
Martin Cooper (LaPresse)

di Guido Castellano
Anche se non gradisce molto essere chiamato «padre» dei telefonini, Martin Cooper di fatto lo è. Il 3 aprile del 1973, infatti, l’ingegnere americano capo dei laboratori Motorola riuscì a telefonare da una strada di Manhattan, al suo rivale, il direttore dei Bell Labs della At&T. L’apparecchio che aveva in mano era un prototipo, si chiamava Dyna-Tac, pesava un chilo e tre etti non aveva il display né altre funzioni se non quelle di parlare, ascoltare e comporre un numero. La sua batteria aveva 35 minuti di autonomia, ma impiegava più di 10 ore a ricaricarsi. Panorama ha rintracciato questo pioniere delle telecomunicazioni che ancora oggi, a 83 anni, non ha smesso di lavorare alla sua passione: il telefono senza fili. Continua
- Giovedì 22 Dicembre 2011



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