Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook
Per mesi Facebook ha inseguito MySpace alla ricerca del titolo di social network più grande del mondo. E ora ha lanciato la stoccata decisiva: a giugno 132 milioni di persone sono entrate nella rete sociale fondata da Mark Zuckerberg appena quattro anni fa, 15 milioni in più di quelli che nello stesso mese hanno visitato il principale rivale. Il sorpasso, insomma, è avvenuto: a certificarlo è ComScore, un’accreditata società di analisi del traffico su internet. A dare lo sprint finale sarebbero state le nuove versioni in lingua locale di Facebook: hanno facilitato l’ingresso di nuovi utenti, soprattutto in Estremo oriente. Un’idea che, però, in Giappone si è rivelata un flop: nel Paese del Sol Levante il leader indiscusso è ancora Mixi.Un video di Current tv sulla guerra tra social network: MySpace, Facebook, Friendster con la partecipazione “straordinaria” di Second Life (in inglese)
Ma Facebook ha messo a segno anche un altro record: quello della crescita globale più alta su scala mondiale. Se in Nord America l’aumento di utenti arriva al 38%, in Europa si viaggia a una velocità dieci volte superiore. E nel resto del mondo sono cifre da iperinflazione: 403% in Medio Oriente e Africa, 458% in Asia e perfino 10.555% in America Latina. Sullo sfondo della sfida tra Facebook e Myspace, continua la diffusione dei social network in ogni angolo del pianeta. Tanto che quasi una persona su dieci nel mondo ne fa parte, secondo i dati comScore.
I più noti sono MySpace e Facebook, due social network sempre più sulla cresta dell’onda negli Usa e in Europa (si veda questa ricerca di Comscore). E nel sottobosco della rete è un fiorire continuo di nuovi applicativi sociali, magari specializzati su passioni e interessi di nicchia. Tra questi ce n’è uno che sta lentamente trasformando pratiche e riti del “mestiere più antico del mondo”. Si chiama Escorts ed è un servizio online al confine tra il social network e il sito di e-commerce, pensato per far incontrare domanda e offerta di “intrattenimento erotico”. Le “accompagnatrici” dispongono di un pagina personale, con tanto di profilo, contatti, foto-gallery, agenda degli spostamenti e recensioni dei clienti. I visitatori, a loro volta, possono effettuare ricerche veloci per località e tendenza sessuale, sfogliare il “catalogo”, fissare un appuntamento e, soprattutto, continuare ad interagire anche dopo gli incontri nella vita reale. Tutt’altra esperienza rispetto agli annunci a scatola chiusa che fino ad ora comparivano sui giornali. Con conseguenze rilevanti anche sul fronte della “professione”, come ben sottolinea l’analista Kevin Palmer su Buzznetworker: “Queste tecnologie stanno portando molta gente ad abbandonare la strada e a mettersi in proprio. (…) Stanno anche aiutando a riformare un business che in fin dei conti era insicuro sia per le persone coinvolte che per la società”.
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Nel mondo di Second Life tre avatar su cinque sono europei: è il risultato di una ricerca di Comscore sulla popolazione attiva (cioè persone che si sono collegate di recente) nei territori virtuali del sito web. I tedeschi sono 209 mila e arrivano al 16 per cento degli abitanti, seguiti da francesi e inglesi. Gli Stati Uniti detengono invece il primato di crescita: gli utenti Usa sono raddoppiati in tre mesi. Soltanto il 2 per cento dei navigatori proviene dal Medio oriente e dall’Africa (la Cina invece sta sviluppando un proprio mondo 3d, leggi Hipihi: la Cina lavora a una sua Second life). Le persone che hanno frequentato Second Life negli ultimi 2 mesi sono 1,3 milioni: da gennaio l’aumento è stato del 46 per cento. I residenti complessivi sono invece oltre sei milioni.
Il mese scorso Philip Rosedale, ideatore di Second Life, ha annunciato una novità: gli avatar non saranno più muti, ma avranno la voce dei loro proprietari. Al momento è un progetto sperimentale: per partecipare alla fase “beta” (cioè di test aperto al pubblico) bisogna inviare una mail ai Linden Labs, il gruppo di “architetti” virtuali di Second Life. Le conversazioni tra gli avatar saranno possibili anche in gruppo: ogni personaggio ascolterà i discorsi di quelli che passano accanto, come accade in strada. Un’applicazione che potrebbe diventare utile per le lezioni universitarie in Second Life. Adesso, invece, le comunicazioni sono esclusivamente testuali. Non è la prima chat virtuale al mondo, come sottolinea il sito d’informazione online Cnet: il primo a lanciare questa possibilità è stato il sito There.com nel 2003.
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