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Gps

Galileo inciampa nel Soyuz: rimandato il lancio dei primi due satelliti

Il Soyuz sulla rampa di lancio (Epa/Esa/Stephane Corvaja)

Il Soyuz sulla rampa di lancio (Epa/Esa/Stephane Corvaja)

Il conto alla rovescia per il lancio dei primi due satelliti del programma Galileo è stato interrotto a causa “di un’anomalia osservata durante la fine del riempimento del terzo stadio del lanciatore Soyuz”, ha annunciato stamattina la società Arianespace. Il vettore russo che avrebbe dovuto portare in orbita i satelliti oggi alle 12.34 ora italiana è composto di quattro stadi, i primi tre funzionali all’invio nello spazio e l’ultimo per la navigazione. In un primo momento si è parlato di un rinvio di 24 ore, ora sembra invece che sarà necessario destinare una nuova data al lancio. Continua

Garmin si compra Navigon, per salire sugli smartphone

(Credits: Apple, Navigon)

(Credits: Apple, Navigon)

La notizia era nell’aria da qualche giorno ma ora è arrivata pure l’ufficialità: Garmin ha acquistato Navigon, per una cifra – si dice – che si aggira intorno ai 72 milioni dollari. Le due ex-rivali andranno a costituire un’unica entità (di cui Navigon sarà sussidiaria) che sulla carta appare come il nuovo colosso della navigazione satellitare per auto. Continua

Garmin, ecco i nuovi Gps portatili per lo sport e l’outdoor

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Il Gps? È ormai dappertutto. Navigatori veicolari, certo, ma anche smartphone, tablet, autoradio, orologi, macchine fotografiche; insomma, sembra quasi che dove c’è un dispositivo mobile ci sia pure un sistema di localizzazione. Continua

Nokia: il navigatore non si paga con Ovi Maps

(Credits: Nokia)

(Credits: Nokia)

Dopo Google tocca ora a Nokia movimentare il settore della navigazione satellitare a portata di smartphone. La novità della casa finlandese si chiama Ovi Maps, una piattaforma che in realtà esiste da tempo ma che ora si arricchisce di alcune funzionalità (qui tutti i dettagli) e che, soprattutto, diventa gratuita.

In pratica, eccezion fatta per la navigazione in modalità assistita (che si può comunque disattivare) Ovi Maps nella sua nuova veste rappresenta il primo vero esperimento di navigatore satellitare per smartphone senza costi aggiuntivi.
Continua

Io sono qui, e tu? La localizzazione come mezzo per socializzare

Tu sei qui
Dove sei? E’ la prima domanda che il 90 per cento di noi fa quando parla con qualcuno al cellulare. Non importa che il nostro interlocutore si trovi a Londra, in Australia o nel nostro quartiere, l’essenziale è localizzarlo. Certo, se poi l’amico al telefono sta in effetti passeggiando sotto le nostre finestre, quale migliore occasione per invitarlo a bere un caffè? Fin qui tutto regolare: sapere dove sono i nostri amici per poterli eventualmente incontrare è ciò che siamo abituati a fare da sempre. Ora però la “localizzazione” diventa grazie al web uno strumento per farsi nuovi amici. Come? Tramite una serie di social network o servizi web 2.0, accessibili anche dal cellulare, che permettono all’utente di cercare non più le persone ma le aree geografiche. Insomma, nell’universo sociale virtuale si marca anche a zona e non più solo a uomo. E se fino ad oggi eravamo abituati all’idea di creare nuovi legami a distanza con persone sconosciute sulla base di interessi comuni, questi nuovi servizi capovolgono la prospettiva e ci incoraggiano a provare a fare amicizia con le persone che camminano intorno a noi.

Un salto dal virtuale al reale? Non è detto, anche se sicuramente si fanno passi in questa direzione. Si tratta comunque piuttosto della naturale risposta all’esigenza di usufruire di servizi di social networking in mobilità, unita alla passione contagiosa per le mappe che Google per prima ha saputo cogliere e sfruttare al massimo. Un altro caposaldo che ha fornito idee e fatto da base per mashup di vario genere, compresi quelli di localizzazione, è Twitter, servizio di mibroblogging che ha conosciuto un successo planetario e che si presta a essere piegato alle più svariate esigenze.
Ma quali sono questi strumenti per fare amicizia con chi passa dalle nostre parti? Cominciamo proprio da un mashup di Twitter: Twitterlocal. La timeline di Twitter è quasi impossibile da seguire, perché fatta di aggiornamenti di persone che scrivono da tutto il mondo. Certo, possiamo decidere di seguire solo gli aggiornamenti degli amici o delle persone che troviamo interessanti. Oppure, come suggerisce questo servizio, solo quelli che provengono da un’area geografica ben definita: per esempio un chilometro intorno al nostro ufficio, per captare per esempio i commenti dei colleghi, o intorno a casa, per seguire gli aggiornamenti dei condomini e così via.

Poi c’è ByNotes, che si definisce un sito di geoblogging, il cui slogan è: dì ai tuoi amici dove sei e manda loro messaggi, foto, eventi, video e così via. Ci si iscrive in 20 secondi e si comincia a mandare messaggi con allegati di vario tipo accompagnati, se lo si desidera, dalla propria localizzazione. Basta digitare un indirizzo e subito sulla Google map comparirà il segnalino.

IPoki è un “social network basato sul Gps”. Il sito galiziano, la maggior parte degli utenti finora scrive in spagnolo, ha lo scopo di permettere agli utenti di localizzare le persone e seguirne eventualmente gli spostamenti, su Google Maps e Google Earth. Si immette la propria posizione, si invitano gli amici a fare altrettanto, e coloro che hanno un dispositivo con Gps, noti o sconosciuti che siano, possono essere rintracciati in qualunque momento. L’invito del sito è anche quello di “connettersi” agli utenti che condividono la propria posizione, come dire, appunto, “conosci gente che si trova intorno o vicino a te”. Nella pagina del download si può scaricare il plug-in per cellulari e smartphone a seconda del sistema operativo utilizzato. L’applicazione può integrarsi con altri social network come Twitter, Facebook e Flickr.

Molto frequentato è poi Brightkite, social network basato sulla “location”, che invita gli utenti a scoprire chi visita i loro posti preferiti, seguire in tempo reale gli spostamenti degli amici e, esortazione vagamente inquietante, “incontrare amici nel mondo reale: Rivela la tua posizione, fai amicizia e chatta con le persone intorno a te”. Il servizio è ancora in Beta, ma per essere invitati basta fornire un indirizzo di posta elettronica.

Plazes è un sito tedesco di social networking geografico, i cui servizi sono già stati acquisti da Nokia, che consente di condividere la propria posizione, cercare quella altrui e “fare amicizia con chi incrocia il nostro cammino”. Quelli del sito ci tengono a precisare che non servono telefonini particolarmente sofisticati (leggi iPhone e compagni) per utilizzare Plazes: basta mandare un sms e la nostra posizione comparirà sulla mappa a beneficio di quanti ci vogliono localizzare.

Infine FireEagle, servizio di localizzazione di Yahoo!, integra quasi tutti i servizi citati, e moltissimi altri, perché ci sono infiniti modi in cui localizzazione fa rima con socializzazione. Quanto a quelli che sono già nostri amici, l’adesione a questi servizi rende più difficile inventare scuse per rifiutare inviti non graditi: conviene farci trovare dove diciamo di essere.

Discutine sul FORUM: “Internet è un luogo adatto per trovare un compagno di vita?”

Pronti per l’esodo? Ecco i navigatori 2.0: mai così realistici

Inavi k2
La strada non conta, quello che conta è sentire che vai.

Le parole di Luciano Ligabue sembrano scritte apposta per raccontare ciò che sta accadendo di questi tempi nel mondo dei navigatori. Sì perché dopo la prima infornata di apparecchi satellitari “nudi e crudi”, le moderne guide a ventosa per auto sembrano aver imboccato una strada tutta nuova. Che non è più piatta e stilizzata come un tempo ma è sempre più spesso condita da elementi capaci di dare realismo all’esperienza di guida: rilievi topografici, ponti, tunnel cartelli stradali e perfino monumenti sono ora riprodotti all’interno delle cartine digitali quasi a realizzare un continuum fra mondo reale e mondo virtuale. Ma non basta. Oltre a essere visivamente più raffinati, i dispositivi Gps di nuova generazione si stanno arricchendo di funzionalità di intrattenimento che poco o nulla hanno a che vedere con le questioni di orientamento: si collegano al telefono, per esempio, leggono le tracce musicali in mp3 e le foto in formato digitale, integrano giochi e persino ricevitori per il digitale terrestre per captare i programmi televisivi on the road. Al satellitare sta succedendo in pratica quel che è avvenuto qualche anno fa ai cellulari, trasformatisi da semplici dispositivi per telefonare e mandare messaggi ad apparecchi tuttofare, in grado di scattare foto, mandare messaggi, navigare su Internet, e – naturalmente – collegarsi a un Gps.

A guidare la seconda generazione di device satellitari è il Navigon 8110, un apparecchio dotato della caratteristica funzione Panorama View3D, un’interfaccia di navigazione che correda le classiche mappe stradali con le raffigurazioni tridimensionali dei rilievi topografici e degli elementi più significativi presenti lungo il percorso: montagne, vallate, ma anche ponti e tunnel e svincoli stradali sono riprodotti proprio come se fossero reali. L’evoluzione tecnologica riguarda anche l’assistente di guida virtuale, che ora non si limita a indicare le svolte da effettuare ma si spinge a leggere i nomi delle vie e degli svincoli grazie a un sistema di riconoscimento vocale del testo (la pronuncia, va detto, non è però sempre all’altezza). Oltre alle commodity stradali il nuovo Navigon si apre inoltre a tutta una serie di funzionalità accessorie molto interessanti: si collega per esempio al telefono cellulare proprio come un piccolo viva-voce, può importare gli indirizzi della rubrica di Outlook grazie a una porta Usb e incorpora un lettore Mp3.

Navigon 8110
L’obiettivo di una navigazione più realistica è ricercato anche da Hp con il suo 314 Travel Companion, un navigatore basato su sistema operativo Microsoft Windows CE che propone un sistema di mappe arricchito dalle altimetrie del territorio, oppure, nel caso dei percorsi cittadini, dalle raffigurazioni stilizzate degli edifici più importanti. Non manca anche in questo caso un sistema di riconoscimento vocale che permette al guidatore di ricevere in vivavoce le indicazioni sulle vie e sulle uscite da imboccare. Il prezzo è di 422 euro.

HP ipaq310 travel companion 400x400
Anche Tele System ha da poco inserito a catalogo il suo modello a tre dimensioni. Si tratta del TS8800 un navigatore che integra al proprio interno mappe in Real 3D con visualizzazione realistica di edifici, monumenti, sopraelevate, svincoli stradali oltre alla morfologia del territorio. Decisamente corposa la parte di intrattenimento che può addirittura contare su un sintonizzatore digitale terrestre per visualizzare i programmi televisivi. Il prezzo è in questo caso di 229 euro.

Telesystem TS8800
Agli effetti speciali Tom Tom preferisce i contenuti di carattere informativo. Così i nuovi GO 930 e GO730 (499 e 399 euro) integrano la funzione IQ Route che fornisce indicazioni sui percorsi a rischio di congestionamento, ovvero quelle strade per cui la velocità media può risultare di molto inferiore alle stime proposte dal navigatore; il tutto naturalmente con l’obiettivo di fornire alternative utili.

Tom Tom 930
Chiudiamo con una segnalazione su un modello da poco uscito sul mercato coreano (al prezzo di circa 350 euro). Si tratta dell’iNavi K2 un navigatore firmato Thinkware che, come si può vedere dalla foto d’apertura dell’articolo, può contare su immagini fotorealistiche di qualità davvero sorprendente. Il tutto naturalmente nell’attesa di vedere all’opera il nuovo dispositivo Gps di Volkswagen sviluppato sulla base della spettacolare cartografia di Google Earth.

Infine una novità per chi si accinge all’esodo estivo con animali al seguito arriva da Garmin. Che sul suo sito mette a disposizione un database, scaricabile sui propri prodotti, con le strutture ricettive che accettano animali domestici. Una comodità che potrà forse anche servire a evitare qualcuno dei tristi e pericolosissimi abbandoni sulle strade.
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Navigazione satellitare: il sistema europeo Galileo sarà in orbita dal 2013

ESA - J.Huart

Il sistema di radionavigazione satellitare Galileo sarà operativo nel 2013, in ritardo di cinque anni rispetto alle prospettive iniziali, che prevedevano il lancio per il 2008. Il Consiglio trasporti e telecomunicazioni dell’Ue ha trovato un compromesso in prima lettura sulla fase costitutiva del progetto, dopo che la commissione Industria aveva approvato la proposta definitiva ai primi di aprile. Il lancio di Galileo è stato più volte rimandato, ma il Parlamento europeo ha sempre creduto nelle potenzialità del progetto e lo scorso giugno, dopo il dietrofront del consorzio privato che ne avrebbe dovuto gestire la costruzione e il funzionamento, aveva votato una risoluzione chiedendo che il suo finanziamento passasse totalmente sulle spalle del bilancio comunitario. Il progetto ha un valore complessivo pari a 3,4 miliardi di euro

Galileo rappresenta la risposta europea al sistema di navigazione americano Gps, ma avrà una tecnologia superiore al sistema statunitense. E’ basato su 30 satelliti, posizionati in orbita a 24 mila chilometri di altitudine, che, secondo i progetti, dovrebbero coprire l’intera superficie terrestre grazie ad una rete di stazioni di controllo. Ciascun satellite sarà provvisto di un orologio atomico che permetterà di localizzare ogni oggetto, fermo o in movimento, con un margine di errore di un metro. In termini di apparecchiature, il mercato mondiale della navigazione satellitare rappresenta uno dei mercati a tecnologia avanzata a più rapida crescita. Si prevede che nel 2011 si raggiungeranno 230 milioni di unità.

Per evitare che le grandi imprese interessate ai lavori si trovino in situazioni monopolistiche, l’assegnazione degli appalti seguirà regole molto precise dettate dall’Agenzia spaziale europea (Esa), che assegnerà, già entro l’estate, le prime fette della torta spaziale. L’Italia, attraverso Finmeccanica, è interessata al primo dei sei segmenti di lavoro, quello relativo al “system engineering”, ma potrebbe partecipare alla fase di costruzione di Galileo anche attraverso Telespazio o Thales Alenia. Il Parlamento europeo discuterà del progetto nelle sessioni plenarie di aprile e maggio; intanto, il prossimo 27 aprile l’Ue lancerà in orbita il secondo satellite test, che partirà dal Kazakhstan: questa data segnerà, di fatto, l’avvio definitivo del progetto satellitare europeo.

Telefonini: oggi le “geo-foto”, domani le nanotecnologie?

Nokia
Sempre meno cellulari, sempre più oggetti tuttofare. È questo il segnale che il mondo della telefonia mobile ha lanciato dal Mobile World Congress di Barcellona (probabilmente il più importante evento dedicato alle tecnologie senza fili) a tutti gli appassionati del genere. Telefonate e messaggini – e questo lo si era capito da tempo - non bastano più. Ma non ci si accontenta nemmeno delle tradizionali funzionalità multimediali, come quelle che riguardano la possibilità di scattare foto o ascoltare musica. Oggi, il dispositivo per l’utente che non deve chiedere mai deve fare di tutto: ricreare un’esperienza web simile a quella del mondo pc, permettere di consultare la posta elettronica, aggiornare i blog a distanza, localizzare gli utenti e condurli a destinazione. Il tutto se possibile con uno stile al passo coi tempi, giacché – iPhone insegna - anche l’occhio vuole la sua parte.

In quest’ottica, il touch-screen diventa l’elemento centrale sul quale costruire un nuovo rapporto fra utente e dispositivo elettronico. Ne è convinta Lg che dopo il Prada Phone, propone ora un singolare modello di controllo, non più basato su mouse e joystick di navigazione ma su pad e tasti virtuali a sfioramento. Un concetto ripreso da Samsung che con l’uscita del Soul promette addirittura un’esperienza “magica” grazie all’innesto di un touchpad Oled. E Motorola? In barba alle voci di vendita della divisione mobile rilancia la sfida e annuncia l’uscita del Moto Z6w, un cellulare super accessoriato che consente di effettuare conversazioni telefoniche e navigare sul Web senza interruzioni.
Sony Ericsson immagina un cellulare capace di semplificare la vita degli utenti, anche quella lavorativa. In questo senso sono ancora Internet e il controllo tattile gli elementi chiave per trasformare i dispositivi in veri e propri alleati digitali. Ma non solo. Il cellulare si apre a nuovi servizi di localizzazione, come nel caso del C702i Cyber Shot, un telefonino che integra un Gps e un servizio di georeferenziazione delle immagini che provvede a etichettare le foto realizzate con il cellulare con tutte le informazioni geografiche (latitudine, longitudine, coordinate satellitari) del luogo dello scatto. La pensa allo stesso modo anche Nokia, che con la sua recente infornata di modelli mette l’accento proprio sulle opportunità fornite dal geotagging e dalle risorse di navigazione integrate, non ultima la possibilità di guidare passo-passo gli utenti verso la meta desiderata. Ma c’è di più. Proprio in questi giorni la casa finlandese fa sapere di avere in cantiere un prototipo basato su nanotecnologie che potrebbe rivoluzionare il concetto stesso di telefonino. Morph – questo il nome del concept-phone progettato dal Centro di Ricerca della società in collaborazione con l’Università di Cambridge - utilizza infatti la scienza dell’infinitamente piccolo per portare avanti un’idea di dispositivo elettronico mai vista prima: un congegno realizzato con componenti elettronici trasparenti e superfici autopulenti e modellabile come un “pongo”. Eccone una dimostrazione.

Google pigliatutto. Oggi le frequenze telefoniche, domani la Luna?


Prima la corona di sovrano della ricerca su Internet, poi la leadership nei servizi web, ora la sfida della mobilità, e in un futuro nemmeno troppo lontano ci potrebbe essere pure un posto al sole fra gli operatori telefonici. Google gioca ormai a tutto campo, e conferma le voci che la vogliono interessata all’acquisto delle frequenze “dismesse” dalla tv analogica statunitense, che nel 2009 farà il grande salto verso il digitale. È stata la stessa società a confermarlo con un comunicato che rivela l’intenzione di voler prendere parte all’asta con cui la Fcc - la Commissione Federale americana delle Comunicazioni - metterà in vendita dal prossimo 24 gennaio il cosiddetto spettro dei 700 MHz. “Crediamo sia importante investire soldi laddove ci sono i nostri princìpi” ha commentato il Ceo della società Eric Schmidt, sottolineando come dietro questa decisione ci sia la volontà di “dare ai consumatori più competizione e innovazione di quella che è attualmente presente nel mondo delle comunicazioni mobili”.
In particolare a Google farebbero gola soprattutto quei 22 MHz dello spettro che potrebbero essere sfruttati per i servizi di telefonia mobile. Per accaparrarsi questa fetta di etere, e vincere la competizione di una concorrenza che sulla carta appare agguerritissima (fra gli altri ci sarebbero anche AT&T e Verizon Wireless, rispettivamente numero uno e numero dei carriers telefonici a stelle e strisce) Google avrebbe messo sul piatto un’offerta di circa 4,6 miliardi di dollari, ma la cifra potrebbe essere anche rivista al rialzo. Se la casa di Mountain View dovesse spuntarla, pare chiaro, si aprirebbe un scenario completamente diverso per il suo futuro nel mercato della mobilità. Davanti a Google, di fatto, si spalancherebbe un’autostrada per accelerare il processo di penetrazione dei propri servizi verso il mondo dei dispositivi mobili, il tutto senza dipendere dai carriers locali. È infatti noto, fa notare News.com, che nel mercato statunitense chi compra un telefono cellulare è spesso vincolato dagli operatori che lo distribuiscono e dal software che ci gira sopra. Il fatto di essere in possesso di una porzione della banda wireless garantirebbe a Google un indubbio vantaggio soprattuto per ciò che riguarda la distribuzione dell’advertising a livello locale, specie laddove il web su rete fissa non è presente.

Nell’attesa di conoscere quale sarà l’esito dell’asta, Google continua ad aggiungere pedine al suo personalissimo scacchiere per la mobilità. L’ultimo in ordine di tempo si chiama Google Maps for Mobile 2.0, e rappresenta la seconda versione del servizio di mappe per telefoni cellulari e altri apparecchi portatili. La novità risiede soprattutto nella possibilità di sfruttare il servizio di localizzazione senza Gps, utilizzando semplicemente la cella telefonica alla quale è connesso il telefonino. Il sistema, ribattezzato My Location (La mia posizione per gli utenti italiani) dà modo agli utenti sprovvisti di Gps di conoscere le proprie coordinate con un’approssimazione nell’ordine del centinaio di metri, ed è in grado di fornire le indicazioni per raggiungere i punti di interesse più vicini. Google non ha ancora integrato il servizio con i meccanismi pubblicitari che ha già ampiamente rodato sul web, ma non è difficile credere che nell’immediato futuro anche questo diventi l’ennesimo contenitore per veicolare l’offerta promozionale dei suoi inserzionisti.

Le strade del business della grande G sembrano dunque infinite, e allora quasi non sorprende che a Mountain View stiano pensando a come portare il proprio marchio anche fuori dai confini terrestri, magari sulla luna, dove la strada è già stata studiata. Il colosso di Internet ha annunciato di voler finanziare insieme alla fondazione xPrize una missione spaziale privata per il raggiungimento del suolo lunare. Delirio di onnipotenza o l’ennesima mossa azzeccata?

Navigatori: i consigli per raggiungere la meta. Senza spendere follie


Chi ce l’ha ne parla come uno di quei pochi aggeggi tecnologici capaci di cambiare la vita per davvero. Quelli con più scarso senso dell’orientamento arrivano addirittura a consacrarlo alla stessa stregua di quei ritrovati del progresso, come Internet o il cellulare per intenderci, per i quali quasi si fa fatica a ricordare come si faceva prima della loro invenzione. Piaccia o meno, il navigatore sta entrando prepotentemente nel dizionario tecnologico dei consumatori, e non solo dei tecnofili incalliti, ma di tutti coloro i quali pensano che forse esiste qualcosa di più comodo e moderno (oltre che più sicuro) del classico stradario cartaceo.
Sicuramente, il crollo dei prezzi di questi ultimi due anni ha contribuito ad aumentarne la diffusione. Di fatto, con meno di 300 euro oggi è possibile scegliere fra un bel gruzzolo di modelli portatili, tutti - chi più, chi meno - attrezzati di funzionalità accessorie. Già perché i navigatori di oggi non solo ci guidano verso la meta sconosciuta, ma ci permettono di scovare i punti di interesse, come i distributori, gli ospedali o i ristoranti, ci forniscono informazioni sul traffico così da evitare gli imbottigliamenti e ci avvisano persino della presenza degli implacabili autovelox, anche di quelli più nascosti.

Se il prezzo non costituisce più una discriminante all’acquisto, va comunque detto che i navigatori non sono tutti uguali: esistono anche in questo settore alcune buone regole da tenere presente prima di procedere alla scelta. La prima è sicuramente quella della facilità d’uso: non bisogna infatti dimenticare che si tratta pur sempre di un oggetto che si utilizza alla guida, e che come tale deve essere facilmente leggibile in modo da ridurre al minimo le eventuali fonti di distrazione. In questo senso il navigatore va valutato soprattutto per le dimensioni del display, la “pulizia” della visualizzazione, la facilità di impostazione delle ricerche degli indirizzi, la luminosità e la capacità di autoregolarsi in base alle condizioni esterne di luce. Sul piano funzionale un altro elemento da tenere in considerazione è quello del supporto ovvero del sistema di aggancio che permette di attaccare il navigatore al parabrezza: ce ne sono di tutti i tipi, dalla piccola ventosa facile da trasportare a sistemi più grandi e complessi che puntano invece sulla robustezza.
Non meno importante è la valutazione dell’apparecchio in termini di prestazioni: trattandosi di dispositivi basati su tecnologia satellitare Gps, i navigatori rispondono in maniera differente al segnale proveniente dallo spazio. Si tratta di un aspetto piuttosto evidente sia nel cosiddetto collegamento “a freddo” (cioè nella cattura del segnale satellitare dopo più di 24 ore di inattività), sia per quanto riguarda il riaggancio a breve termine, tipico dopo il passaggio nelle zone d’ombra (come ad esempio nelle gallerie). Altro punto chiave in termini di performance è la velocità di calcolo degli itinerari. Ogni navigatore funziona in pratica come un piccolo computer che, in base al posizionamento del guidatore e alla meta da ricercare, deve calcolare nel minor tempo possibile la strada più breve (o quella più veloce) per giungere a meta. In ultimo non si può tralasciare il corredo funzionale, ovvero il boquet di risorse aggiuntive a disposizione dell’utente, come quelle che riguardano il collegamento Bluetooth, la gestione delle informazioni sul traffico e la simuluazione degli itinerari.

Moltissimi, come detto, i modelli a disposizione. Fra i più noti ci sono quelli a marchio TomTom, casa olandese che ha fatto dei sistemi di navigazione satellitare il suo core business. L’entry level della collezione del produttore è il TomTom One, un device decisamente compatto che sta riscuotendo un grande successo per l’ottimo rapporto qualità (grande facilità d’uso, buone proprietà di consultazione in qualsiasi condizione di luce) prezzo (249 euro per la versione con mappe italiane).

ViaMichelin, marchio affermatosi sul web grazie ai puntuali servizi di pianificazione degli itinerari, propone da qualche tempo anche i suoi personalissimi sistemi di navigazione elettronica. Il modello di fascia bassa è il Navigation X-960, un navigatore che può giovarsi della presenza di un archivio precaricato con gli alberghi e i ristoranti della Guida Michelin, con la possibilità di effettuare ricerche in base al prezzo, alla categoria e alla classificazione tramite le celebri “stellette” della casa.

Un’alternativa interessante è quella fornita da un’altra casa olandese, Route 66, che con la Serie Chicago 6000 offre un navigatore con display maggiorato da 4,3 pollici basato su un sistema di ricerca degli indirizzi completamente differente da quello proposto dai competitor: anziché il classico metodo di digitazione passo-passo dei vari campi di ricerca (città, via, numero), questo modello utilizza infatti un sistema denominato QuickSearch che prevede un unico campo di inserimento dal quale il navigatore è in grado di estrapolare tutti i risultati che hanno attinenza, un po’ come succede nei sistemi di localizzazione geografica presenti sul web. Il prezzo? 299,95 euro secondo il listino online.

Con 50 euro in meno si può acquistare il compatto Navigon 3100, un dispositivo che può contare sull’utile funzionalità nativa degli aggiornamenti sul traffico. Il sistema, in pratica, sfrutta i bollettini sulla circolazione stradale trasmessi sulle onde radio fm per calcolare rotte alternative in grado di evitare gli ingorghi.

Ancor più a buon mercato è il DigiWalker C220 prodotto da Mio Technology, che a 199 euro propone un dispositivo basato su mappe Tele Atlas (le stesse del TomTom) e che prevede il servizio – aggiornato per un anno – di segnalazione degli autovelox.

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