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dipendenza

Cellulare al volante: ossessione o dipendenza?

Comportamenti a rischio (Foto: Flickr)

Comportamenti a rischio (Foto: Flickr)

Perché non possiamo fare a meno di rispondere a un messaggino, controllare la posta elettronica, accettare una chiamata, anche se stiamo guidando? Eppure tutti gli studi in materia concordano sul fatto che i rischi sono enormi e la percentuale di incidenti causati da comportamenti pericolosi collegati al telefono cellulare è in crescita. Continua

Se i media digitali danno dipendenza

Messaggi selvaggi (Foto: Flickr)

Messaggi selvaggi (Foto: Flickr)

Confuso, arrabbiato, irritabile, ansioso, insicuro, solo, depresso, paranoico, pazzo. Sono alcuni degli aggettivi che mille studenti di 10 paesi coinvolti nello studio “The world unplugged” hanno usato per descrivere come si sono sentiti dovendo stare per 24 ore “scollegati” da tutti i media. I ricercatori dell’Università del Maryland, che hanno condotto lo studio, hanno scoperto che dall’Uganda agli Stati Uniti, dalla Cina al Messico, tutti gli studenti danno in egual misura forti segnali di dipendenza dai mezzi di comunicazione. Continua

Quando il cibo è una droga: tutta colpa del cervello

Difficile resistere (foto: Flickr)

Difficile resistere (foto: Flickr)

Si può applicare a ciò che ci tiene in vita, al nutrimento senza il quale non potremmo sopravvivere, la parola “dipendenza“? Sì, quando superata la soglia della sazietà ci rendiamo conto di mangiare non più per fame ma perché rispondiamo a uno stimolo più forte di noi. Un meccanismo molto simile a quello che scatta in chi fa uso di droghe, come spiega una ricerca appena pubblicata. Continua

Facebook, sesso e giochi online: al Policlinico Gemelli si cura la Web-dipendenza

(Credits: AP Photo/Damian Dovarganes)

(Credits: AP Photo/Damian Dovarganes)

Internet Addiction Disorder: tecnicamente si definisce così la dipendenza da Internet. Una vera e propria patologia, secondo una parte della medicina, che colpisce chi fa un uso ossessivo del Web. E che coinvolge un numero sempre crescente di persone, soprattutto giovani.

Ad arginare il fenomeno ci proverà d’ora in poi anche il Policlinico Gemelli di Roma, con il suo primo ambulatorio dedicato alla cura della dipendenze da Internet.

È lo stesso Ospedale romano ad annunciarlo con un comunicato nel quale si spiega che il nuovo centro si occuperà di curare la dipendenza da Internet proprio come si fa con l’alcol, la droga o il gioco d’azzardo.  E che ci fornisce anche tutta una serie di informazioni  su un fenomeno che – a quanto pare - è sottovalutato.
Continua

Se non fumata, la cannabis spegnerà anche la sigaretta

http://flickr.com/photos/lancerenok/538632621/
La lotta al fumo passerà per la cannabis. Ne sono convinti alcuni farmacologi della britannica Università di Nottingham, le cui ricerche non mirano a risultati paradossali, ma sono congruenti con un movimento di pensiero diffuso in parte della comunità scientifica, che pone l’accento sulle potenzialità terapeutiche della sostanza. Tutto parte dalla scoperta avvenuta lo scorso decennio dei recettori cannabinoidi presenti nel corpo umano, in particolare nel cervello. Uno dei ricercatori britannici, David Kendall, esperto di farmacologia cellulare, ritiene che proprio l’ambito delle dipendenze sia quello in grado di produrre le novità più inaspettate negli studi sulle patologie curabili con la cannabis. Una sostanza che non va considerata esclusivamente uno stupefacente, dato che, se opportunamente impiegata, può appunto svolgere la funzione contraria. Il sistema endocannabinoide è infatti coinvolto nei meccanismi cerebrali della gratificazione, che alimentano l’impulso ad assumere una sostanza in grado di creare dipendenza, come la nicotina. Intervenendo su tali meccanismi attraverso adeguati inibitori, vale a dire con farmaci nei quali la cannabis, grazie alla sua capacità di agire sugli endocannabinoidi, sia stata dosata in modo da alterare la percezione della gratificazione procurata dalla sigaretta, il fumatore sarà privato dello stimolo ricorrente ad accenderla, senza naturalmente cadere nella dipendenza da cannabis. Altri possibili effetti benefici, attualmente allo studio, nel trattamento di patologie come l’ipertensione, l’obesità, il diabete e la depressione, fanno ipotizzare che la cannabis possa andare incontro, dentro e fuori dalla comunità scientifica, a una parziale riabilitazione.

Il futuro di Facebook

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