
Da Osaka, quartier generale di Panasonic, ci arriva la notizia dell’uscita della nuova Lumix DMC-GX1, una fotocamera a ottiche a intercambiabili che per il produttore giapponese ha un doppio significato: da un lato c’è la volontà di arricchire un parco macchine che, almeno in questo segmento, ha pochi eguali sul mercato; dall’altro c’è la volontà di ricordare – soprattutto alla concorrenza – che il genere mirrorless è stato inventato da queste parti. Continua

La nuova compatta a ottiche intercambiabili della casa giapponese
Quando il gioco si fa duro i duri iniziano giocare. Non me ne vogliano Panasonic, Olympus, Sony e tutte le altre società che hanno fatto da pioniere del mercato, ma è evidente che con l’entrata in scena di Nikon il fenomeno delle compatte a ottiche intercambiabili assume tutto un altro rilievo. Continua

Primi scatti con la nuova super-compatta senza specchio della casa giapponese
Per il decimo compleanno del marchio Lumix, Panasonic si è fatta un bel regalo: la più piccola fotocamera ad ottiche intercambiabili mai vista finora. Si tratta della nuova GF3, ultima nata dell’ormai prolifica famiglia di compatte mirrorless, settore in cui Panasonic può dire senza falsa modestia di saperla lunga: in fondo il genere Micro Quattro Terzi l’ha inventato lei nel “lontano” 2008. Continua

Gli anglosassoni la definirebbero una bridge camera, ovvero una fotocamera che fa da “ponte” fra le tradizionali compatte digitali e il mondo reflex. E in effetti la nuova Coolpix P80 di Nikon sembra proprio rivolgersi a quanti non si accontentano della classiche compatte da viaggio ma che al tempo stesso non si sentono ancora pronti per fare il grande salto nella fotografia professionale. Rispetto alle prime, la nuova P80 può vantare un obiettivo decisamente fuori dalla media, sia per la presenza di un sensore da 10 megapixel di risoluzione (con stabilizzatore), sia per “tele” incorporato per ingrandimenti da 18 x. Le dimensioni e il “tocco” non sono ovviamente quelle di una reflex, anche se il design e alcune funzionalità interne sono chiaramente ispirate al mondo professionale. Anche il prezzo (circa 400 euro) si colloca perfettamente a metà strada fra i due mondi.
Con la P80, Nikon ha annunciato anche l’arrivo della S52 e la S52c, una coppia di compatte da 9 megapixel con stabilizzatore e display da 3 pollici. Pezzo forte della dotazione è in questo caso la presenza (sulla versione S52c) di un modulo integrato per la connessione Wi-Fi, che permette agli utenti di collegarsi al web direttamente dalla fotocamera per scaricare gli scatti ed eventualmente condividerle con altri utenti. Da 260 a 300 euro i prezzi suggeriti dal produttore.

Compatte digitali atto terzo. Dopo la scoperta del digitale e la fase dell’evoluzione, il settore delle fotocamere da “taschino” è pronta ad accogliere la terza stirpe della sua progenie. Una generazione certamente più matura che colpisce in prima battuta per l’eccellente rapporto qualità-prezzo. Provare per credere: le compatte di oggi dispongono di risoluzioni elevatissime, hanno funzioni manuali che permettono di personalizzare gli scatti in lungo e in largo e integrano tecnologie piuttosto raffinate. Tanto che per alcuni non è più una bestemmia azzardare paragoni con alcune reflex di fascia bassa.
Quanto ai prezzi, poi, basta raffrontare gli attuali listini dei produttori con quelli proposti solo due o tre anni fa per farsi un’idea della democratizzazione sempre più spinta delle tecnologie per l’immagine: si parte da poco più di 100 euro e non si superano i 400 euro per i modelli al top della gamma.
Ma dove si realizza in concreto l’evoluzione dell’ultima generazione di fotocamere? Non certo nell’incremento della risoluzione (ormai pressoché costante, anno dopo anno), anche se i produttori sembrano spesso sfidarsi in gare di strombazzamento all’ultimo pixel. Decisamente più sostanziosi sono i miglioramenti registrati sul piano della velocità, autentica croce dei primissimi modelli: soprattutto nell’accensione, il gap con le rapidissime reflex non è più così vistoso. Lo stesso dicasi dei sistemi di autofocus, decisamente più raffinati di un tempo e ora in grado di cavarsela in maniera egregia anche in condizioni di luce non ottimali. Non bisogna dimenticare, infine, l’avvento dell’ultima infornata di tecnologie a supporto dell’imaging, dai sistemi cosiddetti AntiShake, per stabilizzare gli scatti mossi, alla recente Face Detection Technology, una funzionalità che permette di individuare il volto umano all’interno dell’inquadratura e di regolare su di esso i parametri principali, come fuoco ed esposizione.
Diamo allora uno sguardo a quello che offre il mercato, partendo dai modelli più accessibili. Decisamente aggressiva nel prezzo (119 euro) è la BenQ Dc C-640, una digicam da 7 milioni di pixel con funzionalità anti-shake (digitale) e face detection; per gli amanti delle soluzioni ultracompattte, il produttore taiwanese propone (al doppio del prezzo) la C700, altro apparecchio da 7 megapixel con display touch-screen che, grazie alla possibilità di registrazione video in continuo, può essere usata come Web cam.
Più o meno allineate sia in termini di tecnologie che di prezzi, Canon e Nikon offrono due modelli di fascia media (circa 320 euro) da 7 megapixel: sono, rispettivamente, la Power Shot A570is e la Coolpix S500, entrambe dotate di stabilizzatore meccanico delle lenti (decisamente più efficace rispetto al digitale) e tecnologia face detection. Per una cinquantina di euro in più, i due colossi giapponesi offrono due interessanti alternative da 10 megapixel, la Canon PowerShot A640, dotata del versatilissimo display snodabile (peccato per la mancanza dello stabilizzatore), e la Nikon P5000, punta di diamante della collezione Coolpix che ammicca ai canoni stilistici delle reflex.
Alle due regine del mercato Pentax contrappone le Optio W20 e W-30, due digitali da 7 megapixel che possono essere utilizzate anche sott’acqua, rispettivamente fino a un metro e mezzo e tre metri di profondità. Vi sembrano pochi? Se amate gli abissi potete sempre acquistare le speciali custodie subacquee che quasi tutti i produttori mettono ormai a disposizione per la fotografia sottomarina. Il consiglio, in questo caso, è di valutare da subito questa eventualità, cercando quei modelli che dispongono già fra gli accessori di un guscio protettivo per l’immersione ad alte profondità.
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