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Firefox
A breve Mozilla renderà disponibile al pubblico la prima release di Fennec, il browser destinato ai dispositivi mobile e in particolare agli smartphone di nuova generazione.Le prime immagini confermano che il browser sarà compatibile con Windows Mobile, uno dei sistemi operativi più diffusi tra questo tipo di terminali. Fennec nasce come progetto parallelo a Firefox 3 e ne riprende molte delle caratteristiche tra cui, fortunatamente, un ottimo supporto agli standard web come dimostra il test Acid 3 in cui ha raggiunto 88 punti su un massimo di 100 (Firefox 2 per esempio arriva a 52punti e Firefox 3 a 71).
Fennec sarà disponibile come Aplha entro qualche settimana, mentre una versione definitiva è prevista per la prima metà del 2009.
Un fumetto anticipa le funzioni del browser Chrome di Google
Finora Google è stato la bussola più usata per orientarsi attraverso gli spazi di internet, tra siti, blog, immagini, notizie, video. Ma ora fa un passo in avanti. Il browser Chrome, atteso per oggi, permetterà al motore di ricerca più famoso del mondo di diventare anche la “nave” che trasporta gli utenti sulle rotte del web. E, contemporaneamente, sfida il monopolio della Microsoft: il suo Internet Explorer è scelto da più di sette persone su dieci per raggiungere ogni luogo della rete, anche perché è precaricato nella maggior parte dei pc con sistema operativo Microsoft.
Un video illustra in anteprima alcune funzioni di Chrome
Perché cambiare browser ora? Google ha comunicato alcune anticipazioni su Chrome con un fumetto: se una singola pagina (cioè una “tabella”) si blocca, non bisogna riavviare all’improvviso l’intero software. La pagina iniziale, poi, è una panoramica sugli spazi web più frequentati dall’utente e riunisce in piccole icone i nove indirizzi più visitati, uniti con suggerimenti e funzioni per la ricerca. Chrome, poi, promette di migliorare alcune funzioni già adottate da altri rivali, come Mozilla Firefox: lo spazio bianco dove si scrive l’indirizzo è un potente motore di ricerca (chiamato “omnibox”) in grado di suggerire i collegamenti più indicati, anche se si digita soltanto il nome di un argomento. Per la privacy e per la sicurezza le opzioni sono avanzate: il browser di Google permette di navigare in modo protetto, ma bisogna attendere il rilascio del software per capire quali siano i confini per la tutela della riservatezza delle informazioni personali. Inoltre, una lista aggiornata blocca i siti che possono contenere minacce, dal phishing a programmi malevoli. Chrome è open source: lo scafo dell’ “imbarcazione” messa a disposizione da big G sarà arricchito, dunque, con nuove funzioni dalla comunità di sviluppatori informatici. Che, quindi, potrebbe contribuire in modo decisivo al suo successo.
La mappa del download di Firefox 3
Anche quelli di Microsoft si sono complimentati. Firefox, il rivale numero uno di Internet Explorer ha vinto l’ennesima sfida: battere il record del numero di download in un giorno. Stando alle cifre snocciolate da Mozilla (manca ancora l’ufficialità della commissione del Guinness), ben otto milioni di utenti (per la precisione, 8.349.079) avrebbero effettuato il download della versione 3.0 del noto programma per la visualizzazione delle pagine Internet nella giornata del lancio. L’impresa è tanto più significativa se si pensa che circa un milione e mezzo di scaricamenti si sarebbero persi per strada a causa di un pesante sovraccarico sui server europei.
Sono stati gli Stati Uniti (con oltre tre milioni di download) a guidare la classifica dei paesi che hanno fornito il maggior apporto al record, seguiti dalla Germania (831 mila) e dalla Gran Bretagna (359 mila). Positivo anche il contributo dell’Italia che ha fatto registrare poco meno di 300.000 copie scaricate (289 mila per l’esattezza). Con questo exploit, Firefox passa dal 3,62 a oltre il 4% di market share. Explorer è ancora lontano, ma con queste crescite da record tutto è possibile.
Una schermata di Firefox 3 in versione Beta
“Gli standard aperti sono una scelta di business intelligente”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla concorrenza Neelie Kroes alla conferenza organizzata da Open Forum Europe tenutasi a Bruxelles martedì 10 giugno. Kroes non è mai stata tenera nei confronti di Microsoft e anche se in questa occasione non l’ha nominata esplicitamente, il suo invito a evitare gli standard proprietari è suonato come un’ulteriore reprimenda per i comportamenti anticoncorrenziali dell’azienda di Gates (da lei multata già due volte). Kroes ha sottolineato i rischi correlati all’uso di un solo fornitore di software per i governi e per le imprese, lodando esempi positivi di uso di standard aperti: il comune di Monaco di Baviera, il ministero degli Esteri tedesco e la Gendarmerie francese.
Musica per le orecchie di tutti gli amanti dell’Open source, che in questi giorni sono impegnati nel conto alla rovescia in attesa dell’uscita di Firefox 3, ultima versione del browser gratuito di Mozilla annunciata per il 17 giugno. Tra le promesse della versione 3, ci sono molte nuove funzioni, tra cui la possibilità di aggiungere i siti ai preferiti in un solo clic, una barra degli indirizzi intelligente, che completa gli indirizzi digitati basandosi sulle scelte fatte in precedenza, maggiore protezione dal phishing e dai malware, controllo ortografico integrato. E poi ovviamente la caratteristica saliente del programma: la possibilità di personalizzarlo in ogni dettaglio con oltre 5.000 add-on.
Non vedete l’ora di scaricarlo? Perché non farlo tutti insieme lo stesso giorno, permettendo così a Firefox di entrare nel Guinnes dei primati come il software più scaricato in 24 ore?Andando sul sito Spreadfirefox potete impegnarvi a scaricare il programma nel Download Day, che coinciderà con il giorno del lancio, il 17 giugno. Lo hanno già fatto oltre 1 milione di utenti, che verranno avvertiti via e-mail dell’approssimarsi della data e così potranno contribuire alla realizzazione del record. Firefox conta oltre 175 milioni di utenti, è disponibile in 45 lingue e viene usato in 230 Paesi.

Ci sono almeno tre buoni motivi per cui vale la pena parlare di Songbird, il player musicale che molti considerano il primo vero antagonista di iTunes. Primo: l’iniziativa parte da Mozilla, la comunità Open Source che ha portato alla luce Firefox, con Explorer il browser web più utilizzato al mondo. Secondo: nessuno, finora, è ancora riuscito a creare una valida alternativa ad iTunes. E che Songbird punti a rosicchiare quote al media-player della Apple lo si capisce già a una prima e rapidissima occhiata della schermata di avvio del programma. Che – azzarda Ars Technica - se non fosse per il colore nero dell’interfaccia si farebbe quasi fatica a distinguere da quella di iTunes. Naturalmente, come il più quotato concorrente, anche Songbird permette di importare brani musicali nei principali formati compressi (mp3, quindi, ma non solo), di acquisire podcast, creare e gestire playlist. Le analogie però finiscono qui. Perché di fatto sotto il vestito si nasconde un’anima profondamente diversa, e forse un modo differente di intendere la fruizione dei contenuti musicali. A differenza del servizio offerto da Apple, Songbird non utilizza infatti un modello proprietario per la vendita dei contenuti, ma può interfacciarsi con più negozi di musica online, dallo stesso iTunes Music Store ad Amazon, da CDbaby ad eMusic. Volendo, poi, Songbird può utilizzare una qualsiasi pagina web come una playlist; il che rappresenta una vera e propria manna per tutti quei gruppi “minori” o quelle etichette indipendenti che intendono aprire il proprio personalissimo negozio di musica a un pubblico più ampio.
In ultimo, a favore di Songbird gioca la natura aperta del programma che, proprio come Firefox, può essere arricchito come un mosaico attraverso le “estensioni” create ad hoc da tutta la comunità di sviluppatori. Il risultato è che gli utenti possono di fatto comporre il proprio lettore con le funzionalità che preferiscono, ad esempio aggiungendo le copertine degli album o le note di Wikipedia sugli artisti inseriti in playlist. Basterà per battere Apple? C’è chi sostiene che Songbird non abbia la potenza di fuoco per arrivare a infastidire Steve Jobs e soci. Ma si diceva lo stesso di Firefox ai tempi in cui Explorer non aveva rivali; poi sappiamo bene come è andata a finire.

La pubblicità comparativa può avere un effetto boomerang su chi la usa. Non parliamo poi di quella che mette in cattiva luce perfino il marchio che voleva lanciare… È successo a Mozilla, la società che ha appena annunciato un cambio al vertice e che sviluppa il browser Firefox, e alla sua campagna di pubblicità virale Fight Against Boredom (Combatti la noia). Nell’omonimo sito, immediatamente “oscurato” dopo che TechCrunch ne aveva diffuso il contenuto, oltre a un finto talk show, un video musicale in stile “We are the world” e la possibilità di scaricare il motore di ricerca, venivano anche citate delle statistiche che mettevano in relazione Mozilla con il concorrente Explorer.
E è proprio sul tenore delle statistiche citate che si è scatenato un putiferio, che ha costretto Paul Kim, direttore marketing di Mozilla, a oscurare il sito fornendo una spiegazione e delle sentite scuse sul proprio blog.
Quali sono le frasi al centro della polemica? Eccone alcune, riportate da TechCrunch. “Rispetto agli utilizzatori di Internet Explorer, chi usa Firefox ha il 33% di probabilità in meno di vivere con persone con il colesterolo alto, il 24% di probabilità in meno di vivere con persone con disturbi cardiaci, il 38% di probabilità in meno di vivere con persone affette da cancro al seno”. La lista non si limita a queste bizzarre statistiche “mediche”, ma comprende anche considerazioni culturali (fruizione di documentari, lettura di notizie politiche, viaggi e così via).
I dati, spiega Paul Kim, sono ripresi da una recente ricerca Nielsen, ma non dovevano essere resi pubblici se non in seguito a una accurata revisione e selezione: in pratica il sito è risultato aperto e a libero accesso solo per errore, il suo contenuto andava ancora e “non rispecchia la visione di Mozilla”. Nonostante le scuse, l’errore certo non è passato inosservato, e la campagna che voleva giocare sull’ironia, è scivolata prima di cominciare, nel cattivo gusto.
Il video musicale Fight against boredom

Lo stress da notizie esiste e, nell’era della connessione permanente, grazie all’uso di portentosi aggregatori di news con i quali è possibile ricevere continui aggiornamenti da molteplici siti in un’unica schermata, il rischio di fare indigestione aumenta esponenzialmente. Siete anche voi sopraffatti dalla troppa informazione? Per il nostro bene speriamo di no. Comunque il problema è sentito. In America, manco a dirlo, c’è già chi ha trovato il modo di tamponare il problema o di sdrammatizzarlo con soluzioni decisamente originali.
Si chiama News @ 7, ha debuttato il 31 ottobre ed è un telegiornale virtuale messo a punto dall’Intelligent Information Lab della Northwestern University che viene costruito per il singolo ascoltatore in base agli argomenti di suo interesse. Alla “conduzione” due presentatori virtuali leggono le notizie del giorno mentre alle loro spalle scorrono fotografie o video correlati. Il tg è interattivo e lo spettatore può mettere in pausa o passare da una notizia all’altra in qualunque momento. Inoltre il notiziario fornisce per ogni argomento i link di approfondimento. Il beneficio dovrebbe consistere nel filtrare il mare di notizie e non perdersi quelle che per ciascuno davvero contano. In futuro forse si potrà interagire di più col notiziario e magari scegliere anche voce e aspetto dei conduttori.
In genere alla mattina si leggono i giornali sorseggiando una buona tazza di caffè. Questa è stata la riflessione che ha portato Ben Brown, fresco di laurea in Interactive Communications alla New York University, a mettere a punto Newsbrews. E’ una macchina da caffè che produce la bevanda selezionando i grani provenienti dai Paesi che fanno notizia quel giorno. Si ottiene così, a patto di aver debitamente caricato il macchinario con la più vasta selezione di caffè possibile, e di averlo collegato nel modo giusto a un computer dal quale arrivano le notizie dalla fonti da noi scelte, una miscela di caffè di diversa provenienza la cui quantità è proporzionale al numero di volte in cui quell’area geografica è citata nelle news. Un po’ contorto e poco pratico? Sì, ma decisamente più gustoso di un feed rss.
In controtendenza, per coloro che non solo non si sentono sopraffatti dalle news, ma anzi non vedono l’ora di poter interagire maggiormente con i siti internet che visitano e commentare ogni notizia che leggono c’è ShiftSpace. Si tratta di un sistema per ergersi sopra qualunque pagina web e fare commenti, aggiunte o collegamenti condivisi. E’ sufficiente scaricare un’estensione di Firefox, Greasemonkey. Poi basta premere il tasto maiuscolo (shift) e la barra spaziatrice (space) per veder comparire a piè di pagina una finestra per inserire commenti e collegamenti o leggere quelli fatti da altri.