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L’antibiotico che ci salverà è nel cervello degli scarafaggi

Uno scarafaggio (Foto: Flickr)

Uno scarafaggio (Foto: Flickr)

Pensateci due volte prima di schiacciare senza pietà uno scarafaggio la prossima volta che ne incontrate uno. Questo sgradevole insetto, infatti, custodisce un tesoro dal valore potenzialmente inestimabile: nel suo cervello sono contenute sostanze che hanno dimostrato di avere potenti proprietà antibiotiche. Continua

Arriva online il bollettino meteo delle zanzare

Zanzara tigre

Per aiutare la cittadinanza, fornire informazioni e magari essere di aiuto anche alle amministrazioni nell’organizzazione della disinfestazione, Vape lancia il bollettino delle zanzare. Sul sito Vapefounfation si possono trovare informazioni sulle zanzare, sulle varie tipologie, per esempio la temuta zanzara tigre, e su altri insetti stagionali. Un vademecum con le risposte alle domande più frequenti su prevenzione, pericolosità, salute e un esperto che risponde alle domande dei navigatori. Ma c’è anche un autentico bollettino meteo che, oltre a fornire dati aggiornati ogni 15 giorni sulla presenza delle diverse specie di zanzara e sull’intensità dell’infestazione nelle varie zone d’Italia, fornisce anche previsioni sull’andamento della diffusione degli insetti, basandosi sui dati relativi all’umidità e alle temperature.

Peccato solo che per accedere a queste informazioni, di indubbia utilità, sia necessario registrarsi al sito e fornire obbligatoriamente tutta una serie di dati personali (nome, cognome, indirizzo di casa, email…). Il sito presenta anche una sezione dedicata specificamente alle pubbliche amministrazioni e una per gli insegnanti, con materiali utili per tenere delle lezioni su zanzare e altri insetti.

Indietro tutta, a destra: ecco come fuggono gli scarafaggi

Faccia a faccia con uno scarafaggio: può succedere in una strada, sulle scale del condominio, in un negozio. Come sottrarsi all’incontro non proprio fortunato con l’insetto (beetle) a cui il quartetto di Liverpool (i Beatles) si era ispirato per scegliersi il nome? La scienza è in grado di fornire indicazioni utili: è probabile che lo scarafaggio fugga nella direzione opposta, preferendo quattro traiettorie a destra (a 90, 120, 150, 180 gradi rispetto alla persona): sono i risultati di uno studio condotto da un team internazionale, pubblicato su Current biology. Dunque, una buona idea può essere quella di restare fermi e aspettare che prenda la sua strada. Ma non è proprio così semplice: “Semplificando, occorre ricordare che in generale la risposta è imprevedibile” sottolinea Paolo Domenici, ricercatore dell’Iamc-Cnr “ma più lo scarafaggio si allontana, più diventa prevedibile il suo percorso”. Insomma, una volta che ha scelto dove andare, è difficile che torni sui suoi passi. Con gran sollievo di chi lo incontra.

Per capire il comportamento delle blatte i ricercatori hanno scelto una metodologia impiegata nello studio degli uccelli, l’analisi statistica circolare. Lavori precedenti, invece, non avevano potuto evidenziare il fenomeno perché basati sulla statistica lineare. “L’approccio investigativo utilizzato in questo studio potrebbe essere applicato ad altri tipi di animali, poiché l’alta variabilità nelle direzioni di fuga è una caratteristica comune a molte specie sia vertebrate che invertebrate ed è alla base della loro sopravvivenza”.

Zanzare, notti più serene grazie ai nuovi insetticidi Made in Usa

Ospite indesiderata

Con la stagione estiva, le zanzare e il modo di liberarsene entrano al centro della ricerca scientifica, con un articolo pubblicato dalla rivista dell’Accademia delle scienze statunitense. Un gruppo di ricercatori dello statunitense Agricultural Research Service e dell’Università della Florida, vi illustrano un nuovo metodo di ricerca che dovrà servire a introdurre sul mercato in tempi più rapidi insetticidi il cui effetto dura più a lungo di quelli ora disponibili. Ciò sarà possibile grazie a nuovi principi attivi che saranno testati in modo meno laborioso del solito. Per più di cinquant’anni, infatti, la sostanza chimica alla base dei repellenti antizanzare è stata il DEET, scoperto dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense dopo aver dispendiosamente sperimentato per un decennio 40mila composti chimici. Al centro della ricerca è ora l’applicazione di una rete neurale artificiale, un sistema per l’elaborazione di informazioni, che mette in relazione le strutture dei composti chimici e i recettori degli insetti per prevedere la reale efficacia contro le zanzare delle sostanze da impiegare nella produzione di insetticidi, valutando al computer un fenomeno complesso come la durata del loro effetto repellente. I ricercatori hanno quindi utilizzato come base per la rete in questione una serie di dati relativi a 200 composti chimici già noti, sperimentati dal Dipartimento dell’Agricoltura tra il 1950 e il 1980, per abilitare il sistema al riconoscimento di quelli più efficaci. Successivamente, sono stati testati attraverso la rete neurale artificiale 23 nuovi composti, di alcuni dei quali si è potuta prevedere la capacità, confermata da test di laboratorio, di respingere gli assalti delle zanzare tre volte più a lungo di una equivalente concentrazione di DEET.

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