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1° Avatar
Qualche settimana fa Torrent Freak ha pubblicato la top 10 dei film più piratati di sempre, ordinati in base al numero di scaricamenti illeciti dai servizi di BitTorrent. Al primo posto di questa non invidiabile classifica c’è Avatar, il film di James Cameron che dopo aver sbancato al box office ha battuto tutti i record anche per ciò che riguarda i download illegali: Continua

di Marco Morello
Erano parecchio forti e alti anche 3 metri i Na’vi, gli umanoidi blu protagonisti del film dei record Avatar, ma non lo sono stati abbastanza da resistere all’invasione dei soldati virtuali del videogioco Call of Duty. Modern Warfare 3, ultimo capitolo dello sparatutto di guerra uscito qualche settimana fa, ha infatti messo al tappeto le creature del regista James Cameron: Continua

Own Air
Own Air è un servizio italiano dedicato all’affitto di film in formato digitale.
La piattaforma non si basa sullo streaming, ma sul download temporaneo: in questo modo il file può essere utilizzato anche in assenza di una connessione.
La peculiarità del servizio risiede nel modello di distribuzione. A differenza di ciò che succede con altre piattaforme simili, su Own Air vengono distribuite alcune pellicole in contemporanea con le sale cinematografiche.
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Una scena del film Portal: No Escape
Chi segue i videogame con un minimo di interesse, conosce senza dubbio Portal. Il primo gioco del 2007 era un piccolo concentrato di genialità e divenne un cult immediato; il sequel, uscito qualche mese fa, rientra di diritto tra le migliori produzioni del 2011. Ha ispirato ogni genere di contenuto, omaggio e parodia, compreso un bel film pubblicato in Rete qualche giorno fa e accolto con un tam tam entusiastico che ha portato a oltre 3 milioni di visualizzazioni su Youtube.
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The Dark Knight su Facebook
La Warner Bros ha stretto un accordo con Facebook per dare il via all’offerta di noleggio di film via social network.
Il primo titolo disponibile è “Il Cavaliere Oscuro” di Christopher Nolan, ma al momento il servizio è accessibile solo dagli Stati Uniti.
Il noleggio costa 3 dollari o 30 Facebook Credits - la moneta di Facebook - e si hanno 48 ore di tempo per terminarne la visione.
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Credits: Lovefilm
Film in streaming: dalle nostre parti se ne parla poco ma negli Stati Uniti è una realtà bella è buona, con cifre da capogiro che fanno tremare nientemeno che i colossi delle pay tv. Continua

Un'immagine del gioco
Se ne era parlato già nel corso 2010, ma le ultime news confermano che si farà davvero: Heavy Rain, uno dei videogiochi chiave dell’anno passato e non solo, diventerà un film.
Il problema è che quando Hollywood mette le mani sui videogame di solito sono dolori: la lista di tragedie commesse con queste operazioni è lunghissima, dal capostipite del genere, Super Mario Bros. con uno sconfortato Bob Hoskins, ai vari Street Fighter, Mortal Kombat, BloodRayne, Resident Evil, Dead or Alive, Doom… Continua

Una scena del film (Credit: Spanner Films)
The Age of Stupid. Così, guardandoci indietro tra 40 anni, probabilmente a bordo di una zattera, in uno scenario da Apocalisse, ripenseremo a quell’epoca in cui ci era ancora possibile fare qualcosa per evitare il disastro. E abbiamo scelto consapevolmente di non farlo.
Questa almeno è la tesi del film che esce martedì 22 settembre in prima visione globale, in 45 Paesi, e anche in alcune sale italiane, (tra le altre a Milano, Roma e Genova). The Age of Stupid è un film in bilico tra documentario e distopia fantascientifica. La trama è molto semplice. Nel 2055 un anziano signore, interpretato dall’attore Pete Postlethwaite, già visto in I soliti sospetti, si ritrova a vivere in un mondo devastato dai cambiamenti climatici e riguardando foto e filmati del 2008 si domanda: perché non abbiamo fermato tutto questo quando eravamo ancora in tempo?
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Il poster del film Fuel
Si chiude l’estate più calda a livello globale dal 1880, anno in cui abbiamo cominciato a rilevare la temperatura degli oceani: la loro temperatura media stata superiore di circa 0,6 gradi alla media degli passati 130 anni e supera il record precedente, che risaliva al 1998. Oceani a parte la temperatura media globale registrata nei mesi estivi del 2009 è stata la terza più calda sempre dal 1880.
E’ stata sicuramente calda per l’ambiente, il clima e la salvezza del pianeta anche la stagione cinematografica estiva in America, quella in cui si lanciano i blockbuster che poi arriveranno nelle nostre sale in autunno. Non si contano, infatti, i documentari dedicati al tema ambientale, trattato dalle più svariate angolazioni, che sono usciti o stanno per uscire proprio nel paese che è considerato uno dei maggiori responsabili del riscaldamento globale.
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tre i due terzi dei video visti negli Stati Uniti passano per YouTube e ogni mese si collegano al sito circa 90 milioni di persone (i dati sono di Nielsen e ComScore).

Ma come altre iniziative di gran successo del web 2.0, da MySpace a Facebook, anche YouTube soffre dello stesso problema: come monetizzare la grande popolarità in termini di visitatori rendendo tali numeri finalmente profittevoli?
Il New York Times riporta a proposito un’analisi di Credit Suisse da cui si evince che YouTube nel corso del 2009 sarà in perdita di circa 470 milioni di dollari a causa degli elevati costi di banda e archiviazione sostenuti per fare lo streaming di qualcosa come 5 miliardi di clip al mese. Per giunta YouTube deve vedersela con Hulu, la joint ventures tra NBC Universale e News Corporations, che distribuisce gratuitamente sul web molte serie televisive di successo oltre che film, basandosi sul modello dell’adversiting.
YouTube invece, che in origine era nato come distributore di user generated content e video prodotti dagli utenti, non ha mai ospitato la pubblicità all’interno dei propri video, almeno fino a ieri.
L’accordo concluso con Sony Pictures, MGM, Lions Gate e altre major cinematografiche, oltre a mettere a disposizione migliaia di episodi di serie televisive, film e documentari (tra i partner ci sono anche il National Geographic e Documentary Channel), prevede la possibilità di includere ads pubblicitari prima, durante e dopo lo streaming.
Google, che detiene la proprietà del sito, ha infatti presentato i Google TV Ads Online che consentono agli investitori pubblicitari di collocare i loro annunci nei break di un programma televisivo erogato via streaming, allo stesso modo di come avviene nella Tv commerciale tradizionale. Per il momento film e serie TV sono accessibili solo al pubblico americano (a partire dal pulsante Shows”), mentre nelle prossime settimane sarà possibile in tutto il mondo iscriversi al servizio Subscriptions per avere a disposizione le ultime novità.
Anche per YouTube inizia una nuova era.
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