
(Credit: iStockphoto)
E’ cosa arcinota, rappresentata in migliaia di film, condivisa dalle amiche al bar in ogni angolo del globo: dopo l’amore l’uomo crolla addormentato immancabilmente prima della donna. Una ricerca Usa mette però in discussione questo frutto della saggezza popolare e cerca di spiegare perché il tempo condiviso a letto dopo il sesso può essere cruciale per la coppia. Continua

Meglio quelli del Monopoli (Foto: Flickr)
C’era bisogno di una ricerca scientifica per confermare il detto “i soldi non danno la felicità“? Probabilmente no, ma quello che hanno appurato i ricercatori della Brigham Young University, nello Utah, è che in particolare all’interno della coppia l’avidità può essere nociva. Continua

Foto: Flickr
Non è il risultato di una ponderosa ricerca scientifica, ma quanto emerge da un sondaggio commissionato da due riviste americane di fitness. Dal terzo annual sex survey delle riviste Shape e Men’s Fitness, fa sapere l’agenzia Reuters, emerge però un quadro interessante su come i luoghi di incontro online abbiano cambiato i comportamenti offline. Continua

Foto: Flickr
Forse non tutti i neogenitori sanno che dopo l’emozione incontenibile e la gioia sfrenata per l’arrivo del figlioletto possono subentrare la paura di non sapere come gestire il piccolino e la stanchezza per l’organizzazione che il nuovo arrivato richiede. Ma l’elemento che più di tutti ha il potere di destabilizzare la coppia è l’endemica mancanza di sonno. Continua
Forse non ci voleva un team di scienziati di ben due università per scoprire che se tra moglie e marito entra in gioco la gelosia il rapporto può rischiare di deteriorarsi rapidamente. Quello che però hanno stabilito con un certo puntiglio i ricercatori dell’Università della British Columbia in Canada e dell’Università dell’Iowa, Usa, nello studio appena pubblicato sulla rivista Journal of Sex Research, è che nella coppia sposata la gelosia fa più male.
Continua

Addio mito del latin lover. L’amante focoso ha la bellezza algida degli austriaci e non ha più i modi e la passione dei mediterranei. Già, perché per il 52% degli italiani il sesso non è eccitante, manca di varietà e non è frequente quanto si vorrebbe.
Peggio di noi i francesi (sono i meno soddisfatti in Europa, col 36%), mentre i giapponesi si trovano all’ultimo posto nel mondo (10%). A denunciare il calo di soddisfazione dei nostri machi e la focosità dei vicini amanti austriaci è la Sexual Wellbeing Global Survey di Durex, condotta su più di 26mila persone di 26 diversi Paesi del mondo con l’obiettivo di definire il benessere sessuale.
Gli italiani dicono di cambiare partner solo la metà delle volte di quanto riveli un austriaco, e sono molto meno propensi di altri a sperimentare in tema di sessualità. Gli amanti più esperti sono proprio gli austriaci, con 29 partner per ciascun uomo (la media mondiale è 13) e 17 per ogni donna (media mondiale 7). I peggiori sono però i cinesi, con una media di 4 per gli uomini e 2 per le donne.
Secondo l’indagine, meno di sei persone su dieci nel mondo (58%) si trovano a proprio agio nel confidare al partner cosa vorrebbero fare a letto. I più sicuri sono i messicani (80%), mentre gli inglesi (49%) sono i più riservati d’Europa e i giapponesi (21%) i più timidi. In media, il 67% degli adulti ha almeno un rapporto alla settimana. I più attivi sono i greci (24%) che fanno sesso cinque volte alla settimana o più, rispetto al 10% nel mondo. Eppure, sebbene l’81% degli italiani abbia almeno un rapporto a settimana (con un 36% che lo fa almeno tre volte in sette giorni) questo non è sufficiente per il 59% degli intervistati, che vorrebbero una frequenza maggiore di rapporti.
Per quanto riguarda i “giochi” praticati dalle coppie per aumentare il desiderio, si scopre che in cima alla preferenze degli italiani c’è il sesso orale, apprezzato per tre quarti di noi (75%), mentre il 73% predilige le fantasie sessuali e due terzi (65%) utilizzano i massaggi sensuali.
Alla domanda su cosa potrebbe migliorare la propria vita sessuale, la maggioranza degli italiani ha detto che condurre vite meno stressanti (60%) e riuscire a trascorrere più tempo con il partner (44%) sono le due priorità.
Ma chi non utilizza ancora prodotti per migliorare la propria vita sessuale (di Viagra, sul mercato dal 1998, nell’ultimo anno sono stati venduti 172 milioni di pillole, 6,6 milioni solo in Italia) è disposto a sperimentarli: il 18% vorrebbe provare un gel che favorisca l’orgasmo, il 14% prenderebbe in considerazione afrodisiaci o feromoni e l’11% sarebbe interessato a uno spray per ritardare l’orgasmo maschile.
Gli ultimi commenti