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Fujitsu Siemens

Per risparmiare energia la tecnologia diventa verde

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“Una semplice ricerca su Google consuma la stessa quantità di energia di una lampadina a risparmio energetico tenuta accesa per un’ora.” Lo sostiene una stima del tedesco Die Zeit Nel mondo le apparecchiature IT (computer, server…) producono tanta anidride carbonica quanta ne producono gli aerei. Le case produttrici di hardware hanno compreso l’importanza di ridurre queste emissioni e hanno messo a punto varie strategie che permettono pure cospicui risparmi economici.
Ovviamente non si può obbligare a diminuire l’utilizzo di internet ma è consigliato prendere in considerazione apparecchi che abbiano determinate certificazioni, come la direttiva europea UE 2005/32/CE, che impone hardware con basso consumo energetico.
Una delle aziende che da anni è concentrata su questo problema è Fujitsu Computer Siemens, che dal 1993 produce computer a basso consumo. L’azienda stima che con mille dei loro PC a norma, in tre anni si riesce a risparmiare fino a 30 mila euro rispetto all’utilizzo di computer comuni. C’è anche una presa monitor commutata che fa risparmiare ai mille computer dell’esempio altri 21 mila euro sempre in tre anni.
Ma la ricerca del risparmio non si ferma al PC. Le aziende hanno grossi computer che devono restare accesi giorno e notte, i server. Fujitsu punta molto su quella che viene definita “virtualizzazione”. Cioè avere fisicamente un solo server che, al suo interno, ne ospiti altri virtuali in modo da consumare la corrente di un solo sistema. Se questa tecnologia venisse utilizzata da tutte le aziende italiane, in quattro anni ci sarebbe un risparmio di corrente di 8.3 GWh, equivalente alla produzione di corrente di un reattore nucleare in un solo anno, oltre a quello economico di 1 miliardo di Euro.
Lexmark, azienda leader nelle stampanti, lascia la sua impronta nella Green Technology con uno slogan controcorrente rispetto a ciò che produce: “Stampa di meno, Risparmia di più”.
Secondo indagini Lexmark, IDC e IPOSOS risulta che: il 67% delle aziende non è a conoscenza di quanto spenda per la stampa di documenti e un dipendente su cinque afferma che oltre un terzo delle pagine che stampa è inutile in quanto sono prove per ottenere il risultato voluto. Risulta quindi che un’azienda spenda in media dai 400 a 1.200 euro all’anno per le stampe (spesso inutili) un singolo dipendente.
L’obiettivo quindi è quello di far stampare meno documenti così da risparmiare corrente e carta. Non solo, anche ridurre l’inquinamento provocato dall’hardware e toner usando una sola macchina multifunzione, che sia fax, stampante e scanner, messa in rete, cioè condivisa da vari utenti senza dover avere una stampante per ogni scrivania. Che sia in grado anche di mandare le email, in modo da fare una copia del documento e immediatamente inviarla in formato elettronico al destinatario risparmiando sulla carta.
Per aiutare le aziende a prendere coscienza delle loro rapporto con la stampa, Lexmark ha aperto il primo Centro di eccellenza in Italia dedicato alla stampa e alla gestione dei documenti. Nella sede di Segrate sono stati allestiti oltre 1.300 metri quadri dove i potenziali clienti vengono accompagnati in vari percorsi e scoprono, in maniera pratica, i passaggi necessari per migliorare la propria struttura.
Una delle novità è rappresentata dalle stampanti di rete che utilizzano un cartellino di riconoscimento, oppure il badge aziendale, per rilasciare una stampa. Dalla propria scrivania è possibile lanciare una stampa che viene presa in consegna da un computer centrale e attende che questa venga richiesta tramite badge. Visto che il sistema riconosce il proprietario del documento, la privacy viene protetta come mai fino ad ora. Le stampanti sono dotate di un ampio schermo touch screen che mostra un’anteprima di quello che si vuole stampare, così da poter decidere di annullare senza sprecare corrente, inchiostro e carta.
Tra gli accorgimenti che ognuno può iniziare a prendere per risparmiare energia, c’è quello di scegliere solo prodotti che abbiano almeno la certificazione
Energy Star.

(O.P.)

La Fujitsu-Siemens adesso punta sui notebook

Fujitsu-Siemens: tablet pc
Dopo aver preso la storica decisione di uscire dal panorama delle tv, Fujitsu Siemens Computers ora punta a rinfrescare l’immagine del marchio per rilanciarsi nel mercato consumer. I nuovi nootebook e desktop, in vendita dall’estate, hanno un design più moderno e accattivante rispetto allo standard utilizzato sino ad oggi.
Tra i prodotti di maggior interesse troviamo un Tablet pc (nella foto) delle dimensioni di un libro ma con prestazioni da notebook. Pesa poco più di un chilo e ha un monitor mobile da 9 pollici con funzione touch screen. Quindi può essere utilizzato come se fosse un portatile comune o come un palmare. Il Lifebook P ha una batteria che dura otto ore e tutte le connettività richieste dagli utenti più esigenti (dal wi fi al Bluetooth). Il prezzo di questo mini portatile si aggirerà intorno ai duemila euro.
Nel futuro Fujitsu Siemens non esclude la realizzazione di un prodotto più economico per proporsi in quella fetta di mercato dove ora domina l’EeePC di Asus.
Meno costoso e più adatto agli amanti dei videogiochi è il notebook AMILO Sa 3650 che verrà venduto in coppia con l’innovativo accessorio GraphicBooster.
Si tratta di un hardware delle dimensioni di un hard disk esterno da 3.5” che monta una scheda grafica ATI Mobility Radeon HD 3870 con 512 MB di memoria video dedicata. Ai lati si trovano uscite video DVI-I e HDMI compatibili con HDCP e due connessioni USB 2.0 per connettere eventuale mouse e tastiera. Grazie a questa scheda grafica esterna, la seconda uscita video del Sa 3650 e il software in dotazione, il portatile è in grado di inviare quattro segnali video diversi in altri tre schermi. Così, ad esempio, si potrà continuare lavorare sul notebook, mentre su un monitor esterno viene riprodotto un filmato a tutto schermo. I nuovi prodotti consumer si piazzeranno nella fascia di prezzi medio alta andando a sfidare colossi come Asus, Acer e Sony. (O. P.)

Pc portatili: ora c’è anche Samsung


Sembrava strano che uno dei marchi più poliedrici dell’hi-tech mondiale come Samsung non avesse ancora pensato di produrre l’oggetto tecnologico per eccellenza, il pc. E infatti, seppur con un po’ di ritardo rispetto alla concorrenza, il gigante coreano si è portato in pari, annunciando la sua prima progenie di computer portatili. Una famiglia, quella che si nasconde dietro il marchio Black Aura, che nasce all’insegna del “tutto fatto in casa”, visto che – processori e sistemi operativi a parte – Samsung si ritrova ad avere fra le proprie mura tutto ciò che serve per costruire un notebook: hard disk, unità ottiche, componenti elettronici e soprattutto i display, fiore all’occhiello della sua produzione tecnologica. Cinque per il momento i modelli annunciati, tutti con processori Intel (Core Duo e Centrino), ram da 2 gigabyte e Windows (Vista e Xp) come piattaforma operativa. A questi si aggiunge il “piccolo” Q1Ultra, evoluzione del primo Ultra Mobile Pc proposto dalla casa proprio all’indomani del lancio di Origami. Come il suo predecessore, anche il nuovo Q1 si presenta all’insegna della massima leggerezza (690 grammi) e con un equipaggiamento pensato soprattutto per i professionisti in movimento: Wi-Fi, Bluetooth e soprattutto compatibilità con le reti mobili di terza generazione e mezzo (Hsdpa).
Se Samsung prova a sferrare l’attacco su un terreno fino a ieri inesplorato, la concorrenza non sta a guardare. Molti dei produttori leader del mercato hanno appena rinverdito i propri cataloghi, puntando proprio sull’aspetto della mobilità e della compattezza. Prima dell’estate, Toshiba aveva lanciato il suo Portégé R500, definendolo come il notebook più leggero del mondo (779 grammi) grazie anche al sottilissimo disco ottico da 7 mm. Sony ha recentemente effettuato l’upgrade del lillipuziano Vaio Serie U, maggiorato nell’hard disk e reso più veloce dall’innesto di un nuovo processore Intel.
Anche per Asus piccolo è bello, come dimostra il suo ultimo Ultra Mobile Pc, l’R2E, che in soli 800 grammi di peso incorpora tutto ciò che serve per connettersi a Internet senza fili né modem esterni, grazie anche alla compatibilità con le reti dei cellulari.
Il concetto della mobilità è ripreso anche da Fujitsu Siemens all’interno della Serie Esprimo Mobile, una famiglia di notebook che, pur senza raggiungere livelli di miniaturizzazione degli apparecchi Ultra Mobile, può contare sulla possibilità di collegamento alle reti di telefonia mobile e sulla presenze di una seconda batteria in dotazione, accessorio decisamente gradito a chi proprio non vuole rischiare di restare “a secco” col proprio pc.

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