
(Credits: mastino70's@flickr)
Volete visitare musei, palazzi e monumenti? L’alternativa tecnologica alla classica guida (cartacea o in carne ed ossa) esiste, e ha a che fare con il mondo dei codici a barre bidimensionali (che i lettori di Panorama conoscono molto bene).
E’ infatti partito a Torino il primo progetto sperimentale (al mondo!) che utilizzerà la tecnologia Microsoft Tag per fornire informazioni in mobilità sulle principali attrazioni turistiche. Il Museo Egizio, quello del Cinema, Palazzo Madama, il Duomo, Piazza Castello e tutti i luoghi d’interesse del capoluogo piemontese saranno in pratica “etichettati” con gli speciali codici a colori che Redmond ha messo a punto per il mondo dei cellulari evoluti.
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Sfogliando le pagine del numero di Panorama in edicola da domani, venerdì 11 dicembre 2009, non potrà sfuggirvi una novità: 11 servizi e anche cinque pubblicità contengono, oltre a testi e immagini, uno strano quadratino fatto di puntini neri.
Si chiama “Qr code” ed è l’erede intelligente del codice a barre. Una rivoluzione che da questa settimana sbarca sulle pagine di Panorama e che sta contagiando tutto il mondo. Da Tokyo a New York passando per Londra, Parigi e Barcellona i codici Qr sono sui manifesti pubblicitari, etichette di abbigliamento e prodotti alimentari, inserzioni, biglietti da visita, magliette, tatuaggi e persino sulle tombe.
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- zena
- Giovedì 10 Dicembre 2009

Un mio carissimo zio sostiene che c’è solo un modo per trovare un buon ristorante in una città sconosciuta: cercare quello più affollato. Sembra banale ma funziona, basta evitare le location popolate solo da turisti di primo pelo.
Certo, mio zio non sa che nel frattempo Google sta sviluppando un metodo che ci permetterà di sapere in modo un po’ più preciso cosa si nasconde dietro a un locale o a un’attività che non conosciamo. Basterà una semplice foto della vetrina scattata dal nostro cellulare di ultima generazione.
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Qr code
A vederlo sembra un quadrato composto da tanti puntini neri.
Ma se lo si inquadra con la fotocamera del telefonino, si trasforma e racconta tutto di sé. Si chiama Qr Code ed è l’abbreviazione inglese di «quick response» (risposta rapida): l’erede del codice a barre. E lo vedremo stampato sulle etichette dei capi d’abbigliamento e dei prodotti alimentari, sui manifesti pubblicitari, sulle pagine di Panorama (già dalla prossima settimana). Già perché il Qr Code permette di accedere a un’infinità di informazioni che non troverebbero spazio, contenuti che arrivano da internet direttamente sullo schermo del telefonino.
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- zena
- Domenica 6 Dicembre 2009
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