
Un'immagine del gioco
Il 25 marzo è stato una data chiave per gli amanti degli sparatutto in prima persona: è uscito nei negozi Crysis 2, il gioco che promette di alzare l’asticella dell’eccellenza nel comparto tecnico. Per PC, ma anche per PlayStation 3 e Xbox 360, ed è la prima volta che il fenomenale team di sviluppo, Crytek, si cimenta con le console. Continua
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Le icone di un iPhone
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Steve Jobs non ha mai fatto mistero di credere fortemente nelle potenzialità dei suoi device portatili in quanto strumenti per vidoegiocare. Da due anni è possibile acquistare una vasta gamma di titoli da giocare sull’iPod attraverso l’iTunes Store, il negozio virtuale online della Apple per i contenuti multimediali. Mini game come come Tetris, Yahtzee, Battaglia Navale, Mini Golf o Bejeweled sono infatti abbastanza semplici per funzionare con le limitate capacità di calcolo del processore iPod.
Adesso che sta arrivando il nuovo iPhone, più potente e interattivo, le potenzialità sono ancora più chiare e molte delle principali aziende produttrici di videogiochi hanno già – più o meno espressamente – annunciato i propri piani per il telefonino. Come per il lancio di una console, infatti, si parla già di quali videogiochi saranno disponibili da subito a un prezzo che per l’America non supererà, nella maggior parte dei casi, i 9,99 dollari (poco più di sei euro).
Tra i titoli più interessanti ci sarà sicuramente il nuovissimo Spore di Electronic Arts, un “simulatore universale” (che uscirà anche su PC, MAC, cellulari e Nintendo DS a settembre) creato da Will Wright, noto soprattutto per aver inventato videogiochi celebri come le serie The Sims e Sim City. In Spore bisognerà assumere il controllo di una creatura immaginaria monocellulare e seguirla in tutte le fasi della sua evoluzione, fino alla civilizzazione, alla conquista del globo e poi nei viaggi spaziali attraverso le galassie. Ovviamente il titolo sarà più o meno semplificato a seconda dell’hardware a disposizione ma la qualità è assicurata.
Una schermata di Spore
Anche il publisher giapponese Sega ha annunciato un titolo per iPhone: si tratta di Super Monkey Ball, storico videogame in cui bisogna controllare una pallina (con dentro una scimmietta) alterando l’inclinazione di un piano virtuale per farla rotolare verso la meta, senza cadere. La particolarità della versione iPhone sarà di sfruttare la sensibilità del nuovo telefonino ai movimenti: piegarlo da una parte o dall’altra, infatti, farà spostare la pallina virtuale nel gioco.
Monkey ball
Altri titoli meno eclatanti che sono già stati annunciati sono Cro Mag Rally, un gioco di corse “preistorico” su ruote che sono appena state inventate, ed Enigmo, un puzzle game sviluppato dalla società Pangea. Il publisher Digital Legends Entertainment, infine, ha annunciato Kroll, un’avventura che presenterà una grafica tridimensionale. Anche Ubisoft, che però non lo ha ancora ufficialmente confermato, produrrà videogiochi per iPhone attraverso la controllata Gameloft, il secondo più grande publisher al mondo di giochi per cellulari, sfruttando la sua linea di titoli “Casual” Games for Everyone. Tra questi spiccano le serie Petz (dedicata ai cuccioli) e Giulia Passione (una serie di simulatori di varie attività, dalla cucina al pattinaggio, che ha come target principale le giovani giocatrici).
Non è detto però che i giochi su iPhone saranno un successo. Nel 2004 Nokia ha annunciato il primo telefono/console portatile N-Gage che però non ha mai riscosso successo tra i videogiocatori. Certamente i tempi sono cambiati e la tecnologia a disposizione dell’iPhone oggi potrebbe fare la differenza, permettendogli di diventare un vero rivale per Nintendo e Sony che, con le loro console NDS e PSP hanno già venduto complessivamente quasi 100 milioni di unità nel Mondo (70% DS, 30% PSP).
Una dimostrazione del funzionamento di Spore sull’iPhone (in inglese)
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L’avatar di Vin Diesel in The wheelman
Da qualche tempo è sempre più in voga tra i grandi nomi di Hollywood, dedicarsi alla produzione di videogame. Ma non si tratta solo di giochi d’azione, ricchi di effetti speciali da film, ma anche di prodotti semplici e divertenti, destinati all’intera famiglia. Il caso più eclatante è quello di Steven Spielberg, autore di alcuni dei colossal cinematografici più importanti della recente storia cinematografica. Grazie a un accordo con Electronic Arts, il più grande editore di videogiochi al mondo, Spielberg si è impegnato a realizzare tre videogiochi per la console Wii che, come lui stesso ha spiegato, sono “da giocare in famiglia, tra genitori e figli”. Il primo ad arrivare sul mercato è stato Boom Blox, uscito lo scorso 16 maggio. Si tratta di una specie di bowling super tecnologico, che sfrutta a pieno le potenzialità della console di Nintendo: mimando il movimento con il controller per lanciare una pallina virtuale, infatti, bisogna abbattere delle costruzioni composte da blocchi, ognuno dei quali ha diverse proprietà: alcuni esplodono, altri scompaiono e altri permettono di raccogliere punti. L’obiettivo è riuscire a radere al suolo le composizioni di blocchi con meno lanci possibile.
Una schermata di Boom Blox
Spielberg non è solo nella sua passione per i videogame. La scorsa estate il regista di film d’azione John Woo ha lanciato Stranglehold, un autentico thriller da giocare, con tanto di spettacolari sparatorie al rallentatore in stile Matrix. Seguendo il suo esempio, un’altra star hollywoodiana, Vin Diesel, grande appassionato di videogiochi, dopo aver “recitato” nel gioco The Chronicles of Riddick, ha fondato una software house (Tigon Studios) che, questo autunno, in collaborazione con major del calibro di Paramount ed MTV, esordirà sul mercato con il suo primo titolo: The Wheelman.
Anche George Lucas, che, con la sua LucasArts, è stato uno dei primissimi produttori cinematografici a puntare sui videogame fin dai primi anni ’90 (con alcune storiche avventure grafiche quali Zak McCracken e Monkey Island), lancerà a breve Star Wars: Il Potere della Forza. Questo videogioco sarà l’unico prodotto di intrattenimento autorizzato da Lucas a narrare le vicende tra la fine di Star Wars: Episodio 3 e l’inizio della trilogia classica (Episodi 4-5-6) e pemetterà ai tanti fan di coronare un sogno, impersonando anche il malvagio Darth Vader.
Scena d’azione in Stangehold
Non sorprende quindi che alcune delle più importanti major del cinema, come Warner Bros o la la Walt Disney Company, abbiano, negli ultimi anni, più che decuplicato i propri investimenti in campo videoludico, fondando divisioni specifiche - Warner Bros Interactive Entertainment e Disney Interactive Studios - dedicate esclusivamente alla realizzazione di videogame di ogni genere, considerandoli come un terreno di conquista nel campo dell’intrattenimento.
A definitiva dimostrazione che i videogame sono la nuova frontiera per Hollywood c’è l’ultimo progetto del regista premio Oscar (per Titanic) James Cameron. Il suo prossimo film animato, intitolato Avatar, uscirà nel 2009 insieme all’omonimo videogioco: entrambi saranno realizzati usando una nuova tecnologia visiva che sfrutta la 3D Fusion Camera, una cinepresa digitale 3D, ideata dallo stesso Cameron, che permette di realizzare esperienze visive realmente tridimensionali.
Una schermata del videogioco che “allena” i genitori
Dopo i “simulatori di cuccioli” nati con la serie Nintendogs per la console portatile Nintendo DS, la nuova moda dei videogame per i più giovani - e soprattutto per le più giovani - è quella di accudire e allevare i bebè (o in altre parole i cuccioli di umani). E’ l’unica logica evoluzione di un trend che ha visto arrivare sul mercato simulatori di cani, gatti, cavalli, maialini, delfini, e persino un buffo un “simulatore di Homer Simpson”, come contenuto extra della versione DS del gioco The Simpsons di Electronic Arts. Molti di questi videogiochi, che a prima vista possono sembrare banali, sono invece stati in grado di raggiungere un impensabile successo di vendita.
Il videogioco Giulia passione babysitterL’idea é stata lanciata questa volta dall’editore francese Ubisoft, con la serie “Giulia Passione”. In uno dei giochi della serie, la protagonista, Giulia (che ha giá fatto la veterinaria, la stilista e la cuoca) diventa una baby sitter e si trova ad accudire molti dei bebè del vicinato.
Utilizzando la particolare interfaccia di Nintendo DS (che dispone di due schermi di cui uno sensibile al tocco) Giulia dovrà dar da mangiare ai piccoli, vestirli, lavarli, cullarli o farli giocare, tutto in divertenti mini giochi che, seppur non insegneranno mai veramente a prendersi cura di un bambino, allenano la coordinazione occhio-mano e comunque possono dare un’idea (soprattutto agli adulti che si cimentino per la prima volta con il videogame) della difficoltà di star dietro a tutte le esigenze di un bebè.
Come per ogni videogioco di successo, Giulia Passione Babysitter sarà solo il primo di una lunga serie: da babysitter, infatti, i giocatori si trasformeranno presto in genitori veri e propri con due nuovi videogame distribuiti dalla società italiana Leader e pubblicati ancora una volta da un editore francese, Nobilis. Si tratta di My Baby Boy e My Baby Girl (in arrivo a fine giugno) in cui si sceglierà tra un figlio o una figlia virtuale ma non basterà limitarsi ad accudirli: partendo addirittura dalla prima ecografia, bisognerà arrivare a crescerli con successo fino a quando impareranno a camminare e oltre.
L’incredibile successo commerciale che questo tipo di videogiochi sta ottenendo è legato principalmente al fatto che si rivolgono a un target quasi esclusivamente composto da giocatrici. Mentre i videogame sono stati fino a oggi considerati appannaggio dei maschi, la realtà è che semplicemente mancavano i prodotti per coinvolgere anche le ragazzine, a cui non interessano l’azione sfrenata, i combattimenti mortali o le (costosissime da produrre) grafiche mozzafiato. Nintendo e gli editori francesi, con Ubisoft in prima linea, si stanno dimostrando all’avanguardia nel rivolgersi a questa nuova audience e i loro risultati finanziari lo stanno dimostrando, con entrambe le aziende in grado di riportare fatturati e profitti da record negli ultimi due anni.
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