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Instant-search

Perché Google Instant non è una semplice Sibilla

(Credits: livingonimpulse@flickr)

(Credits: livingonimpulse@flickr)

Nella sostanza (ovvero nell’algoritmo di ricerca) cambia poco. Google rimane coerente con il suo modo di frugare fra i contenuti del Web. Ma se si considerano tutti i possibili risvolti, Google Instant rappresenta probabilmente uno dei cambiamenti più significativi nella storia del motore di ricerca. Soprattutto per chi sul Web ci lavora. Continua

Google Instant: a cosa serve veramente?

Una prova con Google Instant scrivendo -pa-

Una prova con Google Instant scrivendo -pa-

Lanciato mercoledì con una super conferenza stampa, Google Instant Search aggiunge una variazione vistosa al modo in cui si cerca su Google e soprattutto al modo in cui il motore di ricerca ci propone i risultati.

In pratica, come dicono i tecnici di Google, Instant Search è il “search-before-you-type”: un sistema che restituisce i risultati mentre ancora stiamo scrivendo nella casella di ricerca le parole; solo che lo fa tenendo conto *non solo* di quello che abbiamo già scritto ma prevedendo quello che (probabilmente) stiamo per scrivere, e mostra i risultati in tempo reale, in base a queste previsioni, senza bisogno di premere il tasto “Enter” o di cliccare su “Search”.
Continua

Microsoft cambia: quel motore è troppo in Vista

Alla fine ha vinto Google: Vista dovrà essere cambiato. Il sistema operativo di Microsoft, così com’è ora, non lascia infatti spazio a soluzioni alternative di ricerca desktop, compresa quella di Google, e quindi mette i potenziali concorrenti in posizione di svantaggio (su Yahoo e Google leggi anche Yahoo, un destino da numero 2 del web?). Lo ha deciso il Dipartimento di Giustizia americano, accogliendo un’istanza di 49 pagine presentata dalla stessa Google lo scorso aprile. Secondo il reclamo, il sistema di Instant Search preinstallato da Microsoft su Vista impedirebbe il funzionamento corretto degli altri motori di ricerca, violando i principi di libera concorrenza.
La sentenza porterà a tre conseguenze: gli utenti, così come i costruttori di pc, potranno decidere il motore di ricerca da utilizzare di default, un po’ come accade per il browser o per il media player. Microsoft dovrà inoltre aggiungere un link con i programmi alternativi all’interno dei vari collegamenti di Vista, dal menu Start al Pannello di controllo. Infine la casa di Redmond si impegnerà a diffondere ai competitor le linee guida per un’integrazione perfetta delle soluzioni di ricerca destinate al proprio sistema operativo. Queste modifiche, secondo le indiscrezioni, dovrebbero arrivare insieme al Service Pack 1 per Vista, atteso per la fine dell’anno.

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