
Ritrovare il piacere della lettura (Foto: Flickr)
di Cristina Manetti
In un mondo di baby-cybernauti, bambini conquistati dal computer e piccoli maghi dei videogiochi, la lettura sembra aver perso il suo appeal. Si legge poco, giusto quello che serve per la scuola. Il risultato è “un impoverimento del linguaggio e, va da sé, anche del pensiero”, come spiega la psicologa cognitiva Alessandra Finzi. Un vero disastro, soprattutto per quei bambini che soffrono di dislessia (il 5% della popolazione scolastica, secondo l’Associazione italiana editori) e per quel 50% di ragazzi in età scolare che ha comunque difficoltà con la lettura e non legge altro che libri di testo. Continua

Agli italiani piace navigare su Facebook e sugli altri siti sociali. Lo dice una ricerca presentata da Nielsen in occasione della Social Media Week secondo la quale ben l’84% dei nostri connazionali frequenta blog e social network spendendo in media circa un terzo del proprio tempo online. Continua

Topolino su iPad
Walt Disney Company Italia è arrivata alla svolta digitale.
Stamattina, presso lo WOW Spazio Fumetto di Milano, si è svolta la conferenza stampa per il lancio di una serie di novità per Topolino, la rivista leader nel settore dei fumetti per ragazzi.
Quel che attira di più l’attenzione è senz’altro l’app per iPad: i numeri della rivista saranno da domani disponibili in formato digitale tramite il software scaricabile da App Store.
La testata manterrà le stesse caratteristiche del formato cartaceo, che ha tra l’altro un formato molto simile a quello dello schermo della tavoletta, ma con qualche vantaggio aggiuntivo: sarà possibile interagire direttamente con i contenuti del sito tramite alcune etichette gialle e nere disseminate tra le pagine.
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Nei giorni in cui si fa un gran parlare dell’esperimento di Rupert Murdoch con il suo Daily, vale senz’altro la pena spendere qualche parola sull’operazione che ha portato all’acquisizione dell’Huffington Post da parte di AOL. Continua

(Credits: News Corporation)
Comunque la si pensi, bisogna ammettere che Rupert Murdoch ce la sta mettendo tutta per risollevare le sorti del suo impero editoriale (la News Corporation). L’ultimo tentativo in ordine di tempo si chiama The Daily, un quotidiano (il primo) nato per essere distribuito (e letto) solo sull‘iPad. Continua

(Credits: Apple, Playboy)
La notizia arriva dallo stesso Hugh Hefner, patron della rivista, che a dispetto dei suoi quasi ottantacinque anni dimostra di aver una buona confidenza con i nuovi media (oltre che con le belle donne), vista la scelta di utilizzare Twitter come megafono: dal prossimo marzo Playboy sbarcherà su iPad.
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Apple sta dunque stringendo i tempi per vendere direttamente gli abbonamenti dei giornali e delle riviste sull’Ipad. (Lo ha ribadito anche il Wall Street Journal domenica scorsa).
Il lancio dell’offerta potrebbe esserci entro un paio di mesi, anche se da più parti si dice che Apple aspetterà l’inizio del 2011, quando dovrebbe arrivare anche una nuova versione dell’iPad. Continua

(Credits: mfophotos@flickr)
Capisco l’irritazione di tutti quegli utenti che inorridiscono all’idea che gli stessi contenuti che oggi sfogliano gratuitamente online possano diventare un giorno a pagamento, ma in fondo questo è ciò che avrebbe dovuto essere l’editoria digitale fin da principio. Prima cioè che gli editori cedessero alle tentazioni della link economy regalando tutto o quasi ai propri lettori.
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La differenza fondamentale che si nota osservando le applicazioni dei media stranieri su iPad e quelli italiani è la forma: Time offre un vero e proprio store delle uscite; il Guardian si concentra sulle foto-notizie in accordo con Canon; il New York Times seleziona i contenuti e offre una impaginazione mirata; BBC News include la live radio e un accesso molto semplice alle ultime notizie; Wired - com’era prevedibile - offre la fantascienza sfruttando tutte le potenzialità del mezzo.
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La scorsa estate la Federazione Italiana Editori di Giornali (Fieg) ha chiesto all’Antitrust di valutare la posizione di Google su due punti chiave dei rapporti fra motore di ricerca e testate online: la possibilità per queste ultime di cancellare le proprie notizie da Google News (senza per questo escluderle dal search tradizionale) e la regolamentazione delle tariffe del servizio AdSense.
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