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Credits: NVIDIA Corporation
“La nostra strategia per Android consiste nel rendere possibile sviluppare e immettere sul mercato tablet Android con processori quad-core e Ice Cream Sandwich a 199 dollari utilizzando una piattaforma che abbiamo creato e che si chiama Kai”. Sono le parole del vicepresidente di NVIDIA, Rob Csonger, a un incontro con gli azionisti, dove l’azienda produttrice di processori ha delineato un’ambiziosa strategia che potrebbe aumentare la diffusione dei tablet basati sul sistema operativo di Google.
La piattaforma Kai è basata sulla tecnologia Tegra 3 utilizzata anche per i dispositivi con Windows 8 RT e secondo Csonger, dovrebbe “permettere di realizzare tablet a costi molto più bassi, sfruttando innovazioni sviluppate per ridurre il consumo dello schermo e componenti elettroniche più economiche”. L’obiettivo è quello di immettere sul mercato, a partire da questa estate, una serie di prodotti che diano filo da torcere al Kindle Fire di Amazon e ovviamente all’iPad con un ottimo rapporto performance/prezzo. Continua

Credits: dullhunk @ Flickr
La tecnica si chiama RAD (Recombinase Addressable Data module), un termine che in slang americano significa “grandioso” o “fico”, e in effetti consente di fare qualcosa di straordinario: utilizzare il DNA come supporto biologico per l’immagazzinamento di dati.
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Credits: grostoryeu @ Flickr
È stato un parto lungo e piuttosto travagliato, ma alla fine è ufficiale: Google ha assorbito nello steccato di Mountain View un colosso storico del mondo mobile come Motorola. Dopo avere ricevuto, a febbraio, il via libera dal Dipartimento di Giustizia americano e delle autorità europee, l’operazione (una delle più discusse e sostanziose nella storia dell’hi-tech) ha ricevuto settimana scorsa il semaforo verde dell’antitrust cinese. Così, a fronte di una transazione che è costata a Page e soci la bellezza di 12,5 miliardi di dollari (in azioni acquistate per 40 dollari l’una), Motorola ora è una compagnia hardware di proprietà di Google.
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Credits: Microsoft
Stando a Microsoft dovrebbe essere un progetto di ricerca sperimentale dedicato agli studenti. Stando alle tempistiche con cui è stato “lanciato” (a un tiro di schioppo dalla rumorosissima IPO di Facebook), un social network con funzionalità search che punta a giostrare sullo stesso terreno di Facebook e Google+. In realtà, basta passarci una manciata di minuti per capire che Socl è piuttosto un ibrido di tutto ciò, che cerca di riunire, sotto un’aura di inedita professionalità, le funzionalità di Facebook, Pinterest, Google+ e, più in generale, dei primi seminali discovery engine come Trap.it e Chime.in.
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L'epicentro del terremoto che ha colpito il Nord Italia
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È stata l’estremità settentrionale dell’Appennino, “sepolta” sotto la Pianura Padana, a causare il terremoto di magnitudo 5,9 che alle 4,03 di oggi ha fatto tremare il ferrarese e che finora ha provocato almeno trenta repliche. È un terremoto molto superficiale, avvenuto ad appena 6,3 chilometri di profondità, ha spiegato il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Continua

Credits: Google
Google ha un’ossessione, si chiama rilevanza: vuole fare in modo che i suoi utenti siano sicuri che se devono cercare qualcosa, la troveranno più facilmente e più velocemente sul suo motore di ricerca. Google ha anche un’utopia: arrivare al punto in cui l’utente potrà esser certo di trovare sempre, al primo click, quello che sta cercando. Ma Google ha trovato una soluzione, seppur parziale: si chiama Knowledge Graph, ed è un primo coraggioso tentativo di rendere un po’ meno stupido il più famoso motore di ricerca della storia.
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Di iniziative benefiche di stampo digitale ne abbiamo viste di tutti i tipi: richieste di donazioni con carta di credito, bonifico bancario o via sms; inviti a cliccare su banner per destinare gli incassi pubblicitari a un ente meritevole; catene di Sant’Antonio via mail spesso astruse e rare volte credibili. Ai tempi dei social network, però, c’è chi è andato oltre: c’è chi chiede di donare i caratteri non utilizzati dei nostri tweet per propagandare una buona causa con chi ci segue. Continua

Credits: Google Green
Che cosa succede a una email una volta che schiacci il tasto invia? È un processo talmente semplice e talmente integrato nella nostra quotidianità che nessuno probabilmente si pone mai questa domanda. Se la sono posta però quelli di Google Green, il distaccamento eco-impegnato di Big G, e già che c’erano hanno fornito una risposta chiara ed esauriente, con tanto di video illustrativo e sito facilmente esplorabile.
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Il Doodle-Google per la festa della mamma
Google dedica il doodle di oggi alle mamme e alla loro festa che come tutti gli anni si ripete la seconda domenica di maggio. Continua

Credits: imjustcreative @ Flickr
Oggi è un nuovo giorno per Bing. Non so se sia pure un grande giorno, quello potremo dirlo più avanti magari, quando i fatti ci diranno che ci fu un giorno nel quale Microsoft trovò l’uovo di Colombo per diventare la regina del search. Di sicuro oggi è il giorno in cui Bing cambia faccia (si comincia, per il momento, dagli Stati Uniti). Un rinnovamento importante per il motore di ricerca di Microsoft: che cercava un modo per rinverdire il suo look, ma anche per battere un colpo sul fronte delle ricerche sociali e, soprattutto, per lanciare un messaggio al nemico di sempre: Google. Continua