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Le migliori applicazioni per iPad: Fotopedia National Parks

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Fotopedia National Parks è un’app per iPad (e iPhone) che presenta una splendida raccolta di oltre tremila fotografie dei Parchi Nazionali degli Stati Uniti d’America del fotografo QT Luong.

L’app fa parte della serie pubblicata da Fotopedia ed è caratterizzata, oltre che dall’attenta scelta delle raccolte proposte, anche da un ottimo contenitore che valorizza le foto sullo schermo dell’iPad, fornisce informazioni relative ad ogni immagine, pone l’attenzione sul luogo in cui sono state scattate le foto e permette di crearsi l’itinerario di un ipotetico viaggio.
I testi sono in inglese e il software ha bisogno di una connessione ad internet per funzionare.

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Le cinque foto più straordinarie (secondo Flickr)

aixcracker@flickr

aixcracker@flickr

D’accordo, il numero di visite non sempre è sinonimo di garanzia, ci vorrebbe quella che a Sanremo viene definita giuria di qualità. Ma trattandosi di Flickr, uno dei network sociali più frequentati dai professionisti della fotografia, si tratta comunque di un riscontro di tutto rispetto. Continua

Padre e figlio davanti allo Shuttle a distanza di 30 anni: la foto che fa riflettere

(Credits: arockalypse@flickr)

(Credits: arockalypse@flickr)

Trita-tech

A proposito dell’ultima missione dello Shuttle, vi consiglio di andare a vedere la foto pubblicata da Chris Bray sul suo profilo Flickr. Uno scatto che vale doppio visto che contiene due istantanee che ritraggono Chris e il padre Kenneth nello stesso luogo (Cape Canaveral), nella stessa posizione e (più o meno) gli stessi vestiti. Tutto uguale? No, perché in realtà le due foto sono state scattate a distanza di trent’anni l’una dall’altra. Continua

Obama e Hillary nella stanza dei bottoni: ecco la foto dei record

La foto della situation room della Casa Bianca durante la cattura di Bin Laden

La foto della situation room della Casa Bianca durante la cattura di Bin Laden

Quella che vedete qui sopra rischia di diventare la foto più cliccata di sempre su Flickr. Se vi state chiedendo il perché (in fondo nell’immenso archivio di Yahoo se ne trovano di migliori) sappiate che si tratta dello scatto che ha immortalato l’attesa alla Casa Bianca durante l’attacco al compound di Osama Bin Laden. Continua

Tecnologia più facile per tutti: condividere musica, video e foto digitali

cop-libro-3La tecnologia ci accompagna nella vita quitidiana con un’offerta di servizi e strumenti sempre più evoluti. Per utilizzare al cento per cento le sue potenzialità, Panorama presenta Si può fare!, una collana di otto guide tematiche. La prossima settimana con il giornale ci sarò la terza guida, Continua

Monte Vibiano, la prima azienda agricola italiana a emissioni zero

Monte Vibiano

Monte Vibiano

Monte Vibiano, azienda produttrice di olio e vino in provincia di Perugia, è la prima azienda agricola italiana e una fra le prime al mondo a raggiungere lo stato di zero emissioni di gas serra.
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Slideshow, video e musica: la cornice passa al digitale

Dopo qualche anno trascorso nel sottobosco del mercato dell’hi-tech è arrivato anche il loro momento. Le cornici digitali sono divenute l’ultima moda dell’imaging casalingo, e c’è chi già scommette in un’esplosione nel mercato di massa entro i prossimi tre anni. Del resto, non ci vuole molto a capire perché questo genere di gingillo elettronico possa riscuotere successo. In fondo l’idea di un dispositivo che in qualsiasi posto e in qualsiasi momento sia in grado di mettere in bella mostra tutte le foto delle vacanze al mare o dell’ultimo viaggio all’estero è qualcosa che può piacere a molti. In sostanza si potrebbe dire che la cornice digitale sta al mondo della fotografia come il lettore mp3 sta a quello della musica. E poi, questi prodotti hanno di fatto risolto quello che era stato finora il problema principale della fotografia digitale: la dipendenza dal pc.

Ma come funzionano? Esteticamente parlando siamo di fronte a normali portaritratti (in commercio ce ne sono di tutti tipi, in plastica, in metallo in vetro o in legno) che si attaccano però alla presa di corrente. La vera differenza sta nel caricamento delle foto, che nel caso delle cornici digitali è affidato alle ormai diffusissime schede di memoria o ai pratici cavetti Usb. Una volta riversati i file di immagine nella cornice, all’utilizzatore non resta che configurare i parametri di visualizzazione: si può per esempio impostare il tipo di presentazione, il tempo di permanenza di ogni singola foto sullo schermo, la luminosità, il contrasto, o decidere di far accendere o spegnere il dispositivo automaticamente in base a orari prestabiliti.

Un video, in inglese, mostra come scaricare le foto dalla macchina alla cornice digitale.



Alta tecnologia? Macché. Sul piano strettamente tecnologico, le cornici digitali non sono oggetti particolarmente evoluti e per le quali valga la pena stare a cercare il pelo nell’uovo. Tuttavia vi sono una paio di elementi che vanno comunque considerati prima dell’acquisto. Il più importante è quello della risoluzione: maggiore è il numero di punti che possono essere visualizzati sul display, migliore sarà la definizione delle immagini. In via indicativa, si può dire che i i 720 x 480 pixel rappresentano già un livello di risoluzione più che sufficiente. In secondo luogo non va trascurata la possibilità di disporre di un buon set di comandi per la regolazione del contrasto in base alla luminosità presente; trovandosi a operare sia di giorno che di sera, infatti, le cornici digitali devono avere un’illuminazione regolabile in lungo e in largo in modo che l’immagine sia sempre incisiva a prescindere dalle condizioni di luci presenti. Infine, è sempre meglio che il nostro portafoto elettronico sia capace di adattare in modo automatico le foto in base alle dimensioni del display, onde evitare distorsioni o eccessivi rimpicciolimenti.

Non solo foto. Gli ultimi modelli aggiungono poi alle classiche funzionalità di “slide show” altre risorse utili. Ad esempio i video, che – al pari delle foto – una volta caricati possono essere riprodotti in modo automatico, o il lettore Mp3, che permette di accompagnare le presentazioni con un sottofondo musicale. Per qualche euro in più, infine, possono essere acquistati modelli con supporto Wi-Fi e Bluetooth, in grado di essere caricati (o scaricati) senza bisogno di connessioni via cavo o di operazioni di travaso sulle memory card.

Sul mercato. Fra i primi ad aver fiutato le potenzialità delle foto digitali in cornice c’è sicuramente Philips, che già da un paio d’anni ha a catalogo la sua personalissima collezione di digital frames (prezzi intorno ai 200 euro), disponibili in versioni da 7 e 9 pollici con cornici colorate intercambiabili. Decisamente agguerrita è anche Kodak, che dietro l’egida Easyshare ha radunato una famiglia di cinque modelli da 7 a 10 pollici con schermo Lcd e lettore Mp3, disponibili anche in versione Wi-Fi per il caricamento wireless delle fotografie. I prezzi in questo caso vanno da 109 a 269 euro. Si è unita al treno anche Hp la cui – per il momento unica - portacolori si chiama df750 Series Digital Picture Frame, una cornice da 7 pollici e 800 x 480 pixel di risoluzione che integra un lettore di schede di memoria 4 in 1 e un lettore di Mp3 e di video. Un’alternativa interessante è infine quella offerta da Parrot, che con il suo Photo Viewer 7 (circa 200 euro) mette sul piatto un portafoto digitale con un sistema di caricamento senza fili basato su Bluetooth.

Panimages, un clic per trovare fotografie in centinaia di lingue


Rose, orchidee, tulipani: sono milioni le immagini di fiori su internet, ma ogni popolo le chiama con la sua lingua. Per non parlare degli ideogrammi cinesi o dell’alfabeto indiano. Un patrimonio che rischia di non essere accessibile a tutti. Come fare per scoprire rapidamente le traduzioni e sfogliare sul web un album fotografico immenso, dal Giappone all’Estonia? I ricercatori dell’università di Washington hanno avuto un’idea: Panimages, un motore di ricerca in cui basta scrivere la parola “fiore” per trovare fototografie in altre lingue, come cinese, francese, tedesco. È, insomma, la chiave d’accesso a una collezione globale di immagini di paesaggi, persone, città.

Dalla lingua degli indiani cheyenne all’esperanto, dalle arcane sillabe in hmong ai dialetti italiani come piemontese e siciliano: sono trecento le lingue di Panimages e 2,5 milioni le parole memorizzate nella sua banca dati. Un sistema che può aiutare le minoranze linguistiche a esplorare internet perché rende accessibili le immagini etichettate in inglese, l’idioma più utilizzato sul web. Il progetto è in crescita: ogni utente può partecipare aggiungendo nuove traduzioni, creando così un vocabolario condiviso. Le immagini sono raccolte dagli archivi di Google e dalla community di fotoamatori Flickr.

Snapvillage, la scommessa anti-Flickr di Bill Gates

http://snapvillage.com/
Flickr è sempre meno solo. Dopo Getty Images il celebre sito per la condivisione delle foto dovrà guardarsi le spalle da un nuovo rivale, capitanato niente meno che da Bill Gates: Corbis. La società, una delle agenzie fotografiche più famose del mondo, si era finora limitata ad operare nel mercato delle immagini professionali di altissima qualità, dalla cui vendita, spiega in questo articolo il New York Times, ha ricavato fino a oggi circa l’85% del suo flusso di cassa. Poco a che vedere, dunque, con la libera circolazione dei contenuti e coi paradigmi del web 2.0, del quale proprio Flickr è da sempre una delle espressioni più riuscite.
Da oggi però, e qui sta la notizia, anche la società fondata nel 1989 da Mister Microsoft si apre ai contenuti generati dagli utenti. Lo fa con un sito nuovo di pacca – SnapVillage – che permetterà di fatto a tutti gli utenti, professionisti o fotoamatori che siano, di inviare le proprie fotografie. Il vantaggio, rispetto a Flickr, sarà dato dalla funzionalità “microstock” del servizio, che consentirà in pratica a tutti gli iscritti di vendere online le proprie foto, decidendone il costo, da 1 a 50 dollari. All’acquisto, Corbis corrisponderà al fotografo il 30 per cento del prezzo stabilito, attraverso una normale transazione via Paypal.
Come si può facilmente notare facendo un giro sulla versione beta del portale, SnapVillage sfrutta tutti i punti di forza del web 2.0, dai tag ai commenti fino alla navigazione per categorie. Non poteva mancare la possibilità di visualizzare le immagini col maggior indice di gradimento, le più “snappy” per usare lo stesso linguaggio del sito.
Cos’abbia spinto Corbis a gettarsi nella mischia del web sociale lo fa capire senza mezzi termini Gary Shenk, presidente di Corbis, che proprio al New York Times ha rivelato: “In questo mercato stiamo assistendo a un processo di cannibalizzazione. Possiamo lasciare che ci consumi oppure diventarne parte”. Come a dire: o il web 2.0, o la vita.

Il futuro di Facebook

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