Alle due del mattino di domenica 28 marzo dovremo portare gli orologi di casa un’ora avanti. Il rischio di dimenticarlo è reale, menomale che la maggior parte degli orologi cui faccio riferimento io (computer, videoregistratore, telefonino) ormai si sistemano automaticamente sull’ora legale, quando è il momento. Per quello da polso (rigorosamente non digitale) mi toccherà invece fare lo sforzo anche quest’anno. Ma perché mai dovremmo “prepararci” all’arrivo dell’ora legale?
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L’allarme arriva dall’organizzazione britannica Sleep Council: giocare ai videogiochi, stare incollati a pc e telefonini ha effetti negativi sulla salute e sul rendimento scolastico. O meglio: da una ricerca condotta dall’ente inglese risulta che un terzo dei ragazzi britannici tra i 12 e i 16 anni dormono solo dalle tre alle sette ore per notte, spesso con la tv accesa e le cuffie nelle orecchie (il 58% ha nella camera da letto telefono, stereo e consolle per i videogiochi).
Gli esperti hanno ribattezzato questa forma di riposo giovanile come “junk sleep”, ovvero sonno spazzatura: le ore notturne, infatti, sono sempre più spesso dedicate alla vita virtuale, invece che ad una corretta attività onirica, che serve a ricaricare il fisico e, soprattutto, il cervello.
Il risultato è che, in molti casi, la stanchezza arriva all’ora della scuola, il rendimento cala e si ha difficoltà di concentrazione: il 40% dei ragazzi intervistati dichiara di sentirsi stanco già durante il giorno. E studi recenti hanno collegato proprio il fenomeno del poco sonno all’aumento dei casi di obesità giovanile: non dormire porta l’organismo a chiedere cibi fortemente calorici, per soddisfare la necessità della carica energetica che manca. Anche se mettere in fila in un rapporto di causa-effetto playstation, insonnia e obesità sembra comunque azzardato.
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