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Una delle immagini simbolo del festival edizione 2011
Si apre oggi la nona edizione del Festival della Scienza di Genova, che celebra 150 anni di genio italiano si impegna a fare da ponte tra le grandi conquiste del passato e i segnali del futuro. Grandi nomi, ospiti internazionali, oltre 350 eventi e una durata record di 13 giorni: i numeri sono come sempre impressionanti, nonostante anche qui si respiri aria di crisi. Continua
Il Comune di Genova su Myspace
Sulla piazza di MySpace si affaccia ufficialmente il Comune di Genova, primo in Italia a raggiungere i cittadini (soprattutto i più giovani) nei social network, i luoghi più frequentati della rete. Che ha scelto di presentarsi come “il posto degli amici de Zena”, come i genovesi chiamano la loro città.
Qui le persone possono lasciare commenti e inviare messaggi all’amministrazione: : ma avranno anche l’occasione di proporre eventi, dare voce a iniziative, descrivere la personale idea di città attraverso la propria creatività, con contributi video, foto, proposte artistiche. A Fabrizio de Andrè, inoltre, sarà dedicato uno spazio che nel tempo potrebbe diventare un laboratorio culturale online. Ma su MySpace il Comune racconta anche la storia della città attraverso una galleria di fotografie e di video, proprio come fanno tutti membri del social network più grande del mondo. Senza dimenticare spunti per il tempo libero: ristoranti, cinema, teatri.
A differenza di un tradizionale sito internet, la pagina di MySpace permette un contatto e un rapporto più intimo con le persone. E può diventare un crocevia per attivare un circolo virtuoso tra percorsi virtuali e iniziative nelle strade della città.
La diversità come “ingrediente essenziale per il germogliare di nuove idee innovatrici”. Questo è il tema che farà da filo conduttore al Festival della Scienza di Genova che si apre il 23 ottobre e per 13 giorni porterà come di consueto nel capoluogo ligure grandi scienziati, mostre ed eventi spettacolari. La diversità sarà declinata in sei percorsi per approfondirne i molteplici aspetti anche grazie a una serie di lezioni magistrali tenute da esperti di livello internazionale. Così potremo scoprire, per esempio, la diversità nella tecnologia, indagando come si sono evolute nel tempo le innovazioni tecnologiche e con quali applicazioni. In quest’ambito sarà in mostra nel cortile del Palazzo Ducale la capsula Soyuz TM-34, simbolo della corsa spaziale degli anni 60 e ancora oggi in attività sulla rotta tra la Terra e la Stazione spaziale internazionale.
La diversità delle idee verrà rappresentata, tra le altre cose, dal laboratorio Social tags (letteralmente “etichette sociali”), nel quale il software Mister Syd dimostra come sia possibile classificare le persone in specifiche categorie sociali e quindi indovinarne i gusti e gli interessi, sulla base di pochi parametri raccolti tramite un questionario.
Il Festival esplora poi la diversità del linguaggio, della materia, della mente e della vita, creando percorsi che perÚ si intersecano continuamente gli uni con gli altri. Come sempre è il visitatore a comporre il proprio menù. Anche quest’anno è prevista una grande anteprima, si tratta di Something connected with music, spettacolo in cui l’Ensemble Sentieri Selvaggi suonerà una suite orchestrale composta per l’occasione da Michael Nyman mentre su uno schermo verranno proiettate foto scattate dallo stesso Nyman e da lui “composte” in particolari sequenze ritmiche.
Tutto è pronto, l’unico ostacolo che gli organizzatori non potevano prevedere è la decisione delle scuole primarie genovesi di boicottare il Festival come forma di protesta contro la riforma Gelmini. In sostanza si tratterebbe di un’anteprima della scuola a maestro unico, senza possibilità di far partecipare i bambini a eventi istruttivi come la manifestazione che sta per aprirsi. Ammesso che questo sia lo scenario che li attende il prossimo anno, rimane un peccato privarli in anticipo di un’esperienza formativa e coinvolgente come quella di un Festival che proprio sui bambini ha sempre puntato moltissimo.

Per 13 giorni il capoluogo ligure darà i numeri. Con il record di 544 eventi, tra cui 40 mostre, ben 90 laboratori, 200 conferenze, 16 spettacoli e con l’impiego di 600 animatori, il festival della scienza di Genova si prende a giusta ragione il titolo di più grande evento di divulgazione scientifica in Europa. Il tema di quest’anno, la curiosità, sembra quasi scontato: è il motore della ricerca scientifica. Ma alla conferenza stampa di presentazione Manuela Arata, presidente del festival, ha spiegato che si tratta di una scelta che ha anche un valore politico. “La ricerca scientifica ha subito negli anni dei tagli che l’hanno messa in ginocchio. La nostra è un’opera di sensibilizzazione verso i decisori per convincerli che è
necessario sostenere proprio la ricerca di base. Quella, così si dice, curiosity driven, spinta dalla curiosità”.
Il 2007 è l’anno di tutto. Dell’ambiente, tema sempre più presente sui mezzi di informazione, cui il festival dedica molti eventi, incentrati soprattutto sui cambiamenti climatici. Delle pari opportunità, e il festival si apre con una donna, Jane Goodall, che per di più studia le scimmie, animali curiosi per definizione. E’ anche l’Anno polare internazionale e per l’occasione a Genova si terrà una spettacolare mostra fotografica sull’Antartide. Per il quinto anno la città si anima di iniziative: la scienza è dappertutto, nei caffè scientifici e nelle case dei genovesi Amici del Festival, che aprono i loro salotti, e a volte anche le loro stanze degli ospiti, a paleontologi, chimici, fisici e astronomi.
Le cose da non perdere? Oltre all’incontro con Jane Goodall, alle 18 di giovedì 25, nella sala del Maggior Consiglio del palazzo Ducale, c’è Freeman Dyson. “E’ uno dei più grandi fisici contemporanei”, avverte Vittorio Bo, direttore del festival, “e manca dall’Italia da moltissimo tempo”. Esporrà, presentato da Tullio Regge, i suoi “pensieri eretici su scienza e società” lunedì 29 ottobre alle 18, sempre al palazzo Ducale. Per chi con la scienza vuole anche giocare e divertirsi c’è lo spazio di Telecom-Progetto Italia allestito nella piazza delle Feste del Porto Antico. L’anno scorso avevano fatto volare il ministro Mussi e molti altri visitatori, quest’anno fanno toccare con mano la magia degli effetti speciali, da Ben Hur a Matrix, da King Kong a Happy Feet. I fanatici di Csi e simili trovano pane per i loro denti, con i laboratori e le conferenze della polizia scientifica: spiegheranno i metodi utilizzati sulla scena del crimine ma inviteranno anche i visitatori a trovare in una cucina ricostruita gli indizi cruciali per risolvere il caso.
Non mancano infine gli spettacoli. Da segnalare sabato 3 novembre alle 21 al Teatro della Corte la prima europea dell’opera multimediale “Life. Un viaggio attraverso il tempo“, in cui le immagini di Frans Lanting, fotografo naturalista, raccontano l’evoluzione della vita sulla Terra, con le musiche di Philip Glass a fare da colonna sonora.

Apre giovedì 17 maggio a Trieste la prima Fiera dell’Editoria Scientifica. Dai libri alle riviste, dalla tv alla radio a internet, la Fiera vuole fornire un quadro il più completo possibile sul mondo della divulgazione, come testimonia il programma dell’iniziativa. Prevista anche una web radio che manderà in onda interviste ai protagonisti della kermesse, notizie e curiosità. Per sintonizzarsi: www.radiofest.eu. Panorama.it ha parlato della manifestazione di Trieste con Vittorio Bo, direttore della Fiera nonché organizzatore del fortunatissimo Festival della scienza di Genova.
Come mai in Italia c’è tutto questo interesse per l’editoria scientifica?
La scienza interessa di più, sono aumentate le pubblicazioni, ma ricordiamoci che in Italia si stampano circa 53 mila volumi nuovi l’anno e solo l’8% sono di argomento scientifico. In Francia e in Germania la percentuale di libri scientifici sul totale è doppia. C’è però interesse nei temi scientifici da parte dell’editoria: sulle pagine dei giornali si parla ormai diffusamente di salute, ambiente, sviluppo, ma anche di astrofisica e di materie che hanno a che fare con dimensioni distanti dal quotidiano. In generale direi che è migliorata la capacità dei divulgatori di raccontare esperienze e protagonisti della scienza.

La Fiera di Trieste si occupa solo di libri?
No, è dedicata a tutta l’editoria e anzi ha lo scopo di far sapere quanta scienza sia già veicolata attraverso i media più diversi. Non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo: avremo ospiti dall’Inghilterra (come il direttore di New Scientist), dalla Cina, dal Brasile, che portano le loro esperienze. Ho fatto un po’ di ricerca e non ho trovato una manifestazione simile in altri Paesi. In Francia si è svolto un salone del libro scientifico e si organizzano grossi convegni, ma non c’è un luogo dove i vari media si confrontino tra loro e proiettino al pubblico il senso del loro lavoro. Nel Salone degli Incanti ci saranno 7 aree tematiche con una disponibilità di accesso che va dai bambini, per i quali abbiamo aree dedicate, agli specialisti, passando per il grande pubblico. Non mancheranno convegni e dibattiti interessanti (il programma completo: file pdf. Ndr).
Il pubblico negli ultimi ha risposto con sempre maggiore entusiasmo al richiamo dei molti festival culturali organizzati in Italia.
Io sono dell’idea che i festival siano di per sé dei nuovi media che creano nuove forme di comunicazione sociale e quindi anche culturale. Dietro c’è una complessa struttura di marketing che serve a catturare l’interesse dei vari interlocutori, un lavoro che dura buona parte dell’anno.
Tornando ai libri scientifici, ci dà qualche consiglio di lettura per l’estate?
Comincio con due romanzi che hanno per sfondo la scienza o per protagonisti degli scienziati: La misura del mondo di Daniel Kehlmann, edito da Feltrinelli e Il tempo di una canzone di Richard Powers, un fisico definitivamente passato alla letteratura, edito da Mondadori. Infine segnalo Rosso, (il primo capitolo, file Pdf. Ndr) di Nicholas Humphrey, edizioni Codice, che è uno studio sulla coscienza scritto da uno psicologo della London School of Economics.
Se esiste un modo per trasferire fuori dalla Rete il peculiare sistema di relazioni e di conversazioni che caratterizza i blog e gli altri strumenti di espressione personale su Internet, questo è certamente il barcamp. Uno dei più attesi tra questi eventi, lo ZenaCamp, si è tenuto oggi (sabato 28 aprile) nelle sale del Palazzo Ducale di Genova.
Oltre duecento persone provenienti da tutta Italia hanno animato decine di sessioni di divulgazione, incentrate su pratiche e risorse legate prevalentemente al mondo di Internet, del software e delle reti sociali. Molto gettonate sono state in particolare le applicazioni collaborative del cosiddetto Web 2.0.
Chiamato anche non-conferenza, perché abolisce ogni distinzione tra relatori e spettatori, dando un ruolo attivo a ogni partecipante, il barcamp è un incontro pubblico che vive di spontaneità e collaborazione in ogni fase del suo svolgimento. L’organizzazione e la gestione delle iscrizioni avviene su Internet, dentro uno spazio wiki in cui ciascuno può aderire e annotare il proprio contributo alla giornata. Il giorno dell’evento ogni intervenuto scrive il tema della conversazione che intende stimolare su un post-it e lo incolla nel tabellone degli orari e degli ambienti disponibili. Di qui in poi la giornata prosegue in modo informale, all’insegna della condivisione di idee e dello scambio di esperienze.
Il barcamp, che nel nome ha anche il camping notturno in loco che contraddistingue la frequente (all’estero) durata plurigiornaliera, nasce negli Stati Uniti nel 2005 come risposta aperta e popolare all’esclusivo FooCamp organizzato dall’editore Tim O’Reilly. Di qui si è diffuso in tutto il mondo: ogni fine settimana si tengono diversi incontri, tutti diligentemente presentati nelle pagine del wiki internazionale.
Quello di Genova non è il primo barcamp che si tiene in Italia: nei mesi passati ne sono stati organizzati già a Milano, Torino, Roma, Ancona, Udine.
In alcuni casi hanno avuto una declinazione settoriale, come il CitizenCamp di Bologna (democrazia elettronica), del TrainersCamp di Vicenza (formazione) o dell’OpenCamp di Roma (software libero). A Genova si replica già il 5 maggio con GreenCampIt (politica ed ecologia). Seguono BarCampMatera e LitCamp (letteratura, a Torino), VenetoCampExpo il 14 maggio a Marghera e FemCamp (tutto al femminile) il 26 maggio a Bologna. Il punto di riferimento nazionale per notizie e calendario delle manifestazioni è Barcamp Italia.
Molte foto della giornata con il tag “zenacamp” su Flickr.
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