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clima

Emissioni costose (Foto: Flickr)
A partire dal 1 gennaio 2012 per i voli da e per l’Europa le compagnie aeree dovranno comprare permessi al mercato delle emissioni: l’emission trading scheme. La decisione di includere le compagnie aeree nel mercato delle emissioni era contenuta in una direttiva che la Corte europea di giustizia ha ritenuto valida. Continua

Spegni la luce… (Foto: Flickr)
Tra il 2008 e il 2009 nella fase più nera della (precedente) crisi economica, le emissioni di gas serra dovute al settore energetico erano calate del 7%. Sappiamo che c’è poco da rallegrarsene: chi punterebbe sulla recessione per uscire dall’incubo climatico? Un nuovo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) ha però analizzato in maggiore dettaglio a quali settore sono dovuti i cali più vistosi e quanto pesano industria, trasporti e abitazioni nel bilancio finale delle emissioni dovute all’energia. Il nuovo calcolo, che introduce il concetto di emissioni indirette, fa balzare al 25% la fetta di emissioni del settore proveniente dalle nostre case. Continua

Il segretariodell'UNFCCC Christiana Figueres e la Presidente della conferenza sul clima di Durban, Maite Nkoana-Mashabane.
Doveva andare in pensione l’anno prossimo, ma proprio come sta per accadere a milioni di italiani, anche il Protocollo di Kyoto pare invece destinato a rimanere operativo più a lungo. Almeno fino al 2017, secondo quanto è emerso dai negoziati conclusi a Durban in Sudafrica, dove il mondo ha finalmente trovato un accordo per un nuovo patto globale sul clima, che però sarà operativo solo a partire dal 2020. Continua

Un gorilla e il suo piccolo al Volcanoes National Park, Rwanda (Foto: Flickr)
Lunedì si apre a Durban l’ultima settimana di negoziazione sul clima, nel corso della quale si discuterà del nuovo accordo globale da raggiungere entro il 2015, e si capirà come mettere in pratica gli impegni presi l’anno scorso a Cancun. Intanto un ricerca avverte che il riscaldamento globale già minaccia seriamente tra il 20 e il 30 per cento delle specie animali e vegetali sul pianeta. Continua

Foto: Flickr
Quali siano le questioni sul tavolo dei negoziatori che si incontrano a Durban per rilanciare il Protocollo di Kyoto è cosa nota: limitare le emissioni, aiutare i paesi maggiormente esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici, trovare un cammino comune per porre un freno all’aumento delle temperature. Non sono decisioni facili, e forse la pretesa di mettere tutti i paesi d’accordo alla fine sarà quella che farà franare anche i migliori propositi. Ma si può fare un patto sul clima senza gli Stati Uniti e la Cina? E più che altro, avrebbe senso? Continua

Gli effetti della siccità in Texas (Foto: Flickr)
Le risorse naturali della Terra (cibo, acqua, foreste, specie animali, materie prime) si stanno impoverendo a una velocità impressionante e ciò rappresenta una minaccia immediata alla salute e alla sicurezza di tutti i suoi abitanti. A poco più di un mese dalla conferenza sul clima dell’Onu in programma a Durban, in Sudafrica, zoologi, militari, medici e scienziati del clima che si sono riuniti ieri a Londra nel convegno dal titolo “Cambiamento climatico - come assicurare il nostro futuro benessere” hanno tracciato un quadro della situazione che non invoglia certo all’ottimismo.
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Foreste salva-clima (Foto: Flickr)
Prima di urlare al miracolo e salutare i dati che arrivano dall’Università della California a San Diego come la panacea che i politici aspettavano per avere il permesso di non prendere seri impegni contro il cambiamento climatico, è importante capire bene la portata della novità dello studio appena pubblicato sulla rivista Nature. Continua

Addio ghiaccio (Credit: NOAA)
Ghiacci dell’artico ai minimi storici, tasso si estinzione delle specie animali ai massimi, isole del Pacifico minacciate dall’innalzamento del livello del mare. Il clima che cambia fa intravedere scenari da film di fantascienza: Roma tra cent’anni avrà il clima di Algeri, Berlino quello di Napoli e in Danimarca si coltiverà la vite. Continua

Fumi tossici nel cielo di Shanghai
E’ il segnale più evidente che il peggio della crisi è passato, ma purtroppo non c’è granché da festeggiare. I dati sulle emissioni di gas serra registrate nell’anno clou della recessione, il 2009, che avevano visto un leggero calo rispetto all’anno precedente, sono stati capovolti, con gli interessi. Nel 2010, secondo dati ancora non pubblicati dall’Agenzia Internazionale per l’Ambiente (IEA), riportati in esclusiva dal quotidiano inglese The Guardian, le emissioni hanno infatti toccato la quota record di 30,6 gigatonnellate di CO2, con un spaventoso aumento di 1,6 Gt rispetto al 2009. Continua

Benzina più verde (Foto: Flickr)
Il futuro è verde e lo si capisce dalla percentuale dell’energia totale che è derivata da fonti rinnovabili nel recente passato. Nel 2008 tra biomassa, idroelettrica, vento, sole e oceano, le fonti verdi hanno prodotto quasi il 13 per cento dell’energia primaria utilizzata nel mondo. Lo dice l’Ipcc, il gruppo di esperti di clima dell’Onu, in una relazione di quasi mille pagine che viene presentato oggi ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi.
La quota di energie rinnovabili sembra inoltre destinata ad aumentare in maniera consistente: il loro costo in discesa le renderà convenienti e competitive indipendentemente dalle politiche di incentivo messe in campo dai governi per contrastare i cambiamenti climatici. Tutte ottime notizie, che però non rappresentano una facile via di fuga dal problema della CO2 nell’immediato. Da un laboratorio di ricerca biochimica dell’Università del Delaware arriva però una scoperta potenzialmente rivoluzionaria. Continua
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