
Dice di essere il numero “uno”, ma nella recente classifica dei più potenti supercomputer del mondo è arrivato in quarta posizione: Eka, questo il nome del megacervello elettronico in questione, significa “uno” in sanscrito, l’antica lingua dell’India. In realtà un record lo ha battuto: è il primo supercomputer indiano a entrare nella “top ten” globale. E anche il primo tra i 42 asiatici in lista. Gli scienziati lo usano per simulare la dinamica dei fluidi e i crash test dei veicoli, per progettare nuove molecole, per le nanotecnologie. Costato 30 milioni di dollari, fa parte dei Laboratori di ricerca computazionale (Crt) della multinazionale indiana Tata, che ha stretto di recente accordi commerciali con la Fiat. Il centro di ricerca è a Pune, definita “Oxford dell’India” per l’elevata concentrazione di istituzioni accademiche. Un’area dove sono presenti impianti di giganti dell’informatica, dell’agroalimentare, dei trasporti.
Nella “top ten” la medaglia d’oro spetta al Blue Gene/L dell’Ibm installato nel laboratorio Lawrence Livermore negli Stati Uniti, che gestisce la sicurezza delle testate nucleari nazionali. L’Italia è in quarantottesima posizione con il supercomputer del Cineca, il Consorzio interuniversitario per il calcolo automatico.

Come viaggeremo su strada nei prossimi anni? Laboratori di ricerca, aziende e governi stanno esplorando le alternative per le nuove tecnologie di alimentazione dei veicoli: fotovoltaico, bioetanolo, biodiesel. E idrogeno: domenica in via Sentierone nel centro di Bergamo, saranno esposti, con possibilità di provarli, alcuni veicoli dotati di celle a idrogeno, sistemi che generano elettricità e che emettono nell’atmosfera soltanto acqua. Come la bicicletta Albatros: con i suoi 250 watt di potenza ha un’autonomia di 60 chilometri. O gli scooter Atlantic che raggiungono una velocità massima di 85 chilometri.
Quella della Fiat Panda alimentata con celle a idrogeno è un’iniziativa integrata: “Fa parte del progetto ‘Zero regio‘ della Comunità europea: ora sono in fase di sperimentazione tre Panda a Mantova e alcune Mercedes a Fraconforte” osserva Giovanni Durante, uno degli organizzatori dell’evento promosso dall’università di Bergamo. Il veicolo Fiat ha un’autonomia di 200 chilometri e un serbatoio con un volume di cento litri, ma dal peso di appena 2,4 chilogrammi. Per il rifornimento l’Eni ha costruito una stazione di servizio sperimentale nei pressi di Mantova: il serbatoio della vettura può essere riempito in cinque minuti. Dal febbraio 2008 l’idrogeno sarà prodotto da metano grazie ad un reattore costruito nei pressi dell’area di rifornimento.
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