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Google Earth su Maps: il mondo visto dal browser

Sydney: Opera House

Google Earth è un software interessante che permette di visualizzare le mappe mondiali in 3D con un notevole dettaglio. Tuttavia il team di Google sa bene che la fruizione via browser estende di molto l’utilizzo di determinate tecnologie.
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Dove sono le piste ciclabili? Te lo dice Google Maps

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Essere ciclisti urbani al giorno d’oggi è un mestiere assai difficile. Ignorati dalle pubbliche amministrazioni (che hanno attenzioni solo per gli odiati cugini automobilisti), congestionati dai gas di scarico, sottoposti alle insidie del traffico metropolitano, gli amanti delle due ruote se la devono cavare – come sempre – con le proprie gambe. Meno male che da oggi potranno almeno contare su un solido alleato: Google.
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Sono salito sulla Transiberiana. Con Google Maps

Da Mosca a Vladivostock ascoltando Balalaika. Su Google Maps (Credits: Russian Railways)

Da Mosca a Vladivostock ascoltando Balalaika. Su Google Maps (Credits: Russian Railways)

Uno dei miei sogni (irrealizzati) da sempre è quello di salire sulla Transiberiana. Sarà che sono uno a cui piace sentire il viaggio anche nei suoi spostamenti, ma l’idea di percorrere la più lunga linea ferroviaria del mondo (9288 chilometri!) attraversando gli Urali, il fiume Volga, la riserva di Hingansky e quasi un centinaio di città dalla Russia al Pacifico, la trovo a dir poco affascinante. Il racconto e le IMMAGINI del viaggio

IJustMadeLove: una mappa del sesso via Google Maps

Credits: justmadelove.com

Quante persone stanno facendo sesso in questo momento?
La risposta - per via teorica - potrebbe arrivare da un servizio web lanciato qualche mese fa da un giovane programmatore polacco, Cyprian Ciećkiewicz.
Il sito si chiama IJustMadeLove e mostra una mappa mondiale che sfrutta le API di Google Maps per creare dei “marcatori del sesso”.
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Buzz: Google punta al Profilo e alle connessioni personali

<em>Credits: Google</em>

Credits: Google

Che Google stia sfruttando Gmail per lanciare Buzz è chiaro a tutti.
Quello che forse sta sfuggendo è che Buzz non rappresenta solo una Gmail in chiave social, e che non è esattamente un social network.

Google Buzz non esiste

Non esiste una vera e propria piattaforma Google Buzz.
Il servizio è stato lanciato prima in versione mobile, poi integrato su Gmail.
Sulla versione mobile si è subito riversata l’utenza più attenta, che dopo il caos iniziale ha cominciato a testare il sistema. La versione mobile è priva di alcune funzioni mirate al desktop, mentre si avvantaggia della geolocalizzazione.

L’arrivo di Buzz su Gmail ha esteso l’uso al desktop, generando un’ondata di “nuovi” utenti: sia quelli più esperti che i semplici curiosi. Gmail è di fatto il servizio più popolare (e popoloso) di Google. Buzz è attivo di default, il tasto per la disattivazione non è particolarmente in evidenza e le opzioni per la privacy non brillano per immediatezza.
Buzz basa le relazioni tra gli utenti in rapporto alla rubrica, in un sistema molto immediato che abbiamo già sperimentato con Wave; ma mentre quest’ultimo vive di vita propria, Buzz si poggia sulla posta elettronica di Google.
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Google Favorite Places: dammi il tuo codice a barre e ti dirò chi sei

google-favourite-place
Un mio carissimo zio sostiene che c’è solo un modo per trovare un buon ristorante in una città sconosciuta: cercare quello più affollato. Sembra banale ma funziona, basta evitare le location popolate solo da turisti di primo pelo.

Certo, mio zio non sa che nel frattempo Google sta sviluppando un metodo che ci permetterà di sapere in modo un po’ più preciso cosa si nasconde dietro a un locale o a un’attività che non conosciamo. Basterà una semplice foto della vetrina scattata dal nostro cellulare di ultima generazione.
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Un navigatore sul cellulare: ecco l’ultimo “regalo” di Google

Google Maps Navigator su Motorola Droid (Credits, Google, Verizon)

Google Maps Navigator su Motorola Droid (Credits, Google, Verizon)

Ci sono due invenzioni che negli ultimi anni hanno realmente cambiato la mia vita: la prima è il cellulare, la seconda è il navigatore satellitare. Senza di loro sarei perso, nel vero senso della parola.

Sarà forse per questo che ho guardato con molto interesse alla nuova frontiera dei cellulari con il Gps integrato: un dispositivo “tutto in uno”, ho pensato più e più volte, è molto più comodo da trasportare, senza contare tutti i benefici che possono derivare dalla sinergia fra reti telefoniche e satellitari.
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Io sono qui, e tu? La localizzazione come mezzo per socializzare

Tu sei qui
Dove sei? E’ la prima domanda che il 90 per cento di noi fa quando parla con qualcuno al cellulare. Non importa che il nostro interlocutore si trovi a Londra, in Australia o nel nostro quartiere, l’essenziale è localizzarlo. Certo, se poi l’amico al telefono sta in effetti passeggiando sotto le nostre finestre, quale migliore occasione per invitarlo a bere un caffè? Fin qui tutto regolare: sapere dove sono i nostri amici per poterli eventualmente incontrare è ciò che siamo abituati a fare da sempre. Ora però la “localizzazione” diventa grazie al web uno strumento per farsi nuovi amici. Come? Tramite una serie di social network o servizi web 2.0, accessibili anche dal cellulare, che permettono all’utente di cercare non più le persone ma le aree geografiche. Insomma, nell’universo sociale virtuale si marca anche a zona e non più solo a uomo. E se fino ad oggi eravamo abituati all’idea di creare nuovi legami a distanza con persone sconosciute sulla base di interessi comuni, questi nuovi servizi capovolgono la prospettiva e ci incoraggiano a provare a fare amicizia con le persone che camminano intorno a noi.

Un salto dal virtuale al reale? Non è detto, anche se sicuramente si fanno passi in questa direzione. Si tratta comunque piuttosto della naturale risposta all’esigenza di usufruire di servizi di social networking in mobilità, unita alla passione contagiosa per le mappe che Google per prima ha saputo cogliere e sfruttare al massimo. Un altro caposaldo che ha fornito idee e fatto da base per mashup di vario genere, compresi quelli di localizzazione, è Twitter, servizio di mibroblogging che ha conosciuto un successo planetario e che si presta a essere piegato alle più svariate esigenze.
Ma quali sono questi strumenti per fare amicizia con chi passa dalle nostre parti? Cominciamo proprio da un mashup di Twitter: Twitterlocal. La timeline di Twitter è quasi impossibile da seguire, perché fatta di aggiornamenti di persone che scrivono da tutto il mondo. Certo, possiamo decidere di seguire solo gli aggiornamenti degli amici o delle persone che troviamo interessanti. Oppure, come suggerisce questo servizio, solo quelli che provengono da un’area geografica ben definita: per esempio un chilometro intorno al nostro ufficio, per captare per esempio i commenti dei colleghi, o intorno a casa, per seguire gli aggiornamenti dei condomini e così via.

Poi c’è ByNotes, che si definisce un sito di geoblogging, il cui slogan è: dì ai tuoi amici dove sei e manda loro messaggi, foto, eventi, video e così via. Ci si iscrive in 20 secondi e si comincia a mandare messaggi con allegati di vario tipo accompagnati, se lo si desidera, dalla propria localizzazione. Basta digitare un indirizzo e subito sulla Google map comparirà il segnalino.

IPoki è un “social network basato sul Gps”. Il sito galiziano, la maggior parte degli utenti finora scrive in spagnolo, ha lo scopo di permettere agli utenti di localizzare le persone e seguirne eventualmente gli spostamenti, su Google Maps e Google Earth. Si immette la propria posizione, si invitano gli amici a fare altrettanto, e coloro che hanno un dispositivo con Gps, noti o sconosciuti che siano, possono essere rintracciati in qualunque momento. L’invito del sito è anche quello di “connettersi” agli utenti che condividono la propria posizione, come dire, appunto, “conosci gente che si trova intorno o vicino a te”. Nella pagina del download si può scaricare il plug-in per cellulari e smartphone a seconda del sistema operativo utilizzato. L’applicazione può integrarsi con altri social network come Twitter, Facebook e Flickr.

Molto frequentato è poi Brightkite, social network basato sulla “location”, che invita gli utenti a scoprire chi visita i loro posti preferiti, seguire in tempo reale gli spostamenti degli amici e, esortazione vagamente inquietante, “incontrare amici nel mondo reale: Rivela la tua posizione, fai amicizia e chatta con le persone intorno a te”. Il servizio è ancora in Beta, ma per essere invitati basta fornire un indirizzo di posta elettronica.

Plazes è un sito tedesco di social networking geografico, i cui servizi sono già stati acquisti da Nokia, che consente di condividere la propria posizione, cercare quella altrui e “fare amicizia con chi incrocia il nostro cammino”. Quelli del sito ci tengono a precisare che non servono telefonini particolarmente sofisticati (leggi iPhone e compagni) per utilizzare Plazes: basta mandare un sms e la nostra posizione comparirà sulla mappa a beneficio di quanti ci vogliono localizzare.

Infine FireEagle, servizio di localizzazione di Yahoo!, integra quasi tutti i servizi citati, e moltissimi altri, perché ci sono infiniti modi in cui localizzazione fa rima con socializzazione. Quanto a quelli che sono già nostri amici, l’adesione a questi servizi rende più difficile inventare scuse per rifiutare inviti non graditi: conviene farci trovare dove diciamo di essere.

Discutine sul FORUM: “Internet è un luogo adatto per trovare un compagno di vita?”

Shopping di Natale senza stress? Un (video) gioco da ragazzi

[i](Credits: [url=http://www.flickr.com/photos/melyviz/319325632/]melyviz[/url] by Flickr)[/i]
Non riuscite proprio ad abituarvi allo shopping online e ai suoi noiosi cataloghi da sfogliare? Impazzite invece per i negozi in cui si può girare liberamente e spulciare tra gli scaffali?
Crescono in rete gli store virtuali in grado di conciliare le comodità dell’e-commerce (vasti campionari a portata di mouse, niente file alla cassa e parcheggi da trovare) con l’altrettanto piacevole e più familiare esperienza dello shopping nel mondo reale. L’ultimo arrivato è Kinset, enorme libreria/negozio di elettronica, online e tridimensionale, che permette agli utenti di vagare liberamente attraverso i suoi spazi, zoomare sui prodotti che più interessano, visualizzare i dettagli e, nel caso, avviarsi verso la cassa per pagare.


Come in un videogioco o su Second Life, con la sola differenza, però, che poi il libro o il lettore mp3 (veri e non virtuali) verranno comodamente recapitati a casa. Così come già avviene su Amazon o Bol, appunto, ma con la possibilità di simulare decisamente meglio l’esperienza reale.
The MallPlus è un altro progetto simile che arriva dalla Nuova Zelanda: un gigantesco centro commerciale in 3D con una vasta offerta di prodotti (dall’abbigliamento agli alimentari) in cui ci si può muovere per mezzo di un avatar.
Ancora più avanzato, invece, il progetto di EveryScape che sta mettendo in piedi un servizio ibrido di mapping e shopping davvero interessante. Immaginate un Google Maps in tre dimensioni in cui l’utente va in giro per le strade e i palazzi di una Manhattan foto-realistica, entra all’interno dei negozi, e acquista ciò di cui ha bisogno. Anche qui, senza ansia da parcheggio o file alla cassa, ma direttamente da casa e con la carta di credito. Comodo, no?

LEGGI ANCHE: Che ci facciamo su Second Life? Nuove amicizie e molto shopping - Pagamenti sicuri? Parlano quelli di Paypal e Moneybookers - Net a porter, sogni glamorous a portata di clic - FOTOGALLERY: E-Chritmas, i regali che viaggiano da soli

Google personalizza le sue mappe con Mapplet

Non solo strade e indirizzi geografici. Da oggi su Google Maps sarà possibile ricercare qualsiasi cosa, dai negozi ai ristoranti, dagli eventi cittadini alle foto e ai video realizzati in qualsiasi parte del globo. Merito delle cosiddette Mapplets, le mappe personalizzate annunciate in anteprima da Google lo scorso mese di maggio e da oggi aperte anche a tutta la Rete. Per capire di cosa si tratta è sufficiente entrare su Google Mappe e accedere al tab “Le mie mappe” (My Maps per la versione in inglese). Per il nostro paese, come è possibile vedere, sono per il momento attive le mappe riguardanti gli alberghi, gli stadi e i parchi napoletani. Ma la lista può essere rimpolpata aggiungendo le applicazioni create da sviluppatori di terze parti. Ce n’è per tutti i gusti, dalle temperature del pianeta alle distanze chilometriche, dalle mappe sismiche ai video turistici girati in tutto il mondo. “Stiamo mettendo il web nelle mappe”, ha dichiarato John Hanke, product manager di Google Maps. Un’operazione ambiziosa, non c’è che dire, ma visti gli investimenti di Google nel settore del mapping, non è difficile credere che anche questa volta la casa di Mountain View arriverà puntuale a destinazione.

Il futuro di Facebook

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