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Giappone

Credits: Advanced Institute of Industrial Technology
Decenni di blockbuster di fantascienza ci hanno abituato più o meno a tutto: Star Trek ha introdotto alle masse gli scan retinici, Minority Report ha anticipato le avanguardie in fatto di interfacce gesturali, in 2001 Odissea nello Spazio le persone utilizzavano tavolette che ricordano i tablet di oggi. Eppure, nessuno di noi avrebbe mai potuto prevedere che in futuro le auto sarebbero state in grado di riconoscere il guidatore dalla forma delle sue terga.
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la regione disastrata di Oganawa - Credits: Google
Del disastro di Fukushima abbiamo visto solo le immagini più drammatiche e simboliche: le maree nere che fagocitavano ogni segno di civilità, l’ossatura degli edifici distrutti dallo tsunami, i reattori roventi e instabili nel loro orribile silenzio, superstiti che si aggirano in mezzo al fango come fantasmi in mascherina. Ma per comprendere la vera entità della tragedia giapponese, al netto dei sensazionalismi, è utile fare un confronto tra le immagini precedenti al marzo 2011 e quelle scattate oggi. È l’obiettivo del nuovo progetto Memories for the Future, che sfrutta Google Street View per offrire un raffronto immediato tra le panoramiche di allora e quelle di oggi.
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Ancora fumo dalla centrale di Fukushima (Credit: AP/Tepco)
L’agenzia francese per la sicurezza nucleare ha avvertito che piccole quantità di ioduro radioattivo proveniente dalla centrale atomica di Fukushima, da mille a 10mila volte inferiori a quelle giunte da Chernobyl, avrebbero raggiunto oggi la Francia per poi estendersi verso sud, e quindi in direzione dell’Italia, dove l’arrivo è previsto tra oggi e domani. Continua

(Credits: Al Jazeera, Esri)
Fra le tante forme di sostegno al Giappone sventrato dai terremoti e dallo tsunami, molte arrivano come di consueto dalla Rete. Dopo avervi parlato di Google Person Finder, il servizio che permette di ricevere (e fornire) notizie sulle persone scomparse, oggi vi segnalo alcune fra le principali iniziative di solidarietà che partono dal Web. Continua

Controlli sugli abitanti della zona intorno a Fukushima (Credit: AP Photo/Gregory Bull)
Nuove scosse si terremoto in Giappone e nuovi scoppi nei reattori della centrale di Fukushima Daiichi non consentono di fare un bilancio definitivo del rischio nucleare. La situazione è in continua evoluzione, e al momento si sa che quattro dei sei reattori hanno subìto danni in seguito a esplosioni e incendi. Mentre si cerca di evitare una catastrofe peggiore, operazione resa difficile dal fatto che le radiazioni impediscono il volo di elicotteri dai quali si programmava di rovesciare acqua sui reattori per raffreddarli, si devono fare i conti con la radioattività già fuoriuscita dalla centrale. Continua

Esplosione a Fukushima (Credit: Ansa/EPA ABC TV)
Alle 6 locali di stamani (le 22 di ieri in Italia) un’esplosione ha colpito un altro reattore, il n.2, e ha danneggiato la vasca di condensazione colpendo questa volta il contenitore del nocciolo, che deve impedire le fughe radioattive in caso di incidente.
Una nuova esplosione, dopo quella di sabato scorso al reattore n.1, si era verificata ieri nel reattore n.3 della centrale di Fukushima, 240 chilometri a nord di Tokyo, nel cuore della zona colpita dallo tsunami. Undici persone sono rimaste ferite. Due, un soldato delle forze di autodifesa e un tecnico, sono stati investiti dalle radiazioni e sono in condizioni gravi. Continua

Persone esposte alla radiazioni in seguito all'esplosione nella centrale di Fukushima (Credit: AP/Daisuke Tomita)
Sono tre le centrali nucleari giapponesi su cui sono puntati gli occhi di tutto il mondo. Fukushima Daiichi, dove dopo l’esplosione del reattore 1 di due giorni fa, oggi si è verificata un’esplosione anche al reattore 3, Onagawa e Tokai2, dove i sistemi di raffreddamento hanno subìto danni. In Giappone, colpito dal sisma più forte della propria storia (l’evolversi della catastrofe con le immagini e i video di Panorama.it), seguito da uno tsunami di proporzioni devastanti, ci sono in tutto 55 centrali nucleari, 11 delle quali si trovano nella zona vicina all’epicentro del terremoto di venerdì.
Panorama.it ha intervistato Giovanni Fiorentini, professore di Fisica Nucleare all’Università di Ferrara e Direttore dei Laboratori Nazionali di Legnaro dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per capire l’entità reale del rischio. Continua

Il viaggio dello tsunami (Credit: EPA/NOAA)
Quello che ha colpito il Giappone, provocando uno tsunami che interessa quasi tutti i paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico, è uno dei sismi più forti mai registrati da quanto esistono strumenti per misurare la potenza dei terremoti. Panorama.it ne ha parlato con Alessandro Amato, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
A che tipo di evento stiamo assistendo e come lo si può paragonare al sisma dell’Aquila del 2009?
E’ sicuramente uno dei terremoti più forti degli ultimi decenni, dopo quello di Sumatra nel 2004 e quello del Cile del 1960. In termini di energia questo sisma che ha colpito il Giappone è migliaia di volte più forte del terremoto dell’Aquila. Continua

(Credits: Kyodo)
A distanza di poche ore dal pauroso terremoto che ha colpito il Giappone, la Rete si è già mobilitata per predisporre iniziative di sostegno alle popolazioni colpite. Fra le altre vi segnalo l’attivazione di una versione (anche in lingua giapponese) di Google Person Finder, il servizio Web che permette di ricevere (e fornire) notizie sulle persone scomparse o comunque difficilmente rintracciabili. Continua
Il Giappone ha appena cambiato Governo. Il leader del vittorioso partito democratico, Yukio Hatoyama, ha già annunciato di volersi impegnare per un taglio delle emissioni del 25 per cento rispetto al 1990 per il 2020. Taro Aso, il suo predecessore, si era limitato a promettere uno scarno -8 per cento.
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