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Vivere d’incanto: 16 mila italiani campano con eBay

di Guido Castellano

Gli italiani, pressati dalla crisi economica, stanno svelando la caratteristica nazionale forse più
solida: l’arte di arrangiarsi. È sorprendente scoprire che nel 2008 sono oltre 16.500 i connazionali che campano (e bene) unicamente grazie alle vendite su Ebay, il sito di aste online più cliccato al mondo. C’è chi fattura 30 mila euro all’anno, ma anche chi supera il milione. Tutti, comunque, portano a casa un reddito grazie a internet.

Alessandro Coppo, direttore di eBay Italia

I dati vengono da un’indagine condotta dalla Research international per conto di Ebay.it che Panorama ha potuto leggere in anteprima. “Confrontando lo stesso dato con la ricerca analoga del 2006 emerge che gli italiani che hanno aperto un negozio sul web sono più che raddoppiati in 2 anni” dice Alessandro Coppo, direttore generale della Ebay Italia. “Di queste 16.500 persone” spiega Coppo “4.500 hanno creato una piccola impresa individuale e alcune hanno assunto dipendenti”.

Paolo Cabassi

Uno è Paolo Cabassi (alias “Roxbay” sul sito di aste), 36 anni, milanese, specializzato nella vendita di oggetti d’arte e modernariato. Ha iniziato a vendere con Ebay nel 2001. Oggi ha otto dipendenti, un magazzino (aperto al pubblico) di 1.380 metri quadrati e una vetrina su Ebay con oltre 16 mila oggetti in vendita. Nel 2006, aveva detto a Panorama di fatturare circa 450 mila euro. “Quest’anno dovremo sfondare quota 1 milione” racconta Cabassi, che oltre a sedili d’aereo, juke-box in stile Happy days e poltrone da cinema si è specializzato in oggetti di design degli anni Sessanta e Settanta. “Vendiamo in tutto il mondo opere di artisti come Joe Colombo, Vico Magistretti, Mario Bellini”.
Tra i benestanti di Ebay c’è anche Sergio Ciarrocchi (alias “Listeragent”) che spera di chiudere il 2008 a 700 mila euro di fatturato. Anche lui è un veterano di Ebay che, come Cabassi, ha più che raddoppiato il fatturato negli ultimi 24 mesi. Dopo 30 anni passati a fare il gioielliere per tradizione di famiglia ad Ascoli Piceno, nel marzo 2001 ha pensato che internet potesse aiutarlo a smaltire il magazzino, “merce accumulata negli anni che rimaneva invenduta” spiega Ciarrocchi. “Ad Ascoli la clientela affezionata è sempre quella e naturalmente cerca novità”. Per questo Ciarrocchi ha lasciato la gioielleria di famiglia e si è inventato un business su Ebay: “Vendo i pezzi che mi forniscono altre gioiellerie sparse per tutta Italia e fatturo il doppio della gioielleria di famiglia”. Ciarrocchi ha due dipendenti e un socio, “ma se continua così dovremo ingrandirci”.
Molte sono le donne che diventano imprenditrici su Ebay. Anna Ferrario (alias “Iperaffari”) è una 37enne milanese che due anni fa lavorava come ragioniera in un’azienda dell’hinterland. “Ho cominciato a usare Ebay quando ho scoperto che sarei diventata mamma” racconta Ferrario. “Volevo un lavoro che mi permettesse di stare vicino alla mia bambina, per questo mi sono messa a vendere cose che con mio marito abbiamo comprato in giro per il mondo, oggetti etnici di Bali e dell’Indonesia”.

Anna Ferrario

Anna non è più tornata a fare l’impiegata. Si è dimessa, ha imbiancato il garage trasformandolo in magazzino. Oggi è titolare di un’impresa di import-export che funziona solo su Ebay, ha tre dipendenti, due collaboratori part-time e conta di chiudere il 2008 a 500 mila euro di fatturato.
Un’altra neomamma venditrice è Rosalba Grisanti (alias “Maniac.nail”), ha 30 anni e vive a Ventimiglia. “Ho puntato su qualcosa di poco costoso, ma di tendenza: decorazioni e tutto il necessario per farsi unghie decorate. Un lavoro che mi garantisce un buon reddito mensile rimanendo a casa con mia figlia”.
Alma Sema (alias “Rumlife”) ha 42 anni e vive a Trieste. Lavora in un pub di sua proprietà in città e su Ebay vende bottiglie di rum, anche molto pregiate, per collezionisti e veri intenditori.
Tatiana Granato (alias “Coccinella82″) è una ragazza di 26 anni di Torre del Greco (Napoli) con la passione della moda e un sogno nel cassetto: diventare una stilista. Ha cominciato nel 2001 vendendo su Ebay vestiti che non metteva più per fare spazio nell’armadio. Ha continuato vendendo capi disegnati, tagliati e cuciti da lei. “Oggi riesco a concludere circa 1.500 vendite al mese” dice Tatiana “e sono passata da uno spazio di 2 metri quadrati a uno di 90. Ormai il lavoro è così tanto che ho trascinato in questa avventura anche tutta la mia famiglia e il mio fidanzato, che ha lasciato il suo lavoro per seguirmi”.

La sede di eBay Italia, a Milano

Moltissimi anche i ragazzi che hanno aperto vetrine con oggetti hi-tech. Michelangelo Musci (alias “Ctecitypoint”), 23 anni di Corato, in provincia di Bari. “Da 2 anni lavoro in un negozio di informatica ed elettronica e da quando ho convinto la mia titolare ad aprire un negozio anche su Ebay.it il nostro fatturato si è impennato. Attualmente vendiamo in media circa 160 oggetti al mese. A febbraio, per esempio, abbiamo guadagnato, grazie a Ebay, circa 5.200 euro”. Berardino Bolettieri (alias “Berardino4124″) di anni ne ha 28 anni e vive a Grassano, in provincia di Matera. “Fatturo in media 30 mila euro al mese vendendo televisori piatti, macchine fotografiche digitali e computer”.
Ma non si trovano solo cose nuove nei negozi su Ebay. Anzi le più gettonate sono le cose antiche o comunque introvabili nei negozi. Se si scorre l’elenco di questi 16.500 professionisti del sito si scopre che molti degli oggetti che vengono messi in vendita sono materiale da “brocantage”.

Tra i robivecchi più cliccati c’è la vetrina di Andrea Scotti (alias “Scaffaleantico”) di Cagliari che nel 2001 ha chiuso il suo negozio di libri antichi per aprirlo solo su internet. “Era difficile trovare collezionisti di libri antichi in una città piccola come Cagliari, il web mi ha dato grande visibilità in tutto il mondo. Adesso i miei libri arrivano anche in America e Singapore e persino in una scuola in Nuova Zelanda”.
“Prima di buttare via qualcosa” dice Alessandro Coppo, direttore generale della Ebay Italia, “bisogna pensare che uno dei 276 milioni di utenti registrati sul nostro sito potrebbe anche essere interessato”. Su Ebay viene venduto un libro ogni 45 secondi, un cellulare ogni 58, un orologio ogni 2 minuti, una macchina fotografica digitale ogni 5 e un computer ogni 6.
Un mondo affascinante quello delle vendite online che però potrebbe frenare chi di computer non se ne intende e chi di internet ha solo sentito parlare. “Per questo, anche in Italia, stanno nascendo nuove professioni legate a Ebay come il venditore per conto terzi” spiega Coppo. Il venditore trattiene una percentuale sulla vendita o acquista gli oggetti sperando di guadagnarci con l’asta online.

Gli uffici di eBay a Milano

Due di questi assistenti alla vendita si chiamano Antonio Savioli e Nicolas Zavoli (alias “Vendilo-cattolica”). Hanno cominciato vendendo oggetti per conto di amici e parenti. Nel 2006 hanno inaugurato un negozio con “vetrine reali” a Cattolica in Romagna. Il negozio si occupa dell’intero processo: dalle foto all’inserzione, dalle risposte agli utenti alla spedizione dopo la vendita.
Antonio e Nicolas offrono inoltre la possibilità di ritiro e consulenza a domicilio e, quando vengono vendute auto e moto, anche delle pratiche burocratiche. “Si rivolgono a noi persone di tutte le età: dai ragazzini accompagnati dai genitori alla signora di 91 anni; arrivano in negozio con gli scatoloni di cose che hanno in casa”. Visto il successo del primo negozio Nicolas e Antonio si sono attivati anche per aprire attività in franchising. In due anni i negozi sono diventati più di 70.

Il responsabile delle relazioni esterne di eBay Italia, Andrea Polo

A gennaio Google supera quota 20 milioni di utenti

Yoshiko314, Flickr
Sono 23 milioni i navigatori italiani che si sono collegati a Internet almeno una volta nel primo mese dell’anno. Diventano 24,3 milioni includendo coloro che utilizzano applicazioni Internet come l’instant messenger o i programmi per scaricare musica e film. Lo fa sapere Nielsen Online nel suo rapporto sullo scenario di Internet in Italia relativo al mese di gennaio.
Se il numero degli utenti rimane abbastanza stabile rispetto alla fine dello scorso anno, ad aumentare sono la durata della connessione e la varietà della navigazione: ogni utente ha trascorso online in media 22 ore a gennaio, contro le 20 di dicembre, e ha visionato 1600 pagine, 170 in più rispetto al mese precedente. In un anno, da gennaio 2007, il tempo speso su Internet e le pagine visitate sono aumentati circa del 20 per cento.

Stiamo collegati più a lungo e visioniamo più pagine, ma quali? L’incremento di traffico più significativo si registra nei siti di ricerca di lavoro, visitati da 3,7 milioni di utenti (+53% rispetto a dicembre) e di ricerca immobiliare, che superano a gennaio i 2 milioni di utenti, con un incremento del 40% rispetto al mese di dicembre. Anche i siti dedicati alla salute, al benessere e alla forma fisica registrano una crescita di utenti pari 13%, attirando 5,2 milioni di visitatori.
Ma a fare la parte del leone per numero di visite è Google che supera quota 20 milioni di utenti: l’83 per cento dei navigatori attivi ci ha fatto almeno un salto. MSN, Yahoo!, Libero e Virgilio seguono a cifre comprese tra i 10 e i 12 milioni. Wikipedia e il sito di aste eBay sono testa a testa con circa 8 milioni e mezzo di visitatori unici, mentre continua l’avanzata di YouTube, che ha quasi raggiunto 8 milioni di utenti. La nuova entrata nella top ten dei siti più visitati del mese è Blogger, la piattaforma di blog di Google che con 6 milioni e duecentomila utenti si piazza in decima posizione.

Pagamenti sicuri? Parlano quelli di Paypal e Moneybookers

http://www.flickr.com/photos/23905174@N00/1594411528/
Pratici ma insicuri. Così venivano considerati fino a qualche anno fa i pagamenti sul web, un’etichetta che appariva quasi come una mezza bocciatura per quello che doveva essere il motore dell’e-commerce. Eppure, se si guardano le attuali cifre di crescita dello shopping on line, tutto sembra fuorché l’utente internettiano medio si sia scoraggiato. Solo nell’ultimo anno - rileva ComScore - i volumi di vendite sul web registrati dai retailer europei è aumentato in media del 5%, con punte (in Germania e nel Regno Unito) dell’11%. Cos’è cambiato? Sono cresciuti gli standard di sicurezza, certo, è aumentata la consapevolezza degli utenti che è sempre meglio effettuare i propri acquisti su siti affidabili, ma soprattutto sono arrivati loro, i sistemi di micropagamento on line. Sono molti infatti a ritenere che l’avvento di realtà come Paypal e Moneybookers abbia contribuito non poco a far dormire sonni più tranquilli a tutti quegli acquirenti che scelgono Internet per le proprie spese. Il principio è quasi sempre lo stesso: si affida la transazione a una sorta di intermediario, che fa in sostanza da garante fra cliente e commerciante. Per l’utente si tratta semplicemente di accendere in modo gratuito un conto online e di associarlo a quello della propria banca, della carta di credito o della carta prepagata; al momento dell’acquisto, verrà reindirizzato sul sito dell’intermediario che una volta verificati i suoi dati provvederà ad avviare la transazione in modo immediato.
“Il vantaggio è evidente”, ci spiega Giulio Montemagno, Country Manager di Paypal, società di proprietà di eBay con 164 milioni di conti attivi nel mondo: “anziché digitare un numero di carta di credito, il cliente viene dirottato sul nostro conto online; a quel punto non deve far altro che inserire l’indirizzo di posta elettronica e la password, rivedere i dettagli e completare l’acquisto. Il tutto in un paio di clic e nella massima sicurezza”. Gli fa eco Lorenzo Pellegrino, Head of Sales & Account management di Moneybookers, società che in soli sei anni di vita si è già conquistata la fiducia di 4 milioni di clienti: “Con i sistemi di pagamento online è stato risolto il problema più grande per il mondo dell’online, quello dell’inserimento dei dati confidenziali. Il cliente può pagare in tutta tranquillità senza essere costretto a inserire ogni volta i dati della propria carta di credito sui siti dei commercianti. Questi ultimi - puntualizza il responsabile - ricevono solo il pagamento ma nessun tipo di informazione riguardante carta di credito o conto bancario dell’acquirente”.
E gli utenti sembrano gradire, senza curarsi troppo di percentuali o spese di commissione. Moneybookers apre circa 5.000 conti al giorno, Paypal tre ogni minuto.

Naturalmente, è bene precisarlo, i problemi di sicurezza non sono stati totalmente spazzati via. Il pericolo numero uno si chiama phishing, un nemico subdolo che anche gli utenti italiani hanno imparato a conoscere. “Tre anni fa”, spiega Montemagno, “Paypal ed eBay erano oggetto del 70% delle frodi sul furto di identità a livello mondiale; per questo motivo abbiamo cercato di affrontare il problema in modo molto proattivo, lavorando sia a livello di educazione con i consumatori, sia con gli Internet Service Provider, come Yahoo o Microsoft, per identificare le e-mail fraudolente ed evitare che queste arrivino alle caselle di posta dei clienti. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna stiamo inoltre lanciando una chiavetta di sicurezza che permette all’utente di avere un ulteriore elemento di sicurezza a suo favore“. Sottolinea Lorenzo Pellegrino: “Il phishing è un problema che ormai colpisce tutte le attività online e soprattutto quelle che sono connesse ai pagamenti. Per questo motivo, a tutela dei nostri consumatori, abbiamo creato un Risk Team che monitora il web 24 ore su 24 e interviene immediatamente quando si verifica un tentativo di furto di identità. Se il pagamento viene effettuato da una carta di credito rubata, inoltre, il commerciante riceve comunque i soldi da Moneybooker”.
Ci attendono dunque anni di fiorente e sereno commercio online? Può essere, rispondono i nostri interlocutori, ma molto dipenderà anche dalla capacità dei commercianti di recepire la domanda di servizi on line. “La lista delle 100 compagnie più importanti in Italia non coincide con quella delle prime 100 realtà sull’online”, rivela Montemagno che aggiunge: “Spesso i grossi nomi non ci sono, o ci sono in modo molto limitato magari puntando al classico sito vetrina. Chi fa commercio elettronico deve comprendere che non può fare un mero “copia e incolla” del proprio modello di business nel web”. Un concetto ripreso anche da Lorenzo Pellegrino che ammette: “All’estero, meglio che in Italia, chi vende online adotta strategie differenti e più complementari rispetto a quelle utilizzate nei corrispettivi canali fisici”. Come dire, diamoci da fare, prima che oltre alla fuga dei cervelli dal nostro Paese ci sia anche quella dei pagamenti.

Skype: black out per 220 milioni di utenti

[i](Credits: Corbis)[/i]
Black out per 220 milioni di persone in tutto il mondo. Stavolta non è andata via la luce ma qualcosa che molti considerano ancora peggio: Skype, il servizio di telefonia voice over IP (Voip) cioè via computer, è “giù”, che in gergo significa non funziona. Il che nel concreto vuol dire milioni di dollari andati in fumo. I danni sono enormi visto che sono in moltissimi in tutto il pianeta ad aver scelto Skype non solo per le telefonate private ma anche per il lavoro.

Il successo di Skype, attivo dal 2003, risiede nel fatto che il software può essere scaricato gratuitamente così come gratuite sono le telefonate tra gli utenti che ce l’hanno. Skype, di proprietà del gruppo statunitense di aste on line eBay, ha cercato in queste ore di ristabilire la calma nel popolo della rete con un “ci scusiamo per l’inconveniente” ben stampato sull’home page del sito internet. I suoi tecnici nel quartier generale in Lussemburgo intanto stanno lavorando senza sosta per cercare di ripristinare il servizio. Ma sulle ragioni del collasso informatico i vertici dell’azienda tacciono.

Prendono la parola al loro posto i blogger di tutto il mondo che rimbalzano le possibili spiegazione da un punto all’altro della rete e che non rinunciano anche a teorie di misteriosi complotti. Per Valery Marchuk di Securitylab.ru la spiegazione risiederebbe nel fatto che un codice impazzito è stato introdotto nel forum di Skype. Ma chi e perché abbia agito in questo modo resta ancora un mistero. Il servizio dovrebbe essere ripristinato nelle prossime ore ma previsioni non sono possibili perché è la prima volta che si verifica un fatto di questa portata.

Il futuro di Facebook

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