioni). Anche tenendo conto che il prezzo medio del videogioco è di 50-60 dollari negli USA (69 euro in Italia), contro i 10-12 dollari di un biglietto per il cinema, è chiaro che siamo davanti a un fenomeno epocale che non può essere ridotto a polemiche sui contenuti violenti e controversi del titolo e tanto meno all’idea che i videogiochi sono, appunto, solo dei giochino per bambini.
Il successo di GTA va attribuito a molti fattori diversi, primo fra tutti l’elevatissimo standard qualitativo, seguito a ruota dal fatto che GTA 4 non è solo un semplice videogioco ma può essere definito a giusta ragione un prodotto culturale tout court che ci aiuta anche a capire meglio la realtà in cui viviamo.
Armato di mitraglietta.
Partiamo dal personaggio principale, Niko Bellic, un immigrato dall’est Europa (che ha combattuto ed è profondamente segnato dalla guerra nei Balcani) che arriva nella “Land of Opportunities”, quella Liberty City che altro non è che una New York riprodotta in maniera graficamente mozzafiato. Niko al suo arrivo non ha nulla se non un cugino (simpatico ma pusillanime) che lo ospita promettendogli che insieme raggiungeranno il benessere.
Ora, voi impersonate Niko e potete scegliere di compiere (quasi) qualsiasi azione. Questo significa chiaramente che avete la libertà di rubare macchine, uccidere i passanti e i poliziotti (anche se ammazzando un poliziotto l’arresto è quasi certo, almeno nelle fasi iniziali). La vostra strada verso il successo passa per i vari capi mafiosi del quartiere (che dovrete far fuori mano a mano che salite la scala sociale). In cima alla catena ci sono i russi, più in basso le varie popolazioni slave, e la realtà descritta è un mondo fatto di gente buona che soffre e cattivi che li sfruttano.
Avrete inevitabilmente a che fare con personaggi spregevoli, che si drogano e che vi obbligano a uccidere per loro, come nei migliori gangster movie. Solo che in questo caso voi potete decidere come agire, ad esempio potete scegliere se giustiziare o meno uno dei vostri obiettivi dopo che l’avrete disarmato. Molto spesso Niko sarà obbligato a uccidere (ed è chiaro che uccidere i cattivi è anche una delle parti più divertenti) ma, almeno nel corso della storia principale del gioco, è il contesto in cui si trova che lo porta a compiere azioni immorali.
Non è facile cavarsela in mezzo alla feccia della società .
Il fatto che ci troviamo a fare un discorso di moralità e giustizia parlando di un videogioco è significativo di per sé. Ma a decretare il successo del gioco, l’aspetto cruciale, è il divertimento che ne consegue e che vi coinvolge profondamente in ogni piccola esperienza virtuale. Pensate a Scarface, il Padrino o Quei Bravi Ragazzi: invece di limitarvi agli eventi salienti delle loro storie epiche, potete scoprire ogni dettaglio, ogni atto immorale e corrotto che porta al successo e alla ricchezza. E mano a mano che la storia progredisce, aumenta anche l’intensità drammatica delle situazioni. Filmati in animazione computerizzata ricchi di dialoghi si alternano a sequenze in tempo reale dove voi siete in controllo degli eventi, per un mix esplosivo.
Preso nella maniera giusta, questo non è solo un gioco ma uno studio di voi stessi, immersi in una realtà estranea, ma poi neanche tanto visto che l’immigrazione e il sottobosco criminale ci sono, eccome, anche in Italia. Forse per molti è difficile accettare che un semplice gioco possa avere ricadute “sociali”, ma GTA 4 dimostra che il mondo dell’intrattenimento sta cambiando radicalmente e con esso cambierà anche quello della cultura.

I trailer originali

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Film masterizzati? Legali grazie al chiosco stampa-dvd

http://www.flickr.com/photos/spadgy/313252882/
La svolta era già stata decretata dal Dvd Copy Control Association, l’organismo che stabilisce le regole del supporto digitale più usato nel mondo, con l’abbattimento dello storico sistema di protezione utilizzato sui dischetti digitali: il Css. Ora a seguito di questa decisione arriva anche il primo frutto maturo per l’utente cinematografico: il chiosco per la masterizzazione dei dvd. Ad aprire le danze sarà Walgreens, la mega-catena americana di drugstore che proprio in questi giorni ha fatto sapere che inizierà a lavorare con l’industria dei contenuti cinematografici per la creazione, all’interno dei propri centri, di installazioni multimediali self-service per la stampa dei dvd. Ben presto, in pratica, qualunque cinefilo americano desideri avere in casa una copia autorizzata del proprio film preferito non dovrà fare altro che recarsi in uno dei 6000 punti vendita della catena, digitare il titolo sull’apposito chiosco e attendere che questo completi la masterizzazione. Il tutto in modo legale e, assicurano i ben informati, in meno di 15 minuti; a un prezzo che presumibilmente si aggirerà a metà strada fra il costo di un dvd originale e quello di uno a noleggio.

Va detto che il supporto sul quale il film verrà “inciso” non sarà un comune dvd vergine, bensì un dischetto ad hoc, conforme cioè alle specifiche approvate proprio dal Dvd Copy Control Association. Per questo motivo Walgreens sta lavorando con Sonic Solutions, società che sta sviluppando tutta la parte tecnologica di supporto al nuovo modello di distribuzione dei contenuti cinematografici, aprendola a tutti i soggetti che - oltre a Walgreens - saranno interessati al mercato. Fra questi dovrebbe esserci anche Blockbuster, la catena di videonoleggio più nota al mondo, che secondo quanto affermato dal suo portavoce Randy Hargrove starebbe valutando l’opportunità, soprattutto in relazione alla recente acquisizione di Movielink, il servizio per il download dei titoli cinematografici partecipato dalle major di Hollywood. Sulla carta, il mercato c’è eccome: basti pensare che Parks Associates, società di ricerche di mercato specializzata in tecnologia digitale, ha stimato che entro il 2011 l’area dei dvd on-demand genererà ricavi fino a 1,3 miliardi di dollari.

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