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CO2

(Credit: iStockphoto)
L’Onu ha proclamato il 2012 Anno internazionale dell’energia sostenibile per tutti. Il segretario generale Ban Ki-Moon all’apertura del World future energy summit in corso ad Abu Dhabi, primo evento in tema, ha auspicato che si riesca a garantire a tutti l’accesso a fonti di energia sostenibili e pulite entro il 2030. Nel frattempo il Worldwatch Institute, che si occupa proprio di sostenibilità e monitora progetti e idee che funzionano, lancia 12 idee verdi che possono rendere tutti noi più sostenibili. Eccole. Continua

Foto: Flickr
Quali siano le questioni sul tavolo dei negoziatori che si incontrano a Durban per rilanciare il Protocollo di Kyoto è cosa nota: limitare le emissioni, aiutare i paesi maggiormente esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici, trovare un cammino comune per porre un freno all’aumento delle temperature. Non sono decisioni facili, e forse la pretesa di mettere tutti i paesi d’accordo alla fine sarà quella che farà franare anche i migliori propositi. Ma si può fare un patto sul clima senza gli Stati Uniti e la Cina? E più che altro, avrebbe senso? Continua

Foreste salva-clima (Foto: Flickr)
Prima di urlare al miracolo e salutare i dati che arrivano dall’Università della California a San Diego come la panacea che i politici aspettavano per avere il permesso di non prendere seri impegni contro il cambiamento climatico, è importante capire bene la portata della novità dello studio appena pubblicato sulla rivista Nature. Continua

Benzina più verde (Foto: Flickr)
Il futuro è verde e lo si capisce dalla percentuale dell’energia totale che è derivata da fonti rinnovabili nel recente passato. Nel 2008 tra biomassa, idroelettrica, vento, sole e oceano, le fonti verdi hanno prodotto quasi il 13 per cento dell’energia primaria utilizzata nel mondo. Lo dice l’Ipcc, il gruppo di esperti di clima dell’Onu, in una relazione di quasi mille pagine che viene presentato oggi ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi.
La quota di energie rinnovabili sembra inoltre destinata ad aumentare in maniera consistente: il loro costo in discesa le renderà convenienti e competitive indipendentemente dalle politiche di incentivo messe in campo dai governi per contrastare i cambiamenti climatici. Tutte ottime notizie, che però non rappresentano una facile via di fuga dal problema della CO2 nell’immediato. Da un laboratorio di ricerca biochimica dell’Università del Delaware arriva però una scoperta potenzialmente rivoluzionaria. Continua

Un'aula scolastica (Credit: Ansa)
In questo caso a scaldare l’ambiente non sono i precari in rivolta. L’aria che si respira in molte scuole primarie d’Europa è resa pericolosa dalle dosi di PM10 e di CO2 superiori ai limiti consigliati. Questa la conclusione dello studio europeo HESE, acronimo inglese che sta per Effetti dell’ambiente scolastico sulla salute, pubblicati sullo European Respiratory Journal. Continua
Credits: Ansa/ EPA/MICHAEL BAHLO
Volete salvare il pianeta? Allora diventate vegetariani. L’invito arriva da Lord Nicholas Stern, economista già senior vicepresident della Banca Mondiale, autore nel 2006 del Rapporto Stern sui cambiamenti climatici che è alla base della politica ambientale del Governo inglese. Dalle colonne del Times, Lord Stern, che è anche autore dell’interessante volume Un piano per salvare il pianeta, da poco uscito in Italia, ricorda che il bestiame è una fonte significativa di metano, un gas il cui effetto sul riscaldamento del pianeta è 23 volte più potente rispetto a quello dell’anidride carbonica.
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Quello del 2009 è stato il secondo settembre più caldo da quando si registrano le temperature. Il rapporto sullo stato globale del clima pubblicato dalla statunitense National Oceanic and Atmospheric Administration parla chiaro: lo scorso settembre è stato secondo solo a quello del 2005, con una temperatura media di 0,62 °C superiore alla media del Ventesimo secolo, pari a 15 °C, che è stata così superata per il 33° anno di fila.
Per ricordare che è necessario prendere seri provvedimenti e battersi per porre un freno ai cambiamenti climatici prima che questi diventino irreversibili, è stata indetta per sabato 24 ottobre una giornata di azione per il clima.
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Un distributore self-service di detersivi con display che indica le emissioni di CO2 risparmiate. (credits: Ansa)
Il concetto è semplice quanto quello che sta alla base del più elementare rimbrotto che si fa a un bambino: se non sai darti dei limiti, allora te li do io. In questo caso non si tratta di caramelle o di cartoni animati, ma di emissioni di gas serra e a elargire il rimprovero è l’Ippr (Institute for Public Policy Research), una think tank britannica che ha appena pubblicato uno studio dal titolo “Piano B? Prospettive per uno scambio personale di emissioni“.
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Tempo fa un bravo giornalista ambientalista, George Monbiot, pubblicò un libro sul riscaldamento globale, dal titolo Calore!, le cui tesi di fondo erano sostanzialmente due. La prima era che per evitare la catastrofe avremmo dovuto ridurre le emissioni nel mondo del 90 per cento entro il 2030, la seconda è che con un po’ di buona volontà e facendo i passi giusti la cosa era fattibile senza dover tornare a uno stile di vita da uomini delle caverne. Ma l’assunto centrale del libro era che gli exploit individuali, per quanto meritori, non risolvono il problema dei cambiamenti climatici: “Il riscaldamento globale causato dall’uomo non può essere controllato se non convinciamo i nostri governi che devono costringerci a modificare il nostro stile di vita”.
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Le immagini di questi giorni di controesodo, con le autostrade trasformate in fiumi di auto ferme e fumanti mi spingono a domandarmi quale sia stato l’impatto ambientale delle ferie degli italiani.
Per quello che mi riguarda io ho usato praticamente tutti i mezzi di trasporto esistenti: dal traghetto all’auto, all’aereo, eppure vi assicuro che purtroppo non ho fatto il giro del mondo. Ma quanto ho inquinato? In rete abbondano i calcolatori di carbonio, programmi interattivi che promettono di rivelare a chi li usa il peso in tonnellate delle emissioni provocate dal proprio stile di vita. Ne esistono di molti tipi, ma si dividono principalmente in due categorie: quelli dedicati alla casa e quelli riferiti ai viaggi.
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