
(LaPresse)
I dettagli sulla realizzazione del supervirus dell’influenza aviaria ottenuto in due laboratori in Usa e in Olanda non vanno divulgati. Lo ha deciso il National Science Advisory Board for Biosecurity, un organismo del Nih statunitense, che ha pubblicato una raccomandazione alle riviste scientifiche Science e Nature. Continua
Per la verità la Wildlife Conservation Society (WCS) l’ha definita “the deadly dozen”, quindi la dozzina mortale. Si tratta delle dodici malattie che potrebbero diffondersi in regioni diverse da quelle generalmente colpite a causa del riscaldamento del pianeta e dei cambiamenti nella quantità di precipitazioni. Con conseguenze importanti sia sugli uomini sia sugli animali. Il rapporto, presentato al Congresso dell’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) punta il dito sull’importanza della salvaguardia degli ecosistemi per proteggere la salute degli animali che vi abitano e su come anche cambiamenti minimi possano avere grandi conseguenze sul tipo di malattie in cui possono incorrere e che possono poi trasmettere all’uomo.
La diffusione di alcune malattie negli animali può essere l’indicatore dei cambiamenti climatici e svelare quali effetti attendersi, a cascata, sulla salute dell’uomo. In pratica, sostiene Steven Sanderson, presidente della WCS, “monitorare la salute degli animali ci aiuterà a prevedere quali saranno le zone critiche e a organizzarci per farci trovare pronti”.
La lista nera delle malattie include l’influenza aviaria (i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità parlano di 245 persone morte nel mondo), Ebola (un virus letale per l’uomo per il quale ancora non c’è una cura), il colera (batterio che prospera nelle acque calde e stagnanti), la tubercolosi e la febbre gialla, destinate a diffondersi in nuove zone del mondo a casua dei cambiamenti climatici.
E se già esiste un Global Avian Influenza Netowork for Surveillance, che monitora la situazione dell’influenza aviaria, la Wildlife Conservation Socieity di augura che questa sorveglianza venga allargata a tutte le malattie che colpiscono gli animali, grazie all’uso di mappe e database già esistenti e adattabili a qualunque tipo di malattia.
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