
WhatsApp, una delle app più gettonate dagli utilizzatori di smartphone, è sparita dall’AppStore. Proprio così. Chiunque in questo momento provi a cercare il popolare sistema di messaggistica sul proprio iPhone o dispositivo iOS non troverà alcunché. Continua

IM+ per iPad
IM+ per iPad (e iPhone) è un client multiprotocollo di Instant Messaging che consente di avere conversazioni con i propri contatti sui principali servizi: GTalk, Yahoo, MSN/Live Messenger, AIM/iChat, MySpace, Facebook chat e altri ancora.
La possibilità di gestire in un unico programma i più diffusi servizi di messaggistica online, di dialogare con più utenti nonché avere notifiche push quando si è in un’altra app rendono IM+ uno strumento molto comodo e efficace sia per i contatti di lavoro che quelli personali.
Come funziona
La prima volta che si lancia IM+ è necessario configurare il programma scegliendo i servizi su cui si ha un account e inserendo le credenziali di accesso. Fatta questa operazione l’app si connetterà man mano ai vari network e presenterà la lista di contatti.
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(Credits: Nokia)
Qualche settimana fa su Mytech abbiamo provato a spiegarvi perché gli Sms rischiano di essere cannibalizzati dai nuovi servizi Internet, presenti ormai sulla stragrande maggioranza dei telefonini.
Una freschissima ricerca condotta da Nextplora per Microsoft ci permette di fare qualche considerazione in più, analizzando l’atteggiamento degli italiani verso social network, email e Instant Messaging, gli strumenti che meglio degli altri incarnano l’alternativa Web ai classici metodi di comunicazione sul cellulare.
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Nell’internet point, l’immigrato si sente un po’ più a casa grazie a cuffie, microfono e webcam. Al lavoro, il capoufficio assegna un compito senza alzare la voce, con un semplice click su “messenger”. In quello stesso ufficio, l’impiegato commenta la partita di calcetto con gli amici, senza farsi sentire dal capo, sempre con i messaggi on line. A casa, la sera, i ragazzi snobbano la tv e si piazzano per ore a chattare con gli amici, riempiendoli di “emoticon” e file scaricati. Sono solo alcuni esempi di quanto i servizi di “instant messaging”, ovvero i programmi che permettono di comunicare in maniera immediata con chi è connesso a internet, siano entrati nella vita quotidiana.
Parlare con le “faccine” non è più un vezzo da programmatori o un mondo riservato agli under 30. I servizi di instant messaging si stanno affermando sempre più come mezzo di comunicazione. Uno studio realizzato da Nextplora per conto di Microsoft fotografa la situazione: 7 su 10 tra gli utenti di internet in Italia li utilizza. E se è vero che sono sempre i giovani (tra i 16 e i 24 anni) a fare da zoccolo duro (lo utilizzano il 73% dei maschi online e il 68% delle femmine), anche tra gli over 45 più della metà delle donne intervistate (56%) dichiara di usarlo almeno qualche volta (contro il 47% degli uomini). I picchi d’uso si registrano durante orari d’ufficio (9-12) e (16-19) a dimostrazione di quanto siano utilizzati sul lavoro (anche se non sempre per lavoro). Ma c’è un altro dato interessante: nella fascia serale tra le 20,30 e le 22, si ha un altro picco d’uso, soprattutto tra i più giovani. Che preferiscono le discussioni online al prime time televisivo.
I vantaggi dell’instant messaging sono evidenti: abbattimento dei costi di telefonate e sms, possibilità di conversazione multipla, di scambiarsi file, di fare videochiamate a costo zero. Ma un ruolo importante lo gioca pure la discrezione (rispetto al telefono), le possibilità comunicative delle emoticon, la rapidità. Meno facile individuare gli svantaggi, che possono derivare dall’abuso (secondo lo studio, tra i più giovani l’utilizzo giornaliero raggiunge anche le 4 ore) e dalla distrazione (ad esempio sul lavoro). In Italia il leader del mercato è il “Live messenger” di Windows, scaricato da 12 milioni di persone. Molto usati anche quelli di Skype, Yahoo! e Gmail (la posta di Google), mentre vanno scomparendo i primi programmi di messaggeria istantanea apparsi sulla rete, come Icq, Trillian, Aim o C6.
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