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Il Natale amaro di Apple: sanzioni Antitrust, possibili class action e crollo delle vendite europee

Credits: mt33

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Sono passate solo due settimane dalla battaglia legale che ha visto Apple sconfitta (almeno al primo turno) nella causa intentata da Motorola per la violazione di un brevetto, e già l’azienda di Cupertino si trova tra le mani un’altra patata bollente, che questa volta arriva dall’Italia. Oggi infatti l’Autorità Antitrust ha multato Apple per pratiche scorrette a danno dei consumatori. Le sanzioni per la precisione sono due e in totale ammontano a 900.000 euro.
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Quattro italiani su dieci hanno uno smartphone. E gli altri?

Credit: Ansa/Franco Silvi

Credit: Ansa/Franco Silvi

A quasi cinque anni dall’uscita del primo iPhone, l’oggetto che più di ogni altro ha segnato il passaggio dalla telefonia mobile 1.0 al fantastico mondo degli smartphone tuttofare, com’è cambiato l’approccio degli italiani con il proprio compagno digitale? A tracciare un primo bilancio ci ha provato A-Tono, agenzia di marketing interattivo multicanale che ha commissionato ad AstraRicerche uno studio sugli usi e costumi dei nostri connazionali dinnanzi ai cellulari di nuova generazione.

Ciò che ne è uscito è uno spaccato piuttosto variegato che ci mostra almeno cinque grandi profili tipo dell’utente tricolore in base al rapporto più o meno stretto con le nuove tecnologie mobili. Continua

Gli italiani in Rete: crescono le connessioni, boom dei cellulari

(Credits: Vodafone)

(Credits: Vodafone)

Cresce il numero di italiani connessi a Internet. Lo rivela Audiweb nel suo consueto rapporto sull’audience online. A marzo sono stati 25,9 milioni gli Italiani che si sono collegati almeno una volta a Internet (il 12,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2010), un risultato che è frutto in buona parte della crescita delle opportunità di accesso alla Rete. Continua

Google: un Doodle per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Un tour virtuale nei luoghi dell'Unità d'Italia

Un tour virtuale nei luoghi dell'Unità d'Italia

I 150 anni dell’Unità d’Italia, ce ne siamo accorti, sono dappertutto. Bevande, formaggini, prodotti del Made in Italy, persino autovetture, insomma non c’è prodotto di largo consumo che non sia stato toccato dalle celebrazioni per il Centocinquantenario. Ai festeggiamenti non intende mancare Google con un personalissimo Doodle che promette di omaggiare a dovere la storica ricorrenza. Continua

Quasi il 60 per cento degli italiani accede a internet anche fuori casa

Tastiera

Internet a disposizione in ogni luogo per quasi il 60% degli italiani. E’ quanto emerge dall’ultimo report di Audiweb, elaborato in collaborazione con Doxa, secondo cui il 59,7% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni dichiara di avere un accesso al Web da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi device. L’accesso a Internet e’ presente nelle case di 9,653 milioni di famiglie (il 46,4% delle famiglie italiane) e, in generale, le famiglie con accesso a internet sono anche piuttosto evolute nell’uso di internet scegliendo, nel 72% dei casi, un collegamento veloce con un abbonamento flat (90% delle famiglie con accesso via Adsl). Dall’indagine emerge inoltre una buona penetrazione di Internet e una equilibrata distribuzione tra i generi, le classi d’eta’ e le aree geografiche. L’accesso a Internet risulta ben rappresentato sia tra gli uomini (63,4%) che tra le donne (56,1%) e in tutto il territorio nazionale con una percentuale piu’ bassa nell’area Sud e Isole (50,6%). Un’elevata concentrazione Audiweb la rileva tra gli studenti universitari (95,1%), i laureati (92,6%), i diplomati (82,1%) e gli studenti di scuole medie e superiori (81,8%). Seguono i teen agers tra gli 11 e i 17 anni con un 78,9% e tra i 18 e i 34 anni (73,2), con una significativa percentuale anche nella fascia 35-54 (65,9%). L’accesso a Internet da casa tramite computer risulta la modalita’ privilegiata nel 50,5% dei casi (24,133 milioni), in particolare per gli studenti universitari (88,4%) e nella fascia d’eta’ 11/17anni (64%) e i 18-34 anni (61,3%), mentre il 19,3% degli individui (9,205 milioni) dichiara di avere un accesso a internet da lavoro/ufficio. Per quanto riguarda l’accesso a Internet in mobilita’ il 6,2% degli intervistati dichiara di accedere via cellulare, smartphone o PDA, ed emerge un profilo piuttosto elevato degli utilizzatori (laureati, imprenditori e dirigenti), affiancato dai ragazzi tra gli 11 e i 17 anni (8,6%) e gli studenti di scuole medie e superiori (10,3%). Per quel che concerne invece le motivazioni di utilizzo gli italiani ”navigatori” usano la Rete per trovare informazioni di qualsiasi tipo (46,1%), semplificare pratiche e procedure usufruendo di servizi a distanza (26,8%) e in generale per rendere piu’ ”divertente” lo studio e il lavoro (22,7%), essere aggiornati in tempo reale sui fatti di cronaca (22,4%) o entrare in contatto con amici, conoscenti e persone di tutto il mondo (18,5%). Tra i principali motivi di non utilizzo dell’online, infine, c’e’ sicuramente l’opinione diffusa per cui occorra essere molto esperti di computer e informatica per poter navigare. Il 58,9% si dichiara incapace di utilizzare il computer e il 15,8% e’ convinto che occorrano conoscenze informatiche particolari. Il 23,8% dichiara di non essere affatto interessato all’online pur non avendo mai provato. I navigatori occasionali affermano che navigherebbero con maggiore frequenza se Internet costasse di meno (34,8%), se costasse poco l’accesso anche da telefono cellulare (13,9%) e la connessione fosse piu’ veloce (13,3%) o ci fosse meno pubblicita’ (10,3%).

  • admin
  • Mercoledì 13 Maggio 2009

Facebook, l’Italia nella top ten con Nutella, ovetto Kinder e pizza

La top ten di Facebook

Tre simboli dell’Italia sono entrati nella top ten delle pagine più popolari su Facebook. Ma se pensate al Colosseo oppure a Dante Alighieri sbagliate. Perché il popolo di Facebook sembra interessato a ben altri argomenti. E, in un certo senso, si è fatto prendere per la gola. Come rivela il blog Facebook insider, i gruppi di fan per pizza, Nutella e ovetto Kinder (inventato da William Salice) sono tra i primi dieci al mondo per dimensioni. Quasi tre milioni di persone adorano la crema di nocciole piemontese, resa celebre anche dal film Bianca di Nanni Moretti che si consola con un contenitore di dimensioni surreali. Altrettanti sono “supporter” della pizza. E 2,5 milioni di persone sono fan dell’ovetto. Nella classifica pubblicata da Facebook vince il neoeletto presidente degli Stati Uniti, Barack Obama con 5,7 milioni di sostenitori: proprio le comunità di internet lo hanno aiutato nella campagna elettorale. Al secondo posto, un’icona del mondo globalizzato: la Coca-cola. Tra i personaggi più popolari, Dr House e il calciatore Cristiano Ronaldo. E tra i protagonisti dei cartoni animati? A sorpresa, la famiglia dei Simpson è stata battuta da Sid (il bradipo dell’Era glaciale) e da Boo, la bambina del lungometraggio Monsters&Co.

Nanni Moretti affronta un barattolone di Nutella

Un italiano su due è un analfabeta del web

Internet cafe

Siamo un Paese che non innova, e lo si capisce anche dal nostro rapporto con il web e con le tecnologie informatiche. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Assinform, il documento che fotografa ogni anno l’andamento dell’informatica e delle telecomunicazioni nel nostro Paese. Secondo l’ultimo rilevamento, l’Italia è il Paese che conta la percentuale più alta di analfabeti del web: ben il 56% dei nostri connazionali non usa Internet, contro una media europea del 40%. In compenso siamo il secondo Paese europeo in quanto a numero di utenti “smaliziati”; il 9% dei nostri compaesani ha un’ottima dimestichezza con il web (9%), ci batte solo la Francia con il 12%. Piuttosto scarsa è l’attenzione verso i servizi offerti dalla Rete: l’Internet banking è utilizzato solo dal 12% della popolazione contro il 25% della media europea, e l’e-commerce è ancora fermo al 2% del totale delle vendite al dettaglio, quando la media europea viaggia a quota 11%.

Decisamente poco brillanti anche gli investimenti in nuove tecnologie: se nel 1998 il nostro Paese spendeva l’1,5% del valore del Pil, a fronte di una media europea attestata al 2,3%, oggi siamo all’1,7%; in dieci anni, in pratica, l’Italia ha fatto registrare una crescita di soli due decimi di punto percentuale, contro una media europea di 5 decimi di punto, con picchi di 6 e 8 decimi (rispettivamente in Gran Bretagna e Francia).

Ma come si spiega questo andamento lento? Secondo Assinform c’è in primo luogo il progressivo invecchiamento demografico e un sistema formativo non all’altezza delle sfide tecnologiche, che mantengono oltre la metà della popolazione italiana lontana dalle facilitazioni e dai vantaggi dei servizi Internet. Il problema - sottolinea Ennio Lucarelli, presidente dell’Associazione di Confindustria - riguarda il processo di digitalizzazione del Paese che avanza in modo frammentario e discontinuo, privo di una politica economica capace di puntare sull’It in termini strategici come invece è avvenuto e avviene in altri paesi: “Se nell’ultimo decennio il sintomo più evidente della regressione italiana è stato l’aumento del divario di produttività con gli altri paesi europei, una delle cause strutturali, purtroppo ancora largamente sottovalutata, sta nel non aver investito per innovare l’Information Technology italiana al fine di rilanciare l’economia, come si è fatto invece in Europa a seguito del processo di Lisbona e in molti paesi nostri concorrenti. A fronte dei programmi quadro comunitari per lo sviluppo dell’innovazione tecnologica, in Italia dieci anni di spesa It ben al di sotto della media europea hanno reso la nostra economia rigida, limitandone le capacità di crescita e di reazione ai cambiamenti”.

Fine delle attese: firmati gli accordi per l’iPhone in Italia

Il supertelefonino della Apple è la combinazione di un rivoluzionario cellulare, un iPod widescreen e un dispositivo di comunicazione per Internet<br /> [i](Foto Apple)[/i]
Dopo una lunga trattativa, annunci e smentite, adesso è ufficiale: Telecom Italia ha confermato di aver siglato l’accordo con Apple per portare l’iPhone in Italia entro l’anno. Probabilmente a giugno inizierà la vendita di uno degli oggetti hi tech più desiderati del momento, da parte di Telecom, poi anche Vodafone commercializzerà l’iPhone in Italia entro la fine dell’anno.
Vodafone ha spiegato che è stato firmato un accordo con la Apple che riguarda dieci Paesi: oltre all’Italia, Sudafrica, Australia, Egitto, Grecia, India, Portogallo, Nuova Zelanda, Turchia e Repubblica ceca. L’operatore telefonico spiega anche che gli apparecchi che distribuirà lavoreranno sulla propria rete.
Lanciato nella primavera del 2007, l’iPhone è attualmente in commercio in sei paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Irlanda e Austria.

Il VIDEO servizio:

LEGGI ANCHE: Perché mi piacciono i prodotti Apple (e aspetto l’iPhone)

L’Italia nella sporca dozzina dello spam

http://flickr.com/photos/maguisso/1205113333/
E’ il 2004 e un Bill Gates più ottimista del solito annuncia al World Economic Forum di Davos la morte dello spam: “Tra due anni sarà un problema risolto”. Mai profezia tecnologica fu meno azzeccata. Quattro anni dopo la spazzatura elettronica prolifera incontrastata in ogni angolo di Internet. Più che l’eccezione è ormai la regola con cui siamo costretti a convivere in tutte le nostre attività online. Basti pensare che 9 mail su 10 sono posta indesiderata. Pillole ormonali, diplomi di master, erbe miracolose, conti in banca bloccati: dietro a una fantasia così fervida si nasconde un vero business che alimenta un’economia sommersa sempre più florida. E’ per questo che a fronte di filtri sempre più intelligenti e mirati, gli spammer non fanno che rincarare la dose ed escogitare nuove trappole per aggirarli. In questa battaglia, un un ruolo da protagonista (in negativo) lo sta assumendo anche l’Italia. Secondo l’ultimo rapporto di Sophos, software-house specializzata in sicurezza informatica, nella sporca dozzina dei paesi con il maggior numero di messaggi indesiderati ha fatto il suo ingresso anche il nostro paese, da cui parte più del 3,5 per cento di tutte le informazioni-spazzatura. Certo, siamo ancora un bel po’ distanti da Stati Uniti (21 per cento) e Russia (8,3), ma è quanto mai importante tenere alta la guardia. Anche perché questi dati non vogliono assolutamente dire che in Italia si concentra un alto numero di spammer. Significano, piuttosto, che i nostri pc sono facile preda di attacchi: “Il balzo in avanti in classifica conferma che sono purtroppo ancora numerosissimi i computer italiani sprovvisti di protezione che consentono agli hacker di infiltrarvisi e di trasformarli in zombie da cui inviare spam e malware”, conferma Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia.
E’ per questo che, al di là degli opportuni (e sempre insufficienti) filtri anti-spam, la vera arma per vincere la guerra contro lo spam è culturale e sociale al tempo stesso. Cominciando, ad esempio, a non cliccare su link di cui non conosciamo la provenienza. E partecipando in maniera più convinta ai filtri collaborativi offerti dalla maggior parte dei servizi del web 2.0 con le funzionalità “report spam” o “report abuse” con cui si può segnalare in un click la sorgente da cui partono le informazioni-spazzatura. E così evitare che infestino anche altri utenti.
VIDEO: L’anti-spam collettivo di Gmail


Come notificare lo spam su YouTube

Che cosa si fa in Europa e in Italia

- Secondo il Rapporto demenza 2006, i malati di Alzheimer in Europa sono 6,4 milioni. Destinati a raddoppiare entro il 2050.
- 27 europarlamentari di 16 paesi, tra cui l’Italia, hanno creato l’Alleanza europea per l’Alzheimer. Obiettivo: chiedere alla Commissione e al Consiglio dei ministri Ue una risoluzione che riconosca questa malattia come priorità sanitaria e sociale.
- L’Alleanza sostiene la Dichiarazione di Parigi (adottata nel 2006) che chiede ai politici europei e nazionali sensibilizzazione e sostegno. La Federazione Alzheimer Italia ha lanciato
una campagna di adesione alla Dichiarazione e ha chiesto ai parlamentari italiani di sottoscriverla.
- Il ministro della Salute Livia Turco ha aperto un tavolo di lavoro sulle demenze. Verrà elaborato un documento per la presa in carico dei malati e per la medicina sul territorio.

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