Kodak Easyshare w820
Basta un cellulare o una macchina fotografica digitale: scattare un’immagine tra amici, in ufficio, per strada è ormai un’attività quotidiana. E gli album fotografici sono diventati archivi enormi di ricordi, viaggi, feste, concerti. Con le cornici digitali affiorano tasselli di un mosaico fatto di persone e luoghi: lanciate due anni fa, partite inizialmente in sordina, stanno conquistando un pubblico ormai abituato alle immagini digitali. Zelig Photo player di Hamlet è una cornice economica e semplice con un display da sette pollici: mostra fotografie archiviate su memorie sd e mmc. Costa circa 59 euro.
Kodak Easyshare p720 ha un’ampia compatibilità con le memorie portatili: sd, mmc, sdhc, ms, xD. Il display è lungo 15 centimetri e alto 8: ha una porta usb che permette di collegare anche le “pennette” usb e consuma appena 5 watt. In una fascia di prezzo più alta si colloca Philips Photoframe che mostra fotografie in uno schermo di sette pollici e supporta compact flash tipo I, secure digital, secure digital, xD, memory stick, memory stick pro. Hanno una risoluzione di 480 per 234 pixel Kodak easyshare p720, Zelig Photo player, Philips Photoframe. Per chi ama condividere le foto online Kodak Easyshare w820 permette di collegarsi attraverso wifi con gli album online di Flickr (che ospita ormai 3 miliardi di fotografie), Kodak Gallery e FrameChannel. La risoluzione è di 800 per 480 pixel: il prezzo di vendita è di circa 200 euro.

Dopo qualche anno trascorso nel sottobosco del mercato dell’hi-tech è arrivato anche il loro momento. Le cornici digitali sono divenute l’ultima moda dell’imaging casalingo, e c’è chi già scommette in un’esplosione nel mercato di massa entro i prossimi tre anni. Del resto, non ci vuole molto a capire perché questo genere di gingillo elettronico possa riscuotere successo. In fondo l’idea di un dispositivo che in qualsiasi posto e in qualsiasi momento sia in grado di mettere in bella mostra tutte le foto delle vacanze al mare o dell’ultimo viaggio all’estero è qualcosa che può piacere a molti. In sostanza si potrebbe dire che la cornice digitale sta al mondo della fotografia come il lettore mp3 sta a quello della musica. E poi, questi prodotti hanno di fatto risolto quello che era stato finora il problema principale della fotografia digitale: la dipendenza dal pc.

Ma come funzionano? Esteticamente parlando siamo di fronte a normali portaritratti (in commercio ce ne sono di tutti tipi, in plastica, in metallo in vetro o in legno) che si attaccano però alla presa di corrente. La vera differenza sta nel caricamento delle foto, che nel caso delle cornici digitali è affidato alle ormai diffusissime schede di memoria o ai pratici cavetti Usb. Una volta riversati i file di immagine nella cornice, all’utilizzatore non resta che configurare i parametri di visualizzazione: si può per esempio impostare il tipo di presentazione, il tempo di permanenza di ogni singola foto sullo schermo, la luminosità, il contrasto, o decidere di far accendere o spegnere il dispositivo automaticamente in base a orari prestabiliti.
Un video, in inglese, mostra come scaricare le foto dalla macchina alla cornice digitale.
Alta tecnologia? Macché. Sul piano strettamente tecnologico, le cornici digitali non sono oggetti particolarmente evoluti e per le quali valga la pena stare a cercare il pelo nell’uovo. Tuttavia vi sono una paio di elementi che vanno comunque considerati prima dell’acquisto. Il più importante è quello della risoluzione: maggiore è il numero di punti che possono essere visualizzati sul display, migliore sarà la definizione delle immagini. In via indicativa, si può dire che i i 720 x 480 pixel rappresentano già un livello di risoluzione più che sufficiente. In secondo luogo non va trascurata la possibilità di disporre di un buon set di comandi per la regolazione del contrasto in base alla luminosità presente; trovandosi a operare sia di giorno che di sera, infatti, le cornici digitali devono avere un’illuminazione regolabile in lungo e in largo in modo che l’immagine sia sempre incisiva a prescindere dalle condizioni di luci presenti. Infine, è sempre meglio che il nostro portafoto elettronico sia capace di adattare in modo automatico le foto in base alle dimensioni del display, onde evitare distorsioni o eccessivi rimpicciolimenti.

Non solo foto. Gli ultimi modelli aggiungono poi alle classiche funzionalità di “slide show” altre risorse utili. Ad esempio i video, che – al pari delle foto – una volta caricati possono essere riprodotti in modo automatico, o il lettore Mp3, che permette di accompagnare le presentazioni con un sottofondo musicale. Per qualche euro in più, infine, possono essere acquistati modelli con supporto Wi-Fi e Bluetooth, in grado di essere caricati (o scaricati) senza bisogno di connessioni via cavo o di operazioni di travaso sulle memory card.
Sul mercato. Fra i primi ad aver fiutato le potenzialità delle foto digitali in cornice c’è sicuramente Philips, che già da un paio d’anni ha a catalogo la sua personalissima collezione di digital frames (prezzi intorno ai 200 euro), disponibili in versioni da 7 e 9 pollici con cornici colorate intercambiabili. Decisamente agguerrita è anche Kodak, che dietro l’egida Easyshare ha radunato una famiglia di cinque modelli da 7 a 10 pollici con schermo Lcd e lettore Mp3, disponibili anche in versione Wi-Fi per il caricamento wireless delle fotografie. I prezzi in questo caso vanno da 109 a 269 euro. Si è unita al treno anche Hp la cui – per il momento unica - portacolori si chiama df750 Series Digital Picture Frame, una cornice da 7 pollici e 800 x 480 pixel di risoluzione che integra un lettore di schede di memoria 4 in 1 e un lettore di Mp3 e di video. Un’alternativa interessante è infine quella offerta da Parrot, che con il suo Photo Viewer 7 (circa 200 euro) mette sul piatto un portafoto digitale con un sistema di caricamento senza fili basato su Bluetooth.
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