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Un'immagine del gioco - Credits: Konami
PES ha finalmente capito cosa vuole fare da grande. Superati i momenti di smarrimento di qualche anno fa, ha ritrovato una sua identità: ha rinunciato alla simulazione “vera” (rilevata ormai da FIFA), cercando invece l’equilibrio tra divertimento, ritmo a tutto gas e profondità tecnica. In qualche modo, richiama la sensazione dei PES intorno al 2004, ed è una sensazione piacevole. Continua

Un'immagine del gioco - Credits: EA
Quelli di EA devono essere pazzi. L’edizione di FIFA dell’anno scorso era una simulazione calcistica strepitosa: si poteva giusto affinare qualcosina, ma la sostanza pareva pressoché perfetta. E invece gli sviluppatori hanno deciso che per FIFA 12 limitarsi a qualche correttivo non era abbastanza, e così hanno preso una garanzia di successo e l’hanno stravolta (o quasi). Rischio enorme, da gente senza paura di nulla. Il fatto è che hanno segnato un altro centro pieno.
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Un'immagine del gioco
Nonostante la rimonta della concorrenza, in Italia PES ha un seguito fedelissimo, che gli vale ogni anno il gradino più alto del podio nelle classifiche di vendita. C’è sempre grande curiosità, quindi, quando emergono informazioni sulle nuove edizioni della serie. Proseguendo sulla linea di rinnovamento del predecessore, PES 2012 punta a migliorare e approfondire le meccaniche di gioco sul campo, come dimostrano i video da poco diffusi in Rete. Continua

Un'immagine del gioco
Dopo una lunga china discendente, la sfida di rigenerare PES era durissima, roba da spezzare la schiena dei team di sviluppo più tosti. E invece Konami ce l’ha fatta: con l’edizione 2011 il suo Pro Evolution Soccer è ufficialmente tornato grande. Continua

La copertina di FIFA 11
Qualche anno fa, nemmeno tanti a dire la verità, FIFA era sbeffeggiato da molti appassionati di calcio virtuale, perché era considerato troppo “arcade” (leggasi: facile, poco profondo e un po’ scemo). Con le splendide edizioni 09 e 10 la solfa però è cambiata. FIFA 11 (nei negozi il 1° ottobre) continua la progressione. Ancora una volta, è vera manna per gli amanti del genere, una sorta di nirvana della simulazione calcistica. Continua

Tra le murge pugliesi il Fantacalcio è ormai preistoria. È qui, ad Altamura, che i tifosi vogliono lanciare la prima squadra italiana gestita attraverso internet. Ma bisogna fare un passo indietro, alla precedente stagione, per capire la scelta dei supporter: la formazione locale ha incassato 299 reti, restando a zero punti in classifica. Una ferita per l’orgoglio della Leonessa, simbolo della città. Eppure alcuni fan non si sono arresi: hanno deciso di rientrare nel campo di calcio, ma attraverso un portale web. Diventando “azionisti” della società sportiva.
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Scarpette ai piedi e tutti in campo al calar del sole! Il guanto è stato gettato: sette partite di calcio che sfidano… la luce bassa del tramonto, quando gli scenari sono più spettacolari ma più difficili da immortalare. Twilight Football è la campagna alquanto fuori dall’ordinario organizzata dalla Sony per esaltare la sua nuova tecnologia del Digital Imaging, che include il nuovissimo sensore CMOS Exmor, grazie al quale le fotocamere Cyber-Shot e le videocamere Handycam sono in grado di catturare immagini realistiche anche in situazioni di scarsa luminosità.
I sette incontri saranno disputati il 22 settembre 2009, giorno di equinozio d’autunno per l’emisfero boreale e di equinozio di primavera per l’emisfero australe, in luoghi appositamente scelti per la loro ambientazione sensazionale in Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, Argentina e Australia. L’unico incontro a 11 del torneo Twilight Football si giocherà allo stadio Soccer City di Johannesburg, che ospiterà anche la finale della Coppa del Mondo FIFA 2010. Ovviamente, le più belle azioni di gioco saranno soggetto di video e foto memorabili, che potranno essere scattate anche con le reflex digitali α di Sony. E con Panorama puoi partire anche tu per il Sudafrica come videomaker!
Il team italiano è stato scelto durante l’evento Motionflow Night, tenutosi a Milano lo scorso 21 maggio, quando duecento palleggiatori freestyler si sono esibiti davanti a giurati come Kakà, Massaro e Baresi. Uno speciale team Twilight Football sarà invece selezionato utilizzando social media come Twitter e YouTube.
A bordo campo, un gruppo di fotografi e videomaker accuratamente selezionati filmeranno e immortaleranno i match. Ovviamente giovandosi dell’opportunità di sperimentare la nuova gamma di prodotti di Sony provvista di sensore CMOS Exmor, provando le funzioni Handleld Twilight e Anti Motion Blur, che promettono di realizzare scatti fotografici privi di rumore e sfocature, grazie alla tecnologia Sony che sovrappone sei scatti in sequenza della stessa scena per poi unirli tramite un complesso algoritmo in una sola immagine.
Il sito della Gazzetta dello Sport
Gli appassionati di sport scelgono sempre più spesso i media digitali, agevolando, in questo modo, la convergenza tra mezzi come tv, internet e telefonia mobile. Lo rivela uno studio condotto dalla European interactive advertising association (Eiaa) secondo cui, rispetto alla media degli utenti europei, gli amanti di gare e tornei sportivi sono doppiamente coinvolti dalla contemporanea fruizione di televisione e web (32 per cento contro il 16 per cento). Analogamente, il doppio di loro guarda video direttamente dal proprio cellulare, rispetto alla media rappresentata da tutti gli utenti di telefonini (12 per cento rispetto al 6 per cento). Oltre un terzo di tutti gli utenti europei della rete (il 36 per cento) visita regolarmente siti e portali sportivi: si tratta dei cosiddetti “heavy users”, capaci di trascorrere più di 13 ore online a settimana, il 10 per cento di tempo in più della media europea, con un aumento del 27 per cento rispetto al 2004.
Seguire lo sport su internet attraverso video è una delle azioni più diffuse. Secondo la ricerca Eiaa, infatti, quasi il 40 per cento degli utenti amanti dello sport guarda online tv, film o videoclip. Solo nello scorso mese di marzo circa 154 milioni di persone hanno visitato siti con video streaming e download, con un aumento del 22 per cento rispetto allo stesso mese del 2007. Nell’intero anno scorso una media di 76 milioni di utenti europei ha visitato ogni mese siti dedicati allo sport, con un picco di utilizzo in concomitanza di grandi eventi. Per esempio, il bacino d’utenza è aumentato a 5 milioni nel settembre - ottobre 2007 con la Coppa del mondo di rugby. Stessa cosa quando il torneo del “Sei Nazioni” di rugby ha preso inizio nel marzo di quest’anno: il numero di utenti dei siti di sport è salito a 84,7 milioni dai 77,4 milioni di febbraio. La sete di notizie e aggiornamenti è sottolineata dal fatto che il 93 per cento degli utenti appassionati di sport possiede un telefono cellulare, palmare o Blackberry (la media europea è all’83 per cento) e l’86 per cento ha un personal computer (contro il 64 per cento di media).
A conferma dello stretto connubio tra sport e internet, Google lancia il “diario dei tifosi di YouTube“. Si potrà esprimere la propria creatività in tre diverse categorie: video che mostrano l’abilità con il pallone; video che testimoniano la passione per il calcio; video che mettono alla prova le capacità da reporter. Il video più bello verrà presentato in prima pagina di YouTube nel giorno della finale dei campionati europei. Gli spezzoni dei migliori contributi, inoltre, verranno montati a formare un video-blog di Euro 2008. Su iGoogle, si possono seguire gli Europei minuto per minuto direttamente dalla propria homepage grazie ad aggiornamenti in tempo reale su partite, risultati e classifiche dei gironi. Con Google Maps, invece, i tifosi potranno reperire le informazioni sui luoghi e gli stadi dove si giocano le partite e scoprire come Austria e Svizzera si sono preparate all’evento.

Scienza e prestazioni sportive: un binomio sempre più inscindibile. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani britannici, la società australiana Genetic Technologies ha messo a punto un test genetico, “Sports Performance“, in grado di predire se un bambino ha tutti i geni in regola per diventare in futuro un campione di calcio. Una squadra europea sarebbe molto interessata alla possibilità di sfruttare questa tecnologia e ha chiesto all’Institute of medical science dell’ University di Aberdeen se sia possibile utilizzare il test. Secondo la società australiana, questo esame genetico “consente di scoprire completamente il potenziale di una persona”. Il test costa 100 dollari (75 euro) e prevede l’analisi di un campione di saliva estratto con un tampone di cotone dalla bocca del soggetto e i risultati a casa dopo 10-15 giorni.
Il test è stato realizzato sulla base di ricerche condotte nel 2003 da un gruppo di scienziati australiani che però hanno preso subito le distanze dall’interpretazione data ai propri lavori dalla società che lo ha sviluppato avanzando perfino dubbi sulla sua reale efficacia. Allora qual è la verità che sta dietro la ricerca dei geni del calcio? Tutto nasce da uno studio su pazienti affetti da malattie neuromuscolari con la speranza di trovare la causa e infine la cura. I ricercatori si sono concentrati su un gene chiamato “actn3” che controlla la produzione della proteina alfa-actinina-3 e hanno scoperto che in alcuni pazienti c’era una carenza di questa proteina. Ma da successivi approfondimenti è emerso che quasi un quinto dei caucasici bianchi ha la stessa carenza. Quindi si tratta di una condizione troppo diffusa per riguardare soltanto i pazienti con problemi neuromuscolari. La proteina permette di effettuare movimenti forti e potenti, come ad esempio lo sprint il salto. “E’ prematuro dire che l’utilizzo di questo test possa predire le performance, in particolare quelle calcistiche – dice un ricercatore dell’Institute for neuromuscolar research del Children’s Hospital di Sidney - Il gene che la società sta osservando non è in grado di influenzare le performance di coloro che sono interessati a uno sport a livello amatoriale”.
In attesa di una risposta definitiva, la scienza non si ferma. Anzi, da oggi migliorare le prestazioni sportive, senza ricorrere ai farmaci, si può grazie a una nuova metodologia di intervento odontoiatrico in grado di potenziare il rendimento degli atleti. In pratica, modificando l’occlusione dentale in modo specifico per ciascuno sport la potenza fisica di un atleta cresce e migliorano le sue prestazioni sportive. L’intervento, già testato su giocatori professionisti di calcio e di pallacanestro, ma adatto a tutte le discipline, è indicato per qualsiasi sportivo che desideri migliorare la sua resa atletica. “Intervenendo sull’occlusione dentaria attraverso un bite che permette un maggiore allineamento dei denti, la potenza fisica può aumentare dal 20 al 40 per cento e il consumo di ossigeno si riduce, con la conseguente diminuzione dell’acido lattico – sottolinea Domenico Monda, specialista in odontoiatria estetica e protesi dentarie, primo in Italia a sperimentare tale intervento mediante un approccio multidisciplinare – L’atleta brucia meno ossigeno e accumula meno acido lattico, “rende” meglio e “dura” di più, con meno problemi di rottura”. Essendo una metodica non invasiva, l’intervento va ad ottimizzare strutture preesistenti senza interrompere le attività sportive e non va ad influire nella normale vita di relazione, poiché il sistema adotta una spessorizzazione nello sport specifico e quindi viene utilizzato solo in gara.

Ogni anno circa oltre 80 mila pazienti italiani sono colpiti da una frattura al femore. Il 40 per cento di essi viene trattato per la frattura e non per osteoporosi. Entro tre anni il 25 per cento di quei pazienti incorre in una seconda frattura.
Il calcio è un minerale essenziale per la formazione e il mantenimento delle ossa e ha un ruolo centrale nei processi di coagulazione del sangue e per la conduzione degli impulsi nervosi. Regola inoltre la contrazione dei muscoli e la liberazione di energia. Consumarne la giusta quantità nella dieta quotidiana aiuta a garantirsi ossa sane e forti.
La quantità di calcio necessaria al nostro organismo, però, varia con il variare dell’età e il suo assorbimento segue un procedimento complesso che necessita della presenza di altre sostanze per avvenire nella maniera migliore. Non tutti insomma hanno bisogno della stessa quantità di calcio, e non basta bere latte e mangiare formaggio per essere sicuri di “colmare” il fabbisogno giornaliero.
Per quanto riguarda gli alimenti di elezione per il tenore in calcio, si va dal latte e suoi derivati (formaggio, yogurt e altri latti fermentati), ai vegetali a foglie verde scuro (tranne gli spinaci), ai legumi secchi e a molti prodotti del mare (sardine, vongole, telline, cozze).
Quanto alle sostanze che ne aiutano l’assorbimento, le più importanti sono la vitamina D, la cui sintesi all’interno dell’organismo viene stimolata dalla luce del sole, che aiuta fissare il calcio nelle ossa, il fluoro e la vitamina C. Perciò che solo una dieta davvero equilibrata, che comprenda quindi anche frutta e verdura in quantità, può garantire il giusto apporto di calcio.
L’Inran, Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, nelle sue linee guida per una sana alimentazione (qui il file pdf) ricorda che “un’attenzione speciale va posta alle ragazze adolescenti, le quali hanno bisogno di essere ben alimentate sia per lo sviluppo tipico di questa fase della vita che per i futuri stress della gravidanza. Nelle adolescenti il fabbisogno (…) in calcio aumenta rapidamente fino ai livelli dell’adulto”. Una sua insufficiente copertura comporta il rischio di “una ridotta mineralizzazione dello scheletro, tale da rendere precoce e più grave l’osteoporosi dell’età matura”.
Ma quanto calcio bisogna consumare per proteggere le ossa?
Il fabbisogno varia nel corso della vita. Si parte da 800 mg al giorno nella prima infanzia, che diventano 1000 dopo i 7 anni e 1200-1500 nell’adolescenza. Il fabbisogno torna di nuovo a 1000 nell’età adulta per alzarsi a 1200-1400 nelle donne in allattamento e in menopausa e tra 1000 e 1500 negli anziani.
Qualche esempio pratico?
Tenendo buoni come riferimento del fabbisogno i 1200 mg necessari agli adolescenti e alle donne in menopausa, le due fasi della vita in cui il consumo di calcio è più importante, possiamo dire che un bicchiere di latte intero da 250ml con i suoi circa 300 mg di calcio copre un quarto del fabbisogno giornaliero di questo minerale. Una porzione da 50 grammi di grana padano o di parmigiano reggiano copre da sola metà del fabbisogno quotidiano. Ne sono infine una buona fonte tra i latticini anche l’Emmenthal (570 mg per una porzione da 50 grammi), il caciocavallo e la fontina. Tra le verdure molto ricche di calcio ci sono i broccoli.
Per gli adulti un buon modo per prevenire o ritardare la comparsa di osteoporosi consiste nel ridurre il riassorbimento fisiologico dell’osso. A questo scopo, oltre a consumare adeguate quantità di calcio, meglio dire addio al fumo, limitare gli alcolici, svolgere una regolare attività fisica ed esporre al sole mani e viso per almeno 10 minuti al giorno per garantire il giusto apporto di vitamina D. Oltre all’effetto del sole, anche alcuni alimenti sono utili alla sua formazione, come alcuni tipi di pesce (aringa, sgombro, sardine, salmone) e le uova. Ne è poi una fonte eccezionale l’olio di fegato di merluzzo.
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