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Gli smartphone “mini” sfidano l’iPhone: è Davide contro Golia?

Lg InTouch o Apple iPhone?

Lg InTouch o Apple iPhone? (Credits Lg Electronics, Apple)

Chiamateli mini-touch, Facebook-phone o cellulari chat. Il concetto non cambia: si può fare telefonia tattile anche senza seguire i dettami (e i prezzi) dell’iPhone. Sì perché gli utenti sanno accontentarsi di soluzioni più modeste purché funzionino bene e costino poco.

Per capirne di più, abbiamo messo le mani sul nuovo Lg InTouch, che forse fra i mini-touch è il modello più popolare, soprattutto fra il pubblico giovane.
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iDon’t: tutto quello che l’iPhone non sa fare

iPhone (Credits: Apple)

iPhone (Credits: Apple)

Sul sito di Verizon, uno dei principali operatori telefonici statunitensi, è da poco apparso un mini-spot sul nuovo Droid, il fresco smartphone motorizzato Android che Motorola dovrebbe far debuttare entro il prossimo mese di novembre. La cosa interessante è che del nuovo terminale si parla poco o nulla; tutte le attenzioni sono concentrate sul concorrente per eccellenza, l’iPhone. Che per l’occasione diventa iDon’t, ovvero tutto quello che il Melafonino non è in grado di fare.
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La calda estate di Apple: Ipod e Iphone nel mirino

iPhone 3G S_2
Ha fatto il giro del mondo la storia dell’ipod che sarebbe esploso arrivando fino a tre metri in aria. Sotto gli occhi sconcertati della proprietaria, una bambina di 11 anni. Secondo il Times online, la famiglia non rilascia altri commenti sulla vicenda dopo il clamore sollevato sui mass media internazionali.
Ma non è la prima volta che circolano voci sui rischi delle batterie degli ipod. Voci documentate. L’emittente Kirotv per sette mesi è stata sulle tracce degli incidenti: alla fine ne hanno scoperti 15. E hanno pubblicato due reclami inviati all’agenzia garante dei consumatori (Cpsc) negli Usa.
C’è chi mette in dubbio l’intera economia della Apple, rinata con il lancio dell’ipod voluto da Steve Jobs. A sollevare critiche è un blog dell’università di Harvad: l’autore è Umair Haque, direttore di Havas media Lab. Ricorda che il costo di un ipod prodotto in Cina è di 4 dollari.
E poi prova a calcolare quale potrebbe essere il prezzo per la fabbricazione negli Stati Uniti, confrontando i costi della manodopera. Risultato? Una differenza del 23 per cento. Quella che Haque definisce come la distinzione tra un “ipod buono” e un “ipod cattivo”.

Se il gioiello della corona di casa Apple è finito nel mirino dei blogger, il braccio di ferro con Google diventa più teso. L’azienda di Cupertino ha negato l’accesso a Big G nel suo negozio di applicazioni per iphone, una sorta di archivio che contiene piccoli software utili, dai giochi ai sistemi di ricerca specializzati (per ristoranti, alberghi, bar, ecc).

Google voice, questo il nome dell’applicazione espulsa, avrebbe permesso di parlare e inviare sms, decretando un conflitto nell’accordo tra Apple e l’operatore telefonico At&t. Portoni chiusi anche per Google Latitude, un servizio che permette di trovare su una mappa online gli amici in tempo reale: non è disponibile nel negozio su internet, ma può essere raggiunto via web. Anche per Apple, infatti, non è facile recintare il suo regno.

La settimana ad alta tensione tra i due colossi hitech si è conclusa con le dimissioni di Eric Schmidt, ceo di Google, dal consiglio di amministrazione della Apple, il tavolo dove vengono approvate le decisioni strategiche dell’azienda. Un conflitto di interessi che è diventato sempre più evidente negli anni. Fino al lancio del browser Chrome (rivale di Safari, sviluppato da Apple) e del sistema operativo per cellulari Android.
Finché il motore di ricerca ha annunciato che è in cantiere un nuovo sistema operativo a partire dal browser Chrome. Che dovrà vedersela con Mac Os x (Apple) e Windows (Microsoft).

Netbook o Iphone, che cosa mi compro?

AspireOne_11.6''_03

Il mio notebook a casa è sempre sequestrato da qualcuno dei famigliari
Lo riconquisto ogni tanto, a ore strane, giusto per per tagliare e editare le foto. Per il resto, perso.

Tre netbook

Ho deciso allora di comprare due o tre netbook, la prima generazione di veri “personal” computer, nel senso che costano abbastanza poco da potercene permettere, a casa, anche uno a testa, proprio come con i telefonini.
E i netbook ormai sono ben più comodi e funzionali del primo Eee Pc Asus, il primo modello riconosciuto della categoria (a sua volta figlio, almeno nelle idee, del One Laptop Per Child). Dalla fine del 2007 sia Asus che i concorrenti (Acer, Compaq, Packard Bell, Qualcomm, Dell…) hanno sfornato decine di modelli di Netbook.

Ora siamo addirittura al momento in cui i netbook generano sottocategorie, si differenziano. Alcuni, per esempio, non usano la tastiera. Altri preferiscono farsi chiamare Smartbook, alcuni puntano soprattutto ad abbassare ulteriormente la soglia del prezzo.

Sette tipi di netbook

Pare siano addirittura sette i tipi di “computer” collocabili fra un normale telefonino e i veri e propri pc (notebook o desktop). Gli esperti, per esempio Ranjit Atwal della società di analisi Gartner, citato dall’Economist, è arrivato a dire che andiamo verso un mercato simile a quello dell’automobile con decine di opzioni per decine di esigenze e gusti diversi.

Già così, dunque, la scelta dei netbook impone alcune valutazioni.
Ma ecco che il tutto si confonde ancora di più quando arriva qualcuno a suggerire che per quello che mi serve forse “basterebbe un vero smartphone”, per esempio un iPhone.
Che come noto può fare un sacco di cose che farebbe anche un netbook. E molte altre, tenuto conto anche della qantità crescente di applicazioni disponibili.

Allora un iPhone

Be’ il suggerimento stuzzica, indubbiamente [gallery, iPhone 3GS]

Fingo comunque di considerare tutta l’offerta di smartphone, compreso il Palm Pre, il tentativo più recente di contrastare l’ascesa delle vendite dell’iPhone, oppure quanto già è in circolazione con Android, il sistema operativo di Google per telefoni intelligenti, e, ovviamente, quel che propone Nokia.

Eppure, è ovvio che la mia opzione vera sia l’IPhone.

Un iPhone costa, appunto, come tre netbook

Ma qui salta fuori ancora una volta il vero ostacolo: i costi. In parte quelli di navigazione, ma soprattutto quelli di acquisto dell’IPhone: se è vero che finirà col costarmi, complessivamente, come tre netbook.
Già, tre netbook, esattamente il numero che mi servirebbe per avere a casa, finalmente, un computer veramente personal.

Dunque, eccomi daccapo.

[nella foto: AspireOne da 11.6'', credits: Acer]

iPhone 3GS, il Super Melafonino

Gallery - Proprio mentre i suoi avversari cominciavano ad avvicinarsi minacciosamente, Apple ha estratto dalla manica l’ennesimo asso pigliatutto, quasi fosse il momento di ristabilire le distanze.
Si chiama iPhone 3GS, e visto da fuori potrebbe sembrare un iPhone come tutti gli altri. Sotto il cofano, però, ci sono tutta una serie di migliorie che ne fanno – per usare le parole di Apple - il Melafonino più veloce e potente di sempre.

Vediamole in sintesi.

Una fotocamera degna di nome

Dal punto di vista hardware la novità principale riguarda l’innesto di una nuova fotocamera da 3.2 megapixel. Che forse non sarà al passo coi tempi, ma di certo garantirà agli utenti foto decisamente più nitide rispetto alla precedente generazione di iPhone. Non fosse altro per la presenza di un sistema autofocus che abilita la messa a fuoco di qualsiasi oggetto nell’inquadratura attraverso un semplice tocco sul display. O per le funzionalità integrate di videorecording, che consentiranno di utilizzare l’Iphone per registrare filmati (fino a 30 fotogrammi al secondo) e di postarli online (anche su MobileMe) piuttosto che allegarli alle email.

Memoria da 16 e 32 Gb

Con le funzionalità fotografiche cresce anche la capacità di archiviazione. I tagli del nuovo iPhone 3GS saranno infatti da 16 e 32 gigabyte. Insomma di spazio per ospitare foto più “risolute”, video, ma anche le sempre più ricche applicazione dell’AppStore ce n’è da vendere.

Batteria potenziata

Gli attuali utenti iPhone pagherebbero oro pur di avere qualche spicciolo di batteria in più. Apple li ha accontentati inserendo nel nuovo iPhone 3GS una nuova unità che – almeno sulla carta – promette bene. Il vantaggio rispetto al passato è evidente soprattutto nelle conversazioni 2G (la cui autonomia passa da 10 a 12 ore), nei collegamenti Internet in Wi-Fi (da 6 a 9 ore), nella riproduzione audio (da 24 a 30 ore) e in quella video (da 7 a 10 ore).

Due volte più veloce

Apple dichiara una grafica 3D accelerata e una velocità doppia rispetto all’iPhone 3G; le crediamo in parola, anche se non sono state ancora rilasciate le specifiche del processore e della Ram. Certo è che se si pensa alla reattività – già piuttosto spinta - del vecchio iPhone, c’è davvero da farsi venire l’acquolina in bocca…

Per non perdere la bussola

Per i nostalgici dell’orientamento che non riescono proprio ad abituarsi a Google Maps ecco arrivare la bussola digitale. Un oggetto utile o l’ennesima trovata scenografica? Lasciamo agli utenti il giudizio.

Arriva il copia e incolla (e non solo)

Molte le funzionalità che arrivano in dote dal nuovo sistema operativo OS 3.0 sembrano essere state scritte dai detrattori delle prime due generazioni dell’iPhone. Così ecco finalmente comparare il famigerato copia e incolla e con lui tutta una serie di funzionalità che Apple aveva stranamente (o volutamente?) lasciato per strada: gli Mms, per esempio ma anche il software di riconoscimento vocale, la possibilità di orientare la tastiera in orizzontale o quella di utilizzare l’iPhone come modem Hsdpa.
Da segnalare l’innesto di una feature denominata FindMyiPhone, utile in caso di smarrimento o di furto del cellulare, e una funzione Spotlight per frugare fra tutti i contenuti del cellulare (contatti, e-mail, calendari, note, eccetera) come si fa solitamente su computer.

Prezzi

La novità è che non ci sono novità. Il nuovo iPhone 3GS verrà venduto – almeno negli Stati Uniti - agli stessi prezzi dei vecchi top di di gamma: 199 dollari per l’Iphone da 16 giga e 299 dollari per quello da 32 (ferma restando, in entrambi i casi, la necessità di sottoscrivere un abbonamento con l’operatore). Appunto, e il “vecchio” iPhone 3G? Rimarrà in produzione (nella versione 8 Gb) ma a prezzo ribassato: 99 euro .
La speranza è naturalmente che anche in Italia venga seguita la stessa logica. Per saperne di più bisognerà però aspettare il 19 giugno, data del debutto nei negozi.

Palm Pre: cinque buone ragioni per cui l’iPhone deve temerlo

Sono molti a sostenere che il nuovissimo Palm Pre - da poche ore in commercio sul mercato statunitenense - sia il concorrente più temibile dell’iPhone che si sia mai visto finora. I motivi? Almeno cinque, che proviamo qui di seguito a riassumere.

1.    Un vero multitouch

Al contrario di tanti sedicenti dispositivi tattili, il Palm Pre è un vero dispositivo multitouch che – proprio come l’iPhone – è in grado di sviluppare un’interazione dinamica fra il movimento dei polpastrelli sullo schermo e le “azioni” del terminale. E ci sono pure alcune shortcut “magiche” che fanno impallidire lo stesso iPhone…

2.    La tastiera Qwerty

Tocchicciare lo schermo del telefono con le dita sarà pure molto cool. Ma a volte si sente l’esigenza di una buona vecchia tastiera estesa. E Palm - in quanto a Qwerty - la sa lunga.

3.    Multitasking

Il sistema operativo WebOS basato su Linux consente al nuovo Palm Pre di aprire più applicazioni contemporaneamente e di poterle visualizzare in modo pressoché immediato sul desktop. Farà piacere ai business man che non hanno tempo da perdere…

4.    Messaggi, contatti e calendari “consolidati”

Una delle feature più frizzanti del Pre consiste nella sua capacità di radunare sotto un’unica visuale i messaggi e i contatti provenienti da più fonti: e-mail quindi ma anche Exchange piuttosto che Facebook e social network. E lo stesso vale anche per i calendari.

5.    Google subito

Ovvero: non c’è bisogno di aprire il browser per fare delle ricerche su Internet. Google, così come Maps e Wikipedia, sono a portata di mano già dalla schermata di home.

Il New Yorker disegna la copertina con l’iPhone

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La tecnologia penetra sempre di più nella nostra vita e l’iPhone, da simbolo dell’hi-tech di nuova generazione, si sta evolvendo in strumento sempre più versatile, grazie anche a quella miniera di applicazioni (circa 30.000) costituita dall’Apple Store.
Così negli uffici del The New Yorker, il settimanale simbolo dell’America un po’ snob, è stata utilizzata un’applicazione di “finger painting” dal costo di 4,99 dollari, come Brushes, per disegnare interamente in digitale la copertina del prossimo numero che sarà in edicola il 1 giugno.
Jorge Colombo, l’autore della copertina, a quanto riporta il The New Yorker, è rimasto per quasi un’ora a disegnare sull’iPhone in Times Square, di fronte al Wax Museum di Madame Tussaud. Per chi volesse vedere come ha eseguito la realizzazione c’è un video sul sito del magazine americano.

Calano le vendite dei telefoni mobili, ma non degli iPhone

L'iPhone della Apple

Gli analisti di Gartner Group dicono che è la prima volta da quando la società monitora il comparto della telefonia mobile, (dal 2001) che si registra una contrazione così forte della domanda in un solo trimestre.
Il primo trimestre 2009, insomma sarà ricordato come record negativo: le vendite di telefoni mobili nel mondo sono state pari a 269 milioni di unità, ma rispetto allo stesso periodo del 2008 il calo è stato dell’8,6% .
Per contro il settore degli smartphone è in crescita del 12,7% rispetto al 2008 con 36,4 milioni di unità rilasciate. Le vendite di smartphone, sostiene Gartner Group, pesano ormai per il 13,5 % su tutte le vendite di telefoni mobili nel mondo e sono guidate prevalentemente dai prodotti touch screen.
Nokia rimane leader di mercato con quasi 15 milioni di smartphone venduti nel primo trimestre, seguita a ruota da Research in Motion (quasi 15 milioni di telefoni rilasciati) e da Apple che ha raddoppiato la quota di mercato al 10,8% grazie a agli oltre 3.938.000 iPhone venduti nei primi tre mesi dell’anno.
Anche nella classifica generale dei produttori per numero di terminali mobili venduti il primato di Nokia resta immutato (97 milioni di unità), ma cala il market share dal 39,1% del primo trimestre 2008 al 36,2% del primo trimestre 2009. Samsung si conferma il numero due (51 milioni di unità) con una quota di mercato in crescita (19% contro il 14% del 2008) seguita da LG e Motorola.

Apple Store: un miliardo di download in nove mesi

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Ci sono voluti solo nove mesi dal lancio dell’Apple Store dentro iTunes per raggiungere un obiettivo che allora sembrava inimmaginabile. Ma oggi con 25.000 applicazioni e circa 21 milioni di iPhone venduti dal 2007 a oggi, Apple ha segnato anche l’ultimo traguardo del miliardo di download effettuati dall’Apple Store.
Gli ultimi dati sulla trimestrale (il secondo quarter) resi noti mercoledì agli analisti finanziari parlano di un andamento inaspettatamente positivo, nonostante la crisi economica e il periodo tradizionalmente poco favorevole (il trimestre dopo lo shopping natalizio), tanto da far dire al CFO Peter Oppenheimer che questo è stato il miglior secondo trimestre nella storia di Apple sia come profitti che come fatturato. L’utile netto è cresciuto del 15% arrivando a 1,21 miliardi di dollari mentre il fatturato del trimestre è stato di 8,16 miliardi di dollari.
Apple ha venduto meno Macintosh (2,22 milioni di unità rilasciate nel trimestre, -3% rispetto allo stesso quarter del 2008) ma più iPhone e iPod: rispettivamente 3 milioni e 790 mila (+123%) e 11 milioni (+3% rispetto all’analogo periodo del 2008).

Nanogeneratori, ovvero come caricare l’iPhone camminando

Batteria iPhone

Zhong Lin Wang, un professore del Georgia Instituite of Technology, ha sviluppato un sistema di nanogeneratori che presto potrebbero essere in grado di alimentare piccoli apparecchi elettronici, come un iPhone o un Blackberry, attraverso i movimenti di chi li indossa.

Il nanogeneratore è infatti composto da una serie di filamenti di ossido di zinco di dimensioni “nanoscopiche”, spesse solo pochi atomi. Flettendosi, questi nanofilamenti sfruttano l’energia statica per creare piezoelettricità, o energia parassitaria, che viene poi trasferita a un elettrodo che produce corrente diretta. Ogni singolo nanofilamento è in grado di produrre 0.07 volt e l’intero nanogeneratore ha raggiunto un output massimo di 0,2 volt: i lettori mp3 caricati attraverso un’entrata USB richiedono solitamente 5 volt. La prossima sfida per il team guidato da Wang, naturalmente, sarà di massimizzare l’output.

Zhong Lin Wang con il nano-generatore

Le potenziali applicazioni di questo sistema sono molto più vaste di un semplice iPhone, basti pensare a quanto sono ingombranti le batterie necessarie per macchinari biomedici: l’ossido di zinco non è tossico per il corpo umano e potrebbe essere utilizzato, ad esempio, per misurare pressione e flusso sanguigno. Le implicazioni dei nanogeneratori piezoelettrici, però, sono ancora più importanti in quanto uniscono due delle tecnologie più all’avanguardia e importanti per il futuro del Pianeta: la piezoeletricità, cioè la capacità di riciclare l’energia che produciamo con i movimenti di persone e (soprattutto) macchinari, potrebbe un giorno permetterci di ridurre la minimo la necessità di produrre energia dai carburanti fossili o da altre fonti dannose per l’ambiente. Grazie ai nanomateriali, invece, potremmo essere in grado di produrre oggetti e macchinari enormemente più efficienti.

A questo proposito, uno studio pubblicato su Nature descrive un metodo nuovo e molto più efficiente per creare fogli di grafene (fogli di carbonio spessi solo un atomo) “aprendo” i nanotubi di carbonio. Il grafene può essere utilizzato per trasmettere dati molti più velocemente degli attuali chip in silicio, garantendo una potenza di calcolo e un’efficienza esponenzialmente più elevate. Combinando la maggiore efficienza di questi nuovi chip con la capacità produrre energia dai movimenti di nano-generatori il caricamento dell’iPhone, per lo meno, sarà garantito.

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