
La Tour Eiffel su Google Earth (Foto: Flickr)
La leggenda vuole che le idee migliori, a quelli di Google, vengano in quel 20 per cento di tempo libero nel quale sono invitati a sguinzagliare la propria fantasia. Proprio in una di queste “ricreazioni creative” è nato Liquid Galaxy, una versione immersiva 3D di Google Earth che ora Big G apre al grande pubblico. Continua

Firenze in 3d vista da Google Earth
Milano, 27 maggio 2010 – Per le peculiarità urbanistiche e per l’inestimabile patrimonio artistico, Venezia e Firenze sono considerate tra le più belle città al mondo.
Dopo l’imponente ricostruzione in 3d su Google Earth di oltre 5 mila edifici di Milano, anche la “Serenissima” e la “Città dei Medici” sono ora visitabili grazie al software di Google che permette di sorvolare tutta la terra e osservare immagini satellitari, mappe, terreno ed edifici 3D. FOTO

Google Earth è un software interessante che permette di visualizzare le mappe mondiali in 3D con un notevole dettaglio. Tuttavia il team di Google sa bene che la fruizione via browser estende di molto l’utilizzo di determinate tecnologie.
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(Credits:NASA/GSFC, MODIS Rapid Response)
L’impronunciabile Eyjafjallajökull ha catturato l’attenzione mondiale a causa della nube che sta provocando gravi disagi ai viaggiatori.
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A un mese dal lancio con Google Earth 5, sistema di navigazione virtuale sulla superficie terrestre, l’esplorazione di Marte si è arricchita di nuove funzioni. Lo ha annunciato in una nota lo stesso colosso della ricerca online. Con l’esplorazione in 3D del Pianeta Rosso e la comprensione dell’evoluzione degli studi astronomici, la versione aggiornata di Marte in Google Earth offre tre nuove, interessanti opzioni.”Mappe storiche” dà accesso ad antiche mappe del pianeta disegnate dagli astronomi Giovanni Schiaparelli, Percival Lowell e altri. “In diretta da Marte” offre le informazioni più recenti sul pianeta grazie alle immagini fornite dalla telecamera Themis della Nasa collocata a bordo della sonda Mars Odyssey: per la prima volta chiunque potrà vedere queste immagini nel giro di poche ore da quando sono state scattate. È inoltre visualizzabile il percorso orbitale della Odissey. “Tour” propone invece viaggi guidati tra i segreti di Marte e l’esplorazione di ogni angolo del pianeta in compagnia di due noti divulgatori scientifici: Ira Flatow, conduttore del programma radio Science Friday e Bill Nye The Science Guy. Gli strumenti per la navigazione e osservazione di Marte sono identici a quelli di Google Earth, con possibilità di zoomare sull’immagine, cambiare l’inquadratura o ruotare l’intero pianeta con un semplice click del mouse.La nuova versione di Marte su Google Earth contiene inoltre diversi aggiornamenti alle funzionalità già disponibili al lancio di Google Earth 5.È stata ad esempio inclusa una galleria aggiornata di immagini della Nasa e dell’Esa e sono state migliorate le funzioni di ricerca per rendere più semplice l’esplorazione delle zone note di Marte.Per esplorare Marte basta scaricare gratuitamente Google Earth 5.0 o visitare il sito. Google Earth associa a immagini satellitari e mappe la forza del sistema di ricerca di Google per rendere l’informazione geografica nel mondo accessibile e utile a tutti, in modo semplice e immediato.A partire dal lancio, nel giugno 2005, sono stati effettuati più di 500 milioni di download unici di Google Earth.
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- admin
- Sabato 14 Marzo 2009
La ricostruzione del Tempio di Giove con Google Earth
Finora la gloria dell’antica Roma era tornata soltanto nei film, nei libri, in alcuni videogiochi: dal campione d’incassi come “Il Gladiatore” alle avventure di Age of Empire. Ma le tecnologie virtuali hanno permesso di costruire una macchina del tempo con Google Earth, il mondo tridimensionale sviluppato dal più usato motore di ricerca del mondo. Sono stati ricostruiti monumenti, strade, palazzi della Roma all’epoca dell”imperatore Costantino, il primo sovrano a convertirsi al cristianesimo.
I turisti virtuali possono ammirare lo splendore dell’antica civiltà: le arcate integre del Colosseo, la pista del Circo massimo, l’imponenza del Tempio di Giove: più di 6700 monumenti sono stati “edificati” sul suolo dell’Urbe. Il modello contiene undici edifici esplorabili dall’interno: la Basilica di Costantino, il Colosseo, il Foro di Cesare, il Ludus Magnus, il Tempio di Venere e Roma, il Tempio di Vesta, la Règia, la Basilica Giulia, la Basilica Emilia, la Curia Iulia e il Tabularium.
Sono inoltre disponibili finestre informative per oltre 250 siti identificati nell’area urbana dell’antica città: un secondo clic permette di accedere a contenuti dettagliati: un’enciclopedia topografica, antiche fonti letterarie e informazioni bibliografiche per ciascun edificio.
Esplora Roma antica su Google Earth
È la prima volta che una città antica è stata modellata con Google Earth, un software scaricato da 400 milioni di persone nel mondo. All’iniziativa hanno collaborato la Past Perfect Productions di Roma, l’università della California di Los Angeles (Ucla) e il dipartimento Iath dell’università della Virginia. Il modello tridimensionale è in parte stato ricostruito ispirandosi al grande plastico in scala 1:250 realizzato a metà ‘900 dall’architetto Italo Gismondi e conservato nel Museo della civiltà romana dell’Eur. Dell’antica Roma, oggi si sono conservati i resti di non più di 300 edifici.
La strada non conta, quello che conta è sentire che vai.
Le parole di Luciano Ligabue sembrano scritte apposta per raccontare ciò che sta accadendo di questi tempi nel mondo dei navigatori. Sì perché dopo la prima infornata di apparecchi satellitari “nudi e crudi”, le moderne guide a ventosa per auto sembrano aver imboccato una strada tutta nuova. Che non è più piatta e stilizzata come un tempo ma è sempre più spesso condita da elementi capaci di dare realismo all’esperienza di guida: rilievi topografici, ponti, tunnel cartelli stradali e perfino monumenti sono ora riprodotti all’interno delle cartine digitali quasi a realizzare un continuum fra mondo reale e mondo virtuale. Ma non basta. Oltre a essere visivamente più raffinati, i dispositivi Gps di nuova generazione si stanno arricchendo di funzionalità di intrattenimento che poco o nulla hanno a che vedere con le questioni di orientamento: si collegano al telefono, per esempio, leggono le tracce musicali in mp3 e le foto in formato digitale, integrano giochi e persino ricevitori per il digitale terrestre per captare i programmi televisivi on the road. Al satellitare sta succedendo in pratica quel che è avvenuto qualche anno fa ai cellulari, trasformatisi da semplici dispositivi per telefonare e mandare messaggi ad apparecchi tuttofare, in grado di scattare foto, mandare messaggi, navigare su Internet, e – naturalmente – collegarsi a un Gps.
A guidare la seconda generazione di device satellitari è il Navigon 8110, un apparecchio dotato della caratteristica funzione Panorama View3D, un’interfaccia di navigazione che correda le classiche mappe stradali con le raffigurazioni tridimensionali dei rilievi topografici e degli elementi più significativi presenti lungo il percorso: montagne, vallate, ma anche ponti e tunnel e svincoli stradali sono riprodotti proprio come se fossero reali. L’evoluzione tecnologica riguarda anche l’assistente di guida virtuale, che ora non si limita a indicare le svolte da effettuare ma si spinge a leggere i nomi delle vie e degli svincoli grazie a un sistema di riconoscimento vocale del testo (la pronuncia, va detto, non è però sempre all’altezza). Oltre alle commodity stradali il nuovo Navigon si apre inoltre a tutta una serie di funzionalità accessorie molto interessanti: si collega per esempio al telefono cellulare proprio come un piccolo viva-voce, può importare gli indirizzi della rubrica di Outlook grazie a una porta Usb e incorpora un lettore Mp3.
L’obiettivo di una navigazione più realistica è ricercato anche da Hp con il suo 314 Travel Companion, un navigatore basato su sistema operativo Microsoft Windows CE che propone un sistema di mappe arricchito dalle altimetrie del territorio, oppure, nel caso dei percorsi cittadini, dalle raffigurazioni stilizzate degli edifici più importanti. Non manca anche in questo caso un sistema di riconoscimento vocale che permette al guidatore di ricevere in vivavoce le indicazioni sulle vie e sulle uscite da imboccare. Il prezzo è di 422 euro.
Anche Tele System ha da poco inserito a catalogo il suo modello a tre dimensioni. Si tratta del TS8800 un navigatore che integra al proprio interno mappe in Real 3D con visualizzazione realistica di edifici, monumenti, sopraelevate, svincoli stradali oltre alla morfologia del territorio. Decisamente corposa la parte di intrattenimento che può addirittura contare su un sintonizzatore digitale terrestre per visualizzare i programmi televisivi. Il prezzo è in questo caso di 229 euro.
Agli effetti speciali Tom Tom preferisce i contenuti di carattere informativo. Così i nuovi GO 930 e GO730 (499 e 399 euro) integrano la funzione IQ Route che fornisce indicazioni sui percorsi a rischio di congestionamento, ovvero quelle strade per cui la velocità media può risultare di molto inferiore alle stime proposte dal navigatore; il tutto naturalmente con l’obiettivo di fornire alternative utili.
Chiudiamo con una segnalazione su un modello da poco uscito sul mercato coreano (al prezzo di circa 350 euro). Si tratta dell’iNavi K2 un navigatore firmato Thinkware che, come si può vedere dalla foto d’apertura dell’articolo, può contare su immagini fotorealistiche di qualità davvero sorprendente. Il tutto naturalmente nell’attesa di vedere all’opera il nuovo dispositivo Gps di Volkswagen sviluppato sulla base della spettacolare cartografia di Google Earth.
Infine una novità per chi si accinge all’esodo estivo con animali al seguito arriva da Garmin. Che sul suo sito mette a disposizione un database, scaricabile sui propri prodotti, con le strutture ricettive che accettano animali domestici. Una comodità che potrà forse anche servire a evitare qualcuno dei tristi e pericolosissimi abbandoni sulle strade.
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Lo Shuttle Endeavour è tornato a casa al termine di una missione durata 16 giorni di cui 12 trascorsi dal suo equipaggio in lavori di manutenzione della stazione spaziale e ben cinque passeggiate spaziali. Tra gli obiettivi delle prossime missioni c’è quello di fare una revisione del supertelescopio Hubble, strumento cruciale per esplorare il cosmo.
Ma chi l’ha detto che qui sulla Terra non ci sia rimasto ormai più niente da scoprire? Non sarebbe affatto d’accordo Arthur Hickman, geologo australiano che ha fatto una scoperta sensazionale senza neanche muoversi da casa. Stava perlustrando una zona desertica dell’Australia occidentale, le Hamersley Ranges, con Google Earth e si è imbattuto in una strana struttura circolare, che assomigliava molto a un cratere. Altri esperti confermano che si tratta del 30° cratere da impatto di meteorite ufficialmente riconosciuto in Australia da quando fu scoperto il primo nel 2005. E questo buco largo 260 metri e profondo 30, testimone di un impatto avvenuto tra i 10.000 e i 100.000 anni fa, ha preso giustamente il nome del suo scopritore e si chiama adesso Hickman Crater.
Il primo commento che verrebbe da fare è che grazie alle nuove tecnologie alla portata di chiunque, sia per la loro disponibilità spesso gratuita (è il caso di Google Earth) sia per la relativa facilità con cui molte potenti applicazioni online possono essere usate, siamo tutti nella posizione di contribuire in maniera consistente al progresso scientifico. In realtà senza competenze specifiche sembra difficile poter identificare un buco in mezzo al deserto come la firma di un meteorite.
Del resto, come lo scrittore umoristico Bill Bryson faceva notare nel suo spassoso libro sull’Australia, In un paese bruciato dal sole, riferendosi all’abbondante e spesso assurda fauna locale, in questo continente in gran parte disabitato la scoperta di specie animali nuove o la riscoperta di alcune specie che si credevano estinte non sono un fatto per niente raro, e molto resta ancora da esplorare. Maniaci di Google Earth, fatevi avanti!
Una nuova funzionalità nel popolarissimo programma 3D Google Earth permette di esplorare il cielo e di vedere le stelle. Con Google Sky è possibile guardare le costellazioni e cliccare per avere informazioni aggiuntive, per il momento solo in inglese. Poi si possono osservare i pianeti e le loro orbite nel tempo, ma si può anche guardare molto verso altre galassie. Basta cliccare il pulsante del cielo per dare un’occhiata a quello che succede nella volta celeste sopra il punto che stavate esplorando sulla terra. Il programma, messo a punto con alcuni dei maggiori osservatori astronomici del mondo, utilizza tra l’altro immagini del telescopio Hubble.
La nuova funzionalità è disponibile scaricando l’ultima versione del programma.
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